Storia della Coppa America 1980-1983

XXIVª e XXVª edizione Bond non si scoraggia

I Challenger
Sotto i colori del Royal Perth Yach Club Alan Bond ci riprova con il vecchio/rimodernato Australia (KA-5) il collaudato Jim Hardy al timone ed un giovane sconosciuto velaio, John Bertrand, alla tattica . Gli altri sfidanti sono il Royal Yacht Club of Gotheburg con, Presidente dello Sverige Challenge, S.A.R. Carl XVI Gustaf Bernadotte, la barca è il rimodernato Sverige (S-3) della precedente edizione, con Pelle Pettersson (argento Star Monaco '72) al timone; per lo Yacht Club d'Hyeres France III (F-3) che Bich ha fatto progettare a Valentjn dopo le deludenti prove delle barche di André Mauric con Bruno Troublè, timoniere e Jeam Marie Le Guillot tattico ed infine, dopo 16 anni di blackout, una barca inglese il Lionheart (K-18) progetto Ian Howlett che funge anche da tattico e John Oakeley timoniere / skipper, challenger il Royal Southern Yacht Club; questa barca monta un rivoluzionario albero a banana che gli consente una randa con circa 20 m2 di tela in più, in quanto, per le regole di stazza la misura dell'inferitura data dalla verticale penna / boma.
Una serie di regate preliminari per stabilire i valori; al termine si affrontano, ad eliminazione diretta, Australia / Sverige e France / Lionheart. Australia e France eliminano i rispettivi avversari 4 a 3. La finale dei Challenger Australia / France si risolve con un 4 a 1 a favore degli australiani. Dopo quattro sconfitte consecutive il barone Marcel Bich getta la spugna ed annuncia il suo ritiro dalla Coppa America.

i Defender
Nel campo dei defender Dennis Conner, abbandonata la vela olimpica dopo il bronzo nei Tempest del 76 ed il titolo nelle Star del 78, si butta a capo fitto nell'avventura Coppa America, si presenta al timone di Freedom (US-30), progetto Sparkman & Stephens per il sindacato del NYYC, con un pozzetto di tutto rispetto, alla tattica Dennis Durgan ex campione nella classe Star e vincitore di numerose Congretional Cup, (la più importante regata a match race che si corre ogni anno a Los Angeles, in marzo, su imbarcazioni da crociera) e alla scotta randa, John Marshall presidente della North Sails, veleria che ha rifornito la barca con rande tagliate nei nuovi tessuti Kevlar e Mylar. Clipper (US-32) progetto di David Pedrick con per skipper Russell Long, figlio di uno dei membri del sindacato 'People to People Sports Committee' guidato da Daniel D. Strohmeier, ed il tattico Anthony Parker. La barca comincia a rendere con l'usciata di Parker e l'ingresso del fresco campione del mondo Star 1980, Tom Blackaller impensierendo non poco Freedom nelle regate con poco vento. Terzo pretendente, il sindacato di Courageous "People to People Sports Committee" con Ted Turner che ritenta il colpo gobbo della passata edizione.


Coppa America 1980

Le regate
Il 16 settembre ha inizio la serie di regate tiratissime tra "Australia" ed un Dennis Conner super aggressivo al timone di "Freedom".
Australia adotta lo stesso tipo d'albero di Lionheart e vele Kevlar Mylard.
- La prima prova corsa con non più di nove nodi è vinta da Freedom con 1'58" di vantaggio.
- Il 17 partenza con vento leggerissimo, Australia comanda ma, a mezzo miglio dall'arrivo scadone le 5 ore e 15 di tempo massimo. La regata è annullata.
- Il 19, la partenza è data con un vento quasi al limite della bonaccia, condizione ideale per Australia che si aggiudica la prova, entro pochi minuti dallo scadere del tempo limite, con 28" di vantaggio. Fa discutere l'annunciata protesta di Conner basata sul fatto che, al rientro poco dopo il tramonto, gli australiani non avevano acceso in tempo le luci di via. La speciosa protesta non è presentata. Sospiro di sollievo della Giuria Internazionale presieduta da Beppe Croce.
- Terza prova il 21. Il vento si mantiene sui 10 nodi. Freedom parte in testa e la mantiene per tutto l'arco della regata nonostante una serie di avarie. All'arrivo ha 1'53". Australia protesta Freedom per avere navigato sotto spi senza tangone. La giuria conferma il risultato.
- Il 23 la quarta prova. I bollettini danno vento sostenuto, Australia monta vele in dacron. Il vento però rimane quello dei giorni precedenti e Australia taglia con circa 4 minuti di ritardo. 3 a 1 per Freedom.
- Prova decisiva il 25. Il vento non manca, circa 13 nodi alla partenza, e Freedom ne approfitta. Fa sua la prova conclusiva con 3'e 38" di vantaggio.
Gli australiani sono sconfitti per la sesta volta.
Anche questa edizione è segnata dalle roventi polemiche sulla regolarità delle imbarcazioni e l'operato della giuria.

Freedom US-30
Australia II KA-5


New York Yacht Club
Freedom US-30

Fort Schuyler Foundation
Presidente:
Skipper: Dennis Conner
progetto: Sparkman & Stephens
cantiere: Minneford Yacht Yard Inc
varo: giugno 1979
vele: North
LOA: 18.97 m ; LWL: 13,75 m
SA: 167,4 mq

Pozzetto:

Timoniere: Dennis Conner
Navigatore: Halsey C. Herreshoff
Tattico: Dennis Durgan
Randa: John K. Marshall
Prua: Scott Vogel
Royal Perth Yacht Club
Australia II KA-5

West Australian Syndicate '80 Ltd
Presidente: Alan Bond
Skipper: Jim Hardy
progetto: Bob Miller (Ben Lexcen) & J. Valentijn (1977)
cantiere: Steve Ward & Brian Raley riamodernata da Ben Lexcen (1979/'80)
vele:
LOA: 19,81 m ; LWL: 13,72 m
SA: 176,4 mq

Pozzetto:

Timoniere: Jim Hardy
Navigatore: Jack Baxter
Tattico: John Bertrand
Randa: Rob Brown
Prua : Scott McAllister

Freedom / Australia
4 - 1
al meglio delle 7 prove.


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Coppa America 1983 - Fine di un'epoca XXVa edizione - La Coppa cambia casa


La sfida italiana
Per la prima volta l'Italia è presente con una sua barca. Un primo tentativo risale all'inizio degli anni sessanta dall'idea dell'allora presidente della Federazione Italiana Vela nonchè membro della Giuria Internazionale, Beppe Croce e di Giovanni Agnelli presidente FIAT ma non andata in porto per motivi economici o, come dicono altri, per la non accettazione della sfida da parte del Defender il New York Yacht Club. Un secondo tentativo si ha dieci anni dopo, inizi anni settanta, ma rimane allo stadio di idea. A buon fine il terzo, sponsorizzato dall'avocato Agnelli e da Karim Aga Khan presidente del consorzio turistico Costa Smeralda e dell'omonimo Circolo velico, il Yacht Club Costa Smeralda. Nasce così il Consorzio "Sfida Italiana America's Cup 83'" al quale aderiscono 17 aziende nazionali come, Agusta, Barilla, Cinzano e Alitalia tutte con forti interessi al mercato nordamericano, investendo nell'operazione 300 milioni di lire ciascuna. Il progetto è affidato Andrea Vallicelli, mentre Cino Ricci si occupa della direzione tecnica ed amministrativa. Per gli allenamenti e la selezione dell'equipaggio il consorzio acquista "Enterprise" US 27 (iscritta al Registro Nautico con il numero velico I-3), il 12 metri di proprietà della Fort Shuyler Foundation progettato dallo studio "Sparkman & Stephens" per la sfida del '77.
Le selezioni dei futuri membri di equipaggio iniziano a Porto Cervo nell'inverno del 1982; tra i 27 convocati Mauro Pellaschier, già campione Italiano ed olimpionico nella classe Finn, al quale poi sarà affidato il timone; Flavio Scala, olimpionico nella Star, Stefano Roberti e Tiziano Nava, affermati timonieri nelle Classi IOR e poi Lorenzo Mazza, Enrico "Chicco" Isemburg e Cino Ricci in qualita di skipper. Il varo di Azzurra, come viene battezzata la barca costruita a Pesaro, è del 19 luglio del 1982. Due le basi d'allenamento Marina di Ravenna e Formia.
L'11 aprile, conclusa la fase degli allenamenti e la selezione dei 19 che faranno parte della spedizione, Azzurra è imbarcata a Napoli sulla motonave Costa Ligure in partenza per New York.
n.b. molte foto mostrano Azzurra con il nr. velico I-3, Cino Ricci, interpellato in merito, risponde:
"Giusto, Azzurra 83 ha I-4. Enterprise era I-3 e le rande erano intercambiabili (in allenamento). Saluti, Cino"

Vallicelli,Ricci,Agnelli
Mauro Pellaschier

MUMM CHAMPAGNE Cup" 1983

I Challenger
Il 18 giugno parte il primo Round Robin dell'edizione storica sia per partecipazione (sette sfidanti in rappresentanza di cinque nazioni) che per risultato. Primo sponsor delle selezioni la Louis Vuitton con un suo marchio "Mumm Champagne". Si affaccia anche, per il pubblico italiano, una timida copertura televisiva con servizi speciali da Newport e con commenti, a dir poco disinvolti, fatti da cronisti improvvisati.
Al termine dei tre Round Robin di selezione escono: il "France 3" del consorzio AFCA - Yacht Club de France (F-3 - progetto Vallentijin - tim. Brunò Troublè), "Challenge 12" ceduto da Bond a Richard Pratt - Royal Victorian Yacht Club (KA-10 - progetto Ben Lexcen - tim. John Savage) e "Advance Australia" di Syd Fisher e W. Pettingall - Royal Sydney Yacht Squadron (KA-7 - progetto Alan Payne tim. Iain Murray e Peter Gilmour) barca così poco performante da essere messa in disarmo al termine delle selezioni.
Nel quarto Round Robin, la semifinale, entrano "Australia II" di Alan Bond - Royal Perth Yacht Club (KA-6 - progetto Ben Lexcen - tim. John Bertrand), "Victory 83" di Peter de Savary - Royal Burnham Yacht Club (K-22 - progetto Ian Howlett), "Azzurra" Consorzio Azzurra - Yacht Club Costa Smeralda (I-4 - progetto Vallicelli - tim. Mauro Pelaschier) che data la non esperienza in questo tipo di competizione si è comportata egregiamente e "Canada 1" di Marvin McDill - Secret Cove Yacht Club ( KC-1 - progetto Bruce Kirby - timoniere Terry McLaughling).
La finale sfidanti, dal 31 agosto al 5 settembre, vede opposta "Victory 83", timonata alternativamente dal trio Phill Crebbin, Laurie Smith e Rodney Pattison, ad "Australia II" con John Bertrand. Con il secco il 4-1 inflitto agli inglesi la barca australiana conquista la coppa Mumm ed è il Challenger della 25a edizione.
Victory 83
Azzurra

Australia II KA-6 - Liberty US 40
New York Yacht Club a Newport

Australia II e Azzurra
Azzurra - I-4

Azzurra I-4 e Victory 83 K-22
I Defender
Conner non bada a spese ed a furbizie. Modifica "Freedom", commissiona a Valentijn "Magic" (US-38) palesemente fuori stazza, e a Sparkman & Stevens "Spirit of America" (US-34) ed ha già in cantiere "Liberty" la nuova barca di Johan Valentijn per la quale si fa emettere una serie di certificati di stazza per assetti diversi in modo da poterla modificare liberamente a seconda delle condizioni di mare e vento presumibili al momento della regata. Ai trials partecipano il Sidacato "Freedom Camp. 1983 Ft. Schuyler Foundation" con "Liberty" (US-40) timonata da Dennis Conner, ed il "People to People Sports Commmittee Defender-Courageous Syndacate" di Chuck Kirsh con "Defender" (US-44) - progetto Dave Pedrik skipper Tom Blackaller ed il vecchio "Courageous" (US-26) con un John Kolius che purtroppo, visto il mezzo a disposizione, funge solo da comparsa. Lo scontro si risolve a favore di Liberty che diventa il Defender ufficiale.

Le regate di Coppa America 1983

Vigilia movimentata dalle infinite mosse e contro mosse del New York Yacht Club nel tentativo di far mettere fuori stazza "Australia II".
Il 14 settembre ha inizio la Coppa America. Australia II e John Bertrand mostrano tutto il loro potenziale; vincono la partenza e conducono fino al secondo lasco quando alla barca americana, non più marcamento australiano, riesce il sorpasso e si mantiene in testa tagliando la linea di arrivo con un minuto abbondante di vantaggio.
- Seconda prova il 15. Conner vince la partenza ma gli australiani transitano per primi alla boa 1 e si mantengono in testa fino alla seconda bolina che perdono spinti da Conner in una zona di bonaccia; la regata è in mano americana; al traguardo il distacco è di 1'33".
- La terza regata del 17 e annullata per bonaccia al momento Australia aveva più di sei minuti di vantaggio.
- Il 18 il vento è a regime di brezza non superiore ai tre metri, Conner vince la partenza ma sulla prima boa Australia ha già un vantaggio superiore al minuto che si incrementa fino ai 3 minuti e 10 sulla linea di arrivo.
- Quarta regata. Conner vince partenza e regata. Siamo sul 3-1. Gli americani non hanno mai fallito la quarta prova.
Ma succede!
- La partenza della quinta regata è vinta Conner, Bertrand costretto a rientrare perde 37 secondi. La regata è in mano a Liberty, il vento supera i 16 nodi, intensità per lei ideale, ma cede l'albero nella la parte superiore e la vela perde la sua forma ideale. Liberty menomata, Australia a campo libero; la regata è sua con 1'47" di vantaggio.
- Si và alla sesta regata. Partenza ancora vinta da Conner. Un salto di vento favorisce gli australiani che girano la boa 1 con 2'30" di vantaggio è tagliano il traguardo con un distacco su Liberty di 3 minuti e 29 secondi. Il maggiore distacco patito da una barca americana nei 132 anni di storia.
- Siamo sul 3-3.
- Regata della vita il 26 settembre. Conner vince la partenza ed allunga, sulla quarta boa ha 47 secondi di vantaggio; la poppa decide la regata, Conner per assicurarsi la copertura stramba e si avvicina a Bertrand, mossa fatale, la serie di strambate avvantaggia Australia che gira la boa sei avanti di 21 secondi. L'attacco di Conner nella bolina è bloccato da Australia che taglia la linea di arrivo con 41 secondi di vantaggio. 4-3 per gli australiani.
Sbigottimento generale. Infine vengono tolti i grembiuli che celavano l'opera viva e si scopre l'arma vincente di Australia, le famose appendici, due alette in chiglia.
Dopo 132 anni, la Coppa passa di mano e vola in Australia. Bond a vinto la sua scommessa e Conner, per poco non ci rimette la testa, testa, che molti dei compassati Soci dello N.Y.Y.C. auspicherebbero vedere esposta al posto della Vecchia Brocca.

Liberty US-40
Australia II KA-6


New York Yacht Club
Liberty us 40

Freedom Campaign '83 SUNY
Presidente: George Jewet
Skipper: Dennis Conner
progetto: Johan Valentijn
cantiere: Newport Offshore Ltd.
varo: giugno 1983
vele: North
LOA: 19,35 m ; LWL: 13,69 m
SA: 168 mq

Pozzetto:

Timoniere: Dennis Conner
Navigatore: Halsey C. Herreshoff
Tattico: Thomas A. Whidden
Randa: John K. Marshall
Prua: Scott Vogel


Royal Perth Yacht Club
Australia KA-5

America's Cup Challenge '87 Ltd.
Presidente: Alan Bond
Skipper: John Bertrand
progetto: Ben Lexcen
cantiere: Steve E. Ward & Co. - Perth
varo: 3 giugno 1982
disegno vele: Tom Schnackenberg
velerie: North, Hood,Sobstad (AUS)
LOA: 19,21 m ; LWL: 13,10 m
SA: 175 mq

Pozzetto:

Timoniere: John Bertrand
Navigatore: Grant Simmer
Tattico: Hugh Treharne
Randa: Colin Beashel
Prua: Damian Fewster


Liberty / Australia II
3 - 4
al meglio delle 7 prove

Austalia II rientro a fine regata.
La chiglia segreta.

John Bertrand
Aland Bond e l'equipaggio



tratto dal sito: http://www.geocities.com/ali6.geo/
email: egnoc@tiscali.it

ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
immagini rielaborate da e.n. scala 1/800 © copyright (Mar 2002)
(non riproducibili senza autorizzazione)