Storia della Coppa America 1980-1983
XXVIª e XXVIIª edizione
America's Cup 1987
L'affollata XXVIa edizione
Per la prima volta la Coppa si corre fuori dalle acque territoriali
americane. Siamo in Australia a Fremantle sulle onde ripide dell'oceano
Indiano. Inizia l'era della televisione e tutti vogliono partecipare,
soprattutto gli sponsor. Sei le nazioni presenti alla Louis Vuitton
Cup con tredici consorzi sfidanti, di cui due italiani, lo Yacht Club
Costa Smeralda con "Azzurra 3" (I-10) ed lo Yacht Club Italiano
con "Italia I" (I-7). Gli americani, i più numerosi,
sono presenti con 6 Circoli, il Chicago Yacht Club : "Heart of
America" (US-51), il New York Yacht Club: "America II"
(US-46), il Newport Harbour Yacht Club con "Eagle" (US-60),
il San Diego Yacht Club: "Stars&Stripes 87" (US-55), ST.
Francis Y.C.: "USA" (US-61) ed il Yale Corinthian Y.C. con
"Courgeous" (US-26), seguiti dalla Francia con la Societé
del Regates Rochellaise con "French Kiss" (F-7) e la Societé
Nautique de Marseille con "Challenge France" (F-8), il Canada
con il Secret Cove Yacht Club con "Canada 2" (KC-2);la Gran
Bretagna con il Royal Thames Yacht Club con "White Crusader"
(K-24) ed infine la Nuova Zelanda con il New Zealand Yacht Squadron
con New Zealand "Kiwi Magic" (KZ-7) o "Plastic Fantastic"
come viene ribattezzata dal resto degli sfidanti; lo scafo, concepito
dal trio d'eccezione del design nautico Laurie Davidson, Bruce Farr
e Ron Holland è costruito in vetroresina e compositi.
Challenger - I 12m J.I. presenti a Fremantel.
Nazione
Yacht Club
Sindacato
Nome/n° velico anno
Designer
Cantiere
Skipper
Afterguard
Principali Sponsor
Chicago
Yacht Club
Heart of America
Heart of America US-51 1986
Graham & Schlageter
Merrifield & Roberts Inc.
Buddy Melges
Gary Jobson Ciba Geigy - MCI Telecomunication
Newport Harbour Yacht Club
Eagle
Eagle US-60 1986
J. Valentijn
Williams & Manchester Shipyard
Rod Davis
Jerry Driscol - Doug Rastello - Jim Allsop
Eagle Syndacate
New York Yacht Club
The America II Syndacate
(America II [Lego]) US-42 (*) 1984
(America II) US-44 (*) 1985
America II US-46 1986
M. W. Langan - (Sparkman & Stephens)
Williams & Manchester Shipyard
John Kolius John Bertrand - Thomas McLaughlin - Lexi Gahagan - Larry
Leonard
Cadillac - Newsweek - American Express
San Diego Yacht Club
Sail America Foundation
(S.&S. '85) US-54 (*) 1985
S.&S. '87 US-55 1986
(S.&S. '86) US-56 (*) 1986
Britton Chance/Buddy Nelson/Dave Pedrick
Robert Derecktor Inc.
Dennis Conner
Peter Isler - Thomas Whidden - Robby Haines
Atlas Hotel - Ford - Allied Corp.
St. Francis Yacht Club
Golden Gate Challenge
(USA E-1) US-49 (*) 1985
USA R-1 US-61 1986
Garry Mull
Stephens Marine
Tom Blackaller
Paul Cayard - Peter Stalkus - David Dellenbaugh - Andreas Josenhans
- Bill Shore - Jeff Merrill
Lewi's - Coca Cola - Jaguar
Yale Corinthian Yacht Club
Courageous
Courageous IV US-26 1974/85
modifiche Leonard Green
David Vietor
Cam Lewis - Andy Rode - Mike Buonvino
Continental Airline
Azzurra
(Azzurra II) I-8 (*) 1985
Studio Vallicelli
I.M.Scardellato
Mauro Pellaschier
Tiziano Nava - F. De Angelis
Alitalia - Fiat - BNL
Azzurra III I-10 1986
Studio Vallicelli
S.A.I. Ambrosini
Mauro Pellaschier
Tiziano Nava - F. De Angelis
Alitalia - Fiat - BNL
(Azzurra IV) I-11 (*) 1986
Studio Sciomachen
S.A.I. Ambrosini
Mauro Pellaschier
Tiziano Nava - F. De Angelis
Alitalia - Fiat - BNL
Yachting Club Italiano
Consorzio Italia
Italia I I-7 1985
(Italia II) I-9 (*) 1986
Studio Giorgetti e Magrini
Cantieri Baglietto
Aldo Migliaccio
Tommaso Chieffi - Flavio Scala - Enrico Chieffi - Albino Fravezzi
Aermacchi - Montedison - Assicurazioni Generali
Societé des Regates Rochellaise
French Kiss
French Kiss F-7 1985
Philippe Briand
Alubat Marc
Pajot Tierry
Peponnet - Marc Bouet - Bertrand Pace - Laurent Cordelle
Kis France
Societé Nautique de Marseille
Challenge France
Challenge France F-8 1986
Daniel Andrieu
Chantiers Alsthom Atlantique - Aerosptiale
Yves Pajot
Francois Brenoc - Yannick Pollet
Grundig France
Royal Thames Yacht Club
1987 British Challenge
Crusader 1 K-24 1985
(Crusader 2) K-25 (*) 1986
Ian Howlet / David Hollom
Cougar Marine
Harold Cudmore
Chris Law - Ian Howlett - Eddie Warden Owen
British Airways - Pentax
Secret Cove Yacht Club
Canadian America's Cup Challenge
KC-2 (ex KC-1) 1986
modifice Bruce Kirby
Fred McConnell Marine Ltd.
Terry Neilson
Greg Tawastsjerna - Hans Fogh
Control Data - Petro Canada
New Zealand Yacht Squadron
New Zealand America's Cup Challenge Trust
(New Zealand "Kiwi") KZ-3 (*) 1985
(New Zealand) KZ-5 (*) 1986
New Zealand "Kiwi Magic" KZ-7 1986
Laurie Davidson Bruce Farr/ Ron Holland
McMullen & Wing
Chris Dickson
Mike Quilter - Brad Butterworth
Bank of New Zealand - Subaru - Jebsen Shipping
(*) non hanno regatato
Si regata a 11 miglia
al largo di Fremental su triangolo superolimpico con lato di bolina
di 3,25 miglia. Percorso: bolina/poppa/bolina/lasco/lasco/bolina/poppa/bolina
per un totale di 24,3 miglia |
Selezione
Challenger.
5 / 20 ottobre 1986 - Primo Round Robin - 1 punto
2 / 19 novembre 1986 - Secondo - 5 punti
2 / 19 dicembre - Terzo - 12 punti
28 dicembre - 7 gennaio 1987 - Semifinali - Le prime quattro, per la
somma dei punteggi acquisiti nei Round Robin, passano in semifinale.
La prima incontra la quarta mentre la seconda incontra la terza; al
meglio delle sette regate. Al meglio delle sette regate.
13 / 23 gennaio - Finali al meglio delle sette regate. La vincente sfida
il Consorzio Australiano per la coppa vera e propria.
Le regate di selezione della Louis Vuitton "Champagne Mumm Cup"
iniziano il 5 ottobre '86 con il primo dei tre Round Robin. Per noi
le cose si complicano tantissimo, non siamo abituati a quei mari e soprattutto
a quelle onde che frangono sulla prua ed allagano il pozzetto, siamo
poco allenati e con barche non all'altezza.
Troppe le cause imputabili alle polemiche interne ai Consorzi. Il "maremoto"
scoppiato nei due anni precedenti nel clan di Azzurra, ha portato solo
ritardi e cambi al vertice a discapito della preparazione, della messa
a punto e della scelta razionale dell'imbarcazione. Prima il siluramento
di Mauro Pellaschier rimpiazzato da Stefano Roberti poi rimpiazzato
dal ripescato Pellaschier; con Ricci dimissionato e Bortolotti suo successore
invitato dall'equipaggio ad andarsene. Azzurra IV (I-11), che doveva
essere la barca di punta, dopo poche prove deludenti è accantonata
come un relitto. Le regate si corrono con la non dissimile nelle prestazioni
"Azzurra 3", con un unico obbiettivo per l'equipaggio: "mantenerla
in assetto".
Nel Clan "Italia" le cose vanno, se non peggio, sicuramente
non meglio. Già dalle prove "Italia", la prima barca
fatta costruire, pur se veloce mostra limiti nella tenuta del mare,
poi il disalberamento. I risultati poco brillanti inducono il Consorzio
a mettere in cantiere una seconda barca "Italia II"(I-9).
Consegnata a Bocca di Magra, base del team, si incaglia nel tragitto
che la porta a La Spezia per il varo ufficiale. Pochi i danni, subito
riparati, e varo in sordina nell'area militare del porto ligure. Si
lavora alla sua messa a punto, ma una mattina il gruista che deve metterla
in acqua, per un'errata manovra l'affonda facendogli crollare addosso
il braccio della gru. "Italia II" e semi distrutta. Contemporaneamente
e semi distrutto anche lo staff manageriale, dimissioni, rientri, i
Chieffi che scalpitano, Flavio Scala esonerato, Stefano Roberti, uscito
da Azzurra è ingaggiato dal team per stare relegato su un gommone,
Migliaccio che da tattico ridiventa randista. E' tutto un giro di teste
che escono, rientrano, si autonominano fino all'inizio del primo Round
Robin quando il posto di tattico viene assunto dal gardesano Fravezzi.
In Australia viene spedita anche "Italia II" che, dopo il
tentativo di porre rimedio alle grosse pecche costruttive emerse nei
primi test, viene definitivamente accantonata. I Chieffi, ora liberi
di scegliere, gli preferiscono a ragione "Italia I" decisamente
migliorata dopo una faticosa messa a punto.
I risultati, poco esaltanti, si raccolgono al termine dei Round Robin.
Le due barche italiane sono fuori."Italia I" I-7 (tim. Tommaso
Chieffi) è settima alle spalle di "White Crusader"
K-24 (tim. Harold Cudmore) e della grande sconfitta "America II"
US-46 (tim. John Kolius). mentre "Azzurra 3" I-10 (tim. Mauro
Pellaschier) non và oltre il terz'ultimo posto.
In semifinale si ritrovano nell'ordine: "New Zealand" KZ-7
con Chris Dickson; "Stars & Stripes" US-55 con Dennis
Conner; USA US-61 (progetto estremo di Gary Mull con due timoni uno
a prua ed uno a poppa) con Tom Blackaller e "French Kiss"
F-7 con Marc Pajot.
La finale vede "New Zealand" ancora a punteggio pieno contro
Stars & Stripes. Il maestro Conner le infligge un secco 4-1, si
aggiudica la Coppa "Champagne Mumm" ed è il Challenger
di questa edizione dell'America's Cup.
Come in ogni edizione immancabile il lungo strascico di polemiche innescate
questa volta dalla protesta di Pajot contro la barca neozelandese "Plastic
Fantastic" che lo ha eliminato.
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| challengefrance
|
US51-US55
|
manifesto dei trial Defender sponsorizzati
dall SUN Microsystems |
Defender - I 12m J.I. presenti a Fremantel.
Nazione
Yacht Club
Sindacato
Nome/n° velico anno
Designer
Cantiere
Skipper
Afterguard
Principali Sponsor
Royal Perth Yacht Club
Australia's Defence '87 Ltd.
Australia II KA-6 (*) 1982
Australia III KA-9 1985
Australia IV KA-16 1986
Ben Lexen
Steve E. Wards & Co.
KA 9 Gordon Lucas ------ KA 16 Colin Beashel
Carl Ryves - Nigel Abbott - Lloyd Lissiman ------ Hugh Treharne - Grant
Simmer - Bobby Wilmot - Tom Schnackenberg
Swan Brewery - Mobil
Royal Perth Yacht Club
Taskforce '87 Ltd.
Kookaburra I KA-11 (*) 1985
Kookaburra II KA-12 1985
Kookaburra III KA-15 1986
Iain Murray
Parry Boats Builders
KA 12 Peter Gilmour ------ KA15 Iain Murray
Andrew York - Peter Hollis - Chris Harmsen ------ Graham Freeman - Derek
Clarke - Ian Burns
Parry Corporation -Seven TV
Royal Sydney Yacht Squadron
The Eastern Australia Defence Syndicate
Steak 'n' Kidney KA-14 1986
Peter Cole
Consolidate Marine
Gary Sheard
Fred Neill - Greg Halls - Bernie Case - Graham Jones - David Giles
Maquarie Broadcasting Network - Carbonrib - Scibal Pens
Royal South Australia Yacht Club
South Australia
South Australia KA-8 1985
Ben Lexen
Steve E. Wards & Co.
James Hardy John Savage - Phil Thompson - Steve Kemp - Bill Edgerton
South Australia Government - Mitsubishi - Woolworth
(*) non hanno regatato
Eliminatorie dei Defender.
Serie "A" dal 18 al 29 ottobre 1986.
Serie "B" dal 10 / 23 novembre.
Serie "C" dal 6 / 21 dicembre.
Serie "D" dal 28 dicembre - 7 gennaio 1987.
Finali dal 13 / 23 gennaio.
i Defender
Quattro i pretendenti defender; i due consorzi che fanno capo al Royal
Perth Y.C., quello di Alan Bond l'"Australia Defence '87 Ltd"
con "Australia III" (KA-9), "Australia IV" (KA-16)
e quello di Kevin Parry, il "Task force '87" con "Kookaboora
II" (KA-12) e "Kookaboora III" (KA-15); uno del Royal
South Australia Y.C. con il "South Australia" (KA-8) del consorzio
"South Australia" di Sir James Hardy ed uno appoggiato al
Royal Sydney Yacht Squadron. con il "Steak'n Kidney" (KA-14)
del "The Eastern Australia Defence Syndacate" di Syd Fisher.
Protagonisti dei Round Robin per il titolo di Defender sono "Steak'n
Kidney" KA-14, i due "Kookaburra" KA-11 e KA-15 e "Australia
IV" KA-16. "South Australia" KA-8 si è ritirata
per mancanza di fondi e "Australia III" KA-9, Bond l'a ritirata
per concentrare tutte le forze su "Australia IV". Pur se molto
veloce Steak'n Kidney si taglia fuori dalla mischia per le numerose
rotture e per l'inesperienza dell'equipaggio. Le tre restanti battagliano
a suon di proteste tanto che la finale dei Defender è decisa
a tavolino dal Royal Perth Yacht Club che mette di fronte "Kookaburra
III", del consorzio capitanato da Kevin Parry timonata da Ian Murray
ad Australia IV di Alan Bond timonata da Colin Beashel, riservandosi
però il diritto di far disputare un eventuale spareggio a Kookaburra
II timonata da Peter Gilmour. La partita è vinta nettamente da
"Kookaburra III" per 5-0.
Kookaburra III / Australia IV |
LA COPPA AMERICA 87
Il 31 Gennaio 87 alle ore 13:30 lo start della prima regata. Il Fremantel
Doctor non supera i 12 nodi. Per tutta la pre-partenza Conner evita
l'ingaggio tenendosi a distanza da Kookaburra timonata da Peter Gilmour.
Al via le due barche partono in perfetta parità. Un salto di
vento nella prima bolina avvantaggia "Stars & Stripes"
che passa a condurre sulla prima boa. Conner in testa controlla per
il resto della regata e taglia la linea di arrivo del triangolo superolimpico
con 1'41" di vantaggio. Star & Stripes dimostra di essere veloce
anche in condizione di vento leggero mentre Kookaburra è molto
più agile nelle manovre. Il 1° Febbraio la partenza si ha
con il Doctor sui venti nodi, Gilmour vince la partenza contro un Conner
che che rifiuta sistematicamente l'ingaggio. al primo incrocio gli australiani
passano in vantaggio. Forte della sua velocità Conner tira un
bordo lunghissimo disinteressandosi dell'avversario, alla boa è
in vantaggio il che gli consente di controllare; all'arrivo il distacco
di "Kookaburra III" è di 1'10". Il 2, vento leggero,
Conner mantiene la sua tattica di non ingaggio; Gilmour vince la partenza
e al primo incrocio conduce. Conner mantiene la tattica del giorno precedente,
bordi lunghissimi in solitario. Sulla boa 1 passa con 15" di vantaggio
che gli bastano per controllare l'australiano che taglia l'arrivo con
1'46" di ritardo. Il 3 gennaio si riposa, Murray tenta di correre
ai ripari approntando un nuovo gioco di vele. Il 4 scatta l'ultimo atto.
Conner si fà più aggressivo vince la partenza è
conduce la bolina; sulla boa 1 il suo vantaggio è di 26".
Per tutto il resto della regata si limita al controllo e taglia l'arrivo
con 1'59" di vantaggio.
L'America's Cup torna negli Stati Uniti.
Conner ha riscattato l'onta del '83 rinvigorendo però l'odio
nei suoi confronti da parte dei soci del New York Yacht Club in quanto
la Coppa, pur rientrando negli Stati Uniti, trasmigra sulla costa del
Pacifico nella bacheca del San Diego Yacht Club.
| Kookaburra
III KA-15 |
Stars & Stripes '87
US-55
|
Conner si riprende la coppa |
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LA FINTA AMERICA' S CUP 1988
XXVIIa edizione - Il Maxi ed il Catamarano.
I Neozelandesi, con un nuovo sindacato sempre capitanato da
Michael Fay (magnate dell'editoria), trovato il cavillo interpretativo
nel "Deed of Gift", fondano ne 1987 uno Yacht Club senza fissa
dimora (la legenda vuole che la sede del Mercury Bay Boating Club fosse
una vecchia Ford Zephir parcheggiata in riva al mare a Whitianga, ed
i Soci, gli allevatori di pecore della zona; il tutto non molto dissimimile
dal Sun Bay Yacht Club fondato da Bond nel 1974), approntano uno sloop
di 90' al galleggiamento (120' fuori tutto), al limite del "Deed
of Gift, e lanciano la sfida. Il Maxi, New Zealand (KZ-1), ispirato
alle libera del Garda, è frutto di un team di architetti con
a capo Bruce Farr; la progettazione delle vele è di Tom Schnackenberg,
ed il tutto è coordinato da un gruppo di strateghi del quale
fanno parte Peter Walker, Farr, Schnackenberg e lo stesso Fay in qualità
di presidente. Lo scafo, costruito in fibra di carbonio e nomex, regge
un albero di 46,78 metri. L'equipaggio è di quaranta persone.
Dato il poco tempo concesso dal regolamento, e non potendo competere
con un 12 Metri o approntare una barca di simili dimensioni, Conner
risponde interpretando a sua volta l'atto di donazione, armando un catamarano
ad ala rigida progettato da Bruce Nelson, Britton Chance e Bernard Nivelt
sotto la supervisione di John Marshall.
Avuto sentore dell'inganno Michael Fay presenta immediato ricorso alla
Corte Suprema di New York che salomonicamente sentenzia: "Avete
le vostre barche? Allora usatele. Per chi si porterà la Brocca
a casa poi si vedrà!"
Su percorso e numero di prove non si raggiunge nessun accordo. Si opta
di seguire alla lettera il "Deed of Gift" originale che prevede
l'assegnazione della Coppa al meglio delle tre prove da corrersi su
percorso a triangolo o a bastone (boe a sinistra per il primo, a destra
per il secondo), di 24,3 miglia.
Il Comitato di regata è composto da Soci del San Diego Yacht
Club presieduti dal comodoro John Gerald Driscoll.
Il 7 settembre 1988 la prima regata. Vittoria del Cat Stars and Stripes
con 18 minuti di vantaggio che diventano 21 al termine della seconda
prova corsa il 9.
Non c'è storia se non il lungo e costoso strascico giudiziario
presso la Corte Suprema di New York (unica competente in materia in
quanto depositaria del "Deed of Gift"). Il 26 aprile 1990
il giudice, Carmen Ciparick, emette la sentenza definitiva che assegna
la Coppa al San Diego Yacht Club imponendo a Faye di restituirla ai
legittimi detentori.
Nel 1990 Michael Fay dona lo sloop al New Zealand National Maritime
Museum di Auckland che la espone all'entrata del Viaduct Basin.
Percorsi: Triangolo o Bastone |
| Stars &
Stripes '88 US-1 |
New Zealand KZ-1 |
San Diego Yacht Club
Stars & Stripes '88 US-1
Sail America Foundation
Presidente:
Skipper: Dennis Conner
progetto: Britton Chance e Soci
varo: 1988
LOA: 60'; LWL: 55'
SA: 158 mq
Pozzetto:
Timoniere: Dennis Conner
Navigatore: Peter Isler
Tattico: Thomas A. Whidden San Diego Yacht Club
Mercury Bay Boating Club
New Zealand KZ-1
Michael Fay Challenge
Presidente: Michael Fay
Skipper: David Barnes
progetto: Bruce Farr
cantiere: Mt Wellington, Auckland (NZL)
disegno vele: Tom Schnackenberg
varo: 27 marzo 1988
LOA: 120'; LWL: 90'
SA: 627 mq
Pozzetto:
Timoniere: David Barnes
Navigatore: Richard Morris
Tattico: Peter Lester
Stars & Stripes '88 / New Zealand
2 - 0
al meglio delle 3 prove
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tratto dal sito: http://www.geocities.com/ali6.geo/
email: egnoc@tiscali.it
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar
2000
immagini rielaborate da e.n. scala 1/800 © copyright (Mar 2002)
(non riproducibili senza autorizzazione)