Storia della Coppa America 1992

XXVIIIª edizione 1990 - La nuova Classe "I.A.C.C.".

Dopo gli strascici guidiziari seguiti alla sfida improponibile del 1988 tra il catamarano di Dennis Connor ed il maxi di Michael Fay, Sindacati e IYRU si accordano sulla necessità di definire una nuova Classe e nuove regole per la Coppa America.
Viene dato mandato ad un gruppo di architetti navali di studiare una barca moderna costruita in materiale composito, più leggera, più grande e più invelata dei datati 12 metri J.I..

Il loro lavoro porta alla formula:

L + 1.25 X ²V¯S - 9.8 X ²V¯DSP = 24.000 meters/0.679

base progettuale dell'International America's Cup Class.

caratteristiche americas cup 1992
caratteristiche americas cup 1992
Caratteristiche della International America's Cup Class
L.O.A. 23/24 m - L.W.L. 17/18m - DSP 16/25 tn - Largh. 4/5 m - Albero 32/33 m - Bulbo circa 20 tn. - Superfice velica: bolina 280/350 m2; andature portanti 180/220 m2 più spi 420/480m2
Equipaggio: 16 persone più un passeggero.

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Il Moro di Venezia.

Gardini, cinquantaseienne ravennate, Presidente della Montedison, colosso petrolchimico, amministratore dell'impero agro alimentare (grano e zucchero) del suocero Serafino Ferruzzi, poco prima della sentenza definitiva del tribunale di New York (aprile '90) lancia la sfida a nome della Compagnia della Vela, Circolo veneziano con sede sul Canal Grande, attigua al campanile di San Marco. Nel 1970 Gardini, partecipa come armatore alla settimana delle Bocche con l'Orca, un seconda classe progettato da Dick Carter; nel '73 è all'Admiral's Cup con Naif un prima classe firmato Sparkman & Stephens; nel '75 il primo della serie il Moro, un Maxi commissionato ad un giovane sconosciuto Germans Frers, col quale gareggia nelle più importanti regate europee e Nord Americane. Nel 1980 è al Fastnet, anno in cui a causa delle condizioni proibitive perdono la vita dieci concorrenti; nello stesso anno commissiona a Doug Peterson un two tonner, il Moro Blu, col quale fallisce la qualificazione per la Sardinia Cup. Nel 1982 viene ordinato a Frers un secondo Maxi, il Moro III sul quale Gardini imbarca Paul Cayard il giovane talentuoso di San Francisco che lo segue fino all'avventura in Coppa America.
Impostato nella primavera del 1989 nel cantiere Tencara/Montedison di Porto Marghera (VE), su progetto di Germans Frers, "il Moro di Venezia I" (AC / I 1) è varato l' 11 marzo 1990 a Venezia sul Canal Grande di fronte a San Marco, in una scenografia sfarzosa curata dal regista Franco Zeffirelli. Non appena infranta la bottiglia di Champagne la gru solleva la barca dal suo invaso e la posa sulle acque salmastre della laguna, issate le vele, il Moro naviga per la prima volta e fa rotta verso le bocche del Lido.
La settimana precedente a Sétes Marc Pajot vara France 1 (AC / F 1), progetto Philippe Briand

moro di venezia in navigazione nel canal grande
moro di venezia in navigazione davanti a san marco
moro nel canal grande
moro davanti s. marco

moro di  venezia prima del varo
france 1 di pajot
Moro prima del varo - '90
France F 1 di Pajot

france 1 con ville de paris
usa 2 ex france 1 di pajot
AC-F 1 nei test con Ville de Paris
USA 2 ex F 1 di Pajot
Cos'è cambiato nell'America's Cup 1992.

La Louis Vuitton partecipa in prima persona e non più tramite la sua consociata "Champagne Mumm", mettendo in palio la coppa per gli sfidanti. La copertura televisiva è integrale, collegamenti diretti con le barche, tracciati GPS, commenti da studio fatti da persone altamente competenti (nel nostro caso in studio vi erano Cino Ricci e Mauro Pellaschier) ed aggiornamenti diretti dal campo di regata. Tutto documentato nei minimi particolari.
Il successo televisivo è enorme, tanto da appassionare anche chi di vela e di regate è totalmente a digiuno.
Il triangolo olimpico è sostituito da un particolare bastone con partenza di bolina ed arrivo in poppa con l'aggiunta di due corti laschi posti a metà percorso. Sei lati per complessive 20,5 miglia, lasciando le boe di bolina e di poppa a sinistra, le due del traverso, la prima a sinistra e la seconda a destra. Le lunghe proteste dopo l'arrivo sono eliminate; due arbitri giudici, seguono le barche e, in caso di infrazione, assegnano sul campo la penalità che consiste in un semi giro di 270° da compiersi in qualsiasi momento prima dell'arrivo; in caso di seconda penalizzazione questa deve essere eseguita immediatamente. Tutto si risolve al momento e ad insindacabile giudizio degli arbitri.
La regata inizia con un periodo di pre-partenza di 10 minuti dove i due timonieri, sfruttando le regole di regata del Match Race, tentano di portare l'avversario sul lato meno favorevole della linea di partenza in un susseguirsi di virate, abbattute, brusche accelerate e bruschi stop prua al vento. In questi momenti concitati gli arbitri hanno il loro buon d'affare essi devono controllare che tutte le manovre si svolgano nel rispetto del Regolamento ed in caso contrario intervenire, e, alla richiesta di presunta infrazioni da parte dei contendenti esporre bandiera bianca/verde se a loro parere vi è un no contest o infliggere penalizzazione alla barca soccombente.

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i Challenger - la Louis Vuitton Cup

Otto consorzi al via della Louis Vuitton Cup - Round Robin sfidanti : il giapponese "Nippon", il francese "Ville de Paris", il neozelandese "New Zealand", lo spagnolo "España 92", lo svedese "Tre Kronor", l'italiano "il Moro di Venezia" ed infine gli australiani "Challenge" e "Spirit of Australia".
Purtroppo nessuna delle sfide mosse dall'Est europeo si è concretizzata. Il consorzio appoggiato allo sloveno Maribor Yacht Club ha completato e fatto stazzare un America's Cup Class in lamellare e sfidando la guerra civile in atto in Jugoslavia è riuscito a far giungere lo scafo fino a Venezia ma manca di ogni cosa compreso l'equipaggio. Delle due sfide russe il consorzio di Mosca "Age of Russia" sponsorizzata dalla Aerofloth ha la propria barca a San Diego ma senza fondi per poter proseguire; il consorzio "Red Star '92" che si appoggiava all'ex Leningrado Yacht Club ha uno scafo semi completato abbandonato in un cantiere di San Pietroburgo.
Il 25 gennaio ha inizio il primo Round Robin ed il 18 marzo termina il terzo. Nel quarto, dal 29 marzo al 9 aprile, valido come semifinale, passano nell'ordine "Nippon", "New Zealand", "Il Moro" e "Ville de Paris". Come al solito non mancano le polemiche. Lunghissime discussioni e proteste nei riguardi del bompresso che New Zealand usa come secondo tangone per murare il genneker in strambata. Eliminati Nippon e Ville de Paris rimangono a contendersi il titolo di Challenger New Zealand e Il Moro di Venezia. La finale si corre su nove prove, dal 18 al 30 aprile. Per gli scommettitori sono proprio poche le possibilità per la barca italiana.
Cayard con l'auslio dagli avvocati del Consorzio "il Moro" ricorre sulla regolarità del bompresso. Sul quattro a uno a favore di New Zealand e ad un passo dalla qualificazione, la Giuria Internazionale emette il suo verdetto - "il bompresso è irregolare pertanto l'ultima regata corsa utilizzando tale appendice è annullata". La finale è ripresa sullo score del 3 a 1 a favore di New Zealand. I risultati si ribaltano, New Zealand tenta anche il cambio di timoniere, il giovane Russell Coutts al posto di Rod Davis, ma il Moro sotto di 3 punti rimonta e vince 5-3. I Kiwi, che non hanno retto all'attacco di Cayard, battuti tornano a casa.
Una buona percentuale dei successi del Moro è da imputare all'utilizzo dei nuovi set di vele, tagliati da Guido Cavallazzi nella veleria Diamond di Livorno in collaborazione con il gruppo francese di Ville de Paris, in particolare gli spi asimmetrici ed i gennakers che hanno migliorato la resa dell'imbarcazione nelle andature portanti più strette.

Le barche

AUS-17 Challenge Australia - Challenge Australia / Australian Yacht Club
prog. Peter van Oossanen - tim. Colin Besheal (David Clark)

SWE-19 Tre Kronor - Swedish Syndicate
prog. Peter Norlin - tim. Gunnar Krantz (Olle Johannsen)

NZL-20 New Zealand - New Zealand Challenge / Royal New Zealand Yacht Squadron
prog. Bruce Farr - tim. Rod Davis (David Barnes)

AUS-21 Spirit of Australia - Spirit of Australia
prog. Iain Murray - tim. Peter Gilmour (Iain Murray)

ESP-22 España 92 - Spanish Challenge 1992 / Monte Real Club de Yates de Bayona
prog. Inigo Echenique - tim. Pedro Campos (Antonio Gorestegui)

ITA-25 Il Moro di Venezia - Il Moro / Compagnia della Vela
prog. Germans Frers - tim. Paul Cayard - tattico (Tommaso Chieffi)

JPN-26 Nippon - Nippon Challenge / Nippon Yacht Club
prog. Iukiro Yokoyama - tim. Chris Dickson (John Cutler)

FRA-27 Ville de Paris - Le Défi Français / Yacht Club de Séte
prog. Philippe Briand - tim. Marc Pajot (Marc Bouet)

Tre Kronor - SWE 19
Desafio España - ESP 22
Tre Kronor - SWE 19
Desafio España - ESP 22

il bompresso di New Zealand 20
Challenge Australia - AUS 17
il bompresso di New Zealand 20
Challenge Australia - AUS 17

Nippon '92
la doppia chiglia di Australia 21
Nippon '92
la doppia chiglia di Australia 21

Ville de Paris - FRA27
Moro passaggio in boa
Ville de Paris - FRA27
Moro passaggio in boa

FRA 27 - NZL 20
percorso americas cup 1992
FRA 27 - NZL 20
percorso

giro di boa nell'ultima regata
Moro V - New Zealand IV
giro di boa nell'ultima regata
Moro V - New Zealand IV

Il Moro di Venezia V
Il Moro V
Il Moro di Venezia V
Il Moro V

New Zealand IV
Raul Gardini - Paul Cayard
New Zealand IV
Raul Gardini - Paul Cayard
I Defender. - la Citizen's Cup

Bill Koch non bada a spese. Dal '90 incamera, barche, progettisti ed equipaggi acquisendo anche i tre consorzi rivali in difficoltà economiche, dei quali il franco-americano capeggiato dai Beach Boys / Pajot che gli porta in dote la tecnologia europea della F 1, progettata da Philippe Briand.
Su progetti firmati dal trio Doug Peterson, John Reichel e Jim Puig si fa costruire dal colosso aerospaziale Lookheed, quattro barche: "Jayhawks", "Defiant", "Kanza" e "America3".
Lo sponsor di queste selezioni è la Citizen multinazionale giapponese nota sopratutto per i suoi orologi. Il calendario dei Round Robin è sfalsato rispetto da quello dei Challenger. La prima regata si corre il 14 gennaio e vede schierate Jayhawks, America3, Kanza e Stars and Stripes, unica barca che Dennis Conner sia riuscito a farsi finanziare. Dopo il ritiro di Jayhawks il secondo Round Robin (8/18 febbraio) si corre in tre. Il terzo dal 3 al 15 marzo come i precedenti non è altro che una serie di intensi allenamenti. Si fa sul serio dal 28 marzo al 12 aprile nella sessione delle semifinali nella quale prevalgono America3 e Strars and Stripes.
In contemporanea, dal 18 al 30 aprile, le nove prove delle finali Challenger e Defender. Lo scoglio rimane il sempre presente Conner con Stars & Stripes che oppone una strenua resistenza. Esito incerto fino all'ultima regata vinta da America3 per una manciata di secondi. Score finale 5-4.

USA-9 Jayhawks - America3 Foundation / San Diego Yacht Club
prog. Doug Peterson

USA-11 Stars & Stripes - Team Dennis Conner / San Diego Yacht Club
prog. Dave Pedrick/Alberto Calderon - tim. Dennis Conner (Tom Whidden)

USA-23 America3 - America3 Foundation / San Diego Yacht Club
prog. Doug Peterson - tim. Buddy Melges/Bill Koch (Dave Dellengbaugh)

USA-28 Kanza - America3 Foundation / San Diego Yacht Club
prog. Doug Peterson

Stars & Stripes - USA 11
America3 - USA 23
Stars & Stripes - USA 11
America3 - USA 23

Kanza - USA 28
Kanza - USA 28

Stars & Stripes
America3
Stars & Stripes
America3
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la Coppa America 1992 - 29a edizione.


"Il Moro di Venezia" è il Challenger. Per la prima volta una barca non anglosassone e per giunta italiana compete per la conquista della Coppa America. Raul Gardini ha centrato l'obiettivo al primo colpo. Un successo minimamente non previsto.
Per tutta la durata delle selezioni Bill Koch mette in atto il tutto tecnologicamente possibile per spiare i Challenger, assolda sommozzatori per fotografare opere vive e chiglie, circonda i campi di regata con barche stracariche di apparecchiature elettroniche, registra qualsiasi particolare utile alla messa a punto della sua barca. Inascoltate le proteste degli sfidanti.
- Il 9 maggio si regata per la Coppa. Il tifo italiano è alle stelle. La Giuria è obbligata a ritardare la partenza per far spostare dal campo le barche degli spettatori che circondano il Moro. ITA 25 issa vele a pannelli misti Mylar-Kevlar mentre USA 23 utilizza vele in carbonio. Nel circling America3 tallona il Moro tanto da vicino da innervosire Cayard che sbaglia e parte in anticipo; rientra perdendo secondi preziosi, tenta il recupero ma non ce la fa. I 30" lasciati sulla linea di partenza se li ritrova intatti all'arrivo. Siamo 1-0 per America3.
- Il 10 seconda regata. Cayard parte bene e passa la prima boa con 33" di vantaggio. Nei lati di lasco USA 23 è più veloce e recupera, il vantaggio scende a 13", risale a 30" nell'ultima bolina dopo una serie di virate di America. All'arrivo le due barche sono appaiate. Cayard, con un lampo di genio, fa mollare lo spi che taglia prima dell'avversario la linea d'arrivo. Vittorie pareggiate. Siamo 1-1.
- Si riprende il 13. Morale altissimo sia da parte dell'equipaggio che dei numerosi tifosi. Condizioni meteo ottimali per la barca italiana. Partenza anticipata per tutte e due le barche. Rientrano e ripartono su lati diversi, il Moro a destra e America dalla parte opposta. Leggero vantaggio di Cayard nel primo tratto ma gli americani recuperano velocemente fino ad avere un vantaggio di 47" sulla prima boa. Poco prima della seconda boa un colpo di vento strappa la vela del Moro, il prodiere sospeso all'albero ripara il danno. La barca non perde secondi preziosi anzi, ne recupera qualcuno. Alla terza boa però il distacco risale a 55". Nel quarto lato per evitare un sub addetto alle riprese la barca italiana ne perde altri. All'arrivo il distacco è di 1'58". 2-1 per America3.
- Si spera di pareggiare il 15. Il Moro parte con qualche secondo di anticipo su USA 23 ma la barca americana è sensibilmente più veloce ed alla prima boa ha già un vantaggio di 24" che si incrementa fino a diventare 1'04" all'arrivo. America3 si porta 3-1.
- Regata decisiva il 16. Si accende una timida speranza nel clan italiano quando, ad inizio circling, la vela di USA 23 si strappa. Miracolo del prodiere, il settantenne Jerry Kirby, che riesce a riparare il danno in tempo per la partenza. Durante la regata però, è il Moro a proseguire la serie delle avarie; nella prima poppa si spezzano le stecche alte della randa, tocca al prodiere Alberto Fantini issarsi in testa d'albero per riparare e minimizzare il danno; nel primo lasco il gennaker appena issato scoppia. Impossibile ogni tentativo di rimonta del Moro. Il distacco di 18" alla prima boa si attesta a 44" all'arrivo.
La Coppa resta nella bacheca del San Diego Yacht Club.
Onore Al Moro di Venezia.
L'utimo tentatativo europeo di stappare la Coppa agli americani risale al 1964 con il 12m J.I. inglese Sovereign II (K-12).

Arrivo della seconda regata
Incrocio America3 - il Moro
Arrivo della seconda regata
Incrocio America3 - il Moro

Incrocio America3 - il Moro

America Cube
America Cube USA-23
Il Moro di Venezia V ITA-25
America Cube Foundation
America Cube USA-23

Presidente: William I. "Bill" Koch
Skipper: "Bill" Koch
progetto: Doug Peterson
cantiere: Hercules Aviation
vele: Sohbstad
varo: gennaio 1992
LOA: 23,77 m ; LWL: 18,29 m
SA: 298 mq

Pozzetto

Timoniere: Harold C. "Buddy" Melges
Navigatore: David Dellenbaugh
Tattico: Graham Hall
Stratega: Harold Cudmore
Randa: Andreas Josenhans
Prua: Jerry Kirby San Diego Yacht Club

Compagnia della Vela
Il Moro di Venezia V
ITA-25 Montedison Challenge

Presidente: Raul Gardini
Skipper: Paul Cayard
progetto: German Frers
cantiere: Tencara Montedison
vele: Diamond
varo: dicembre 1991
LOA: 23,62 m ; LWL: 18,29 m
SA: 301 mq

Pozzetto

Timoniere: Paul Cayard
Navigatore: Robert Hopkins
Tattico: Enrico Chieffi
Stratega: Tommasso Chieffi
Randa: Andrea Mura
Prua: Alberto Fantini

America Cube / Il Moro V
4 - 1
al meglio delle 7 prove.

Festeggiamenti a bordo
Bill Koch - Bud Melges e la Coppa
Festeggiamenti a bordo
Bill Koch - Bud Melges e la Coppa
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I.A.C.C. costruiti 1990/1992

I 1 - Il Moro di Venezia I - Il Moro di Venezia
F 1 - F 1 - Le Défi Français poi USA 2
J 3 - Nippon I - Nippon Challenge
JU 4 - SLO 4 - Yacoma
E 5 - España 92 - Desafio España Copa America
J 6 - Nippon II - Nippon Challenge
I 7 - Il Moro di Venezia II - Il Moro di Venezia
F 8 - Ville de Paris I - Le Défi Français
*USA 9 - Jayhawk - America Cube
NZL 10 - New Zealand I - New Zealand Challenge
*USA 11 - Stars & Stripes - Team Dennis Conner
NZL 12 - New Zealand II - New Zealand Challenge
NZL 14 - New Zealand III - New Zealand Challenge
ITA 15 - Il Moro di Venezia III - Il Moro di Venezia
ITA 16 - Il Moro di Venezia IV - Il Moro di Venezia
*AUS 17 - Challenge Australia - Challenge Australia
USA 18 - Defiant - America Cube
*SWE 19 - Tre Kronor - Swedish Challenge
*NZL 20 - New Zealand IV - New Zealand Challenge
*AUS 21 - Spirit of Australia - Spirit of Australia
*ESP 22 - España 92 - Desafio España Copa America
*USA 23 - America3 - America Cube
RUS 24 - Age of Russia - Age of Russia
*ITA 25 - Il Moro di Venezia V - Il Moro di Venezia
*JPN 26 - Nippon ‘92 - Nippon Challenge
*FRA 27 - Ville de Paris II - Le Défi Français
*USA 28 - Kanza - America3

* hanno regatato nelle selezioni

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tratto dal sito: http://www.geocities.com/ali6.geo/
email: egnoc@tiscali.it

ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
immagini rielaborate da e.n. scala 1/800 © copyright (Mar 2002)
(non riproducibili senza autorizzazione)