Storia della Coppa America 2000

XXXª edizione
Patrizio Bertelli e la terza sfida italiana..

Aretino, industriale, appassionato di vela, armatore di barche d'epoca (tra le quali il Linnett del 1905, progetto Herreschoff e Nyala il 12m del 1938 gemello di Vim) con un breve trascorso agonistico sui Sesta Classe, si fa coinvolgere da German Frers al quale aveva commissionato una barca da crociera. Il morbo lo contagia a tale punto che, dopo una rapida valutazione del budget da stanziare (90 miliardi di Lire) nonchè della ricaduta in termini d'immagine per il marchio Prada, (affermata azienda della consorte la stilista Miuccia Prada) si butta a capo fitto nell'avventura Coppa America, tratta l'acquisto di America3, Kanza e Mighty Mary, da l'incarico del progetto a Frers affiancato da Doug Peterson e David Egan, forma l'equipaggio con il meglio disponibile, (solo per citarne alcuni, gli ex olimpionici Michele Ivaldi (470), Sandro Montefusco (470), Claudio Celon (FD e Soling), Pietro D'Ali campione mondiale 470 i reduci delle tre campagne italiane di Coppa, Sandro Spazziani e Lorenzo Mazza).
Affida il timone con la qualifica di skipper a Francesco De Angelis, (ex finnista, timoniere e tattico con Paul Cayard di Brava di Pasquale Landolfi, vincitore dell'Admiral's Cup del 1995 e di una One Ton Cup più vari titoli mondiali dei quali uno con il J24, tattico su Azzurra IV e per un breve periodo anche su "il Moro" che lascia per incompatiblità caratteriale con i fratelli Chieffi) e quella di tattico al brasiliano Torben Grael (oro olimpico nelle Star). Allenatore è Rod Davis con l'incarico anche d'insegnare a De Angelis l'arte del Match Race. Per le vele, la scelta ricade sull'esperto Guido Cavallazzi della veleria North Sails Italia.
Allo scadere del deadline, durante le regate di barche d'epoca a Portofino, Bertelli indice una conferenza stampa a Santa Margherita ed annuncia ufficialmente la sfida di "Prada Challenge".
Il Circolo Challenger è lo Yacht Club Punta Ala dove è installata la base. Il cantiere, il Prada/Green Marine, è allestito in aperta campagna in due capannoni in provincia di Grosseto.
Con l'arrivo dei tre IACC americani, sbarcati a Livorno ai primi di maggio del 1997, iniziano gli allenamenti nel golfo di Follonica tra l'Elba e Punta Ala.
A gennaio '98 il team si trasferisce ad Auckland con Kanza per un periodo di ambientamento e ad aprile partecipa alla mini Coppa America, vincendo la selezione sfidanti. Con l'arrivo dell'inverno australe tutta la squadra torna a Punta Ala portando con sè Kiwi Magic KZ 7 che impiega nelle regate di Saint Tropez del '98 e del '99.
Il secondo periodo di allenamenti si svolge ad Auckland nella nuova base operativa inaugurata ad ottobre e si conclude a marzo con la mini coppa, la Road to the America's Cup Regatta, dove affronta per la seconda volta i neozelandesi perdendo la regata decisiva per un solo metro. Rientro in Italia. Il 9 maggio, madrina Miuccia Prada, varo di Luna Rossa ITA 45; segue a giugno quello di ITA 48. Ad Agosto barche ed attrezzatura sono imbarcate su un Antonov An-124 dell'Aeroflot. Il 15 settembre tutto il team si trasferisce ad Auckland dove un mese dopo ha inizio il primo Round Robin della Louis Vuitton Cup.

coppa america 2000 Kanza -Ita 28 e America3 USA 23 in allenamento a Punta Ala
Kanza -Ita 28 e America3 USA 23 in allenamento a Punta Ala
coppa america 2000  Varo di ITA 45
coppa america 2000 Equipaggio schierato
Varo di ITA 45
Equipaggio schierato

Il Gruppo dei Challenger.


Undici gli sfidanti nel mare di Auckland. Come sempre la partecipazioni dei consorzi americani è la più nutrita. Andiamo dal sempre presente NYYC con "Young America", al S.Francisco YC con "America True", al S. Francis YC con "America One" al S. Diego YC con "Star & Stripes" e per finire allo YC di Waikiki con "Abracadabra". La flotta del pacifico è presente con il vecchio Sydney '95 (AUS 29) ribattezzato "Young Australia" ed "Asura" e "Idaten" del consorzio giapponese Nippon2000. La comitiva europea è formata dal francese "6emeSens/Le Defì Bouygues" frutto della fusione di Le Defì France/Pacifique e Yaka France, dallo svizzero Fast 2000 "bE hAppy", lo spagnolo "España" e l'italiano "Prada - Luna Rossa", del patron Patrizio Bertelli. Assenti gli inglesi; la sfida del Royal Dorset YC per mancanza di fondi non si concretizza ed il loro "Spirit of Britain" rimane a casa. Altri due consorzi che in un primo momento avevano dato il loro assenso, sempre per lo stesso motivo, non si presentano; sono l'Aberdeen YC con "Spirit of Hong Kong" ed il St.Petersburg YC con "Age of Russia", stranamente con sede legale a New York.
coppa america 2000 louis vuitton cup
Louis Vuitton Cup 1999/2000.
Il primo Round inizia il 18 di ottobre. Luna Rossa lo chiude al primo posto con 10 punti. Il secondo prende il via il 6 novembre e Prada subisce la prima battuta di arresto da parte di S.& S.. America One perde con Prada, Stars and Stipes e America True. Young America USA 53 spacca il ponte nella regata che la vede davanti a Nippon. Questo girone si chiude con "Luna Rossa" prima con 46 punti. Il terzo Round Robin inizia il 2 dicembre e de Angelis confortato dal punteggio acquisito porta in regata ITA 48 subendo due sconfitte ad opera Nippon e America One ma mantenendo tuttavia la testa della classifica con 109 punti seguita da Nippon, America True, America One, Stars & Stipes e Le Defi.

coppa america 2000 Young America
coppa america 2000 Young America USA 58
Young America - 09/11/99
Young America USA 58

coppa america 2000 Young America - USA 53
coppa america 2000 Nippon
Young America - USA 53
Nippon

coppa america 2000 Abracadabra - Aloha 1
coppa america 2000 Young Australia
Abracadabra - Aloha 1
Young Australia

coppa america 2000 España
coppa america 2000 6ème Sens - Le Défì Bouygues
España
6ème Sens - Le Défì Bouygues

coppa america 2000 percorso
coppa america 2000 Fast2000 - "bE hAppy"
percorso
Fast2000 - "bE hAppy"

Le Barche dei Challenger

AUS-29 Young Australia - Young Australia 2000 / Cruising Yacht Club of Australia
prog. Jim Plugh - skipper: James Spithill - tattico: Campbell Knox
JPN-44/52 Assura e Idatem - Nippon Challenge / Nippon Yacht Club
prog. Hideaki Miyata - skipper: Peter Gilmour - tattico: Makoto Kikuchi
ITA-45/48 Luna Rossa - Prada Challenge / Punta Ala Yacht Club
prog. G.Frers/D.Peterson - skipper: Francesco de Angelis - tattico: Torben Grael
FRA-46 6ème Sens - Le Défi Bouygues / Union Nationale pour la Course au Large
prog. Bernard Nivelt/D. Andrieu - skipper: Bertrand Pacé - tattico: Thierry Peponnet
ESP-47/56* Bravo España - Spanish Challenge 2000 / Monte Real Club Yates de Bayona - Real Nautico Club de Valencia
prog. Vrolijk/Panies - skipper: Luis Doreste - tattico: Joan Vila
USA-49/61 America One - America One / St. Francis Yacht Club
prog.Bruce Nelson - skipper: Paul Cayard - tattico: John Kostecki
USA-50/54 Aloha I / Aloha II - Abracadabra 2000 Aloha Racing' / Waikiki Yacht Club
prog. Dovell/Burns - skipper: John Kolius - tattico: Ian Burns
USA-51 America True - America True / The San Francisco Yacht Club
prog. Phil Kaiko - skipper: John Cutler - tattico: Leslie Egnot
USA-53/58 Young America - Young America / New York Yacht Club
prog. Bruce Farr/McLane - skipper: Ed Bird - tattico: Tony Rey
USA-55 Stars & Stripes - Team Dennis Conner / Cortez Racing Association
prog. Reichel/Pugh - skipper: Ken Read - tattico: Peter Holmberg
SUI-59 beHAppy - Swiss Team Fast 2000 / Club Nautique de Morges
prog. Briand/van Oosaanen - skipper: Jochen Schuemann - tattico: Enrico Chieffi

*ESP 56 ex ESP 42 riadattata e ristazzata
(RUS 62 numero velico assegnato forse ex RUS 24 riadattata.)

coppa america 2000 timone/chiglia di Fast 2000
coppa america 2000 in navigazione
timone/chiglia di Fast 2000
in navigazione

coppa america 2000 vista frontale
vista frontale

Questi i semifinalisti.

Piccole considerazioni sui Consorzi eliminati. Gli svizzeri dopo la rottura dell'albero e non avendone uno di ricambio, sono costretti al ritiro prima della fine del 3° R.R.; a loro spetta il palmares per la barca più lenta, l'uso del doppio timone prua-poppa, già tentato sui 12 metri, si è rivelato fallimentare. Gli australiani, con la loro barca edizione 95 hanno fatto far esperienza al giovanissimo timoniere James Spithill. Le "Abracadabra" del consorzio hawaiano, pur avendo un John Kolius al timone, si sono rivelate al termine dei R.R. un sostanziale disastro. Young America, pretendente predestinata, dopo il parziale affondamento di USA 53 è affondata anche come Team.

- Il 2 gennaio le semifinali. Si corrono su due manche andata e ritorno. Lo lotta si fa serrata emergono le prime battute di arresto, le prime sconfitte che fanno sorgere dubbi. Prada scende in campo riproponendo ITA 45 e, nella terza regata contro America One che si sta dimostrando il più temuto concorrente, spezza l'albero. Nel successivo scontro (ottava regata) proteste a non finire sull'ultimo lato di poppa Luna Rossa prende la prima penalità prosegue nell'attacco e costringe Cayard all'errore. Penalità pareggiate. Purtroppo gli americani sono più veloci nella manovra guadagnano una lunghezza e la mantengono fino all'arrivo. "America One" allunga il passo, "Star & Stripes" ci sta con il fiato sul collo; tagliati fuori sono Nippon, 6eme Sens e "America True". Conner come al solito viaggia al limite del regolamento; è già stato penalizzato, perdendo il punto acquisito nella prima regata contro Nippon. per avere usato un timone fatto costruire in Australia e, si vocifera, che albero e vela siano presi in prestito da Young America. La penultima regata, vinta da S.& S. su America One, fa tacciare Cayard di "Pinocchio" e nascere sospetti maligni; "Non è che gli americani facciano melina per estromettere Luna Rossa è portare due delle loro barche in finale?". Al termine delle R.R. un punto separa L.R. da S.& S., che deve però recuperare una regata, quella rinviata contro "America True". La sua vittoria, pressoché scontata (i pronostici sono purtroppo unanimi), porterebbe Luna Rossa allo spareggio, aumentando di molto le probabilità di una barca americana in Coppa. L'imponderabile però qualche volta succede, vento, mare e l'orgoglio dei rappresentanti del S.F.Y.C. fanno il miracolo. Stars & Stripes battuta va a casa.

Finale Louis Vuitton Cup

In finale c'è "America One" e "Luna Rossa". Il 25 gennaio la prima regata.
Le cose si mettono bene Luna Rossa vince la prima prova con un distacco di 24".
La seconda se l'aggiudica America One, 1'33", ma nella terza si deve ritirare.
Si va alla quarta sul 2-1 per Prada. Cayard parte bene e de Angelis insegue senza poter uscire dalla stretta marcatura dell'americano che vira la prima boa di bolina con pochi secondi di distacco. La poppa vede le due barche ingaggiate con Cayard sotto vento ma ad un tratto, superata la metà del lato, perde lo spi e parte all'orza. L R con lo spi che porta, deve rispondere. La brusca manovra porta la barca a straorzare fino a toccare l'acqua con il boma. One approfittando del momento di sbandamento si allunga e supera la boa con 37' di vantaggio. A Luna Rossa non resta che inseguire impegnandosi per limitare al massimo i danni. L'ultima poppa è al cardiopalma, "Luna Rossa" sulla scia di "America One" lo copre, recupera e a cinquecento metri dall'arrivo lo costringe all'errore. In una controstrambata lo spi di Cayard tocca la vela di "Luna Rossa" ed è penalizzato. Il tempo disponibile per i 270° e troppo esiguo, non gli resta che tirare fino all'arrivo sperando nella buona sorte che questa volta non l'aiuta. La penalità deve essere svolta. Siamo così sul 3-1.
Poi la doccia fredda. Nelle tre regate successive Cayard si impone con 34" nella quinta, 9" nella sesta ed 1'06" nella settima. Siamo 4-3 per la barca americana.
La memorabile sfuriata di patron Bertelli dà i suoi frutti. Ottava regata, quella della verità, se vince America One andiamo a casa.
Luna Rossa parte bene e passa la boa di bolina con 20' di distacco. Per costringerla all'errore Cayard attacca sul lato di poppa con una serie di strambate. Sono vicinissimi ma non ingaggiati. In prossimità della boa de Angelis per rientrare, stramba da sottovento e comincia ad orzare Cayard risponde con ritardo e viene penalizzato. Luna Rossa passa con 19" di vantaggio e mette America One sotto stretta marcatura, non lasciandogli alcuna possibilità fino all'arrivo; 37" il vantaggio. Pareggio. Siamo sul 4-4.
La nona regata non ha storia. "Luna Rossa" parte bene, controlla e vince con 49" di vantaggio. 5 - 4 la "Louis Vuitton Cup" e sua.

Il Team Prada è il Challenger della trentesima edizione di Coppa America.
Ora non resta che affrontare "Black Magic" e i suoi Kiwi.


coppa america 2000 ITA 45 - USA 61
coppa america 2000 Prada - Luna Rossa
ITA 45 - USA 61
Prada - Luna Rossa

coppa america 2000 ITA 45 - USA 61
coppa america 2000 Stars and Stripes
ITA 45 - USA 61
Stars and Stripes

coppa america 2000 America One
America One
America True

coppa america 2000 equipaggio di Luna Rossa
coppa america 2000 Peterson, Bertelli e Frers
'equipaggio di Luna Rossa.
Peterson, Bertelli e Frers

coppa america 2000 Bertelli alza la Louis Vuitton Cup
Bertelli alza la Louis Vuitton Cup

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Il Defender

NZL-57/60 Black Magic - Team New Zealand / Royal New Zealand Yacht Squadron
prog. Laurie Davidson - tim. Russell Coutts (Brad Butterworth, Peter Blake)
coppa america 2000 Team New Zealand
Team New Zealand
Le barche ed il team

- Varo di NZL 57 il 9 settembre 1999. Progetto Laurie Davidson, Clay Oliver per la parte analisi delle simulazioni compiuterizzate, coordinatore Tom Schnackenberg. Filosofia progettuale: basta che la barca sia veloce. Coordinatore, selezionatore, motivatore, direttore e anima del Team, Sir Peter Blake. Le vele, in 3DL (due pellicole stampate con trama interna in fili di carbonio), sono della North su progetto Schnackenberg.

coppa america 2000

L'America's Cup 2000.


Coppa America 2000

strong>Le regate

Il 14 febbraio il Defender dichiara lo scafo prescelto per le regate di Coppa America ed il 15 l'Unveil, le due barche mostrano le appendici immerse.
- Il 19 febbraio la prima regata di Coppa America. Comitato e campo di regata sono cambiati. Team New Zealand schiera NZL 60 l'ultima barca costruita mentre il Team Prada utilizza la collaudata ITA 45. Lunga attesa del vento che non si alza. Tutto è rimandato al giorno dopo.
- Il 20 tutto regolare. Si regata con vento da 8 a 12 nodi. Coutts vince la partenza è controlla. Il distacco di 22" alla prima bolina salirà a 1'17 all'arrivo.
Black Magic - Luna Rossa 1-0.
- Il 22 seconda regata, vento di direzione variabile, 8 ai 12 nodi. Partenza vinta da Black Magic, Luna Rossa in rimonta. A metà della prima bolina è costretta a fermarsi deve mandare un uomo in acqua per liberare la chiglia da un brandello di plastica. Nella concitazione del momento il prodiere Max Sirena si procura un taglio al cuoio capelluto e deve essere sbarcato. Coutts passa la prima boa con 2'35" di vantaggio e taglia la linea di arrivo con 2'43".
Black Magic - Luna Rossa 2-0
- Il 24, vento poco ma costante 5-8 nodi. Il Comitato non dà la partenza.
- Il 26, terza prova. Vento costante 10-14 nodi. Partenza vinta da NZL. Niente da fare per Luna Rossa La barca neozelandese si conferma più veloce. Il distacco di 19" della prima bolina sale a 1'39" all'arrivo.
Black Magic - Luna Rossa 3-0
- Il 27 regata rinviata per assenza di vento.
- Il 29 altro rinvio per assenza di vento.
- Il 1° marzo, dopo l'ennesimo rinvio, si anticipa la regata prevista per il 2. Vento leggero 6-9 nodi. Neanche a dirlo partenza rivinta dai neozelandesi. Luna Rossa non molla e rimonta. Per la prima volta a metà della bolina incrocia NZL che sceglie di passarla di poppa portandosi sul lato destro del percorso mentre Luna Rossa prosegue sul lato sinistro. Scelta fatale il vento non gira e Luna Rossa gira la prima boa con 45" di ritardo. Nella seconda bolina Luna Rossa è riuscita ad annullare lo svantaggio ma incappa in un buco di vento che la porta a 1'39"da NZL; 1'49" all'arrivo. Kiwi fantastici, niente è lasciato al caso, manovre perfette e barca sempre al massimo.
Black Magic - Luna Rossa 4-0
- Il 2 si regata con vento di 14-16 nodi. Unica speranza rimasta a Luna Rossa è quella di ben figurare. Coutts lascia il timone al suo successore Dean Barker che in partenza dimostra inequivocabilmente di esserne degno costringendo de Angelis a due virate prima di tagliare la linea. Luna Rossa non demorde ma il vantaggio accumulato in partenza permette a NZL di controllare sempre al meglio. Dai 24" di ritardo alla prima boa ai 48" sulla linea di arrivo.
strong>Black Magic - Luna Rossa 5-0
coppa america 2000 Black Magic NZL-60
coppa america 2000 Luna Rossa ITA-45
Black Magic NZL-60
Luna Rossa ITA-45
Team New Zealand

Presidente
: Sir Peter Blake
Skipper: Russell Coutts
progetto: Laurie Davidson
cantiere: Cookson Boats
varo:
LOA: 25,80 m; LWL: 18,30 m;
SA: 325,30 mq
Vele: North

Pozzetto
Timoniere: Roussel Coutts / Dean Barker
Navigatore: Mike Drummond /Tom Schnackenberg
Tattico: Brad Butterworth /Murray Jones
Stratega: Peter Blake
Randa; Warwick Fleury
Prua: Joe Allen Royal New Zealand Yacht Squadron


Punta Ala Yacht Club

Presidente
: Patrizio Bertelli
Skipper: Francesco de Angelis
progetto: German Frers / Doug Peterson
cantiere: Prada / Green Marine
varo: 9 maggio 1999
LOA: 24,17 m; LWL: 18,17 m ;
SA: 330 mq
vele: North Italia

Pozzetto
Timoniere: Francesco de Angelis
Navigatore: Matteo Plazzi / Dario Malgarise
Tattico: Torben Grael
Stratega: Michele Ivaldi
Randa: Pietro D'Ali / Sandro Montefusco
Prua: Paolo Bassani / Paolo Bottaristrong>Black Magic / Luna Rossa
5 - 0
al meglio delle 9 prove
coppa america 2000 Il pozzetto di New Zealand
coppa america 2000 Coutts beve dalla Coppa
Il pozzetto di New Zealand
Coutts beve dalla Coppa
Considerazioni

l risultato rispecchia fedelmente le forze in campo. Luna Rossa barca ha espresso tutte le sue potenzialità nelle boline ed i suoi limiti nelle andature di poppa, mentre per Luna Rossa equipaggio si è evidenziata la poca esperienza nel Match Race. Senza togliere niente a Black Magic (sul campo ha dimostrato inequivocabilmente di essere il Team migliore), una piccola constatazione è d'obbligo. I vantaggi dati dal Regolamento al Defender non sono trascurabili. In aggiunta alla sua facoltà di scelta, a secondo delle condizioni meteorologiche, del campo regata, la possibilità di scegliere tra trenta nuovi giochi di vele quelle più adatte, contro i quindici concessi all'avversario che dovrà regatare con la barca usata nella finale dei Challenger. Inoltre le regate della Louis Vuitton Cup gli forniscono un infinità di dati permettendogli un graduale affinamento della propria barca, ed un migliore approccio tattico.
Al Challenger tutto ciò non è permesso gli tocca solo accettare le condizioni dettate dal Defender che rimane, lui, un mistero tutto da scoprire. Comunque con la dichiarazione anticipata della barca da portare in Coppa, un miglioramento rispetto alle precedenti edizione vi è stato, ricordiamo il comportamento scandaloso di Conner che vinte per un soffio le selezioni Defender con la barca peggiore, si presenta sulla linea di partenza con la barca migliore del lotto e per giunta in prestito dal sindacato rivale.
Si archivia così la XXXª edizione della Coppa America.
La vecchia Brocca rimane esposta nella bacheca del Royal New Zealand Yacht Squadron. Al Team Prada - Luna Rossa l'orgoglio di aver vinto la "Louis Vuitton Cup" ed il rammarico di aver fallito il tentativo di riportare la Coppa in Europa. A noi tifosi dopo le notti insonni, resta un pò d'amaro, avevamo sognato e sperato un epilogo diverso.


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E nell'attesa del 2003 tiriamo le somme.

In queste trenta edizioni, lunghe 149 anni l'Inghilterra è il paese che più di ogni altro ha tentato di strappare la Coppa ai cugini Nord Americani, ci ha provato per ben 18 volte senza mai riuscirci e dal 1970, da quando si corrono le selezioni dei Challenger, non ha mai regatato nella America's Cup. Segue in ordine cronologico il Canada con quattro comparse e nessuna affermazione. Poi la Francia presente in nove edizioni e due volte in finale sfidanti. La Svezia quattro partecipazioni ed una in finale sfidanti. Il Giappone, tre sfide è sempre in semifinale. Magro risultato per la Spagna, tre eliminazioni nei Round Robin. Dopo averci provato sei volte l'Australia strappa per prima la Coppa agli Stati Uniti, non si ripete però nelle edizioni successive. Ai Neozelandesi la miglior differenza sfide/vittorie 4-1 con un palmares invidiabile 50 vittorie su 53 regate corse nel '87 e 50 su 54 nel '92. Il bilancio degli USA fuori casa è di una vittoria ed una eliminazione nella finale sfidanti (per la prima volta "DNC" nelle regate dell' America's Cup).
All'Italia va sicuramente il miglior rating partecipazione/risultato. Presenti in quattro edizioni siamo entrati in semifinale una volta, abbiamo vinto due volte la Louis Vuitton Cup e conteso due volte l'America's Cup.
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tratto dal sito: http://www.geocities.com/ali6.geo/
email: egnoc@tiscali.it

ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
immagini rielaborate da e.n. scala 1/800 © copyright (Mar 2002)
(non riproducibili senza autorizzazione)