Storia della Coppa America 2003
XXXIª edizione
I due team Italiani
Prada Challenge - Il 3 marzo 2000 Patrizio Bertelli
annuncia che lo Yacht Club Punta Ala e Prada saranno presenti anche
nel 2003 ed il 6 marzo la nomina a "Challenge of Records"
con il compito di stendere in accordo con il Royal New Zealand Yacht
Squadron e il Team New Zealand il protocollo d'intesa che governerà
la 31a sfida di Coppa America. Acquista sul posto le due Young America
USA 53 e 58 che trasferisce a Punta Ala. La base nel Viaduct Basin non
viene smantellata ma solo ridimensionata negli organici.
Lasciano il gruppo Sandro Montefusco, Claudio Celon e Sandro Spaziani
(il decano con quattro Coppe America alle spalle). A luglio le selezioni
dei nuovi membri di equipaggio. Ai primi di gennaio 2001 il Team Prada
raggiunge la base di Auckland. In conferenza stampa lo skipper Francesco
De Angelis ufficializza i nominativi dei 34 componenti l'equipaggio.
I nuovi entranti nel pozzetto sono Francesco Bruni, reduce dalle Olimpiadi
di Sydney sul 49er, il neozelandese Gavin Brady e lo statunitense Steve
Erickson. L'equipaggio base rimane invariato, Matteo Plazzi e Dario
Malgarise i navigatori mentre a Michele Ivaldi è assegnato il
nuovo ruolo di stratega. Tre i nomi in lizza per il timone, Rod Davis,
Gavin Brady e lo stesso De Angelis. Nel febbraio 2001, dopo un periodo
di riflessione e l'argento olimpico nella Star, Torben Grael rientra
nella rosa mantenendo la sua posizione di tattico. Dopo la parentesi
estiva a Punta Ala e la partecipazione a Cowes alla Coppa del Giubileo
ad ottobre 2001 il team riprende gli allenamenti ad Auckland con tre
barche a disposizione ITA-45, USA-53 e USA-58. Fine Marzo 2002 rientro
a Punta Ala.
I due scafi sono costruiti nei capannoni del Prada Boatyard in provincia
Grosseto, su progetto di Doug Peterson. Il varo del primo, ITA-74, avviene
a Punta Ala il 20 maggio 2002, madrina Miuccia Prada, il secondo, ITA-80,
completato a Auckland prende il mare il 30 agosto.
La scelta del timoniere spetta a Patrizio Bertelli che assegna il compito
di timoniere di partenza a Rod Davis, quello di timoniere della barca
lepre a Gavin Brady e quello di timoniere in regata a De Angelis.
Nella Louis Vuitton Cup corre ITA-74 con prestazioni non all'altezza
delle aspettative tanto che, dopo la terza sconfitta consecutiva da
parte di Alinghi il 15 novembre nel quarto match dei quarti di finale
Double Chance Luna Rossa viene ritirata e portata in cantiere. Doug
Peterson è esonerato. Lo shore team si fa carico delle sostanziali
modifiche alla prua.
Mascalzone Latino Challenge. - Vincenzo Onorato, proprietario
della società di traghetti Moby Lines, armatore dei "Mascalzone
Latino" (barche ben conosciute nel mondo della vela agonistica
protagoniste in classe IMS, nell'Admiral's Cup, nella Sardinia Cup ed
in tante altre regate in giro per il mediterraneo) durante il salone
nautico di Genova (ottobre 2000) annuncia l'acquisto di Bravo España
(ESP 47) che sbarca a Portoferraio ai primi di dicembre. L'annuncio
ufficiale a fine dicembre, il Real Circolo Canottieri Savoia di Napoli
è il Challenger per conto del Consorzio "Mascalzone Latino".
Il Team entra nella sua fase operativa con l'affitto dell'ultima base
disponibile ad Auckland e l'apertura della base italiana presso i cantieri
Esaom Cesa di Portoferraio. Le ambizioni dichiarate da Onorato sono
di fare esperienza. Il progetto dell'unica barca è affidato a
Giovanni Ceccarelli ed il cantiere prescelto è il Tencara di
Porto Marghera. L'equipaggio è solo italiano, con Paolo Scutellaro
General Manager, lo stesso Vincenzo Onorato skipper, Paolo Cian esperto
di Match Race timoniere, navigatore Silvio Arrivabene, tattico Flavio
Favini e randista Pierluigi Fornelli. Sponsor principale del Team la
società di telefonia mobile TIM.
Ai primi di febbraio 2001 Bravo España, ribattezzata Mascalzone
Latino X (ITA-47) inizia gli allenamenti nelle acque dell'isola d'Elba.
A fine febbraio 2002 il team Mascalzone Latino si trasferisce ad Auckland
per la sessione di allenamenti e prende parte dal 2 al 5 marzo alla
regata test tra gli sfidanti con Star and Stripes USA-55 (la ex barca
di Conners presa in prestito a fine febbraio dal Team OneWorld che l'aveva
acquistata ne giugno 2000). La barca servirà da lepre per la
messa a punto dello IACC in costruzione.
Il 4 maggio, a Napoli sotto una fitta pioggia la cerimonia di presentazione
di Mascalzone Latino XII (ITA-75). Terminati i festeggiamenti la barca
è rimbarcata sul traghetto per Portoferraio dove viene allestita.
Ai primi di giugno varo nella base toscana (presenti pochi intimi) ed
inizio della sessione di allenamenti e messa a punto.
Gli altri challenger
Il primo marzo si chiudono le iscrizioni alla Louis Vuitton Cup la quota
è 150.000 US $. Il Deadline ultimo per la presentazione delle
sfide è fissato al 1° marzo 2002.
Maggio 2000 - Team New Zealand si smembra,
Russell Coutts, Brad Butterworth e Murray Jones, Laurie Davidson, Craig
Monk e Richard Dodson lasciano.
Team Alinghi - Inizio settembre 2000
, in conferenza stampa sulla terrazza della Société Nautique
de Genève, Ernesto Bertarelli, patron della casa farmaceutica
Serono ufficializza il Consorzio Challenge Suisse per la sfida svizzera
alla Coppa America 2003 e presenta la squadra capitanata da Russell
Coutts affiancato, tra gli altri, da Brad Butterworth e Murray Jones.
Il progetto per la nuova imbarcazione, che sarà costruita dal
cantiere Decision SA a Vevey, è affidato al tedesco Rolf Vroelijk.
Direttore Generale Michel Bonnefous. Nel pozzetto, oltre ai già
citati neozelandesi, vi sono il tedesco Jochen Schuemann fresco argento
olimpico nelle Star, e lo stesso Bertarelli in qualità di navigatore.
Sponsor principali, la UBS (Union des Banques Suisses) la Audemars Piguet
e la RiRi.
beHappy (SUI-59) acquistata dal consorzio entrerà in cantiere
per essere ammodernata e dotata di timone e chiglia convenzionali.
A dicembre sorgono problemi sull'ammissibilità della Société
Nautiche de Genève per l'assenza di una sua base a mare, problemi
speciosi sollevati dal Team NewZealand che l'Arbitration Panel respinge.
Swiss Challenge il giorno del varo di SUI-59 a Séte (FRA) (base
per gli allenamenti che iniziano a fine maggio 2001) vara anche la sua
nuova ragione sociale che diventa "Team Alinghi".
Ai primi di novembre Team Alinghi raggiunge Auckland dove a fine mese
vara SUI-65 ed inizia messa a punto ed allenamenti. - La barca è
il primo IACC di quarta generazione a prendere il mare. -
Fine luglio 2002 sempre ad Auckland il varo della seconda barca SUI-75
che non verrà però utilizzata in regata.
Tra la fine della Louis Vuitton e l'Unveil la prua di SUI-65 subisce
sostanziali modifiche.
Victory Challenge
- Con l'acquisto a luglio 2000 di Black Magic NZL-38 (New Zealand 2),
ribattezzato "Cristina", muove i primi passi il consorzio
svedese presieduto da Jan Stenbeck magnate di radio, televisione, telefonia
e carta stampata. Lo skipper è Mats Johansson (olimpionico a
Sidney nella Classe Star) raggiunto a dicembre dal danese Jesper Bank
(oro nel Soling a Sidney) e da Magnus Holmberg (esperto in Match Race).
Il team composto da trentaquattro elementi è sicuramente il più
titolato con un palmares di ventisei titoli mondiali più quattro
ori e due bronzi olimpici.
Il Club sfidante è il Gamla Stans Yacht Sällskap di Götheborg
base dei primi allenamenti. Scartata l'ipotesi di una base permanente
all'isola d'Elba essi verranno proseguiti nel Solent e a Séte
e dal novembre 2001 ad Auckland.
La barche in costruzione a Götheborg nel cantiere Victory Challenge
sono progetti delle studio German Frers. La prima Örn (serpente)
SWE-63 dopo il varo del 21 ottobre 2001 è imbarcata su un aereo
cargo destinazione Auckland dove viene allestita ed ai primi di dicembre
inizia la messa a punto e gli allenamenti con Jesper Bank al timone.
Il varo della seconda, Orm (aquila) SWE-73, avviene ad Auckland il 21
agosto 2002 con una mesta cerimonia causa l'avvenuta scomparsa di Jan
Stenbeck. Örn sarà utilizzata solo nel primo Round Robin.
Sponsor principale della sfida svedese la società telefonica
e televisiva TELE2.
One World - Il sindacato "One World"
giudato da Craig McCaw, imprenditore leader nella telefonia mobile americana,
si appoggia al Seattle Yacht Club per la seconda sfida della città
di Seattle. Nel sindacato trasmigrano a suon di dollari il progettista
Larry Davidson, Craig Monk, Richard Dodson, Kelvin Harrap e Kevin Shoebridge,
tutti ex Team New Zealand, più gli australiani Peter Gilmour
ex skipper di Nippon e James Spithill, per ultimo (gennaio 2001) ingaggiato
anche Ben Ainslie, oro nei Laser a Sydney, ma che dopo qualche mese
abbandona il consorzio. Sponsor principali Nextel Communication e Tech
TV, co-sponsor la Microsoft e la Ralph Lauren Corp. Il budget dichiarato
è di 70 milioni di dollari. Acquistata a giugno dal Cortez Racing
Association/Team Dennis Conner Star and Stripes USA-55 alla quale si
aggiungerà, a dicembre 2000, USA-51 del sindacato America True
già in storage ad Ackland.
Il progetto dei due scafi è affidato al trio Larry Davidson,
Bruce Nelson e Phill Kaiko. Le due barche sono costruite quasi in contemporanea
nel cantiere One World - Pacific NorthWest a Sedro-Woolley. USA-65 parte
per Auckland a fine dicembre dove verrà assemblato con la chiglia
proveniente dalla Ford Michigan e l'albero costruito nel Nevada. Stesso
iter per USA-67 che lascia il cantiere a metà gennaio 2002. Ai
primi di marzo il varo di USA-65 e a fine marzo quello di USA-67. Anche
le vele sono assemblate sul posto.
Lo "scandalo spionaggio" scoppia quando l'avvocato neozelandese
Sean Reeves, licenziato dal consorzio OneWorld, tenta di vendere al
Team Prada e ad Oracle Racing dei disegni in suo possesso; sia Bertelli
che Ellison denunciano il fatto e dalla successiva indagine emerge che
i piani in questione si riferiscono agli scafi del Team New Zealand
e che provengono dagli archivi del suo ex datore di lavoro. Risultato,
l'Arbitration Panel giudica OneWorld colpevole di aver utilizzato materiale
proveniente dal Team New Zealand e lo condanna ad un punto di penalità
in ciascuno dei due Round Robin.
Su protesta congiunta del New York Yacht Club e del Yacht Club Punta
Ala con l'accusa di infrazione alla regola 2 del "Racing Rules
of Sailing" (comportamento sportivo e fair play di un concorrente),
all'inizio dei quarti di finale, il caso viene riaperto dalla Giuria
Internazionale e in attesa di una sentenza, fa proseguire le prove.
Esito salomonico dopo giorni di camera di consiglio; OneWorld è
multato di 65.000 US $ con la penalizzazione di un punto in ogni turno
di regate.
Oracle BMW Racing - In ordine di tempo
l'ultima sfida accettata dal Team New Zealand, il 9 maggio 2001, è
quella presentata dal Golden Gate Yacht Club di San Francisco per conto
del Team Oracle di Larry Ellison.
Larry Ellison patron della Oracle multinazionale delle nuove tecnologie
della Silicon Valley, buon timoniere, armatore del Sayonara il maxi-yacht
vincitore dell'edizione 1998 della Sydney-Hobart, ricordata per le vittime
ed i naufragi, già dal luglio del 2000 mette su una squadra internazionale
per la conquista della Coppa. Il Sindacato l'Oracle si appoggia al St.
Francis Yacht Club, sfidante nell'edizione appena conclusa con America
One dal quale acquista USA-49 e USA-61; ingaggia come skipper Paul Cayard,
Chris Dickson timoniere e Bruce Farr capoprogetto dei due scafi.
L'assetto originale dura poco, dopo il trasferimento ad Auckland ed
i primi allenamenti nella baia di Auraki con Cayard al timone di USA-61,
Paul è sbarcato e sollevato da ogni incarico se non quello di
osservatore mantenendogli lo stipendio in modo da impedirgli un eventuale
accasamento in un altro Team. Stessa sorte tocca a Chris Dickson che
da timoniere titolare passa a timoniere delle barche lepri. Ridisegnato
il pozzetto, la funzione di skipper/ timoniere passa a Peter Holmberg,
John Cutler e Cameron Dunn alla tattica, Tommaso Chieffi stratega e
Ian Burns e Matt Wachowicz il ruolo di navigatori. Nell'ultima fase
della Louis Vuitton Cup Chris Dickson, riabilitato, riacquista il posto
di timoniere titolare.
Il sodalizio con il St. Francis Y.C. si interrompe a gennaio 2001.
Il 12 giugno 2002 varo ad Auckland di USA-71 seguito il 4 luglio da
USA-76 con l'annuncio dell'ingresso come sponsor della BMW. La ragione
sociale passa da Oracle Racing a Oracle BMW Racing
Star and Stripes - Giugno 2000 Dennis Conner
annuncia il suo ritorno al NYYC ed inizia la ricerca affannosa di sponsor
e finanziatori per la sua campagna 2003.
A novembre 2000 Computer Associates entra come sponsor di riferimento
per il Team di Dennis Connor (per conto del N.Y.Y.C.). Coinvolti nella
nuova sfida di Stars and Stipes oltre ovviamente Dennis anche Ken Read
(skipper e timoniere), Terry Hutchinson e Tom Whidden tattico nella
precedente sfida e presidente del gruppo North, Peter Isler, Vince Brun
e Mike Toppa.
Il progetto degli scafi è affidato allo studio Reichel &
Plug ed il cantiere prescelto è il New England Boatworks di Portsmouth
Rhode Island con assemblaggio finale nella filiale californiana di Long
Beach .
Il 9 gennaio 2002 a Manhattam, nei saloni sulla 44 strada del New York
Yacht Club battesimo di Stars and Stripes US-66, madrina la Signora
Rose Dana moglie del Commodoro. Il 22 maggio varo del secondo Stars
and Stripes USA-77. Le due barche si allenano nella baia di San Diego.
A fine luglio naufragio di USA-77. Al rientro dall'allenamento la barca
di Connors perde il timone e affonda. Recuperata lo stesso giorno; prontamente
riparate le falle aperte su ambo le fiancate a poppavia dell'albero.
Fine agosto barche e Team si trasferiscono ad Auckland.
Le Dèfi - Sempre all'affannosa ricerca
di fondi il Team francese annuncia a sorpresa nel gennaio 2001 l'acquisto
di Black Magic NZL-32, la barca che ha soffiato agli americani la Coppa
nel 1995. La loro partecipazione era già stata confermata a luglio
2000 quando, in conferenza stampa, Luc Gellusseau aveva dichiarato di
disporre dei fondi necessari sia per modificare radicalmente FRA-46
che per approntare un nuovo scafo.
A gennaio 2002 entra come sponsor di riferimento la società AREVA,
(azienda a partecipazione statale per l'energia nucleare). Immediata
la protesta di ecologisti ed amministrazione comunale di Lorient (porto
bretone sull'atlantico dov'è di base Le Défi), con minacce
di boicottaggio e di blocco del cantiere Multiplast dov'è in
fase avanzata di costruzione il nuovo scafo, progettato da Bernard Nivelt,
Daniel Andrieux e Luc Gellusseau. FRA-69 scende in mare il 12 maggio
2002. Dalle minacce ai fatti. Attacco di Greenpeace a Le Dèfi
Areva nel porto di Lorient. Un gommone lanciato a forte velocità
sperona FRA-69 all'altezza dell'attacco delle sartie causando gravi
danni allo scafo. Gli ambientalisti autori dell'attacco vengono arrestati.
La barca è ferma per le riparazioni che a detta di Luc Gellusseau,
responsabile del team, si annunciano difficoltose.
Pochi giorni prima dell'attentato FRA-46 entrava in cantiere per le
modifiche strutturali già annunciate, modifiche tanto drastiche
da toccare oltre il 50% delle strutture. Della vecchia barca rimane
solo albero, vele e attrezzatura di coperta. Al nuovo scafo, ristazzato,
è assegnato il numero velico FRA-79; varo il 10 luglio 2002.
Il 13 luglio il Team ha a disposizione le due barche ed inizia i test
comparativi.
Il pozzetto è composto da uomini di ottimo livello; Philippe
Presti e Luc Pillot timonieri, Sebastien Destremau e Dominique Vittet
tattici, Luc Gellusseau navigatore e Sebastien Col stratega; manca Bertrand
Pacé passato a metà del 2000 con il Team New Zealand.
Lo Yacht Club challenger è sempre l'Union Nationale pour la Course
au Large
GBR Challenge - Tra anticipazioni e smentite
va avanti il tormentone del rientro inglese in coppa. A gennaio 2001
circola la notizia dell'acquisto da parte di un sindacato inglese delle
due barche del Team Nippon, Idatem JPN-44 e Assura JPN-52. La notizia
trova la sua conferma a fine febbraio con l'annuncio del New Zealand
Yacht Squadron dell'accettazione della sfida lanciata dal Royal Ocean
Racing Club (RORC) per conto di GBR Challenge. Ideatore e finanziatore
del rientro dopo 15 anni di assenza, è l'imprenditore inglese
Peter Harrison, magnate nel campo delle nuove tecnologie. La base del
team è stabilita a Cowes, isola di Wight, dove si svolgono i
primi allenamenti con le due barche giapponesi. Direttore generale il
neozelandese David Barnes, skipper Ian Walker con il pozzetto composto
da Andy Green e Andy Beadsworth timonieri, Derek Clark e Julian Salter
navigatori, Adrian Stead e Paul Stanbrige tattico e stratega; progettista
capo Derek Clark.
Il 12 aprile 2002 varo della prima barca uscita dal cantiere GBR Challenge
Boatyard di Cowes, Wight Lightning GBR-70, madrina la Principesse Anna.
Il secondo scafo Wight Magic GBR-78 scende in mare il 16 settembre 2002
a pochi giorni dall'inizio del primo Round Robin.
Ritirati.
Seattle Challenge - Aprile 2000 - "Il
Seattle Yacht Club ed il consorzio Seattle Challenge, guidato da Russel
Belden, hanno annunciato di aver acquistato Il Moro di Venezia V (ITA-25),
ribattezzandolo Spirit of Seattle. La barca iniziera' i test in loco
per poi essere trasferita ad Auckland. Gia' operativo il sito Internet".
Questo il flash d'agenzia col quale si presenta il nuovo sindacato che
solo due mesi dopo cambia Yacht Club sfidante passando con Il Corinthian
Yacht Club.
Difficoltà organizzative e finanziarie ne impediscono il decollo.
"Il Moro di Venezia V" è ceduto a Bill Koch.
Illbruck Challenge - Novembre 2000 - Ufficializzato
al Salone Nautico di Amburgo l'ingresso di un Consorzio Tedesco nella
Coppa America. La sfida è lanciata dal Düsseldorf Yacht
Club; Il consorzio è l'Illbruck Challenge guidato da Michael
Illbruck e da Peter Strosek (Presidente dello Yacht Club sfidante).
Skipper John Kostecki. In programma la costruzione a Leverkusen di una
sola barca il cui progetto è affidato a Michael Richelsen, Friedrich
Judel e Torsten Conradi. Previsto a giugno del 2002 la fase degli allenamenti
ad Auckland. Formalizzate sfida ed iscrizione alla Louis Vuitton Cup.
Sistemata la base nel Viaduct Basin.
A fine marzo 2002 la notizia "Team ILLBRUCK rinuncia alla Coppa".
A giugno, dopo la vittoria della Volvo Ocean Race, Team Illbruck annuncia
che la partecipazione alla Coppa è solo rimandata alla prossima
edizione. La sfida sarà presentata con il nome di Pinta Challenge.
La base di Auckland è rilevata da Le Défi Areva.
- 12 dicembre 2004 varo ad Auckland di NZL-68
ex GER-68. Lo scafo acquistato in gran segreto da Emirates Team New
Zealand è ultimato nei cantieri Coockson di Auckland. Il Team
conta di utilizzarlo nella stagione 2005.-
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La Louis Vuitton Cup 2002 - 2003. |
La formula - Il formato delle regate di selezione si
basa su due Round Robin iniziali al termine dei quali lo sfidante con
meno vittorie è eliminato. I restanti otto team passano ai quarti
di finale suddivisi, in base al punteggio acquisito nei Round Robin,
in Single Chance e Double Chance. Nel Single Chance i perdenti sono
eliminati mentre i vincenti vanno alla serie di ripescaggio con i perdenti
del Double Chance, stessa formula per le semifinali. In finale passano
i due vincenti. Quarti e semifinali si corrono su sette prove mentre
la finale si corre su nove.
Le selezioni.
Il primo ottobre 2002 ha inizio la lunga serie di regate che porterà
alla ribalta lo sfidante di questa trentunesima edizione della Coppa
America.
Al termine dei due Round Robin esce di scena Mascalzone Latino battuto
in extremis da Le Défi Areva in una regata praticamente di spareggio
essendo i due team a pari punti in fondo alla classifica. Luna Rossa
ITA 74 non brilla particolarmente in questa prima fase la barca mostra
dei limiti in bolina. Le due più performanti risultano SUI 64
e USA 67 rispettivamente Alinghi e OneWorld che però, visto il
punto di penalizzazione affibiato dal Jury internazionale per motivi
di spionaggio, si vede retrocessa al terzo posto a pari punti con Oracle.
I due round robin sono caratterizzati da una serie di rinvii ed annullamenti
per le condizioni meteo non particolarmente benevole tanto da doversi
protrarre oltre la data stabilita del 31 ottobre terminando così
il 3 novembre.
Quarti di finale dal 12 al 19 novembre. Divise in due gironi si incontrano
nel single chance (che porterà all'eliminazione dei due perdenti)
Victory Challenge/Orm (SWE 73) con Le Défi Areva (FRA 69) e Stars
and Stripes (USA 77) con GBR Challenge/Wight Lightning (GBR 70). Nel
double chance l'abbinamento risulta essere Alinghi (SUI 64) con Prada/Luna
Rossa (ITA 74) e OneWorld (USA 65) con Oracle/BMW Racing (USA 76). Eliminati
FRA 69 e GBR 70.
Sin dall'inizio le cose non vanno per il verso giusto per Luna Rossa,
tant'è che dopo la terza sconfitta consecutiva, de Angelis annuncia
in conferenza stampa il ritiro di ITA-74 dai quarti di finale, per concentrare
tutti gli sforzi nella messa a punto di ITA-74 e ITA-80 in vista delle
regate di repechage. Quarti di finale di ripescaggio dal 23 al 39 novembre.
Luna Rossa (ITA 74) elimina Orm SWE 73) per 4 a 0 e OneWorld (USA 67)
manda a casa Dennis Connors/Stars and Stripes (USA 77) sempre per 4
a 0.
Dal 9 al 16 dicembre le semifinali. Alinghi si assicura l'entrata in
finale battendo con un secco 4 a 0 Oracle mentre OneWorld elimina Luna
Rossa per 3 a 2. Anche questa serie è caratterizzata dalle avverse
condizioni meteo; quattro giornate perse per assenza o troppo vento
e per recuperarle il Comitato deve optare per le due prove giornaliere
su percorsi ridotti. Luna Rossa (ITA 74) esce dalla Louis Vuitton Cup.
Dal 20 al 23 dicembre si incontrano OneWorld ed Oracle per determinare
chi sarà la seconda finalista. Prevale Oracle con un secco 4
a 0.
La finale per aggiudicarsi la Louis Vuitton Cup ed il titolo di Challenger
della XXXIa Coppa America si corre dall'11 al 21 gennaio. Alinghi non
lascia ad Oracle alcuna possibilità e con un secco 5 a 1 si aggiudica
il diritto di contendere al Team New Zealand l'America's Cup.
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Le Défi Areva |
Mascalzone
Latino |
GBR
Challenge/Wight Lightning |
Prada |
Stars
& Stripes USA 66 |
Alinghi |
|
Victory - Örn SWE 63 |
Orm
SWE 73 - ITA 74 |
| Stars and
Stipes USA 77 |
OneWorld USA 67 - S_S
USA 77 |
| ITA 74 con
la prua originale |
ITA 74 con la prua modificata |
| percorso |
Veduta aerea di Auckland
|
| Bertarelli alza la Louis
Vuitton Cup |
Gli I.A.C.C. costruiti
n° velico
Consorzio/Yacht Club
Cantiere
battesimo/varo
nome
progetto
timoniere
utilizzo
NZL 82
Team New Zealand Royal New Zealand Yacht Squadron
Cookson Boats
21 ottobre 2002
Black Magic
Clay Oliver - Mike Drummond - Tom Schnackenberg
Dean Barker
si
NZL 81
Team New Zealand Royal New Zealand Yacht Squadron
Cookson Boats
27 agosto 2002
Black Magic Clay Oliver - Mike Drummond - Tom Schnackenberg
-----
no
ITA 80
Prada Challenge 2003 Yacht Club Punta Ala
Prada Boatyard
30 agosto 2002
Luna Rossa
Doug Peterson
-----
no
FRA 79
Le Défi Areva Union Nationale pour la Course au Large
Multiplast
10 luglio 2002
Areva
FRA 46 modificato
-----
no
GBR 78
British Challenge Royal Ocean Racing Club
GBR Challenge Boatyard
16 settembre 2002
Wight Magic
Derek Clark - Rob Humpreys
-----
no
USA 77
Team Dennis Conner New York Yacht Club
New England Boatworks
22 maggio 2002
Stars and Stripes
Reichel & Pugh
Kean Read
si
USA 76
Oracle/BMW Racing Golden Gate Yacht Club
Oracle - Ventura Boatyard
4 luglio 2002
Oracle BMW
Bruce Farr - Russ Bowler
Peter Holmberg - Chris Dickson
si
SUI 75
Alinghi Challenge Société Nautique de Genève
Decision SA
fine luglio 2002
Alinghi SUI 75
Rolf Vrolijk
-----
no
ITA
74
Prada Challenge 2003 Yacht Club Punta Ala
Prada Boatyard
20 maggio 2002
Luna Rossa
Doug Peterson
Francesco de Angelis - Rod Davis
si
SWE 73
Victory Challenge Gamla Stams Yacht Sallskap
Victory Challenge Boatyard
21 agosto 2002
Orm
Mani Frers
Jesper Bank - Magnus Holmberg
si
ITA 72
Mascalzone Latino Reale Yacht Club Canotieri Savoia
Tencara
4 maggio 2002
Mascalzone Latino XII
Giovanni Ceccarelli
Paolo Cian - Flavio Favini
si
USA 71
Oracle/BMW Racing Golden Gate Yacht Club
Oracle - Ventura Boatyard
12 giugno 2002
Oracle BMW
Bruce Farr - Russ Bowler
-----
no
GBR 70
British Challenge Royal Ocean Racing Club
GBR Challenge Boatyard
12 aprile 2002
Wight Lightning
Derek Clark - Rob Humpreys
Ian Walker - Andy Beadsworth
si
FRA 69
Le Défi Areva Union Nationale pour la Course au Large
Multiplast Lorient
17 maggio 2002
Areva
Bernard Nivelt
Philippe Presti
si
GER 68
Illbruck Challenge Düsseldorf Yacht Club
-----
sospesa
-----
Michael Richelsen - Friedrich Judel - Torsten Conradi
-----
-----
USA 67
OneWorld Challenge Seattle Yacht Club
One World Boatyard
Marzo 2002
OneWord
Lawrie Davidson - Phil Kaiko - Bruce Nelson
Peter Gilmour - James Spithill
R.R.
USA 66
Team Dennis Conner New York Yacht Club
New England Boatworks
9 gennaio 2002
Stars and Stripes
Reichel & Pugh Kean Read
R.R.
USA 65
OneWorld Challenge Seattle Yacht Club
One World Boatyard
Marzo 2002
OneWorld
Lawrie Davidson - Phil Kaiko - Bruce Nelson
James Spithill
si
SUI 64
Alinghi Challenge Société Nautique de Genève
Decision SA
20 Novembre 2001
Alinghi SUI 64
Rolf Vrolijk
Russell Coutts - Brad Butterworth
si
SWE 63
Victory Challenge Gamla Stams Yacht Sallskap
Victory Challenge Boatyard
27 ottobre 2001
Örn
Mani Frers
Jesper Bank - Magnus Holmberg
R.R.1
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Il Defender
Team New Zealand
- Con l'uscita della vecchia guardia New Zealand si trova a dover rifondare
il gruppo. I talenti non mancano ma manca il carisma di Sir Peter Blake
che, dal termine dell'edizione 2000, gira i mari per conto della fondazione
Cousteau a bordo della sua barca laboratorio la "Seamaster".
Il 6 dicembre 2001 in navigazione sul Delta del Rio delle Amazzoni Peter
Blake rimane ucciso da una banda di pirati.
Alla direzione del Team c'è il vecchio eclettico guru Tom Schnackenberg
che si occupa anche della progettazione, delle vele ed a bordo funge
da navigatore. Il timone è nelle mani del giovane allievo ed
erede di Russell Coutts, Dean Barker, allenato da Bertrand Pacé
che a settembre 2000 è passato da Le Dèfi al team New
Zealand. Dell'afterguard fanno parte Adam Beashel, l'australiano campione
mondiale classe 49er estromesso dalla sua federazione dai giochi olimpici
di Sydney 2000, ingaggiato come stratega al fianco di Peter Evans, Erle
Williams e Clay Oliver; i tattici Hamish Pepper e Tom Dodson, il secondo
navigatore Mike Drummond ed il secondo timoniere Cameron Appleton; tutti
neozelandesi (tranne Pacé e Beashel) i "Loyals" che
la stampa locale contrappone ai traditori prezzolati Coutts e Butterworth
in testa.
Principali componenti del team progettuale, Clay Oliver e Mike Drummond
sotto la guida di Tom Schnackenberg.
Il cantiere è l'ormai famoso Cookson Boats. Sponsor principali:
Steinlager, Telecom New Zealand, Toyota, Loto e American Express.
Il 27 agosto 2002 varo di Black Magic NZL-81 ed il 21 ottobre quello
di NZL-82.
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L'unveil
Il sette gennaio Oracle e Alinghi, i due finalisti della Louis Vuitton
Cup, ed il Defender New Zealand svelano al pubblico le segrete appendici
sommerse. Le tre basi sono aperte sia alla stampa che alla folla di
visitatori.
New Zealand svela le appendici che lasciano tutti stupiti e perplessi
sia per il bulbo di sei metri a forma di squalo che per la "HULA"
una sorta di appendice poppiera staccata di pochi millimetri dallo scafo
e lunga sette metri.
Il secondo unveil di Challenger e Defender si tiene il 12 febbraio tre
giorni prima dell'inizio delle regate di Coppa America.
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NZL 81 e NZL 82 |
bulbo
e progettisti |
| bulbo di
Alinghi |
Oracle
USA 76 |
| NZL 82 |
scenografia
del secondo unveil |
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Black Magic NZL-82 |
Alinghi
SUI-64 |
Team New Zealand
Presidente: Ross Blackman
Skipper: Dean Barker
progetto: Tom Schnackenberg
cantiere: Cookson Boats
varo: 21 ottobre 2002
vele: North NZ
Pozzetto
Timoniere: Dean Barker / Cameron Appleton
Navigatore: Mike Drummond /Tom Schnackenberg
Tattico: Tom Dodson / Peter Evans
Stratega: Adam Beashel
Randa: Tony Rae
Prua: Jeremy Lomas / Richard Meacham
Alinghi Challenge
Presidente: Ernesto Bertarelli
Skipper: Russell Coutts
progetto: Rolf Vrolijk
cantiere: Decision SA
varo: 20 novembre 2001
vele: North SUI
LOA: 24 m ;LWL: 18 m;
SA: 350 m2/690 m2
Pozzetto
Timoniere: Russell Coutts / Jochen Schuemann
Navigatore: Ernesto Bertarelli
Tattico: Brad Butterworth
Stratega: Murray Jones
Randa: Warwick Fleury
Prua: Yves Detrey
Black Magic / Alinghi
0 - 5
al meglio delle 9 prove.
Il
10 Febbraio New Zealand dichiara che regaterà con NZL 82 l'ultima
delle barche costruite mentre per regolamento Alinghi deve mantenere
la barca usata nelle finali della Louis Vuitton Cup. Il 12 l'Unveiling
day per Alinghi e New Zealand. Il 14 viene siglato l'accordo che non
prevede alcun limite di vento. Sarà il Principal Race Officer
Harold Bennet l'unico in grado di fare o non fare partire una regata.
- Il 15 febbraio iniziano le regate. Partenza puntuale alle ore 13.15'
vento da 200° 22 nodi. Alinghi parte centro linea sopravento. Pochi
minuti di navigazione e si intravedono problemi per New Zealand, dalla
falchetta imbarca acqua in modo anomalo. La regata prosegue ed al primo
incrocio Alinghi si presenta con un leggero vantaggio, poi improvvisamente
il genoa di New Zealand esce dalla canalina .... si strappa la base
della randa ...si rompe la parte terminale del boma. Lavoro frenetico
per minimizzare i danni e proseguire ma la barca continua ad imbarcare
acqua in modo preocupante, tanto di essere costretta a richiedere il
traino per far rientro alla base. Alinghi prosegue in solitario e porta
a casa il primo punto. Inizio di Coppa al di là di ogni immaginazione,
sorprende la fragilità di New Zealand NZL 82 in condizioni non
particolarmente proibitive.
- Seconda regata il 16. Il vento fà i capricci la partenza vien
data con tre ore di ritardo. New Zealand si difende bene e mantiene
la testa fino all'ultima poppa dove Alinghi manovrando in maniera impeccabile
riesce a ribaltare la situazione chiudendo la regata con 07" di
vantaggio.
- Terza regata il 18. Giornata con condizioni ottimali vento da 330°
dai 12 ai 16 nodi, partenza in orario. Sin dalle prime battute la regata
è nelle mani di Alinghi. New Zealand costretta ad inseguire.
Pagherà all'arrivo un ritardo di 23".
- 20, 22, 23, 24, 25 e 26 febbraio sei giornate perse per assenza di
vento o condizioni avverse.
- Il 28 si riprende in orario. Vento da 030° 16 nodi. Alinghi passa
la boa 1 con 08" di vantaggio. New Zealand all'attacco nel lato
di poppa; navigando sull'onda di scia di Alinghi ingavona ripetutamente
imbarcando acqua dal tambuccio. Al passaggio della boa 2 il vento raggiunge
i 21 nodi con onda formata. New Zealand soffre le condizioni, mette
più volte giù la falchetta ed imbarca acqua. Alle 14:12",
con un vento di 23 nodi, New Zealand batte ripetutamente sull'onda;
l'albero cede, si spezza poco sotto la seconda crocetta. Momenti concitati,
parte dell'equipaggio con randa e alberatura in acqua; un gommone appoggio
accosta per prestare soccorso; chi è rimasto a bordo taglia tutto
il possibile per liberare il moncone dell'albero da sartiame e vela.
Sconcertante la fragilità della barca neozelandese. - Rientro
di New Zealand al traino. - Alinghi prosegue la regata in solitario
e la porta a termine in 1:55':18".
- Quinta prova il 1° marzo. Come al solito il vento fa i capricci,
non più di tre nodi ed alle ore 15:16 il Comitato è costretto
ad issare "Intelligenza su A" rinviando al giorno successivo
il sospirato riscatto di New Zealand.
La certezza prima ed il sogno poi di mantenere la Coppa nella bacheca
del Royal New Zealand Yacht Squadron svanisce alle ore 15:18' del 2
marzo 2003.
- Ernesto Bertarelli, Russel Coutts, Brad Butterward, Murray Jones,
Jochen Schuemann, ed il Team Alinghi riportano dopo 152 anni la vecchia
brocca, 'the Auld Mug' (così chiamata in modo confidenziale da
Sir Thomas Lipton), in Europa.
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Race 1 - NZL imbarca acqua |
Problemi
con il genoa |
|
il genoa viene giù |
New
Zealand costretta al ritiro |
|
il gommone in soccorso |
Race
4...vien giù l'albero |
| New
Zealand rientra al traino |
l'equipaggio
al lavoro |
| Rientro
di alinghi |
festeggiamenti |
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Considerazioni
Il golfo di Auraki ci ha regalato attese snervanti (si sono persi 21
giorni per assenza o troppo vento), poco spettacolo e per lo più
regate, dove vinta la partenza, il risultato era scontato. Solo in rarissime
occasioni si sono viste manovre degne di un match race ed è stata
data l'opportunità d'intervento agli umpire. Luna Rossa ha deluso;
Mascalzone Latino si è battuto dignitosamente ma con la poca
esperienza non è riuscito a superare i Round Robins; i francesi
di Areva e gli inglesi di GBR Challenge non hanno brillato; dignitosa
la prestazione di Victory Challenge mentre Stars and Stripes è
stata una comparsa; Oracle e OneWorld hanno dimostrato che gli americani
continuano a crederci.
La delusione maggiore, superiore alle più nere aspettative, è
la catastrofica prestazione del Team New Zealand.
La vecchia Brocca torna in Europa ed ironia del caso nella bacheca di
uno Yacht Club lacustre, ma pur sempre blasonato, la Société
Nautique de Genève.
Il futuro
Archiviata la XXXIª edizione si buttano immediatamente le basi
della successiva.
Il 5 marzo conferenza stampa ad Auckland di Michel Bonnefous, direttore
esecutivo di 'ALINGHI' con oggetto il Protocollo che governerà
la XXXIIª edizione di Coppa America. Challenger of Records è
il Golden Gate Yacht Club di San Francisco. La gestione dell'evento
è di competenza dello Yacht Club del Defender, la Société
Nautique de Genève la quale con lo Yacht Club del Challenger
sceglierà la Giuria Internazionale, il Regatta Director ed il
Technical Director. L'evento si terrà presumibilmente nel 2007.
La scelta della sede avverrà tenendo conto di parametri quali
condizioni meteo, strutture, ospitalità e sarà comunicata
non oltre il 15 dicembre 2003.
Il percorso resta quello a bastone con lunghezza e un numero di lati
da stabilire.
Riconfermata la Classe Coppa America e la norma che limita la costruzione
a soli due scafi da impostare ed assemblare nel paese di origine del
Challenger mentre tutte le altre attrezzature potranno essere realizzate
in paesi diversi; eliminato il concetto di nazionalità per i
componenti l'equipaggio (un ritorno allo spirito originale interrotto
con l'introduzione dei 12 m SI).
Non definito il formato della selezione dei Challenger.
La tassa d'Iscrizione è fissata in 450.000 € per le sfide
presentate entro il 15 dicembre 2004; per quelle presentate dopo tale
data ed entro il 29 aprile 2005 sarà applicata una sovratassa
di 200.000 €.
Tutti i proventi ed in particolare quelli televisivi saranno gestiti
dallo Yacht Club Defender che, tolte spese e commissioni, provvederà
a ridistribuirlo 50% al Defender e 50% in parti uguali agli sfidanti.
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Arrivederci a Valencia
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tratto dal sito: http://www.geocities.com/ali6.geo/
email: egnoc@tiscali.it
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
immagini rielaborate da e.n. scala 1/800 © copyright (Mar 2002)
(non riproducibili senza autorizzazione)