Meteorologia e Sicurezza
Quale è il ruolo della meteorologia nell'ambito della sicurezza?
Negli ultimi anni governi di tutto il mondo hanno cominciato ad investire
miliardi per migliorare le previsioni meteorologiche: credete che abbiano
sprecato i propri soldi?
In relazione a questi alti costi, circa 30 anni fa 19 nazioni europee,
tra cui l'Italia, si consorziarono per creare un super centro di calcolo,
con sede a Reading vicino Londra. Questo Centro Europeo produce giornalmente
dati di base e prodotti grafici che vengono ridistribuiti a tutte le
nazioni associate. Nel corso di questi anni, i prodotti sono migliorati
notevolmente, e nelle 24 ore successive, l'affidabilità è
altissima. Ma di questo parleremo più avanti.
L'uomo ha nei secoli perfezionato il suo dominio sulla natura, ma, per
quanto concerne gli eventi meteorologici, è ancora come il suo
lontano antenato sapiens: praticamente inerme. Infatti, l'umanità
non possiede il controllo degli elementi atmosferici, potestà
che nei tempi antichi veniva attribuita agli dei: ricordate, Giove tonante,
Nettuno dio del mare, ecc. a cui si invocava una benevola protezione.
Gli uomini nulla possono contro i tornado, alluvioni, grandinate, ecc.
che in poco tempo producono danni per centinaia di miliardi. Tutto ciò
che oggi si può fare è quello di prevenire. Ogni buona
previsione, produce un risparmio di vite e denari in misura tale da
ripagare ampiamente ogni spesa fatta per ottenerla. Ogni nostro sforzo
impiegato per aumentare la comprensione del tempo ha un suo ritorno
pagante in termini di sicurezza.
Sentite ciò che vi dico: le previsioni, anche se errate non vanno
assolutamente snobbate. Non siate scettici per partito preso. Vorrei
che per un attimo faceste questa riflessione: nessun previsore al mondo
sano di mente si sogna di prevedere condizioni apocalittiche quando
non ce n’è il minimo fondamento. Se dice che ci sarà
burrasca, può essere che non avvenga, ma se lo dice vuol dire
che sostanzialmente le condizioni del tempo non sono buone.
Vedete, non è tanto importante che la previsione sia giusta,
quanto la sua capacità di indurci a fare valutazioni sulle potenziali
situazioni di rischio che possono verificarsi, ovvero nello stimolarci
a raffigurare uno scenario futuro.
Una previsione di cattivo tempo anche se non si verifica ci indurrà
a pensare comunque cosa dovremmo o potremmo fare qualora ci trovassimo
in quella situazione:
In parole povere, ci spingerebbe a pensare alle eventuali vie di fuga
in relazione al campo, se le abilità acquisite dall'equipaggio
o dagli allievi sono sufficienti a fronteggiare certe situazioni critiche,
se l'imbarcazione è tecnicamente adatta a superare queste crisi
anche in relazione alla nostra memoria storica in circostanze analoghe.
Ricordate che tutto ciò che è prevedibile
è prevenibile !
Vedete, il rischio procede per moltiplicazioni, ovvero ogni nuovo imprevisto
non si somma al precedente ma ne moltiplica la pericolosità.
Parlando di scuole di vela, se gli allievi sono inesperti, ma tutto
il resto è ok, allora il rischio potenziale resta circoscritto.
Ma se a questo si aggiunge anche una carenza nei mezzi tecnici, il rischio
subisce un drastico incremento.
Il concetto che in buona sostanza voglio comunicarvi è questo:
bisogna acquisire una abitudine mentale a considerare con dovuto anticipo
le condizioni meteo al momento dell'uscita in mare.
Come vedete non vi sto dicendo che dovete imparare a fare delle previsioni,
tutto ciò che dovete fare è informarvi con sufficiente
anticipo.
Oggi sicuramente non mancano i mezzi. Internet, ad esempio, costituisce
una fonte di informazioni inesauribile. Dal punto di vista testuale,
giornalmente viene prodotto un bollettino particolareggiato noto come
METEOMAR, oppure vengono emessi AVVISI DI BURRASCA ogni qualvolta se
ne verifichino le circostanze. Dal punto di vista grafico, esistono
carte meteo riferite all'adriatico meridionale che riportano i venti
previsti, l'altezza e la direzione dell'onda, lo stato del mare con
alta affidabilità. E tutto ciò al costo di un telefonata.
Ogni circolo dovrebbe adottare una buona abitudine, specialmente nei
periodi di maggiore attività: dedicare una porzione di parete
per appendervi un pannello. E su questo affiggervi ordinatamente le
mappe meteo di maggiore interesse valide per il giorno successivo.
Ogni circolo dovrebbe dotarsi di una propria stazioncina meteorologica:
oggi se ne possono ottenere di discreta qualità totalmente digitali
e autoalimentate ad un costo inferiore al milione di lire. La possibilità
di interpretare i segni del tempo in relazione alla situazione generale
produce effetti benefici: rende le persone col tempo esperte. Ne favorisce,
cioè, la costruzione di una esperienza personale scientificamente
corretta.
Spesso l'informazione meteorologica viene assunta solo per poter migliorare
le proprie prestazioni in gara.
Quanti di noi tengono conto che la sopravvivenza in acqua è legata
alla temperatura del mare? Sopravvivenza che si riduce notevolmente
quanto più l'acqua è fredda.
Con una temperatura del mare di 15°C ed in assenza di indumenti
protettivi si perde conoscenza in circa 4 ore e si rischia il decesso
in 6-8 ore. Con una temperatura di 5°C la sopravvivenza si riduce
a circa 1 ora. Perché non tenerne conto in relazione ad eventuali
tempi di soccorso, ovvero valutando la distanza dalla costa. Ma come
si ottiene questa informazione ? Anche in questo caso Internet ci aiuta,
riportando la temperatura superficiale del mare ricavata dalle informazioni
satellitari.
Il vento accentua sino a renderlo insopportabile il disagio da freddo,
rendendolo più acuto con la dispersione del sottile strato d’aria
che protegge la nostra pelle.
Esempio: un vento di 4,5 m/s con una temperatura di 10°C provoca
un disagio termico pari ad una temperatura di 4,5° in aria calma.
Valori elevati di umidità uniti a caldo torrido possono rapidamente
portare al collasso anche l'organismo fisicamente più attrezzato.
Quanti pensano a sufficienti scorte d'acqua o integratori salini per
fronteggiare dette evenienze. Di quanta acqua ha bisogno un organismo?
"Ci ho pensato?", questa è la domanda da porsi. Certo,
adesso pensate che tutto ciò sia elementare. Ma la sicurezza
di tutti dipende proprio dall'insieme di queste piccole cose.
Nel corso dell’estate 1987 (luglio) i paesi del Mediterraneo centro-orientale
furono investiti da un’anomala ondata di calore. In Grecia a causa
dei “colpi di calore” si ebbero centinaia di morti, e anche
nel meridione d’Italia si verificarono numerosi decessi tra le
persone anziane.
A Roma erano in corso i Giochi mondiali di atletica leggera, e, tutte
le atlete che gareggiarono per la finale dei 10 km furono colte da malore
(barcollamenti, incapacità di coordinare gli arti, ecc.) e dovettero
far ricorso alle cure mediche.
Alte temperature con alta umidità. In caso di alte temperature,
la sudorazione assolve egregiamente al suo compito di regolatore termico
corporeo se il tasso di umidità relativa ambientale è
basso, tale cioè da consentire l’evaporazione, ma ad alti
tassi di umidità l’evaporazione si blocca e il conseguente
effetto di raffreddamento viene meno, con sofferenza per il corpo
Anche queste considerazioni non devono essere trascurate, soprattutto
perché inducono a fare valutazioni sui rischi e se possibile
a prendere le dovute precauzioni (magari ripassandosi cosa si deve fare
in caso di malessere dovuto ad un colpo di calore).
Per la valutazione oggettiva del rischio, ad esempio, ognuno di noi
potrebbe costruirsi una tabella in cui considerare il prodotto di almeno
tre fattori:
il fattore umano
il fattore tecnico
il fattore ambientale.
Il fattore umano, ad esempio, dovrebbe tener conto delle capacità
tecniche degli allievi e delle proprie.
Il fattore tecnico potrebbe prendere in esame, onestamente,
le caratteristiche dell'imbarcazione.
Il fattore ambientale dovrà tenere in debita
considerazione le previsioni meteorologiche.
A titolo d'esempio, si può costruire una tabella dove attribuire
un valore crescente da 1 a 4 per ogni voce. Così facendo i limiti
entro cui il prodotto può variare vanno da 1 (nessun rischio)
a 64 (massimo rischio).
Facciamo un esempio pratico: se attribuisco per il fattore umano il
valore 4 ad allievi totalmente inesperti, 1 al fattore tecnico (l'imbarcazione
è perfetta in relazione agli altri due fattori), 4 alle condizioni
meteo (pessime), otterrò un risultato pari a 4 * 1 * 4, ovvero
pari a 16, che potremmo definire come medio. Ma sarà sufficiente
il solo pensare che l'imbarcazione, poiché piccola, non sia adatta
a condizioni meteo estreme, ovvero anziché 1 essere 2 o peggio
3, che il rischio potenziale subirà un forte incremento: da 16
salterà a 32 o a 48!
La tabella che illustro rappresenta solo una proposta che la Federazione
Italiana Vela potrebbe valutare e migliorare per creare ad esempio uno
standard comune a cui far attenere i singoli circoli e gli appassionati.
FATTORE UMANO
L'allievo è alle prime armi.
4
L'allievo possiede cognizioni di base
3
L'allievo è padrone delle tecniche
2
L'allievo è tecnicamente preparato ed ha acquisito esperienza
sufficiente
1
FATTORE TECNICO
L'imbarcazione è in condizioni non ottimali in relazione al fattore
umano e ambientale
4
L'imbarcazione è appena sufficiente
3
L'imbarcazione è adeguata alle condizioni previste
2
L'imbarcazione è superiore alle condizioni previste
1
FATTORE AMBIENTALE
Le condizioni meteorologiche sono proibitive
4
Le condizioni meteo sono particolarmente severe
3
Il tempo previsto è fronteggiabile
2
Il tempo previsto è favorevole ad ogni attività in mare
1
Esempio di calcolo
FATTORE UMANO
3
FATTORE TECNICO
2
FATTORE AMBIENTALE
4
TOTALE
9
Valori di riferimento:
da 1 a 12 Rischio leggero
da 12 a 36 Rischio moderato
da 36 a 48Rischio elevato
da 48 a 64 Rischio altissimo
Carte da esporre (valide 24 ore e previste per il giorno
dopo):
Analisi al suolo (isobare, fronti)
Analisi in quota valida 24 ore prevista (promontori,
saccature)
Venti previsti sul mare
Altezza dell'onda e stato del mare previsti
Temperatura del mare.
Strumentazione meteorologica di base:
Barometro (per la misura della pressione)
Termometro (per la misura della temperatura)
Igrometro (per la misura dell'umidità)
Anemometro (per misurare direzione ed intensità
del vento
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