Trombe d'aria e trombe marine
Istituto
Tecnico Nautico "Artiglio" - Viareggio
Fenomeni violenti nell'atmosfera Trombe d'aria e marine
a cura di
Luca Gigliani e Andrea Pucci
o
Cosa sono
o
Caratteristiche fondamentali
o
Dove si verificano
o
Effetti delle trombe
o
Alcune testimonianze
o
Vortici di calore o turbini
Cosa
sono
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Le trombe sono dei vortici depressionari di piccola estensione in cui
i venti possono raggiungere elevate velocità, anche di alcune decine
di Km/h; esse si verificano alla base di quelle enormi nuvole temporalesche
chiamate cumulonembi, che si formano in seguito a forti instabilità
dell'aria.
Un tromba tipica presenta la forma di un tubo o di un cono a pareti ripide
con la base verso l'alto ed il vertice che si protende verso la superficie
terrestre fino a toccarla. Spesso l'andamento è sinuoso a causa
della diversa velocità con cui la base trasla rispetto alla sommità,
per cui l'aspetto della tromba diventa simile a quello di una proboscide.
Si parla di tromba d'aria (funnel clouds) quando il vertice corre sul
suolo e di tromba marina (waterspouts) quando corre sul mare, normalmente
si fa distinzione tra trombe marine e trombe d'aria (o terrestri) a seconda
del luogo d'origine anche se è abbastanza frequente vederle passare
dal mare alla terraferma o viceversa.
Una tromba marina al largo della Florida, fotografata da un aereo
(da NOAA Photo Library - Dr. J.Golden)
I
venti
hanno una rotazione normalmente ciclonica (antioraria nell'emisfero nord)
e sono quasi ciclostrofici in quanto le uniche forze che intervengono
significativamente sono la forza di gradiente e la forza centrifuga, entrambe
notevolmente alte a causa dei raggi limitati delle trombe. La velocità
aumenta dal centro alla periferia ed il valore massimo, come anche il
diametro della tromba, è in relazione alla profondità della
depressione.
I meccanismi di formazione non sono ancora ben noti, anche se la situazione
favorevole si ha ogni qualvolta al di sopra di aria fresca molto umida
scorre un flusso d'aria calda secca.
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Caratteristiche
fondamentali
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Questo fenomeno possiede diverse analogie con i
tornado
da cui si differenzia unicamente per le minori dimensioni (da 10 a 80
m) e per le velocità nettamente inferiori dei venti e quindi per
le minori energie in gioco. Tuttavia, poiché l'area interessata
al passaggio di una tromba è molto ristretta, i danni prodotti
possono essere considerevoli in caso di impatto contro edifici o navi.
Se la tromba passa sulla terra ferma trasporta in alto polvere e tutto
ciò che non è fissato, ma se ha molta forza riesce a sradicare
alberi o a distruggere fabbricati; se il vertice cade sul mare, la zona
interessata si agita formando una nube di spuma e la tromba assume l'aspetto
di una colonna d'acqua in quanto la sua azione si esplica attraverso un
risucchio più o meno violento.
Aspetto tipico di una tromba
Caratteristica fondamentale delle trombe è la loro formazione improvvisa,
con un brusco ed immediato calo della pressione, per cui è impossibile
prevederle osservando il graduale abbassamento della pressione come avviene
prima del passaggio dei cicloni. Un segno rivelatore può essere,
sulla terraferma, la presenza di turbini di polvere prima della formazione
dell'imbuto, sul mare si osserva una macchia scura superficiale.
Il fenomeno ha una durata limitata che va dai 10 ai 30 minuti e dal luogo
di formazione si spostano seguendo traiettorie imprevedibili e indefinite.
La velocità di traslazione è variabilissima, generalmente
è superiore ai 15 nodi. Nel caso marino una tromba si esaurisce
quando incrocia un rovescio di pioggia o quando raggiungono la terraferma.
Le altezze sono variabili dai 100 ai 1000m e coincidono di solito con
l'altezza della base dei cumulonembi da cui esse hanno origine.
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Dove
si verificano
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Le trombe si formano con maggiore frequenza sui mari caldi (ad esempio
sul Mediterraneo) e nelle zone delle calme equatoriali, cioè dove
sono più alte le probabilità di formazione dei sistemi nuvolosi
temporaleschi. La frequenza è minima tra i 10° ed i 20°
di latitudine ed è media tra i 30° ed i 40° . Molto bassa
o nulla è la probabilità a latitudini superiori. Oltre i
tropici la frequenza massima si verifica nei mesi fra il termine dell'estate
e l'inizio dell'autunno, nella zona temperata in estate.
Le zone italiane più battute dalle
trombe
marine sono il Friuli, la costa meridionale abruzzese, lo stretto
di Messina, la costa laziale e ligure, in particolare nel golfo di La
Spezia. Per quanto riguarda le trombe d'aria esse sono piuttosto frequenti
sulle regioni settentrionali, in Toscana e nel Lazio.
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Effetti
delle trombe
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Le trombe hanno sempre rappresentato un pericolo anche se le probabilità
di esserne colpiti sono piuttosto basse; notizie su questo evento sono
riportate da vari autori latini: Seneca, Plinio il vecchio, il naturalista
Lucrezio ed in epoche meno lontane da Nicolò Machiavelli.
Oggi vanno considerate con molta più attenzione rispetto al passato
vista l'alta densità abitativa e produttiva delle zone dove è
maggiormente alta la probabilità del loro verificarsi. Tali studi
hanno importanza sia dal punto di vista assicurativo, per meglio definire
i rischi ed i costi delle polizze, sia dal punto di vista costruttivo
nel caso di insediamenti ad alto rischio come costruzione di nuove centrali
elettriche, centrali atomiche, ponti, etc. Le trombe vanno infatti incluse
nella lista di eventi potenzialmente possibili e pericolosi come: terremoti,
caduta di un aereo, esplosioni, etc.
La valutazione del rischio richiede, oltre alla stima della frequenza
dell'evento, anche la definizione delle caratteristiche di una "tromba
standard" e precisamente la lunghezza del percorso ed il diametro.
A tal fine sono state fatte delle classificazioni di tipo qualitativo,
basate unicamente sui danni prodotti; una classificazione basata sugli
aspetti fisici (variazione della pressione, velocità del vento,
etc) è praticamente impossibile considerata l'imprevedibilità del fenomeno, la sua breve durata e la sua localizzazione estremamente
ristretta. Tale classificazione è riportata nella tabella seguente.
|
Classe |
Effetti
|
|
I |
Lieve |
Oggetti di poco peso vengono scaraventati in aria; rottura di vetri. |
|
II |
Moderata |
Scoperchiamento parziale dei tetti, crollo dei cornicioni e di qualche muro pericolante; abbattimento dei cartelloni pubblicitari, danni alle colture. |
|
III |
Forte |
Scoperchiamento totale dei tetti; crollo di qualche casa di vecchia costruzione, di baracche e capannoni, piegamento e abbattimento di alberi. |
|
IV |
Rovinosa |
Lesione alle strutture degli edifici, diversi crolli di case di vecchia costruzione, edifici pericolanti, baracche e capannoni, pali abbattuti ed alberi sradicati; qualche oggetto pesante scaraventato in aria a qualche metro di distanza. |
|
V |
Disastrosa |
Crolli di case in muratura di costruzione anche recente e di capannoni industriali, piloni in cemento armato abbattuti, imposte e saracinesche scardinate, parecchi oggetti pesanti (macchine, roulotte, lamiere, tubi, ecc.) e persone scaraventate in aria a parecchi metri di distanza. |
|
VI |
Catastrofica |
Tornado di tipo americano. |
(Dati ricavati dalla Rivista di Meteorologia Aeronautica V. XXXIX n3/4 1979- autori Palmieri e Pulcini)
E' possibile valutare la probabilità che una tromba colpisca un determinato punto mediante la seguente relazione:
P = a n/S
nella quale:
P
è la probabilità annuale che un punto nella regione di area S sia colpito da una tromba;
a
è l'area media della zona interessata da una singolare tromba;
n
è la frequenza annuale di trombe sulla regione di area S;
S
è l'area nella quale si è calcolata la frequenza n.
Le difficoltà maggiori si hanno nella valutazione della superficie "spazzata" da una singola tromba. Negli Stati Uniti e nel caso dei tornado si considera una superficie di 7,3 Km2; in Italia i due autori Palmieri e Pulcini hanno considerato un'area media di circa 4 Km2. Le regioni d'Italia con le più alte probabilità sono riportate nella seguente tabella.
| Regione | Probabilità (x 10-4) |
Lazio Toscana Campania Calabria Piemonte
Lombardia Liguria Veneto Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna Basilicata Sicilia Sardegna Puglia
|
24,0 18,0 9,4 8,8 5,0 5,0 4,0 3,6
3,3 2,4 1,8 1,4 1,3 1,2
|
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Alcune
testimonianze
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La zona compresa tra l'entroterra versiliese e le Alpi Apuane (provincie
di Massa-Carrara e Lucca) è una zona a rischio per quanto riguarda
la formazione di forti temporali e di trombe d'aria, come testimoniano
i vari episodi accaduti nel passato, uno dei più recenti è
accaduto il 20/06/1996 e provocò varie vittime.
Generalmente i fenomeni sono collegati alla formazione di un'area ciclonica
sul mar ligure che determina forti venti dai quadranti meridionali; tale
situazione, unitamente alla particolare orografia dell'area considerata,
provoca rapidi movimenti verticali delle masse d'aria con conseguente
formazione di quelle micidiali montagne di vapore acqueo che sono i cumulonembi.
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Vortici
di calore o turbini
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In zone aride, quando ci sono condizioni di forte riscaldamento del suolo
e particolari situazioni di instabilità nei bassi strati dell'atmosfera,
si possono generare dei rapidi moti convettivi che determinano vortici
di piccole dimensioni. Il diametro è in genere di pochi metri e
l'altezza di due o tre centinaia di metri. I danni provocati al loro passaggio
sono molto limitati ed esigui, spesso tali fenomeni si limitano a sollevare
soltanto polvere, foglie secche e, sulla spiaggia, qualche ombrellone.
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