Normativa sui rimorchi leggeri per Barche
Tutto sui rimorchi leggeri
Manuale pubblicato
sul sito internet dalla Associazione Costruttori Italiani Rimorchi Leggeri

L'associazione ha predisposto una serie
di informazioni dedicate al rimorchio leggero con lo scopo di illustrare
con chiarezza le sue principali caratteristiche tecniche e funzionali,
evidenziare i più rilevanti aspetti normativi che ne regolamentano
l'impiego su strada e dare agli utenti gli essenziali consigli per un
corretto impiego e la manutenzione base.
Questa sezione contiene una prima selezione di argomenti di carattere
generale che verrà successivamente ampliata ed arricchita da
ulteriori informazioni, indicazioni ed immagini.
Specifiche più dettagliate ed attinenti singoli tipi di rimorchi
possono ovviamente essere reperite presso i relativi costruttori, consultando
i rispettivi siti oppure con un contatto diretto.
INFORMAZIONI TECNICHE, ASPETTI NORMATIVI E CONSIGLI
ALL’UTENTE PER UN CORRETTO E FUNZIONALE IMPIEGO DEL RIMORCHI
Indice degli argomenti trattati
Rimorchi leggeri ............. Definizione e categorie
Rimorchi leggeri ............. Caratteristiche costruttive, principali
dotazioni e consigli per l’uso e la manutenzione
>Rimorchi leggeri – Definizione
e categorie
Come specificato in fase introduttiva, vengono tecnicamente definiti
“leggeri” i rimorchi omologati con massa complessiva a pieno
carico non superiore a 3500 kg. e dotati, quanto meno quelli con massa
totale superiore a 750 kg., di dispositivi di frenatura ad inerzia.
Questi veicoli si differenziano sostanzialmente dai rimorchi aventi
massa totale superiore a 3500 kg. per le soluzioni tecniche adottate
nella loro costruzione e per il sistema di frenatura che impone l’impiego
di un diverso tipo di motrice per il loro traino. I rimorchi di massa
totale superiore a 3500 kg. sono infatti equipaggiati di dispositivi
di frenatura ad aria e sistema abs e devono pertanto essere agganciati
a motrici con dotazioni specifiche.
Il legislatore, per contro, definisce (art. 116 del Codice della Strada)
il rimorchio leggero quello con massa complessiva a pieno carico fino
a 750 kg. Questa indicazione ha fondamentale rilevanza in taluni casi
di abbinamento del rimorchio a determinati tipi di motrice per la categoria
di patente di guida necessaria.
Per nostra semplicità espositiva si è tuttavia preferito
includere nella categoria dei “rimorchi leggeri” tutti quelli
omologati con massa complessiva a pieno carico entro il limite di legge
consentito di 3500 kg.
Da un punto di vista strettamente normativo, i rimorchi sono poi classificati
in distinte categorie definite dalla direttiva n. 70/156/CEE e riconosciute
a livello internazionale.
>Rimorchi di categoria O1 con massa complessiva
a pieno carico fino a 750 kg.
Rimorchi di categoria O2 con massa complessiva a pieno carico oltre
750 kg. e fino a 3500 kg.
Un’ulteriore distinzione dei rimorchi, in riferimento al
loro uso e per gli aspetti normativi specifici, permette di evidenziare
le seguenti principali sub-categorie.
> >Carrelli appendice
> Rimorchi destinati al trasporto di attrezzature turistiche e sportive
(rimorchi T.A.T.S.)
> Rimorchi per trasporto cose in genere
> Rimorchi per usi speciali e per impieghi specifici (esclusi rimorchi
T.A.T.S.)
> Telai montati per rimorchi da carrozzare
Carrelli appendice
Il carrello appendice, come definito nell’ultimo comma
dell’art. 54 del Codice della Strada, costruibile ad un solo asse,
è destinato al trasporto di bagagli, attrezzi e simili. Il suo
uso deve essere di tipo privato e non professionale e non può
essere adibito al trasporto di merci per conto terzi. Il carrello appendice
non è soggetto ad autonoma immatricolazione ma deve essere abbinato
ad uno specifico veicolo trattore annotando sulla carta di circolazione
di quest’ultimo i dati identificativi del carrello stesso. Questa
operazione deve essere effettuata presso gli Uffici Periferici del Dipartimento
Trasporti Terrestri (ex Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile),
presentando fisicamente alla verifica entrambi i veicoli. I carrelli
appendice si distinguono nella seguenti sotto categorie in relazione
alle loro dimensioni, alle masse massime ammissibili nonché alla
massa a vuoto del veicolo trattore.
1° categoria : carrello con lunghezza massima di
2,00 m. (compresi gli organi di traino), larghezza massima di 1,20 m.
e massa complessiva a pieno carico massima di 300 kg.
Abbinabile ad autoveicolo trattore di massa a vuoto non superiore a
1000 kg.
2° categoria : carrello con lunghezza massima di
2,50 m. (compresi gli organi di traino), larghezza massima di 1,50 m.
e massa complessiva a pieno carico massima di 600 kg.
Abbinabile ad autoveicolo trattore di massa a vuoto superiore a 1000
kg.
3° categoria : carrello con lunghezza massima di
4,10 m. (compresi gli organi di traino), larghezza massima di 1,80 m.
e massa complessiva a pieno carico massima di 2000 kg.
Abbinabile ai soli autobus di massa a vuoto superiore a 2500 kg.
Il carrello appendice è privo di propria targa e sullo stesso
deve essere apposta la sola targa ripetitrice dell’autoveicolo
trainante anch’essa rilasciata dagli Uffici Periferici del D.T.T.
dietro specifica richiesta. L’impiego del carrello appendice è
chiaramente condizionato dallo specifico abbinamento alla vettura motrice
ed alle limitazioni imposte dalla sua effettiva destinazione d’uso.
Ulteriori aspetti peculiari di uso sono dati dal fatto che sul carrello
appendice il carico non può sporgere dalla sagoma dello stesso
né in lunghezza né in larghezza. Inoltre, la sua larghezza
massima non deve comunque superare quella dell’autoveicolo trattore
e l’altezza massima non deve essere superiore a 2,50 m.
Rimorchi destinati al trasporto di attrezzature turistiche e
sportive (rimorchi T.A.T.S.)
I rimorchi T.A.T.S., come da loro definizione, sono specificamente
destinati al trasporto di attrezzature turistiche e sportive definite
all’atto della loro omologazione. I rimorchi sono pertanto realizzati
con configurazioni di carrozzeria e struttura tali da renderli adatti
ad uno specifico impiego.
Sul mercato sono disponibili rimorchi per il trasporto dei seguenti
tipi di attrezzature (elenco esemplificativo e non necessariamente esaustivo).
>> Rimorchi per trasporto imbarcazioni
> Rimorchi per trasporto alianti
> Rimorchi per trasporto motociclette
> Rimorchi per trasporto vetture (da competizione ed auto storiche)
> Rimorchi per trasporto cavalli (van)
> etc.
La specificità di impiego è fondamentale. A parte
la configurazione strutturale del veicolo, su un rimorchio ad esempio
adibito al trasporto di imbarcazioni non possono essere caricati altri
tipi di attrezzature. Inoltre, i beni trasportati non possono costituire
oggetto di commercio.
Queste particolarità hanno generato in taluni casi dei problemi
agli utenti ed innumerevoli contestazioni da parte delle forze dell’ordine,
spesso ingiustificate.
Ad esempio, sono sorte contestazioni per l’uso dei rimorchi TATS
adibiti al trasporto cavalli quando sullo stesso viene caricato il fieno
destinato agli animali oppure quando i rimorchi TATS per trasporto motocicli
vengono utilizzati per il trasporto di motoslitte.
L’uso promiscuo dei rimorchi è consentito in molti paesi
europei anche quando i veicoli sono originariamente strutturati per
uno specifico impiego. Questo non è invece ancora consentito
in Italia.
Invitiamo gli utenti interessati a segnalarci casi che possono avere
generato contestazioni o differenze interpretative in modo da poter
verificare gli aspetti legali e, ove ne esistessero i presupposti, intervenire
presso gli enti competenti in modo da avere quanto meno un comportamento
univoco da parte delle autorità preposte ai controlli.
In base alle disposizioni vigenti, i rimorchi T.A.T.S., indipendentemente
dalla massa complessiva a pieno carico riconosciuta all’atto dell’omologazione,
possono essere trainati anche con motrici aventi massa rimorchiabile
inferiore a tale valore ma comunque entro il limite della “massa
minima complessiva a pieno carico riconosciuta per il traino”
stabilita dal costruttore e indicata sulla targhetta identificativa
del veicolo.
Ad esempio, un rimorchio TATS omologato con massa complessiva a pieno
carico di 2000 kg. e massa minima complessiva riconosciuta per il traino
di 1500 kg. non dovrà necessariamente essere abbinato ad una
motrice con capacità di traino di 2000 kg. ma potrà anche
essere trainato da un veicolo trattore avente massa rimorchiabile comunque
non inferiore al limite minimo. In questo caso, la portata utile effettiva
del rimorchio TATS è data dalla differenza tra la massa rimorchiabile
della motrice e la massa a vuoto del rimorchio stesso. L’utente
avrà l’obbligo di caricare effettivamente il rimorchio
fino al limite della massa rimorchiabile della sua motrice. Eventuali
controlli da parte delle forze dell’ordine dovranno stabilire
la massa massima effettiva mediante verifica sulla bascula e non pretendere
di imporre tale valore secondo quanto indicato sulla carta di circolazione
del rimorchio come massa complessiva a pieno carico di omologazione.
Rimorchi per trasporto cose in genere
Questa sub-categoria comprende tutti i rimorchi in genere non
diversamente destinati ad un particolare uso o attrezzati permanentemente
per un impiego speciale.
Possono pertanto essere inseriti tutti i rimorchi con carrozzeria pianale,
cassone o furgone, senza determinate limitazioni di peso (comunque entro
il limite di 3500 kg. di massa complessiva a pieno carico) o dimensioni
(fatto salvo quanto stabilito dal Codice della Strada per i limiti di
ingombro massimo dei veicoli e del carico trasportato).
L’offerta dei costruttori italiani per questo tipo di rimorchi
è piuttosto ampia e diversificata e permette di soddisfare le
più diverse esigenze di trasporto e movimentazione.
La mancanza di una specificità di impiego rende il rimorchio
di questo genere particolarmente adatto per tutti gli usi, compatibilmente
con i limiti di peso, sporgenze e sistemazione del carico e ingombri
massimi imposti dalle caratteristiche costruttive del veicolo o dalle
disposizioni contenute nel Codice della Strada.
Rimorchi per usi speciali e per impieghi specifici (esclusi
rimorchi T.A.T.S.)
In questa categoria possono essere inseriti tutti i rimorchi
permanentemente allestiti con particolari attrezzature ancorate al proprio
telaio (ad esempio, rimorchi ad uso speciale gruppo elettrogeno, motosaldatrici,
motopompe, etc.) oppure attrezzati per impieghi specifici (ad esempio,
rimorchi per uso uffici, laboratori mobili, rimorchi a uso spettacoli
viaggianti, etc.).
L’impiego di questo genere di rimorchi presuppone un interesse
di carattere professionale da parte dell’utente ed una scelta
imposta da precise esigenze.
Telai montati per rimorchi da carrozzare
Molti costruttori offrono rimorchi tecnicamente definiti come
“telai montati da carrozzare” da destinare ad ulteriori
allestimenti o al montaggio permanente di specifiche attrezzature da
parte di allestitori professionali e carrozzerie.
I rimorchi sono solitamente forniti a livello di telaio completo delle
dotazioni base ma privi di una specifica carrozzeria sovrastante, con
l’indicazione dei limiti di carrozzabilità e di distribuzione
dei pesi da rispettare in fase di allestimento.
Il rimorchio allestito dovrà essere sottoposto a visita e prove
presso i competenti Uffici Periferici del Dipartimento Trasporti Terrestri
(ex Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile), prima della messa
in circolazione, per la determinazione della massa a vuoto, delle dimensioni
e del tipo di carrozzeria o attrezzatura installata.
La disponibilità di telai montati consente la realizzazione di
veicoli speciali in esemplare unico per i quali non è tecnicamente
o economicamente giustificata una omologazione di serie oppure per fare
fronte ad esigenze di trasporto non diversamente soddisfatte.
Rimorchi leggeri – Caratteristiche costruttive, principali
dotazioni e consigli per l’uso e la manutenzione
Il rimorchio è un veicolo destinato alla circolazione
stradale. Come tale deve essere costruito completo di tutte le dotazioni
essenziali per il suo traino in condizioni di sicurezza ed in funzione
della propria destinazione d’uso.
Di seguito si riportano alcune indicazioni di carattere generale relativamente
alle dotazioni principali che equipaggiano i moderni rimorchi.
>Struttura del telaio e del timone
La struttura del telaio e del timone viene ormai usualmente realizzata
in profilati in acciaio e zincata a caldo per immersione. Le tecniche
costruttive possono prevedere un assemblaggio del telaio tramite singoli
elementi imbullonati oppure l’insieme viene ottenuto a mezzo saldatura.
Possono essere impiegati profili aperti piegati oppure profili a cavità
chiusa.
Il costruttore ha comunque la responsabilità di un corretto dimensionamento
della struttura nel suo insieme in funzione della massa caricata e delle
sollecitazioni previste, utilizzando adeguati margini di sicurezza.
L’impiego della zincatura a caldo come processo protettivo delle
superfici permette il mantenimento dell’integrità delle
stesse nel tempo, salvo urti accidentali che possono asportare o scalfire
lo strato di zinco. In questo caso, il materiale grezzo di origine potrà
ossidare con fenomeni di ruggine.
I telai verniciati richiedono una maggiore attenzione, da verificare
in funzione del processo di lavorazione adottato dal costruttore. In
questo caso, soprattutto a seguito della permanenza in ambienti salini
e nel caso in cui il trattamento non abbia previsto adeguate lavorazioni
preliminari di protezione della superficie grezza (ad esempio, sabbiatura),
l’eventuale presenza di ruggine o di porzioni sfogliate a seguito
di semplici urti può essere più evidente nel tempo.
>Consigli per l’utente :
> verificare l’integrità della zincatura;
> in caso di presenza di parti arrugginite a seguito
di urti accidentali o di naturale perdita di copertura, intervenire
con una pulizia della superficie interessata, un trattamento con fondo
epossidico ed una finitura con zincante a freddo;
> per i telai verniciati, l’intervento prevede le stesse fasi
salvo l’impiego di uno smalto poliuretanico di finitura dello
stesso tipo utilizzato in origine. In questo caso è consigliabile
richiedere al costruttore informazioni circa il processo ed il tipo
di materiali adottati.
>Dispositivi di frenatura
I rimorchi leggeri sono dotati di un sistema di frenatura ad
inerzia, ormai collaudato da anni di impiego, regolamentato da specifiche
normative europee (direttive n. 71/320/CEE – 98/12/CE) applicate
in maniera relativamente omogenea in tutti i paesi dell’unione.
Il sistema si compone di un dispositivo di comando ad inerzia e agganciamento
alla motrice, della trasmissione di collegamento ai freni ruota ottenuta
con tiranti rigidi e cavi flessibili e di freni con ganasce ad espansione.
Il principio di funzionamento è relativamente semplice. L’attivazione
della frenatura è effettuata da un ammortizzatore idraulico presente
nel dispositivo di comando che si comprime per la spinta ad inerzia
del rimorchio con il proprio peso a seguito della frenatura della motrice.
La trasmissione degli sforzi avviene tramite appositi leveraggi previsti
sul dispositivo di comando, da un tirante rigido e dai cavi flessibili
collegati ai freni ruota. Questi ultimi sono solitamente del tipo a
tamburo con ganasce ad espansione ad attrito. I cavi flessibili, sotto
sforzo per l’azione esercitata dal tirante rigido, determinano
tramite leve interne l’espansione delle ganasce.
Il dispositivo di comando è poi dotato della leva per il freno
di stazionamento completa di cremagliera, in molti casi con azionamento
assistito da molla a gas, agente su tutte le ruote del veicolo per il
tramite degli stessi elementi di trasmissione del freno di servizio.
I moderni rimorchi sono dotati di dispositivi già omologati in
conformità alle direttive sopra citate che hanno definitivamente
reso obbligatorio l’impiego di freni dotati di dispositivo automatico
di sgancio dell’azione frenante in retromarcia e ganasce prive
di amianto.
Da qualche anno anche in Italia i rimorchi con massa complessiva fino
a 750 kg. possono essere omologati e forniti privi di dispositivi di
frenatura. Il loro traino è tuttavia condizionato da un rapporto
di peso con la vettura motrice pari a 1:2. Ad esempio un rimorchio non
frenato del peso complessivo a pieno carico di 500 kg. può essere
trainato da una vettura motrice avente una massa a vuoto di almeno 1000
kg. I rimorchi privi di freni devono comunque essere dotati di cunei
fermaruote per il loro stazionamento.
L’eventuale acquisto di un rimorchio non frenato, peraltro molto
più diffuso nei paesi europei, impone alcune attenzioni supplementari
quali la verifica dell’abilitazione al traino della motrice, la
massa a vuoto della stessa, l’eventualità di un sovraccarico
seppure saltuario, la copertura assicurativa (sono stati segnalati casi
in cui le compagnie di assicurazione hanno rifiutato la garanzia per
rimorchi non frenati), il tipo di carico trasportato.
La capacità di frenatura di un rimorchio, strettamente correlata
alla massa complessiva a pieno carico di omologazione, è un fattore
importante per il traino in condizioni di sicurezza. Nella scelta del
rimorchio deve essere tenuta in considerazione l’eventualità
di un sovraccarico oltre che avere la consapevolezza di quale peso viene
effettivamente trasportato sul mezzo. E’ bene quindi tenere conto
di un margine di tolleranza adeguato.
>Consigli per l’utente :
> le parti meccaniche in movimento devono essere mantenute pulite
e adeguatamente lubrificate ove necessario;
> lubrificare l’area di lavoro dell’ammortizzatore idraulico
tramite gli appositi ingrassatori;
> accertarsi della scorrevolezza dell’ammortizzatore idraulico
nel caso in cui si percepisca la propria azione di spinta in maniera
irregolare o eccessiva sulla motrice;
> verificare l’integrità del soffietto parapolvere in
gomma;
> verificare l’efficienza del freno di stazionamento;
> verificare il tirante rigido di trasmissione e soprattutto la scorrevolezza
dei cavi flessibili all’interno delle guaine, ingrassando i punti
critici in movimento;
> verificare lo stato di usura delle ganasce tramite l’apposito
foro di ispezione;
> verificare l’adeguata presenza di grasso all’interno
del freno a protezione dei cuscinetti e del fusello centrale;
> accertarsi dell’assenza di gioco sui cuscinetti e dell’integrità
dell’anello paraolio;
> verificare le condizioni delle molle e dei leveraggi interni al
freno per garantire un adeguato funzionamento delle ganasce;
> la capacità di carico di un rimorchio è condizionata,
tra gli altri elementi, anche dalle caratteristiche del sistema frenante.
E’ consigliabile non sovraccaricare il veicolo e mantenere i carichi
entro i limiti per asse indicati dal costruttore (iscrizioni solitamente
riportate sulla targhetta identificativa del veicolo).
E’ consigliabile sottoporre l’intero sistema di frenatura
ad una revisione completa almeno una volta all’anno con lo smontaggio
completo del freno ruota e la verifica di tutte le parti componenti.
Per il mantenimento dell’integrità dei freni e per il loro
adeguato funzionamento, i costruttori sconsigliano tassativamente l’immersione
degli stessi in acqua salata.
Nel caso in cui ciò abbia a verificarsi, il freno deve essere
immediatamente pulito con acqua dolce e sottoposto ad un intervento
di revisione generale appena possibile.
E’ infine consigliabile eseguire i lavori di manutenzione del
sistema frenante presso officine specializzate oppure concessionari
e/o rivenditori del costruttore del rimorchio.
>Dispositivi di agganciamento e traino (occhione/giunto
a cavità sferica)
Il collegamento tra rimorchio e veicolo trattore avviene per
il tramite di un occhione o giunto a cavità sferica nel quale
deve essere inserita la sfera dell’organo di traino della motrice.
L’accoppiamento è garantito dall’impiego di componenti
unificati a livello europeo e sottostanti a precise disposizioni di
legge per la loro realizzazione ed omologazione (direttiva n. 94/20/CE).
Le sfere utilizzate sono di diametro 50 mm.
I moderni occhioni o giunti a cavità sferica, seppure di conformazione
diversa a secondo del tipo e del rispettivo costruttore, sono dotati
di un segnalatore di usura e di un dispositivo che permette di verificarne
il corretto accoppiamento con la sfera.
Il segnalatore di usura è solitamente identificato dalla presenza
di riferimenti in colore diverso (verde e rosso) che indicano uno stato
ottimale del dispositivo (segnalatore sul tratto verde) ovvero una condizione
di malfunzionamento e/o di usura (segnalatore sul tratto rosso).
L’eventuale presenza del riferimento nella zona critica (colore
rosso) può segnalare lo stato di usura della cavità sferica
del giunto oppure un difetto e/o consumo eccessivo della sfera che si
è ridotta di diametro rispetto a quello minimo prescritto.
In assenza di anomalie e/o difetti nei componenti, l’accoppiamento
tra il giunto a sfera e l’organo di traino della motrice è
garantito con un corretto inserimento della sfera nella cavità.
In questo caso la leva di apertura del giunto è posta in posizione
completamente abbassata. E’ importante verificare questo intervento
in quanto in caso di non corretto abbinamento il rimorchio si può
sganciare accidentalmente con pesanti conseguenze in termini di sicurezza.
>Le operazioni di agganciamento sono le seguenti
:
(a) avvicinare il rimorchio alla vettura motrice;
(b)
azionare il ruotino pivottante di manovra per sollevare il
giunto sopra la sfera;
(c) agganciare il cavetto di
sicurezza;
(d) azionare il ruotino pivottante in senso
inverso per abbassare il giunto sopra la sfera;
(e)
aprire la maniglia del giunto;
(f) proseguire con la
manovra del ruotino per abbassare il dispositivo;
(g)
inserire la sfera nella cavità del giunto. La leva del giunto
si abbasserà automaticamente ad accoppiamento avvenuto. Accertarsi
infine che la maniglia del giunto sia in posizione chiusa di marcia.
L’operazione di agganciamento si completa con il totale sollevamento
da terra del ruotino di manovra ed il suo fissaggio in posizione di
marcia tramite l’apposito manettino e quindi con il collegamento
elettrico della spina del rimorchio nella presa della motrice.
Le operazione di sganciamento sono inverse a quelle descritte, previo
appoggio del ruotino di manovra a terra.
>Consigli per l’utente :
> verificare lo stato di funzionamento delle parti in movimento del
giunto a cavità sferica e mantenerle pulite e lubrificate ove
necessario;
> verificare lo stato di usura del giunto a cavità sferica
e la funzionale apertura/chiusura della maniglia;
> accertarsi dell’integrità del cavetto di sicurezza;
> accertarsi che in fase di marcia il ruotino pivottante sia serrato
in maniera adeguata e non possa svitarsi accidentalmente o a causa delle
vibrazioni;
> verificare che il carico verticale gravante sull’occhione
non ecceda il limite indicato dal costruttore (indicazione solitamente
riportata sulla targhetta identificativa del veicolo).
>Dispositivi di illuminazione e segnalazione visiva
I rimorchi sono dotati di dispositivi di illuminazione e segnalazione
visiva di tipo omologato ed applicati nel rispetto delle quote di visibilità
e distanze tra i componenti prescritte dalle direttive CE pertinenti.
Taluni tipi di rimorchi, in funzione delle loro dimensioni di massimo
ingombro, devono essere dotati di dispositivi supplementari (ad esempio,
luci laterali arancioni – in sostituzione dei catadiottri tradizionali
– per rimorchi aventi lunghezza superiore a 6 m. oppure luci di
ingombro bicolore per rimorchi aventi larghezza superiore a 2,10 m.).
>Impianto elettrico e connessione con la motrice
I rimorchi sono dotati di impianto elettrico a 12 volt con alimentazione
dall’autoveicolo trattore ottenuta con l’accoppiamento tra
la propria spina e la presa prevista come parte integrante dei dispositivi
di traino della motrice.
I rimorchi sono sempre stati tradizionalmente dotati di spine standard
a 7 poli mentre da qualche anno a questa parte alcuni costruttori hanno
iniziato ad installare spine a 13 poli anche per fare fronte alle maggiori
esigenze di alimentazione di taluni tipi di rimorchi e caravan.
Gli stessi costruttori di organi di traino equipaggiano attualmente
di serie i loro dispositivi con prese a 13 poli.
Sul mercato sono tuttavia disponibili validi adattatori per fare fronte
a tutte le esigenze di accoppiamento (ad esempio auto motrice con presa
a 13 poli e rimorchio con spina a 7 poli oppure viceversa).
Gli schemi di collegamento dei poli, in base al tipo di accoppiamento
spina/presa adottato ed alle norme ISO di riferimento, sono i seguenti:
Connettori 7 poli 12V tipo N – Norma ISO
1724
Contatto / Polo Funzione Colore cavo
1
Indicatore di direzione – Sinistra Giallo
2
Luce retronebbia Blu
3
Massa Bianco
4
Indicatore di direzione – Destra Verde
5
Luci di posizione, luce di ingombro, luce targa – Destra Marrone
6
Luci stop Rosso
7
Luci di posizione, luce di ingombro, luce targa – Sinistra Nero
>Connettori 13 poli 12V – Norma ISO 11446
Contatto / Polo Funzione Colore cavo
1
Indicatore di direzione – Sinistra Giallo
2
Luce retronebbia Blu
3
Massa per contatti da n. 1 a n. 8 Bianco
4
Indicatore di direzione – Destra Verde
5
Luci di posizione, luce di ingombro, luce targa – Destra Marrone
6
Luci stop Rosso
7
Luci di posizione, luce di ingombro, luce targa – Sinistra Nero
8
Luci di retromarcia Rosa
9
Positivo di alimentazione diretto da batteria Arancio
10
Positivo di alimentazione sotto chiave avviamento Grigio
11
Massa di ritorno per contatto n. 10 Bianco/Nero
12
Segnalazione di collegamento rimorchio
13
Massa di ritorno per contatto n. 9 Bianco/Rosso
Consigli per l’utente :
> verificare il completo funzionamento di tutti i dispositivi di
illuminazione installati ogni volta che si fa uso del rimorchio;
> mantenere pulite le connessioni (spina rimorchio e presa motrice),
intervenendo con materiali appropriati ove si rendesse necessario;
> non utilizzare e/o spostare il rimorchio agganciato alla motrice
senza avere prima effettuato il collegamento elettrico tra i mezzi;
> verificare che eventuali cavi elettrici fissati al telaio del rimorchio
non siano danneggiati o possano esserlo per interferenze con altri elementi
del veicolo o possano in qualche modo essere tranciati accidentalmente;
> i dispositivi di illuminazione non devono essere immersi in acqua;
> eventuali interventi rilevanti sull’impianto elettrico e
sulle connessioni devono essere eseguiti da personale specializzato.
Ruote – Cerchi e pneumatici
I rimorchi sono equipaggiati con ruote con pneumatici stradali
aventi caratteristiche di servizio (indici di carico e codici di velocità)
adeguate alla massa complessiva a pieno carico di omologazione ed a
loro volta approvati in base a specifiche disposizioni di legge comunitarie.
I cerchi, del tipo a canale, sono disponibili in diverse misure unificate
(normalmente da 8’ a 14’) e prevedono la foratura di fissaggio
in funzione di quella adottata sul freno ruota. Le forature normalmente
disponibili sono conosciute come “98x4” (4 fori insistenti
su un cerchio del diametro di 98 mm con foro centrale di 58 mm) oppure
“112x5” (5 fori insistenti su un cerchio del diametro di
112 mm con foro centrale di 67 mm).
I pneumatici possono essere anch’essi di diverse misure unificate,
solitamente del tipo radiale e “tubeless” (cioè montate
senza l’impiego di camera d’aria).
Il pneumatico è identificabile in base alle proprie caratteristiche
di servizio ed alle iscrizione riportate sullo stesso in base alle prescrizioni
di legge.
Esempio (tratto da direttiva n. 92/23/CEE).
Pneumatico tipo “185/70 R 14 89T Tubeless”
185 larghezza nominale della sezione
70 rapporto nominale di aspetto
R struttura radiale
14 diametro nominale del cerchio
89 indice di carico (in questo caso “89” corrisponde a 580
kg. di capacità di carico per ruota in base alle tabelle unificate)
T categoria di velocità (in questo caso “T” corrisponde
a 190 km/h di velocità massima di impiego in base alle tabelle
unificate)
Tubeless destinato ad essere montato senza camera d’aria
Il pneumatico mantiene le proprie prestazioni e svolge adeguatamente
la sua funzione se viene mantenuto alla pressione di esercizio indicata
dal costruttore e solitamente riportata con adesivi o altre iscrizioni
sul rimorchio.
La pressione di esercizio indicata è solitamente quella massima
consigliata. Nel caso in cui il costruttore abbia scelto di adottare
pneumatici con capacità di carico complessiva nettamente superiore
alla massa massima di omologazione del rimorchio (e questo si verifica
facilmente con i rimorchi a 2 assi), l’utilizzo del pneumatico
alla sua pressione massima potrebbe determinare un’eccessiva rigidità
del mezzo, soprattutto quando è scarico. In questo caso è
bene consigliarsi con il costruttore ovvero rapportare la pressione
di esercizio all’effettivo carico massimo nelle condizioni di
marcia.
L’adozione ormai diffusa di pneumatici “tubeless”
(cioè privi di camera d’aria interna) richiede una maggiore
attenzione al mantenimento della pressione di gonfiaggio in quanto questo
genere di copertura tende naturalmente ad avere un calo della stessa.
Consigli per l’utente :
> verificare la pressione dei pneumatici ogni volta che si usa il
rimorchio ed in modo particolare dopo un prolungato periodo di inattività
del veicolo;
> verificare che la pressione di esercizio dei pneumatici sia rapportata
al carico effettivo del rimorchio;
> verificare lo stato di usura del battistrada e le condizioni dei
fianchi del pneumatico;
> verificare il corretto serraggio delle colonnette di fissaggio
del cerchio sul freno ruota. Questa operazione deve essere eseguita
alla consegna del rimorchio e poi ripetuta periodicamente ogni 1000
km e comunque almeno una volta all’anno;
> verificare che il cerchio sia integro e non presenti eccessivi
fenomeni di ruggine o rotture;
> in caso di prolungata inattività del rimorchio scarico è
consigliabile aumentare di 0,3 – 0,4 bar la pressione di gonfiaggio
dei pneumatici e di cambiare periodicamente la base di appoggio degli
stessi a terra per evitare fenomeni di ovalizzazione;
> nel caso in cui il rimorchio rimanga inattivo con il proprio carico
è consigliabile, se possibile, di mantenere i pneumatici sollevati
da terra applicando degli appositi sostegni in più punti sotto
al telaio. In caso di impossibilità di esecuzione dell'operazione
consigliata, è preferibile aumentare ulteriormente la pressione
di gonfiaggio dei pneumatici;
> disporre sempre della ruota di scorta ed accertarsi delle sue condizioni.
Assali e sospensioni
I rimorchi leggeri sono usualmente dotati di assali a bracci
di torsione con elementi elastici in gomma pressata che svolgono la
loro funzione di molleggio, eventualmente integrati dall’impiego
di ammortizzatori idraulici.
Alcuni costruttori propongono soluzioni diverse come molle elicoidali
a compressione abbinate ad ammortizzatori idraulici.
Il costruttore ha la responsabilità di dotare il rimorchio di
sistemi di sospensione aventi capacità di carico rapportata alla
massa complessiva a pieno carico di omologazione.
Consigli per l’utente :
> seppure i sistemi di sospensione non richiedano particolari cure,
è bene verificarne periodicamente lo stato e il funzionamento;
> la capacità di carico di un rimorchio è condizionata,
tra gli altri elementi, anche dalle caratteristiche dell’assale
e della sospensione. E’ consigliabile non sovraccaricare il veicolo
e mantenere i carichi entro i limiti per asse indicati dal costruttore
(iscrizioni solitamente riportate sulla targhetta identificativa del
veicolo)
Categoria di patente - Art. 116 del Codice della Strada
Uno dei fattori fondamentali per l’agganciamento del
rimorchio ad un veicolo trattore è dato dal tipo di patente necessaria
per la guida dell’abbinamento conseguente.
Informazioni errate, spesso derivanti da scarsa conoscenza delle disposizioni
di legge, hanno in passato fatto sorgere numerosi dubbi agli utenti.
Il tipo di patente dipende esclusivamente dalla combinazione dei pesi
tra l’autoveicolo trattore ed il rimorchio e non è in alcun
modo influenzato e/o condizionato dalla lunghezza del rimorchio stesso
né tanto meno dal suo numero di assi.
Le condizioni essenziali per la guida con patente
categoria
“B” (oppure con
categoria “C”)
dell’abbinamento tra un autoveicolo motrice ed il rimorchio sono
le seguenti e devono verificarsi contemporaneamente.
Massa rimorchiabile motrice > massa complessiva
a pieno carico rimorchio
Massa a vuoto motrice (tara) > massa complessiva a pieno carico rimorchio
Massa complessiva a pieno carico rimorchio + massa complessiva a pieno
carico motrice < 3500 kg.
Mancando una di queste condizioni, è necessario conseguire
l’
estensione “E” alla patente ordinaria.
E’ importante rilevare che i valori di masse sopra indicati sono
quelli rilevabili dalle rispettive carte di circolazione dei veicoli
abbinati a prescindere dal carico effettivamente trasportato e quindi
anche nel caso di mezzi vuoti, fatto salvo il caso specifico di seguito
illustrato dei rimorchi T.A.T.S..
Quella sopra esposta è la regola base generale.
Ci sono tuttavia delle eccezioni.
(A) Rimorchio con massa complessiva a pieno carico
non superiore a 750 kg., classificato come rimorchio leggero dal citato
art. 116 del Codice della Strada. In questo caso, anche se l’abbinamento
con una motrice avente massa complessiva a pieno carico ad esempio superiore
a 2750 kg. determina il superamento del limite di 3500 kg., il traino
è effettuabile con la sola patente di categoria “B”
(oppure categoria “C”). Un esempio limite è dato
dall’uso di una motrice tipo furgone già di per sé
omologata con 3500 kg. di massa complessiva a pieno carico. In questo
caso la combinazione di agganciamento con un rimorchio avente massa
complessiva non superiore a 750 kg. permette la guida del complessivo
con sola patente “B” anche se di fatto si ha il superamento
del limite massimo prescritto.
(B) Rimorchi T.A.T.S.. In questo caso, il controllo
inteso ad accertare che la massa trainata non superi la massa rimorchiabile
e la tara del veicolo trattore ed il complesso i 3500 kg., deve essere
effettuato sulla bascula (e quindi come peso effettivo), al momento
del controllo stesso, e non sommando le masse massime rilevate dalle
carte di circolazione dei due veicoli che formano il complesso.
Da questo si deduce anche l’importanza della “massa minima
a pieno carico riconosciuta per il traino” attribuita al rimorchio
in sede di omologazione. L’utente avrà l’obbligo
di caricare il rimorchio effettivamente fino alla concorrenza della
massa rimorchiabile della motrice (ovvero della massa a vuoto se inferiore)
e pretendere che la verifica venga effettuata fisicamente sulla bascula
dalle Forze dell’Ordine
Perchè acquistare un rimorchio
Il rimorchio è un mezzo di trasporto intelligente, pratico,
versatile e di costo contenuto.
Le tipologie di rimorchi proposte dai costruttori italiani – in
base alle destinazioni d’uso, alle configurazioni di carrozzeria,
alle dimensioni, ai tipi di allestimento, ai pesi, etc. – sono
ampie e diversificate e possono coprire le più svariate esigenze
di movimentazione e trasporto.
La disponibilità di rimorchi con masse complessive a pieno carico
variabili da 300 kg. a 3500 kg. offre tutte le possibilità di
abbinamento con gli autoveicoli motrici (vetture ordinarie, monovolumi,
fuoristrada, furgoni, piccoli camion) solitamente reperibili sul mercato.
I rimorchi hanno costi di acquisto (anche a seguito della recente sensibile
diminuzione dei costi di immatricolazione su strada), di esercizio (assicurazione
e bollo) e di manutenzione decisamente contenuti con fattori di qualità
e capacità di carico inequivocabilmente competitivi se rapportati
ad altri veicoli commerciali.
L’IVA sul costo di acquisto di un rimorchio per trasporto cose
da parte di una società o comunque intestato al titolare di una
ditta commerciale, a condizione che l’attività svolta lo
possa giustificare, può essere recuperato fiscalmente mentre
il valore imponibile potrà essere ammortizzato al pari di un
qualsiasi altro bene mobile.
Il rimessaggio invernale dell’imbarcazione sul proprio rimorchio
può ovviare alla cronica carenza di disponibilità nei
porti turistici o quanto meno ridurre l’incidenza del relativo
costo.
Altri consigli utili
Riportiamo di seguito alcune ulteriori considerazioni di carattere
generale che ai più “navigati” utilizzatori di rimorchi
potranno sembrare banali ma che riteniamo utili per chi affronta per
la prima volta le problematiche connesse all’acquisto ed all’uso
di un rimorchio.
Il rimorchio è un veicolo stradale e come tale deve essere
considerato. Il suo utilizzo è regolamentato da norme comuni
e specifiche contenute nel Codice della Strada, nel suo Regolamento
di Esecuzione e di Attuazione nonché in altre disposizioni complementari.
Il comportamento dell’utente deve essere conforme a queste prescrizioni.
L’attenzione che si dovrà dedicare allo stato ed alle condizioni
del veicolo è altrettanto importante ai fini della propria sicurezza
e di quella degli altri
Il rimorchio non deve essere utilizzato per il trasporto di persone
Il carico sul rimorchio deve essere effettuato in maniera corretta
e bilanciata, rispettando i limiti massimi indicati per l’occhione
e gli assi. Il sovraccarico è tassativamente sconsigliato ed
è sempre un fattore negativo sia per i rischi personali di chi
guida che per l’usura dei componenti e la sicurezza in genere
E’ necessario essere consapevoli del tipo di carico trasportato
sia in termini di peso che per le dimensioni. L’acquisto di un
rimorchio con una capacità di carico superiore al presunto peso
da trasportare è consigliabile per fare fronte ad eventuali situazioni
critiche.
Il rimorchio non deve essere modificato ed eventuali trasformazioni,
ove consentite dalle disposizioni di legge pertinenti ed in base alle
caratteristiche del veicolo, devono essere effettuate da personale specializzato
con preventivo consiglio e consenso del costruttore.
La manomissione dei componenti, la modifica non autorizzata del
veicolo, un uso improprio dello stesso, l’omessa o insufficiente
manutenzione periodica, faranno decadere la garanzia e la responsabilità
del costruttore.
La regolare manutenzione del rimorchio ed il controllo periodico
dei suoi componenti, in modo particolare a seguito di prolungati periodi
di inattività, sono fattori fondamentali per mantenere il mezzo
in efficienza e conservarne il valore.
> La guida di un autoveicolo abbinato ad un rimorchio richiede una
maggiore attenzione per le rilevanti dimensioni del complesso ed il
raggio di sterzo determinato dalla distanza tra il punto di aggancio
alla motrice e gli assi del veicolo trainato, in modo particolare in
curva, in retromarcia ed in fase di manovra.
Prima di iniziare qualsiasi manovra con il rimorchio è bene
accertarsi che non vi siano cose e/o persone nel raggio di manovra del
complesso.
In caso di parcheggio del rimorchio, è consigliabile azionare
sempre la leva del freno di stazionamento ed è opportuno, in
caso di pendenze, applicare dei cunei di arresto davanti alle ruote.
L’autotreno costituito dall’abbinamento di un veicolo
motrice e un rimorchio deve rispettare i limiti di velocità stabili
dal Codice dalla Strada (art. 142) : 70 km/h fuori dai centri abitati
e 80 km/h sulle autostrade.
Sistemazione del carico sui veicoli - Limiti di
sporgenza ammessi - Estratto dall'art. 164 del Codice della Strada
Si riporta di seguito un estratto delle disposizione contenute
nell’art. 164 del Codice della Strada regolanti la sistemazione
del carico sui veicoli e le sporgenze ammesse.
Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare
la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità
del conducente né impedirgli la libertà dei movimenti
nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da
non mascherare dispositivi di illuminazione e segnalazione visiva né
le targhe di riconoscimento.
Il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall’art.
61 (n.d.r. larghezza massima di 2,55 m., lunghezza massima di 12 m.
e altezza massima di 4 m.) e non può sporgere longitudinalmente
dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente
dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai
3/10 della lunghezza del veicolo stesso, purché entro i limiti
stabiliti dall’art. 61.
Fermi restando i limiti massimi di sagoma di cui all’art.
61, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori
della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte
non superi centimetri 30 di distanza dalle luci di posizione anteriori
e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili,
collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente
oltre la sagoma propria del veicolo.
La sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o
due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti in materiale retroriflettente
(n.d.r. pannelli a strisce bianche e rosse).
E’ opportuno sottolineare che ai sensi dell’art. 201 del
Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Codice della Strada, viene
definito autotreno costituente un’unica unità l’abbinamento
di un autoveicolo ed un rimorchio per il trasporto specifico di imbarcazioni
o di velivoli. In tale caso, la sporgenza posteriore ammessa va rapportata
alla lunghezza dell’intero complesso pur nel rispetto del limite
massimo di 12 m. per il rimorchio isolato.
Inoltre, bisogna tenere conto che all’atto del collaudo dell’organo
di traino della motrice viene solitamente indicata sulla carta di circolazione
della stessa la larghezza massima trainabile per rimorchi T.A.T.S. o
caravan che non potrà comunque essere superata a prescindere
dalle dimensioni del rimorchio e dalle conseguenti sporgenze ammesse.
Se il veicolo trattore è omologato autocarro, la larghezza massima
del rimorchio non potrà eccedere quella della motrice, fatto
salvo quanto eventualmente indicato sulla carta di circolazione a seguito
del collaudo del gancio e limitatamente alla categoria dei rimorchi
T.A.T.S..
Fonte: http://www.rimorchileggeri.it/ACIRIL.HTM
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