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Vela: 470
470
Monotipo a scafo tondo e deriva mobile progettato
nel 1963 dall'architetto francese André Comu. Classe olimpica maschile
dal 1976 ad oggi; femminile solo dal 1988.
SCHEDA TECNICA
Lungh. f.t. m 4,70
largh. m 1,68
Peso kg 115
Superficie velica mq 13,28 (spinnaker)
Equipaggio 2 persone
Materiale di costruzione plastica.
IL 470 SECONDO ZANDONA E TRANI
Vincitori del Campionato Mondiale 2003, Gabrio Zandonà
ed
Andrea Trani rappresentano uno dei migliori equipaggi 470 a livello mondiale.
Ecco nei minimi dettagli come attrezzano la loro barca
Abbiamo accolto di buon grado l’invito di Technical Sailing a presentare
l’attrezzatura che utilizziamo sul nostro 470.
Senza dilungarci in preamboli, iniziamo la nostra presentazione partendo
dal carrello del fiocco.
Carrello del fiocco
Per questa regolazione abbiamo optato per la rotaia modello Micro CB 2707
a basso profilo che è sufficiente a sopportare gli
sforzi in gioco (
figura 1).
La lunghezza è di circa 45 cm e varia a seconda della posizione
che si adotta. Il carrello 2700 con sfere autocontenute (sul quale è
montata una piastra custom con bozzello 186 per la scotta
fiocco) è mosso da un paranco semplice realizzato
con un bozzello 16 mm 416. La regolazione è rinviata
all'altezza del trasto randa per essere azionata dal timoniere
(
figura 2).
Batteria strozzatori
Sempre nella
figura 2 sono ben chiari gli strozzatori
che vengono usati per la gran parte delle manovre. Gli strozzatori sono
di tipo Cam-Matic Micro 338 e vengono montati non in linea
l'uno con l'altro per essere riconoscibili anche solamente
al tatto. Da poppa a prua (da dx a sx) abbiamo nell’ordine: strozzatore
ghinda, carrello randa, carrello fiocco e vang.
Lo strozzatore Carbo Cam 150 serve per strozzare la scotta del "braccio
spi".
Nella foto è anche riconoscibile un bozzello a cricco Hexaratchet
57 mm 019 (non automatico come la serie Ratchamatic), questo perché
la maggior parte dei prodieri preferisce scegliere
quando e dove togliere il cricco dalla scotta spi che spesso è
utile anche in condizioni di vento leggero. In
figura 3
è visibile come l'invito 424 per Cam-Matic Micro sia sostituito
da una semplicissima calza ricavata da uno stroppetto;
questa "chicca" di precisione fa si che l'invito non vada ad
infastidire troppo la gamba del timoniere che già in condizioni
di vento fresco punta i piedi alle cinghie e con le ginocchia
fa leva proprio in quella zona. Il particolare in
figura 4
ci permette invece di capire bene
come è realizzata la regolazione del vang. Tanto per cominciare
il vang è a circuito chiuso, quindi il dormiente di cima che si
intravede nella parte bassa della foto va ad infilarsi, sulla mura opposta,
nel bozzello 16 mm 404 che qui è ben visibile. Ed è proprio
che questo bozzello, a seconda dell' inclinazione con cui lavora, fa si
che la cima fuoriesca automaticamente dallo
strozzatore che è montato sulla staffa di alluminio. Nel nostro
caso si vede chiaramente che quando si usa lo strozzatore più esterno
la cima non rimane strozzata
su quello più interno. Supponendo ora di virare e di dover cazzare
vang sulla nuova mura sarà sufficiente tirare il dormiente di cima
per farlo togliere dallo strozzatore; in seguito il bozzello assumerà
un'inclinazione tale da far strozzare la cima nello strozzatore montato
sulla staffa di alluminio.
Drizza e scotta spi
Nella
figura 5 vediamo come la drizza spi viene recuperata
da un elastico che aziona un paranco 1:3 fatto con bozzelli 16 mm 432,
405 e 417. Sulla destra dell’immagine si vede un bozzello Carbo
29 mm 350 che è stato messo per dare la massima scorrevolezza alla
drizza.
In
figura 6 e 7 è visibile come viene organizzato
il passaggio della scotta spi.
Con mure a sinistra (
figura 6) troviamo due bozzelli
Carbo 29 mm: un 349 con molla e il
351 Ti-Lite montato con lo stroppo in dotazione direttamente sul bottazzo;
questo per permettere al bozzello di disporsi nel migliore dei modi.
La figura 7 mette invece in evidenza un terzo bozzello
(sempre Ti-Lite Carbo 29 mm
visibile a centro foto) il quale è collegato ad una cima rinviata
nel pozzetto; tirando la cima il
bozzello si tira dietro tutta la scotta in bando che durante il lato di
bolina andrebbe
altrimenti a finire fuori bordo.
La ghinda
Il bozzello 16 mm 406 doppio in primo piano nella
figura 8
demoltiplica lo sforzo della
ghinda. Su questo bozzello è legata una cima che proviene dal piede
d'albero che a sua volta esce da un altro paranco 1:4. La demoltiplica
totale è quindi 1:16, che non è neppure troppo se si pensa
che mediamente lo strallo del fiocco è caricato di circa 280Kg.
I bozzelli 16 mm
conferiscono a tutto il sistema sicurezza, ottima scorribilità
e, a barca ghindata, volumi di
ingombro ridotti.
Scotta randa Nella
figura 9 è
ben visibile il passaggio della scotta della
randa. Si usano 3 bozzelli Carbo 40 mm 2650 fissi (in questo caso meglio
ancora dei 29 mm per aumentare la scorrevolezza della cima) e un tradizionale
bozzello a cricco Hexaratchet 57 mm montato su una torretta girevole 144
che a seconda delle esigenze e dell'abitudine del
timoniere può essere anche "piccola" (205).
Paranco del vang
Nelle figure 10/11/12vediamo come nel 470 si monta il circuito del vang.
Sul boma
(
figura 10)si fissa un bozzello Carbo 29 mm 348 (per
motivi di sicurezza: con vento teso ci sono carichi molto elevati!) fisso
che dimezza subito lo sforzo; poi la cima uscente viene legata su un 16
mm 404 al quale viene passata dentro una seconda scotta che dimezza ulteriormente
il carico (
figura 11). Su questa scotta viene piombato
un 16 mm 406 doppio al quale viene infilata la scotta che, rinviata dal
triplo 408 (
figura 12) raggiunge la batteria degli strozzatori
a centro barca (
figura 2). Le uscite esterne del bozzello
triplo fanno rinviare la scotta su entrambi le mure, destra e sinistra.
fonte: www.technicalsailing.it
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