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Vela: First Class 8
EDITORIALE
LA DERIVA E IL TIMONE
LE VELE
L'ALBERO
L'ATTREZZATURA
TRASPORTO DEL FIRST CLASS 8
EDITORIALE
di Thierry ORBACH
7 anni, l'età della ragione, una certa maturità, una vigilanza
sempre necessaria per conservare lo spirito del monotipo attraverso una
stazza monotipo ma anche una convivialità della Classe "calda
in acqua sulla linea di partenza e calda a terra nelle serate"
Il Presidente Francese Patrik RICCI ed i suoi predecessori, Michel YOKEL
e Chantal ed Henri GRANDJEAN, ci sono stati sempre vicini
Questo prontuario vuole essere la bibbia dei soci della First Class Annuario
dei soci, elementi tecnici, indirizzi delle velerie, stazza Non c'è
forse ancora tutto, ma questo volumetto permetterà a tutti di portare
il proprio contributo alla Associazione Italiana First Class
Un grazie ai concorrenti che, con la loro esperienza hanno contribuito
alla sua elaborazione
Buon 1991 e a presto sull'acqua in monotipo
STORIA DI UN PRIMO DELLA CLASSE
Madame Roux confidava un giorno a Francois Seguin, noto giornalista di
Régate International, a proposito delle origini del
First Class 8:
"una barca è innanzitutto un colpo al cuore"
Per una donna l'estetica è importante All'inizio sorpresa, Annette
Roux fu rapidamente conquistata da questo disegno di Jean Marie Finot
Noi abbiamo imboccato una strada difficile ed oggi con più di 1000
First Class 8 costruiti non abbiamo intenzione di alzare "il piede
dall'acceleratore"
Francois Chalain il "padre" del nostro monotipo commentava:
"non si impone un monotipo, è il monotipo che si impone"
L'idea principale venne dal declino dello IOR, da cui era nato direttamente
il First 30 di Mauric
Che fare? Il successo del J 24 aumentava in Europa e così abbiamo
cercato chi ci poteva progettare, senza obblighi di stazza, una barca
orientata verso la regata ma soprattutto capace di portare una piccola
famiglia in una crociera costiera Questa doveva essere una barca carrellabile
e dal prezzo contenuto, con un po' di velocità in più del
J 24 e del SURPRISE, e il tandem Finot-Fauroux aveva il suo quaderno di
incarico Il progetto è datato autunno '81 ed è portato a
termine in meno di un anno
Lo spirito rivoluzionario ed informatico del gruppo Finot, già
noto con "Revolution" di J Louis Fabry e l'esperienza di "L'èglatine
79", un half tonner estremo, avevano colpito "Andare il più
forte possibile ad un prezzo regalato", guardando allo spirito di
evitare di mettersi troppo sbandati con la propria famiglia a bordo
I parametri da riunire erano: più peso = più stabilità
= più vela, ma anche carrellabilità, altrimenti il First
Class 8 si sarebbe fatto di mt 2,80 di larghezza e sarebbe somigliato
a un mini - Transats attuale
I primi sei prototipi sono in acqua nella primavera dell'82 e, prima del
Nazionale di l'Herbaudière del novembre '82, Thierry Orbach e Yves
Le Bihan, stazzatore IOR, lavorano su una stazza a metà fra il
Laser e il 5o5
Una miscela di intransigenza anglosassone applicata dai francesi al temperamento
latino un po' "furbo"
Per Richard Dry, responsabile della rete commerciale francese, bisognava
rimpiazzare i First 18 e 22 In origine, la vendita di "barche da
crociera" rappresentava il 70% del mercato, inoltre 68 000 franchi
francesi per una barca di 8 mt erano un valido incentivo
Oggi la tendenza si è invertita a favore dei regatanti, ma all'inizio,
l'argomento cuccette, cucina, crociera con i bambini era un modo per convincere
la "signora" che si trattava di un investimento familiare e
non del "giocattolo" del "marito" per la regata
E poi, e poi è arrivato il Black & White Trophy che ha preceduto
il Trofeo Veuve Clicquot con un grande numero di partecipanti (33 partenti
nell'agosto dell'83 per il secondo Campionato Nazionale a St Raphael sulle
150 barche già vendute)
A livello commerciale il cantiere aveva deciso per la prima volta di non
fornire vele standard per motivare e accontentare i mastri velai che sono
gli esaltatori dell'acquisto di vele da regata Bernard Mallaret della
Delta Voiles aveva subito analizzato questa opportunità di mercato,
era già pronto con "Estelle", il
First Class 8 prediletto
della Classe, e vinceva il Campionato Nazionale dell'83, prima vittoria
di una lunga serie
Un primo Campionato d'Europa nell'84, vinto da J Yves Jaffrezic su "Ville
de Nantes APCC", e i campionati si succedono a Cowes, La Trinitè,
Littlehampton nell'84; Niewport e Saint Malo nell'85; L'Hospitalet del
Infante, Neuchatel, Oslo e Hyères nell'86; Bayonna, Losanna e Friedrichshafen
sul Lago di Costanza nell'87; Ginevra, Oslo, Versoix e Sète nell'88;
Port Vendres e Crozon nell'89
"Estelle" e le altre barche sono sempre là presenti,
vincono scafi vecchi di quattro anni e si piazzano in mezzo a First Class
8 nuovi fiammanti
Il monotipo ha vinto, linee di partenza con 50, 60 e più di 70
barche ne sono la prova Il
First Class 8, prima serie monotipo in Francia
da due anni, occupa la stessa posizione in Europa grazie alla sua attività
in Spagna, Norvegia, Svizzera, Belgio e Germania Una bella fabbrica tutta
nuova, aperta da Bènèteau a Marion, nella Carolina del Sud
negli Stati Uniti, produrrà anche lei un giorno dei First Class?
per attaccare il mercato USA e mondiale
Monotipo giovane di sette anni di età CONTINUA!!!
NB: e non abbiamo nemmeno parlato del
First Class 8 della Federazione
Francese della Vela, dei Campionati di Francia, degli equipaggi e di match
racing ma questa è una lunga storia che continua verso la internazionalizzazione
IYRU e chi sa, l'Olimpiade
LA DERIVA E IL TIMONE
LA DERIVA E IL TIMONE
SISTEMA DI DERIVA STANDARD DEL FIRST CLASS 8
1 Maschera superiore pozzo deriva
2 Maniglia sollevamento deriva
3 Meccanismo della deriva
4 Deriva
5 Distanziale della deriva
6 Perno inox
7 Manicotto nylon perno deriva
8 Anello in nylon
9 Squadra di fissaggio
10 Manicotto anello meccanismo
SMONTAGGIO DELLA DERIVA DEL
FIRST CLASS 8
Ecco la scheda tecnica sulla deriva del First Class 8 che vi permette
di effettuare controllo, riparazione, la manutenzione e la sostituzione
di alcuni pezzi che si possono essere alterati dopo due o più stagioni
Sullo spaccato della deriva si vede che si tratta di uno schema di massima
Nel caso di un ordine sempre conviene specificare numero di serie e data
di messa in acqua della barca in modo da potervi fornire i pezzi adeguati
Per lo smontaggio del sistema di deriva, voi noterete che queste manovre
possono essere effettuate da un tecnico posto a lato della deriva prima
che lo scafo sia in contatto con la chiglia
- Mettere la deriva in posizione alta
- Posare lo scafo ben diritto, sostenendolo con la gru, sopra un supporto
ad "U" e mantenendo la deriva in posizione verticale
- Togliere la cupiglia e l'anello d'attrito posti sopra la maniglia, aprire
i tappi di ispezione sul fondo del pozzo, sbullonare le squadre su entrambi
i lati della deriva e togliere i bulloni, quindi svitare completamente
la barra filettata in modo da mettere la deriva in posizione bassa, questa
manovra faciliterà poi il montaggio
- Sollevare la barca con la gru picchiando leggermente, se necessario,
sulle squadre per favorire il distacco
INGRASSAGGIO DELLA VITE DI SOLLEVAMENTO
- Portare in secca l'imbarcazione
- Smontare e togliere le viti
- Sollevare il nascondiglio
- Con la maniglia effettuare la manovra di rimontaggio della deriva (la
vite risale nel quadrato)
- Ricoprire il filetto con del grasso
- Riavvitare
- Rimontare
MONTAGGIO
- Piazzare le due squadre sull'asse della deriva
- Abbassare dolcemente la barca, guidando la barra filettata verso il
foro di risollevamento, e posizionare le squadre nel loro alloggiamento
PREPARAZIONE DELLO SCAFO E DELLE APPENDICI
di BENOIT Charon
Bisogna innanzitutto sapere che tutti i miglioramenti che vi appresterete
ad apportare sono retti dal rigoroso regolamento di stazza, disponibile
presso la segreteria di classe. In effetti la barca "uscita dal cantiere"
non è purtroppo sempre conforme a queste regole, in particolare
nelle appendici Si supera dunque allegramente il fossato che separa la
verifica di miglioramento levigando e riprofilando chiglia e pala del
timone, sempre restando nei limiti di stazza
Un solo obbligo: i vostri profili devono entrare in una serie di dime
che definiscono lunghezze massime e spessori in diversi punti della chiglia
e della pala del timone Quest'ultima potrà essere leggermente allungata
sul suo bordo di uscita per ottenere un profilo regolare rispettando rigorosamente
le quote.
La chiglia non richiede soluzioni miracolose come alcuni hanno preteso
da qualche anno, ma necessita di una buona preparazione per diventare
più efficace e soprattutto per rimanerlo a lungo Ricercando un
profilo più aerodinamico, si potrà proteggere meglio la
fusione contro la corrosione La realizzazione richiederà molta
cura e non bisogna dimenticare che la barca èdestinata ad essere
trasportata e che i vostri lavori saranno sottoposti a molti colpi ed
attriti Usate uno strato epossidico ricoperto con più strati di
gelcoat Il profilo della chiglia dovrà privilegiare la regolarità
dei flussi, sia avvicinandosi a delle quote NACA, sia inspessendo la parte
posteriore Il bordo di uscita presenterà allora un "piano",
tagliato nettamente, di circa 10 mm (vedere disegno) Per aiutare la levigatura
dello strato, si potrà disegnare su un cartone la dima del profilo
desiderato seguendo una linea parallela all'avanzamento dell'imbarcazione
e non seguendo le misure di stazza che sono perpendicolari al bordo d'attacco
Ultimo piccolo trucco: una levigatura troppo sostenuta potrà far
uscire dalla stazza un profilo pazientemente elaborato Su "Brochier
Composite 3" sono stati passati due strati di gelcoat di colori diversi,
l'apparizione del secondo segnalerà la necessità di fermare
la lisciatura
Ultimo lavoro sulla vostra barca: ricoprite i supporti della chiglia e
della pala del timone che formano delle protuberanze poco favorevoli al
flusso d'acqua
LA DERIVA E LA SUA STAZZA
di Pierre CORDONNIER "APCC NANTES" professore
all'ENSM di Nantes
La regata in monotipo costringe ogni proprietario a conservare
la sua "bestia da corsa" nello stato in cui si trova al momento
della consegna dal cantiere costruttore
Quest'ultimo ha, naturalmente, prestato la massima cura alla sua realizzazione,
cosicchè può garantire una certa omogeneità nella
sua produzione, anche se, per certi punti, il
First Class 8 presenta qualche
imperfezione per i puristi dell'idrodinamica e della meccanica della vela
Ognuno si attende dunque di ritrovare questi piccoli particolari su tutti
gli scafi impegnati nella stessa corsa salvo se il regatante, fin troppo
perfezionista, si è permesso di correggere questi difetti a dispetto
di tutte le regole di stazza
Fortunatamente, sul nostro monotipo, questi punti delicati non sono molto
numerosi e li si elimina facendo delle regole di stazza più rigorose
L'ultimo problema è stato quello di constatare che sono stati apportati
profondi ritocchi alla deriva da alcuni concorrenti del campionato nazionale
Perchè sono state realizzate queste modifiche e in che cosa rappresentano
un vantaggio?
Come il suo nome non indica, la deriva è una componente della barca
che contribuisce ad impedire di "andare alla deriva" quando
si cerca di risalire il vento In effetti, è una proprietà
delle superfici dette "portanti" di creare una forza perpendicolare
alla direzione del loro dislocamento quando sono messe in incidenza; è
l'aereo che sfrutta questo fenomeno Nel nostro caso, la funzione deve
essere ottenuta così bene navigando sia a dritta che a sinistra,
dunque il profilo non può essere che simmetrico Questo è
un primo vincolo non trascurabile nella concezione del profilo "ideale"
Sul problema aerodinamico sono stati realizzati numerosi lavori teorici
ed il migliore è quello del National Advisory Commitee for Aeronautics
negli USA Tutti hanno già sentito parlare dei profili NACA ed ora
anche voi sapete cosa vuol dire Spesso questi profili sono il riferimento
delle forme che si danno alle sezioni dei piani portanti e sono il frutto
di formule matematiche assai semplici:
- una legge di linee scheletro (detta linea media)
- una legge di spessore
Il profilo NACA che si avvicina maggiormente alla sezione idrodinamica
della deriva del
First Class 8 sembra essere la NACA 0015-54 Ha uno spessore
relativo del 15% il cui massimo è situato al 40% del bordo d'attacco
e il suo bordo d'attacco è leggermente più fine di un NACA
base a quattro cifre
Questi profili cercano di ottimizzare la legge di ripartizione delle pressioni
che, secondo la teoria del fluido perfetto, seguono la regola di Bernoulli,
vale a dire che la pressione e la velocità relativa del fluido
intorno al profilo sono legate, tutto ciò per ottenere:
- che lo sviluppo della pressione sia senza gradienti eccessivi che rischierebbero
di provocare dei distacchi del flusso a livello del bordo d'attacco del
lato estradosso del profilo
- che la punta posteriore del profilo, chiamata bordo di fuga, sia realmente
il punto di congiunzione dei flussi intradossi ed estradossi al fine di
ottenere una netta
differenza di velocità tra i due lati, contribuendo così
ad un importante effetto portante
Stabilito ciò, è evidente che la deriva del First Class
8 può essere migliorata, in particolare per soddisfare il secondo
punto, sulla parte posteriore della linea di spessore massimo, leggermente
troppo spessa (circa da 5 a 7 mm ) È ciò che è stato
realizzato sulla deriva di "Estelle" e che ha contribuito a
migliorarne le prestazioni In effetti, quando la barca naviga, la differenza
tra il profilo "ideale" e la deriva "normale" è
trascurabile (da 30 a 50 mt persi nella direzione perpendicolare allo
spostamento dopo un miglio), ma, ed è più importante, quando
lo scafo si mette in rotta, sia alla partenza, sia dopo qualche virata
ben realizzata, la differenza può essere calcolata in metri perduti
o guadagnati istantaneamente nella direzione perpendicolare al movimento
della barca Non parliamo con poco vento quando l'effetto portante è
sempre difficile da ottenere e richiede un rilancio permanente della barca
Tutto ciò è ben conosciuto e merita di essere ricordato
al fine di giustificare le modifiche apportate alla deriva di "Estelle"
e, conseguentemente, le precisazioni di stazza fatte quel giorno
A causa del preciso testo di stazza del
First Class 8 non era possibile
rimediare subito e i reclami non sarebbero mai terminati Non restava altro
che questa contestazione che doveva essere risolta con una modifica del
testo di stazza e quindi doveva essere realizzato, di comune accordo con
lo stazzatore, un lavoro di ricerca durante la stagione onde elaborare
un mezzo di controllo efficace
Terminerei ricordandovi che l'acqua di mare è, malgrado tutto,
lungi dall'essere un fluido perfetto in senso idrodinamico e che gli effetti
viscosi sono molto importanti Perciò, il testo di stazza non dovrà
vietare a nessuno di rendere la superficie della sua deriva il più
liscio possibile
Lo scorrimento dell'acqua sulla deriva è uno dei punti più
importanti per la prevenzione dei fenomeni di scollamento vorticoso così
nocivo al buon funzionamento di un piano portante
LE
VELE
LE VELE
TECNICHE E REGOLAZIONI DELLE VELE
I consigli dei velai
Ad alcuni velai che tagliano vele per il First Class 8 sono state
poste le seguenti domande:
1 - Le vele fanno da sole la differenza sul monotipo?
2 - In che modo avvicinate il FC8 nella scelta del taglio e nella realizzazione
delle vele?
3 - Quali regolazioni applicate alle vele in funzione del vento?
4 - Che vele usate secondo il vento?
5 - Qual'è la vostra tecnica "super"?
6 - Che consigli date per aumentare la durata delle vele?
Ecco le risposte che hanno dato
VELERIA RUSSO
Philippe de Pelsmaeker e Jean Michel Russo regatano sul
First Class 8
dal 1985 Vincitori della Brochier Cup 1987 su "Pertuisane"
1 - Le vele sono effettivamente il motore della barca ma la loro preparazione
e la bravura dell'equipaggio hanno la stessa importanza
2 - Il FC8 è il monotipo più "rigido nel piano velico",
le vele dunque sono tagliate rispettando più criteri e, poichè
il più importante riguarda la deformazione del tessuto sotto sforzo,
è auspicabile il taglio orientato
3 - Qualunque sia il tipo di vento noi preferiamo navigare con l'albero
il più dritto possibile sia lateralmente che longitudinalmente
Le vele sono dunque regolate in conseguenza con le balumine aperte secondo
che il vento rinforza
4 - La stabilità sotto vela ci permette di navigare col genoa da
0 a 25 nodi apparenti prima di passare allo intermedio, con condizioni
di vento più forte noi utilizziamo preferibilmente l'intermedio
e la randa con una mano di terzaroli, anzichè il fiocco olimpico
e la randa alta, in quanto la barca ha così più potenza
sulle onde
5 - Noi vigiliamo affinchè le nostre vele siano polivalenti, evitiamo
dunque i tagli specifici per diversi piani d'acqua I tagli sono grassi
e devono essere regolati aperti in alto con la possibilità di collocare
il grasso secondo che si privilegi la velocità o la rotta
6 - È auspicabile sciacquare bene tutte le vele e riporle piegate
e all'asciutto
VELERIA TASKER
Jerome Dupin e Tasker Aquitaine navigano su "Port d'Archaon"
1 - No, solo l'equipaggio fa la differenza
2 - La larghezza dello scafo e il peso dell'equipaggio fanno del FC8 una
barca stabile sotto vela In conseguenza noi abbiamo elaborato delle vele
potenti e di taglio triradiale, in modo da rispondere alle sollecitazioni
pur mantenendole leggere e durature
3 - Con vento debole: navighiamo con il genoa grasso e la drizza e le
volanti allentate, il carrello del genoa è avanzato in modo da
ottenere il volume massimo soprattutto nella parte bassa, la randa è
cazzata con il carrello sopravento e l'albero può essere incurvato
per regolarne la forma Con vento forte: la drizza del genoa e le volanti
sono cazzate per conservare una curva ottimale dello strallo, l'albero
è incurvato e la randa appiattita con la balumina poco tesa 4 -
Noi scegliamo sempre le vele e le regolazioni migliori nei momenti calmi
prima della partenza e limitiamo al massimo i cambi di vele in quanto
fanno perdere troppo tempo
5 - L'assistenza e la fabbricazione con computer e il taglio al laser
ci permettono di fabbricare vele affidabili e durature La pratica su numerosi
monotipi ci fornisce l'esperienza indispensabile per l'elaborazione di
prodotti validi
X VOILES
Jean Yves Jaffrezic corre in Class 8 dal 1984, vincitore nel 1984 dell'Open
Clicquot Europe a Port Camargue, 3° a Crozon al Campionato Nazionale
1989
1 - No, la qualità dell'equipaggio e la preparazione della barca
sono importanti così come la qualità delle vele
2 - Il FC8 si differenzia dagli altri monotipi per la sua maneggevolezza
Le vele sono dunque di taglio triradiale per attenuare le deformazioni
nei punti di scotta e sulle balumine
3 - Per la regolazione dell'albero qualunque sia il tipo di vento, noi
teniamo le sartie molto tese Con vento leggero navighiamo con le balumine
molto aperte; con vento medio e forte le chiudiamo avanzando il punto
di scotta del genoa, spingendo l'albero avanti e cazzando il vang
4 - Poichè la barca è molto stabile sotto vela, noi utilizziamo
il genoa molto a lungo prima di passare all'intermedio Con venti più
forti navighiamo sia con l'intermedio e una mano di terzaroli, sia con
l'olimpico e tutta randa, la prima soluzione è più adatta
con onde corte
5 - Le nostre vele sono molto piatte, cosa che ci permette di fare una
buona prua in quasi tutte le condizioni, ma il loro punto forte è
con vento medio Lo spi è polivalente ma eccelle al lasco stretto
con vento forte
6 - Dopo ogni regata è importante sciacquare tutte le vele e riporle
asciutte; per quanto riguarda la randa è preferibile arrotolarla
VELERIA LE BIHAN
Ronan Le Bihan naviga in FC8 dal lancio della serie Vincitore della "Spi
Ouest" nel 1988 e 1989
1 - Non si può essere così categorici su ciò; le
vele sono un fattore determinante così come l'equipaggio, la tecnica,
la tattica e la preparazione della barca e delle sue appendici
2 - Il FC8 è una barca leggera e molto invelata, ciònonostante
è stabile a vela, dunque abbisogna di vele potenti e voluminose,
soprattutto i genoa
3 - Lunghezza dello strallo: mt 9,16 con vento leggero, e mt 9,18 con
vento forte Tensione delle sartie alte: 35 con vento leggero e 40 con
vento forte Tensione delle sartie basse: 32 con vento leggero e 36 con
vento forte La misura della tensione delle sartie è presa con il
tensiometro Nella mastra, con ogni condizione di tempo, mettiamo le zeppe
sulla parte anteriore dell'albero
4 - Da 0 a 22 nodi: genoa triradiale e tutta randa, da 22 a 28 nodi: intermedio
e tutta randa, da 28 a 30 nodi: olimpico e tutta randa, oltre 30 nodi:
olimpico ed una mano di terzaroli Bisogna ritardare al massimo la riduzione
della superficie delle vele di prua con mare formato, mentre con mare
calmo si possono ridurre prima le vele di prua Il fiocco di 10 mq è
indicato con più di 28 nodi di vento
5 - Noi utilizziamo dal 1984 il programma informatico americano di taglio
"SMSW" diffuso in più di 200 esemplari al mondo e abbinandolo
ad una tavola tracciante Carlson di mt 15 di lunghezza otteniamo una riproduzione
perfetta delle forme desiderate L'esperienza sul FC8 e questa attrezzatura
ci danno il miglior compromesso in qualsiasi condizione
6 - Non scegliere grammature troppo leggere; arrotolare le vele in dacron,
il Mylar sopporta bene le pieghe perchè è più elastico
del precedente; durante le regate, in fase preparatoria, appena possibile
calare fiocchi e genoa ed evitare di farli sbattere; avendo cura di ciò
potrete regatare per un'intera stagione, o forse più,con lo stesso
gioco di vele
MULTIVOILES
Pascal Soule Nan
1 - Nei monotipi le vele rivestono una fondamentale importanza sulla velocità
delle barche in quanto queste presentano una somiglianza quasi totale
Non bisogna però tralasciare altri fattori quali l'attrezzatura,
le regolazioni, la preparazione del materiale senza dimenticare l'equipaggio
2 - La struttura dei tessuti moderni permette di ottimizzare i tagli,
utilizzando particolarmente tagli triradiali Si possono così utilizzare
tessuti di grammature diverse secondo le zone degli sforzi, cosa che determina
un guadagno in peso apprezzabile sulle vele sempre ottenendo una stabilità
di forma apprezzabile
3 - Il FC8 richiede molta potenza con vento leggero e medio Bisogna dunque
concepire delle vele grasse ma che possano facilmente appiattirsi con
vento forte in modo che gli equipaggi mantengano su questa barca la velatura
massima per molto tempo (25 nodi apparenti con genoa e tutta randa) La
randa si deve poter appiattire piegando l'albero al massimo con l'aiuto
del paterazzo e delle volanti così come per mezzo della base a
soffietto ed eventualmente la manina La tensione della scotta della randa
deve essere massima con vento forte in modo da poter lavorare con il carrello
Per quanto concerne le vele di prua, si appiattiscono tenendo maggiormente
cazzata la drizza e arretrando il il punto di scotta al fine di tendere
la parte bassa della vela e far aprire la balumina
4 - Con meno di 10 nodi di vento apparente, la tensione delle volanti
sarà moderata per ingrassare il genoa nella sua parte anteriore
Il barber sarà avanzato e la scotta bordata senza eccesso per aiutare
ad ingrassare la vela La tensione della base della randa sarà anch'essa
moderata per gli stessi motivi La regolazione del paterazzo è quindi
ininfluente perchè la sola tensione della scotta permette di controllare
la curvatura dell'albero Conviene portare il carrello sopravento per non
tesare esageratamente la balumina Con vento medio, la volante deve essere
molto tesa, fino al massimo a seconda del peso dell'equipaggio Il barber
si arretra quando il vento aumenta e la drizza viene tesa maggiormente;
la tensione della balumina e della base della randa comincia ad essere
maggiore Con vento forte è utile alzare un po' la deriva per arretrare
il baricentro della barca
VELERIA ELVSTROM
Jerome Langlois
1 - Certamente no I monotipi sono, come tutte le barche, condotti da equipaggi
che generalmente contano per l'80% nel risultato finale
2 - Per quanto concerne il genoa, noi determiniamo l'angolo di attacco
ottimale in funzione dell'angolo di tiro del punto di mura e del punto
di scotta Determiniamo il profilo a elica della balumina in funzione della
lunghezza delle crocette Infine in funzione dei profili ottimali che abbiamo
sperimentato negli anni, procediamo ad una calandratura sperimentale della
vela che darà poi la forma definitiva Il taglio è studiato
principalmente in funzione dei tessuti a orientamento ordito che impongono
dei raggi sulle impuntature Per la randa, il parametro più importante
è il grasso sulla inferitura Questo in effetti ha un'enorme influenza
sul volume generale della vela e è determinato in funzione dell'albero,
cosa molto importante sul FC8 perchè l'albero ha dei problemi con
vento forte e flette nella sua parte bassa Ciònonostante bisogna
trovare un compromesso perchè la vela non deve essere troppo grassa
con vento leggero Quest'anno abbiamo optato per tagli di tipo Z3C, radiali
nel punto di scotta e di drizza con dei ferzi orizzontali nella parte
mediana Pensiamo in effetti che questo genere di "pannelli"
dovrebbe permettere una regolazione più facile della vela grazie
al tessuto orientato obliquamente sull'inferitura
3 - Con poco vento la randa sarà aperta con il carrello al vento
in modo da avere il boma circa sull'asse della barca Il genoa sarà
anche lui aperto con un membro d'equipaggio addetto costantemente alla
regolazione in funzione delle variazioni del vento Con vento medio si
richiede maggior potenza, dunque bisogna sforzarsi di ingrassare le vele
La randa si ingrassa grazie alla base, ma soprattutto per mezzo dell'albero
che si deve tenere più dritto Il punto di scotta del genoa sarà
avanzato in modo da tendere la balumina ed incavare la parte bassa della
vela Con vento forte torneremo ad una regolazione che assomiglia più
alla regolazione con poco vento per ciò che concerne la forma delle
vele Per giungere a ciò le regolazioni saranno ogni volta molto
diverse perchè il vento esercita una pressione sulle vele e queste
avranno tendenza ad aprire la balumina; lo scopo sarà dunque di
limitare questa apertura con il vang, con il carrello della randa posizionato
sottovento e con una maggiore tensione della scotta Quanto ai genoa bisognerà
arretrare il punto di scotta per limitare la potenza in funzione del vento
4 - I genoa sono sempre più sovente concepiti per aree di vento
comprese tra 0 e 20 nodi reali Le rande sono realizzate con lo scopo di
essere più modulari possibile Possono dunque rimanere intere fino
a 25 nodi reali a condizione di modificarne la forma e di mantenere la
barca equilibrata sul timone
5 - I nostri modelli sono stati concepiti con lo scopo di semplificare
le regolazioni e di avere un prodotto polivalente Noi pensiamo che questo
punto sia essenziale per regatare senza pensieri e senza preoccuparsi
di altro che della tattica
6 - È necessario evitare le pieghe nelle vele Per far ciò
arrotolatele, soprattutto la randa in dacron Per i genoa tutto è
più complicato ma è bene tentare di arrotolarli anch'essi
È importante evitare di lasciarli sbattere e di lasciar andare
la scotta troppo tardi nelle virate Sciacquate le vele il più spesso
possibile, esse ritroveranno allora un aspetto più nuovo e più
liscio
DELTA VOILES
Bernard Mallaret corre sul FC8 dal suo lancio nel 1983 Vincitore del Campionato
Nazionale nel 1983, '87 e '88
1 - In una regata in monotipo, penso che le vele siano importanti come
l'equipaggio Le differenze di velocità sono tanto lievi che il
più piccolo vantaggio dato da un miglior gioco di vele si trasformerà
in un vantaggio notevole; dalla nascita del FC8 nessun campionato è
mai stato vinto da velerie "nuove" per la serie
2 - La principale specificità del piano velico del FC8 viene dalla
randa È grande e molto allunata, quindi il taglio deve permettere
una buona tensione con poco vento e una apertura regolare con vento forte
È difficile far aprire una vela stretta senza che stacchi male
La parte bassa della vela si appiattisce con la curvatura naturale dell'albero
in compressione La parte alta, all'inizio molto grassa, si regola con
la tensione del paterazzo La rigidità delle stecche gioca un ruolo
importante nell'assorbimento del fileggiamento
3 - Le due regolazioni alle quali io dò maggiore importanza sono
la tensione della drizza del genoa e la tensione della balumina della
randa Una inferitura del genoa poco tesa, al limite delle pieghe, darà
una grande manovrabilità, movimenti molto dolci e permetterà
al timoniere di mettere perfettamente la prua nelle onde Quanto alla tensione
della balumina della randa, è lei che dà la rotta; la sua
regolazione deve essere molto precisa, bisogna iniziare ogni bordo con
la balumina molto aperta per dare velocità e progressivamente man
mano e a misura che si orza tesarla Il vang è completamente allentato
o quasi Il paterazzo si utilizza solo con vento forte per smagrire completamente
la randa e bloccare l'albero
4 - Noi cerchiamo di realizzare vele polivalenti poichè bisogna
evitare di aver bisogno di più giochi di vele Per questo piano
velico utilizziamo vele più leggere ma le forme restano le stesse
Le regolazioni devono adattarsi allo stato del mare Con il sartiame leggermente
più allentato con mare calmo, si potrà avere una randa più
magra; del resto, la tensione della volante sarà superiore per
tesare l'inferitura del genoa e guadagnare prua
5 - Una buona conoscenza della variazione di curvatura dello albero in
funzione della forza del vento La difficoltà stà nell'utilizzare
questa curvatura per far aprire la randa al momento giusto È questo
che permette di avere una balumina tesa con poco vento per far prua e
tenere la randa intera con vento forte Noi abbiamo lavorato molto su ciò
e lo sappiamo bene, inoltre cerchiamo di dare alle nostre vele la miglior
durata
6 - Evitare di far fileggiare inutilmente la randa ed arrotolarla quando
viene riposta Non lasciar sbattere i genoa e prima della partenza preferire
le strambate alle virate Una volta regolata la barca, calare le vele fino
al colpo di cannone dei 5 minuti Non riporre mai le vele senza averle
arrotolate o piegate correttamente e non far mai asciugare lo spi facendolo
sbattere al vento Con vento forte fate attenzione alle scotte in kevlar
o spectra che non ammortizzano nessun urto
NORTH SAILS
Laurent Tilleau naviga da un anno sul
First Class 8
1 - A loro solo certamente no, ma se si paragona lo stesso scafo con lo
stesso equipaggio cambiando le vele, ciò può fare una differenza
reale La loro forma, la loro età, la loro concezione possono portare
a differenze di velocità visibili
2 - Il problema del FC8 è che il suo albero e le sue crocette potenti
creano delle difficoltà di controllo sulla forma del genoa Molta
inclinazione laterale Lo scopo è di avere il massimo controllo
della curvatura dello strallo utilizzando un rotondo sull'inferitura moderato
in basso per permettere il bloccaggio dell'albero nella mastra
3 - Vento leggero e medio con onde: lieve tensione della volante, cavità
del genoa avanzata, randa aperta, balumina leggermente tesa Vento forte:
vele piatte , tensione del paterazzo in funzione delle raffiche di vento
per aprire o bloccare la balumina
4 - Vele polivalenti Una randa magra in basso e più grassa nei
2/3 dell'altezza
5 - Innanzitutto un programma informatico può prendere e interpretare
le piccole modifiche e creare così una banca dati molto completa
6 - Randa: arrotolarla dopo ogni regata e sciacquarla con acqua dolce
Genoa: pieghe larghe, sciacquarlo con acqua dolce e riporlo nel sacco
Spi: sciacquarlo con acqua dolce e farlo asciugare dopo ogni regata
Durante l'inverno riporle in luogo asciutto
VELERIA CHERET
Bertrand Cheret naviga sul
First Class 8 dal 1984
1 - No L'equipaggio interviene nella conoscenza, nella preparazione della
barca, nella tattica, nella manovra e ben inteso nella forma delle vele
2 - L'insieme delle vele deve essere adattato alla barca, all' equipaggio,
perfino alla località Il FC8, malgrado le riconosciute qualità
della sua carena, rimane sensibile sulle onde La scelta andrà verso
la potenza nel caso di cavità avanzate, piuttosto che verso la
delicatezza, mentre su mare piatto il problema è diverso Per questi
motivi siamo portati a fare delle vele in cui una parte del volume è
modulabile grazie alla tensione dell' inferitura
3 - La difficoltà sta nel tipo di attrezzatura adottata Se ciò
ha il merito della semplicità, crea un sistema in parte bloccato
tra le crocette potenti e le sartie basse che tirano La randa ha un grasso
sull'inferitura moderato per una attrezzatura frazionata e la tensione
delle volanti interviene sufficentemente nel grasso delle vele di prua
per modellarne la forma
4 - La forma del piano velico del FC8 porta ad avere delle rande che hanno
molto volume nella parte alta Ciò si ottiene in parte con il grasso
sull'inferitura e può essere ridotto con la tensione del paterazzo
Con mare piatto si smagrisce la vela e lo smagrimento è più
consistente nelle vele di prua Con mare agitato, se si prende una o più
mani di terzaroli, si perde in ragione del dispositivo di sartiame; bloccandolo
sotto il punto d'attacco, perdiamo una parte del controllo del volume
nella parte alta della randa La presa dei terzaroli si fa dunque con un
volume a posto Una tale riduzione è interessante se vogliamo ridurre
la coppia di sbandamento e badare alla potenza
5 - Una matrice tecnica che permette di aiutare i concorrenti nell'uso
di queste vele, col pensiero di trovare vele polivalenti
6 - I materiali "rigidi" soffrono in primo luogo lo sbattimento
e le pieghe Come la maggior parte dei velai vi consigliamo di sciacquarle
e riporle arrotolate
LE REGOLAZIONI DI ALCUNI CONCORRENTI
Ad alcuni regatanti è stata posta la seguente domanda:
quali sono le basi della regolazione che riguardano le vostre vele?
Ecco la risposta che hanno dato:
Joè Setten naviga su "Dunkerque Region-Nord pas de Calais"
dal 1989
Vento leggero: tutta randa e genoa medio fino a 27 nodi apparenti
Vento forte: tutta randa e intermedio fino a 35 nodi
apparenti
Benoìt Charon naviga sul FC8 dall'agosto dell'87, vincitore della
Brochier Cup '88 su "Houry Nautic"
Vento leggero Randa: balumina tesa, base leggermente allentata, la cala
della mastra bloccata La vela è issata a fondo, ma il cunningham
è molle e la regolazione nelle raffiche di vento si fa col carrello
della scotta Genoa: punto di scotta avanzato e tensione dell'inferitura
al limite delle pieghe Vento forte Randa: balumina aperta, base tesa,
cunningham cazzato, cala della mastra leggermente bloccata, carrello della
scotta circa al centro e la regolazione si fa con la scotta Genoa: punto
di scotta arretrato, vela leggermente lascata con forti raffiche
Alain Fedensieu (Delta Voiles) naviga sul FC8 dal suo lancio, due volte
vice campione d'Europa e vincitore del Campionato Nazionale nel 1989 su
"Nautilus"
Con meno di 10 nodi: drizza poco tesa per lasciare arretrare il volume
e smagrire l'inferitura, il carrello della randa è al centro o
sopravento, le balumine sono tese per far prua; con onde corte la balumina
del genoa è aperta Sopra i 10 nodi: la balumina della randa rimane
tesa e la base cazzata; con onde formate la base sarà lascata,
man mano che il vento aumenta bisogna cazzare la drizza per dare volume
all'inferitura e aprire la balumina Con vento forte: il genoa è
molto aperto e la balumina della randa è ancora tesa
Bruno Jourdren (Voiles Performance) naviga dal 1985 su "Lord Jiminy-Euromarche
Morlaix" Campione d'Europa nell'88 e 89 e vincitore del Trofeo Brochier
nell'89
Da 0 a 20 nodi: tutta randa e genoa
Da 20 a 25 nodi: tutta randa e intermedio
Da 25 a 30 nodi: randa con 1 mano di terzaroli e intermedio
oltre 30 nodi: randa e olimpico
L'ALBERO
L'ALBERO
ALBERO STANDARD DEL FIRST CLASS 8
1 Testa dell'albero completa
2 Incappellaggio a 7/8
3 Luce di testa d'albero
4 Attacco per le crocette
5 Crocette
6 Ghiera delle crocette
7 Puleggia
8 Inferitura della randa
9 Anello per il tangone
10 Attacco del boma
11 Uscita della drizza
12 Attacco del caricabasso
13 Ghiera anteriore del boma
14 Guida di scorrimento sul boma
15 Ghiera posteriore del boma
16 Albero
17 Boma
18 Rinforzo attacco sartie
19 Rinforzi per le volanti
REGOLAZIONE DELL'ALBERO DEL FIRST CLASS 8
di Benoìt Charon
L'albero da solo merita un capitolo La combinazione delle crocette potenti
e delle volanti talvolta determinano degli effetti perversi Prendete i
primi dieci del Cam pionato Nazionale '88: voi troverete regolazioni diverse
Ognuno ha defi nito ciò che conviene alle sue vele e al suo modo
di navigare e l'ha re gistrato con l'aiuto di un tensiome tro o misurando
la distanza tra la base della filettatura e la coperta Dunque prevale
l'empirismo, la regolazione perfetta sembra inacessi bile per le ragioni
seguenti Le sar tie basse tendono lateralmente la parte bassa dell'albero,
ma ne limi tano la curvatura, così come le vo lanti basse Le sartie
alte tratten gono l'albero lateralmente a livello del punto d'attacco
e ne definiscono la sua curvatura iniziale Le volan Effetti sulla regolazione
ti, oltre al loro ruolo classico di dell'albero dalla tensione tensione
dello strallo, sono molto dei suoi diversi elementi decentrate rispetto
all'asse della barca Quando sono tese, creano un effetto di torsione sull'albero
e allentano completamente le sartie alte Il paterazzo, accentuando la
curvatura dell'albero, tenderà a determinare un aumento di tensione
delle sartie basse e una diminuzione di quelle alte (vedere disegno) In
parte si può regolare la tensione delle sartie alte e basse La
descrizione che segue indica il comportamento dello albero che risulterà
da queste due regolazioni Ci si orienterà dunque verso una tensione
più o meno uguale delle sartie, regolazione che necessita poca
tensione della volante, anche con vento forte, compromettendo un po' la
tenuta laterale dell'albero, sempre permettendo di controllare bene il
volume della randa
Sartie basse tese
Sartie basse molli
Sartie alte tese
Poca curvatura nella parte alta, strallo teso L'azione del paterazzo e delle volanti con vento forte causa una curvatura laterale importante
Molta curvatura nella parte alta, strallo teso La curvatura dell'albero con vento forte tende ad indurire le sartie basse senza deformazioni drammatiche
Sartie alte molli
Albero diritto, strallo molle Obbligo di tendere molto presto le volanti Nessuna tenuta laterale
Poca curvatura nella parte alta, strallo molle Man ma no che il vento aumenta la tensione delle volanti porta una curvatura a S dell'albero
COMPORTAMENTO E PRESTAZIONI
Di bolina:Il compromesso tra rotta e velocità si evolve in funzione
della forza del vento Il timoniere, autorizzato a fare prua fin che il
mare è calmo, tende a privilegiare la velocità quando si
alzano le onde L'utilità del punta piedi si fa sentire quando si
deve continuamente lavorare sulla scotta della randa e sul paterazzo Il
First Class 8 è stabile sotto vela, per alleggerirlo, si aprirà
progressivamente il genoa arretrando il punto di scotta e si appiattirà
la randa Si cercherà di portare al centro l'equipaggio e di farlo
arretrare un po' quando il vento rinforza, alcuni equipaggi allora alzano
un po' la deriva per rendere la barca più manovrabile
Alle andature portanti: Con vento medio, solo una imbarcazione tenuta
perfettamente piatta avrà una buona velocità, in particolare
al lasco
Sotto spi: Sarà curato in modo particolare l'assetto longitudinale,
il timoniere osserverà con occhio attento il volume d'acqua trascinato
e la piccola onda intorno al timone non dovrà mai inondare la parte
posteriore del pozzetto, salvo, ben inteso, in occasione di onde corte
formate Ultimo punto: il tangone si tiene generalmente molto alto, per
evitare di chiudere le balumine di uno spi voluminoso
Scelta delle vele: La tendenza è di alleggerirle I tagli diventano
bi, a volte triradiali, utilizzando tessuti più sofisticati a trame
orientate Il numero dei giochi di vele per una stagione non è limitato
dalla stazza come per il J24 Nell'88 si è notata la scelta fatta
dagli svizzeri per vele con taglio magro lungo l'inferitura per fare molta
prua sulle acque lacustri, in opposizione alla scelta di vele molto potenti
fatta su "Cyprion", vittorioso a Sétè con onde
corte A meno di essere velai o milionari e di possedere un gioco di vele
per ogni condizione di mare, si cercherà una combinazione polivalente
nelle vele tagliate ai limiti massimi di stazza Ricordandosi inoltre che
un buon velaio può far evolvere il taglio delle vele in funzione
di eventuali problemi di rotta o di potenza
Ecco, non vi resta nient'altro che farvi prestare un camioncino dal concessionario
dell'angolo, trovare quattro compagni d'equipaggio il cui talento non
avrà rivale che il loro buon umore, e navigare verso la vittoria
che vi attende forse alla curva di uno dei numerosi campionati organizzati
durante l'anno
LE REGOLAZIONI DI ALCUNI REGATANTI
Ad alcuni regatanti sono state poste le seguenti domande:
1 - Quali sono le vostre basi per la regolazione dell'albero in acqua
?
2 - Quali sono le vostre basi per la regolazione dell'albero in navigazione?
Queste sono le risposte che hanno dato
BERNARD MALLARET
1 - Niente inzeppatura longitudinale della mastra con forte tensione delle
sartie alte e basse Per l'inclinazione dell'albero: se l'albero resta
dritto, la randa conserva la sua potenza; se l'albero è incurvato,
la randa rimane piatta
2 - Con poco vento nessuna tensione delle volanti, la tensione aumenta
con vento forte senza però cazzarle a ferro per due ragioni: -
evitare di portare troppo al vento il punto d'attacco delle sartie - non
comprimere troppo l'albero quando la barca è soprainvelata, in
quanto si rischia di piegarlo LAURENT TILLEAU
1 - L'inclinazione è maggiore che sulla altre barche
("Nautilus", "YC Mauguio Estelle") L'albero è
inzeppato davanti e l'attrezzatura è molto ben tesa soprattutto
le sartie basse
2 - Con vento medio le volanti sono molto tese, con vento forte tensione
massima e paterazzo teso
RONAN LE BIHAN
1 - Misure prese col tensiometro: - sartie alte a 35 con vento medio e
leggero e a 40 con vento forte - sartie basse a 32 con vento medio e leggero
e a 36 con vento forte Inzeppatura della mastra: l'albero è bloccato
dietro in qualsiasi condizione di vento Lunghezza dello strallo: mt 9,17
con vento medio e leggero e mt 9,16 con vento forte
2 - Volanti: tensione minima per un raddrizzamento normale dello strallo
Caricabasso: molle o quasi Paterazzo: teso al minimo per evitare al cavo
di ballare
JEAN YVES JAFFREZIC
1 - Le regolazioni sulla nostra barca si fanno in base ai riferimenti
visivi e non in base alle misure Poichè le nostre vele non sono
molto grasse, l'albero deve avere la miglior tenuta possibile
2 - Con poco vento non tendiamo le volanti, mentre con vento medio e forte
le tendiamo poco Noi ci sforziamo di incurvare poco l'albero e cominciamo
ad utilizzare il vang quando dobbiamo cazzare la scotta della randa Più
il vento rinforza e più è importante la tensione del vang
Con poco vento utilizziamo il paterazzo per smagrire la randa lungo l'inferitura
e nella parte alta, mentre nelle altre condizioni di vento il paterazzo
è teso in modo regolare
BENOIT CHARON
1 - Le sartie alte e basse molto tese creano una leggera curvatura in
alto La mastra è regolabile e raramente l'albero è appoggiato
in avanti
2 - Tensione delle volanti: si cambia frequentemente Generalmente si dà
poca tensione e noi non utilizziamo quasi mai la maniglia del winch Vang:
poco cazzato per limitare lo svergolamento della randa, molto cazzato
al lasco con vento medio e tenuto in mano con vento forte Paterazzo: dipende
essenzialmente dal grasso della randa lungo l'inferitura, sulla mia ultima
randa era pressochè inutile
ALAIN FEDENSIEU
1 - Con vento medio e leggero è poco inclinato, prima delle regate
con vento forte si dà un foro in più alla landa dello strallo
Le sartie basse ed alte hanno una tensione uguale e molto forte (30 sul
tensiometro standard Dermac) L'albero ha poca curvatura nella parte alta,
più o meno 4 cm , ed è molto ben bloccato lateralmente Nella
mastra è bloccato per il 60% dietro e per il 40% davanti, con i
tiranti interni lungo l'albero ben tesi
2 - Poco vento: con mare calmo le volanti sono molli o poco tese, così
pure il paterazzo, la cui tensione serve solo per evitare oscillazioni
nocive Con vento medio: le volanti sono puntate con mare calmo e tese
con onde Con vento forte: le volanti sono sempre cazzate
JOE SEETEN
1 - Avere un profilo dell'albero il più regolare possibile, con
la mastra in avanti e la lunghezza dello strallo standard
2 - La tensione delle volanti varia secondo lo stato del mare e la forza
del vento, mentre il paterazzo diventa molto importante con vento forte
e regolare
JEAN MICHEL RUSSO e PHILIPPE DE PELSMAEKER
1 - Strallo lungo mt 9,23, con mastra arretrata e sartie a 30 di tensiometro
2 - Quando l'albero è regolato bene le volanti ed il vang sono
poco tesi ed il paterazzo è molle
BRUNO JOURDREN
1 - L'albero è dritto lateralmente con regolazione uguale delle
sartie, il valore di tensione fra le sartie alte e quelle basse è
quasi uguale e l'albero deve presentare una leggera curvatura in alto
2 - Vang: cazzato solo alle andature portanti Volanti: devono avere poca
tensione con onde, mentre con vento medio e mare calmo devono essere tese
al massimo Lo stesso ragionamento vale anche per il genoa e per il fiocco
intermedio
L'ATTREZZATURA
L'ATTREZZATURA
ATTREZZATURA STANDARD DEL FIRST CLASS 8
|
1 Tambuccio
|
22 Gancio prua per carrello
|
|
2 Tientibene
|
23 Ponticelli inox
|
|
3 Portello d'entrata in cabina
|
24 Supporto attacco timone
|
|
4 Montanti del portello
|
25 Attacco per lo scalmo
|
|
5 Puntapiedi
|
26 Rinvio per il paterazzo
|
|
6 Supporto in legno trasto randa
|
27 Bitta d'ormeggio
|
|
7 Plancia posteriore del pozzetto
|
28 Bitta per scotte
|
|
8 Montanti in alluminio plancia
|
29 Winches a due velocità
|
|
9 Logo di classe
|
30 Winches a una velocità
|
|
10 Falchetta in alluminio
|
31 Porta maniglia winch
|
|
11 Ferramenta del dritto di prua
|
32 Pulegge
|
|
12 Pulpito di prua
|
33 Pulegge per trasto randa
|
|
13 Pulpito di poppa
|
34 Stopper
|
|
14 Pulpito di poppa
|
35 Stopper per le volanti
|
|
15 Base del candeliere
|
36/37 Bozzello e strozza
|
|
16 Candeliere
|
38 Rotaia del genoa
|
|
17 Battagliola
|
39 Rotaia della randa
|
|
18 Passo d'uomo
|
40 Mastra dell'albero
|
|
19 Finestrino in plexiglas
|
41 Attacchi per bozzelli
|
|
20 Attacchi per le volanti
|
42 Barra del timone
|
|
21 Attacco per le sartie
|
43 Timone
|
ARMAMENTO ED ATTREZZATURA DI COPERTA DI UNO SPECIALISTA
di Albert Jacobsoone, regatante ed attrezzista a
Sétè, responsabile tecnico di "Freedom", attrezzista
e membro di equipaggio di "French Kiss", "Corum" (Admiral's
Cup '89), attrezzista del FC8 "Nautilus", vincitore del campionato
francese del 1989
Ogni barca di serie necessita di qualche modifica per renderla
più veloce e più pratica durante le regate In effetti, l'efficacia
dell'attrezzatura, il suo posizionamento ed il suo peso determineranno
la riuscita delle manovre soprattutto in condizioni difficili, ai passaggi
delle boe in gruppo o con vento forte, quando una manovra sbagliata costa
molto cara
Sulla barca tutto deve poter essere usato facilmente e non ci si deve
mai sforzare inutilmente se esiste un metodo semplice che facilita il
lavoro Prendiamo come modello "Nautilus", vincitore del Nazionale
'89, campionato molto ventoso e dove l'efficacia del materiale era importante
quanto la sua resistenza
"Nautilus" ha subito parecchie modifiche che adesso vediamo
insieme
Tutte le pulegge sono Harken su sfere, gli stopper delle drizze ed i rinvii
del genoa sulla coperta sono Antal
La prima cosa da fare è piazzare una piastra in alluminio da 5
mm al centro sopra il tambuccio Questa piastra permette di raggruppare
le manovre a centro barca e di evitare di averle raddoppiate su ogni bordo
Cosa mettere su questa piastra, come e perchè?
Al centro della piastra:
drizza dello spi, carica alto e carica basso del tangone in posizione
centrale per poterli utilizzare bene su entrambi i lati o anche in piedi
sulla coperta
Al centro verso sinistra:
lo strozzascotte del cunningham che si usa più spesso con mure
a sinistra quando si vira la boa al vento
Sui due lati della piastra:
la torretta del vang e la base della randa Il vang deve poter essere cazzato
molto facilmente al lasco sotto spi con vento forte per evitare di andare
all'orza e la torretta permette al responsabile della manovra di potersi
spostare indietro con la scotta sempre ben orientata La base della randa
èsovente cazzata con mure a dritta e ripresa alle boe con mure
a sinistra Si usano due torrette ma una sola dovrebbe bastare perchè
la base della randa non si regola frequentemente e non si tratta di una
manovra "urgente"
Per il genoa:
notiamo l'utilizzo degli winches sulla tuga per la scotta del genoa, cosa
che ci permette, al momento del passaggio della boa sottovento o di quella
al vento, di avere un winch per il genoa ed uno per la scotta dello spi,
inoltre l'addetto alla scotta del genoa si trova più al centro
sulla barca e si evita di avere uno sottovento che regola il genoa, facilitando
così anche le virate Sono stati piazzati degli strozzascotte nel
pozzetto per bloccare la scotta dopo le regolazioni ed i passascotte della
rotaia del genoa sono stati sostituiti da bozzelli Harken su sfere per
regolare il punto di scotta con precisione
Per la randa:
bozzelli Harken con paranco fino a quattro rinvii che permette di regolare
la scotta con molta facilità sia con poco vento, quando le regolazioni
devono essere precise e millimetriche, che con vento forte, allorchè
la regolazione deve risultare facile Il timoniere può così
utilizzare il carrello e la scotta della randa senza fatica e senza dover
essere messo in difficoltà per lo sforzo da sopportare
Per lo spi:
l'utilizzo di pulegge a cricco ha avuto la preferenza perchè permette
di liberare facilmente la scotta dal winch per passarla sopravento su
un altro winch o per intervenire in caso di nodo sulla scotta
Per il piede d'albero:
come punto d'attacco delle pulegge di piede d'albero servono dei golfari
(attenzione: usate golfari passanti per evitare rotture della coperta)
I rinvii sulla tuga sono stati sostituiti con bozzelli Harken, i rinvii
della base della randa, ad un rinvio, e del vang, a sei rinvii, sono stati
fissati su dei golfari proprio dietro l'albero
Per l'attrezzatura corrente:
l'insieme è stato realizzato in Spectra, in quanto offre una elevata
resistenza anche con diametro piccolo; in più lo Spectra è
leggero e non assorbe l'acqua con un guadagno di peso non trascurabile
Ecco i diametri delle scotte utilizzate su "Nautilus":
- drizza della randa da 8 mm
- drizza del genoa da 8 mm con moschettone girevole wichard
- drizza dello spi da 6 mm con moschettone girevole wichard
- carica alto del tangone da 6 mm con moschettone wichard
- volanti da 8 mm
- scotta della randa e del genoa da 8 mm
- scotta dello spi da 8 mm con moschettone girevole wichard
- vang, barber spi, carrello randa, carrello genoa e base
della randa da 6 mm
PIANO DI COPERTA DI "NAUTILUS"
| 1 Rinvio caricabasso tangone |
15 Golfare caricabasso tangone |
| 2 Passacavo ad occhiello |
16 Strozza per cunningham |
| 3 Rinvii drizze sulla tuga |
17 Strozza per drizza spi |
| 4 Terminale rotaia genoa |
18 Strozza carica alto tangone |
| 5 Strozza per caricabasso |
19 Strozza carica basso tangone |
| 6 Strozza per base randa |
20 Stopper per drizza genoa |
| 7 Strozza per scotta randa |
21 Stopper per drizza randa |
| 8 Rinvio rotaia genoa |
22 Stopper 1^ mano terzaroli |
| 9 Strozza per rotaia genoa |
23 Stopper 2^ mano terzaroli |
| 10 Log |
24 Rinvio barber sulla tuga |
| 11 Golfare per bozzello spi |
25 Passacavo barber |
| 12 Strozza per scotta randa |
26 Strozza per barber |
| 13 Strozza per carrello randa |
27 Stopper di riserva |
| 14 Strozza del paterazzo |
28 Rinvio e strozza scotta genoa |
|
29 Bussole |
L'ATTREZZATURA
CORRENTE DEL FIRST CLASS 8
vista da Jerome Burgaud, Ingegnere al Crain, Skipper
di "Marina", 6° al Nazionale FC8 1989 a Crozon
L'attrezzatura corrente è il solo "soggetto" libero nel FC8, per cui ci
sembra importante cercare di ottimizzare il settore Poichè manchiamo d'esperienza
su questo tipo di barca, abbiamo deciso di mettere in opera qualche elemento
di calcolo sviluppato recentemente nel corso del nostro lavoro a Crain
Si tratta di utilizzare principalmente un programma destinato ad automatizzare
le scelte d'attrezzatura del costruttore; conoscendo alcune caratteristiche
della barca (LOA, SMAK, dislocamento, I, J, P, E, superfice velica), questo
programma calcola gli sforzi in tre punti della vela (drizza, scotta,
mura) e ne deduce le tensioni nelle scotte, nel braccio dello spi, nelle
volanti, nello strallo e nel tangone Questi valori sono ottenuti nelle
situazioni di carico più sfavorevoli: il programma confronta da solo gli
sforzi calcolati con tutta randa e genoa, intermedio e randa con una mano,
ecc e deduce la configurazione migliore I primi valori forniti sono valori
statici che occorre moltiplicare per un certo coefficiente per ottenere
valori dinamici (coefficienti compresi tra 1,8 e 2 secondo la posizione
dello sforzo Esempio: coefficiente 2 per la tensione della volante, 1,8
per la scotta dello spi ) Il programma ci fornisce anche un coefficiente
di utilizzo statico massimo che prende in considerazione un possibile
utilizzo delle vele "fuori norma" per il programma, benchè per dei regatanti
su FC8, dopo il campionato di Crozon, ciò rientri nella norma! Moltiplicando
dunque il valore dello sforzo fornito dal programma per questo coefficiente
chiamato "crusing factor", si ottiene un valore che dà la dimensione dello
sforzo A titolo d'esempio, questo "crusing factor" è di 1,3 per il calcolo
dell'attrezzatura dell'intermedio Benchè sia difficile ottenere dai fabbricanti
di cordame valori affidabili di resistenza, i risultati di questo programma
ci hanno permesso di sapere fino a che punto si possono sollecitare Abbiamo
inoltre potuto determinare lo spessore del "piano" in alluminio sul quale
posizionare gli strozzatori delle drizze L'ideatore delle vele, Jean Bacave,
ne ha ricavato alcuni insegnamenti riguardo gli spessori dei rinforzi
Noi abbiamo così selezionato i moschettoni, le pulegge e le maniglie migliori
in kgStaticaStatica sfavorevoleDinamica Tensione della volante350455910
Compressione del tangone232325585 Componente verticale al punto scotta
randa198238428 NB: se per caso uno tra i lettori rompe un qualsiasi pezzo
dell'attrezzatura dimensionato secondo i precedenti valori di sforzo,
io non potrei in nessun caso essere ritenuto responsabile di questo spiacevole
incidente: solo uno studio che mescoli calcoli e pragmatismo conduce ad
un risultato affidabile Alle regate del Nazionale di Crozon tutta la nostra
attrezzatura ha resistito perfettamente, ma attenti all'usura!
ATTREZZATURA E PIANO DI COPERTA
di Bernard Mallaret su "Estelle"
Il nostro piano di coperta è quasi uguale a quello del 1983, mantenendo
gli stessi principi abbiamo cercato di semplificare al massimo e di togliere
ciò che serve poco Abbiamo così sbarcato dalla barca mezzo secchiello
di attrezzatura! La console: è in alluminio, posizionata sopra i corrimano
e su di essa sono rinviate la drizza della randa, del genoa e dello spi,
il vang, il carica alto del tangone e due mani di terzaroli
Da notare:
due rinvii per le mani di terzaroli di cui uno serve anche per la regolazione
della base
Carica basso tangone unico e a centro barca
La seconda drizza del genoa non ha strozzatore, non serve mai tranne che
nel caso di rottura della prima ed in questo caso lo stopper diventa disponibile
Il vang deve essere rinviato su ogni bordo per essere rinviato al lasco
con vento forte senza doversi spostare
Dei passacavi in nylon con anello inox posti dietro ogni stopper permettono
il rinvio delle drizze agli winches di dritta e di sinistra
Gli winches:
per facilitare la regolazione del genoa ed aumentare la potenza di tensione
delle manovre rinviate sulla console, abbiamo montato sulla tuga quelli
a due velocità ed abbiamo messo nel pozzetto gli altri
La bussola:
posizionata sotto l'entrata in cabina è molto pratica Noi utilizziamo
una Contest 130, i cui grossi numeri sono ben visibili dal pozzetto e
permettono di seguire facilmente i salti di vento
Scotta della randa:
bozzello a cricco e paranco a quattro rinvii; il carrello è ripreso
da un piccolo paranco rinviato su entrambi i bordi
Il vang:
è stato sostituito da un sistema più potente a dieci rinvii
rinviato su uno strozzascotte posto sulla console
La barra di scotta:
il carrello Frederiksen è regolato da ogni bordo per mezzo di un
paranco a tre rinvii che torna su una puleggia a cricco
Lo stick:
quello montato di serie è troppo corto ed è stato rimpiazzato
da una prolunga in alluminio fatta in casa
I bozzelli:
eccetto i rinvii della drizza del genoa e della randa, tutti i bozzelli
sono stati rimpiazzati da bozzelli Harken che permettono un guadagno di
potenza considerevole
PIANO DI COPERTA DI "YC MAUGUIO ESTELLE"
| 1 2° drizza del genoa |
7 Strozza mani terzaroli |
| 2 Winch a due velocità |
8 Strozza base randa |
| 3 Winch ad una velocità |
9 Strozza carica alto tangone |
| 4 Bussola |
10 Stopper drizza spi |
| 5 Log |
11 Stopper drizza randa |
| 6 Strozza ultima mano terzaroli |
12 Strozza vang |
|
13 Rinvii dopo gli strozzatori |
ATTREZZATURA E PIANO DI COPERTA
di Benoit Charon su "Brochier Composite 3"
All'interno della serie regna la più grande libertà; la
stazza infatti non impone che piccolissime restrizioni C'è quasi
l'obbligo di modificare l'attrezzatura ed il piano di coperta originale
è poco pratico e per di più poco robusto
Si utilizzeranno quindi pulegge e strozzatori di buona qualità,
essendo la maggiorazione di costo largamente compensata dalla praticità
e da una migliore durata
Si seguiranno tre principi fondamentali: per regolazioni frequenti utilizzo
possibile su entrambi i bordi, semplicità, leggerezza ed eliminazione
degli attriti
Il piano proposto si rivelerà molto funzionale e soprattutto non
cade nella tendenza "officina del gas" che determina sovente
l'espressione cara a Bertrand Cheret: "più piedi che mani
sulle scotte"
Ci sono pochi pezzi che non potete realizzare da soli: il punta piedi
èun wishbone tagliato, saldato da uno specialista e la piastra
della randa èuna semplice lamiera piegata, così come il
supporto per la bussola Un piccolo angolare è fissato dietro l'albero
per il rinvio della base e delle mani di terzaroli
Il timoniere dispone del cunningham, della barra di scotta e delle volanti
I rinvii delle scotte dello spi sono avanzati per non intralciare il passaggio
e gli winches invertiti permettono all'addetto alle scotte di stare al
centro e di essere più rapido all'occorrenza
I rinvii delle scotte dei fiocchi sono infatti i vecchi rinvii delle volanti,
fissati sulle pareti inclinate del pozzetto
Il paranco a tre rinvii della volante non necessita l'uso della maniglia
del winch se non con vento forte Il carica alto del tangone è soppresso
e sostituito dalla seconda drizza del fiocco
Tutte le drizze, le scotte dello spi e le mani di terzaroli possono essere
sostituite con corde in spectra da 6 mm molto resistenti per gli sforzi
riscontrati a bordo del
First Class 8
TRASPORTO
DEL FIRST CLASS 8
TRASPORTO DEL FIRST CLASS 8
di Henri Desfilles
L'audacia dei proprietari di FC8 sulle strade di Francia, d'Europa e di
tutto il mondo, mi spinge a dare qualche consiglio che molti conoscono
poco e pochi conoscono bene
Il rimorchio
Una annotazione: il
First Class 8 per tre quarti dell'anno è trasportato
con il carrello Occorre quindi fare una buona scelta dello stesso tenendo
presente le sue qualità stradali, ma anche e soprattutto il prezzo,
poichè il carrello è un investimento da non sottovalutare
Quale tipo di carrello?
Nella scelta del carrello occorre valutare bene il peso della barca da
trasportare Per il
First Class 8 è facile conoscere bene il suo
peso; in navigazione pesa circa 1500 kg , aggiungete il peso degli attrezzi,
dei sacchi, delle valigie che è di circa 200 o 300 kg , e fanno
1700-1800 kg , per cui occorre un carrello con carico utile di almeno
1800 kg
Che modello?
Vi sono tre diverse versioni di carrello per il FC 8
Una versione "trasporto" e due versioni "messa in acqua":
una con l'invasatura scorrevole, l'altra direttamente dal rimorchio munita
di numerosi rulli e di un cammino di rotolamento basculante
La versione che ha maggior successo è quella "trasporto"
che ha il merito di essere la più economica
La versione "messa in acqua" con invasatura è pratica
ed economica per i Club che possiedono più First Class 8 da trasportare,
un solo carrello porta invaso e più invasi per messa in acqua
La versione "messa in acqua" è la mia preferita in quanto
si prende gioco delle gru inutilizzabili la domenica e delle code sotto
le gru alla fine di un campionato o semplicemente della mancanza della
gru Io consiglio quest'ultima a voi amanti della libertà e appassionati
del tempo guadagnato, ma attenzione alle imitazioni, bisogna che il carrello
sia stato studiato, provato ed approvato dal First Class
L'automobile
La scelta del veicolo per trasportare un
First Class 8 è facile,
deve essere molto potente e preferibilmente diesel a più trazioni
Veicoli adatti:
- i camioncini tipo C25, Transit, 207 D ecc hanno il
vantaggio di essere pratici ed economici
- le 4 x 4 incontrano grande successo in Europa, poichè sono
polivalenti e le più adatte per il traino
- le berline e le familiari possono anch'esse trainare a
patto che siano sufficientemente potenti
Evitare se possibile di avere le sospensioni posteriori
troppo elastiche
Per i proprietari di 2CV non c'è niente da fare se non evitare
di trainare un First Class 8, questo non è solo un consiglio ma
il traino non èautorizzato!
Il regolamento stradale francese
Strada nazionale un venerdi 13 alle 13 e 22 Una brusca frenata è
causata dall'insistenza di un poliziotto:
"buongiorno, controllo dei documenti signore Permesso B ed E (si
parla di permessi e non di vitamine!), libretto di circolazione del veicolo
e del carrello per piacere"
Voi: "eh! ma io non ho il libretto del carrello Il permesso quale?"
Poliziotto: "E"
Voi: "perchè occorre?"
Generalmente in questo momento sul viso del poliziotto appare un timido
sorriso
Per evitare questa scena molto sgradevole, è necessario fare un
rapido controllo del regolamento stradale, spesso non molto semplice e
a volte complicato
Il vostro carrello è un veicolo a parte con un proprio libretto
di circolazione ed una propria assicurazione, è inoltre obbligatorio
possedere un permesso E che si deve rinnovare ogni cinque anni con visita
medica
Infine bisogna che il PTC (peso totale a pieno carico) del carrello sia
uguale o inferiore al peso a vuoto del veicolo trainante Generalmente
questa condizione viene rispettata raramente in quanto il PTC del carrello
è di 2200 kg , mentre il peso di una CX familiare TD è di
1480 kg Per essere in regola basta mettere sulla poppa della barca una
tabella con scritto 65 km/h o 45 km/h per aumentare il peso a vuoto del
veicolo rispettivamente del 30% e del 50%
Esempio: CX familiare TD: PTC = 1480 kg
x 30% = + 444
nuovo PTC a 65 km/h = 1924 kg
Se il PTC della vettura è ancora inferiore, voi potete scendere
a 45 km/h ed avere una percentuale non più del 30% ma del 50%
Esempio: CX familiare TD PTC = 1480 kg
x 50% = + 740
nuovo PTC a 45 km/h = 2220 kg
Installate alla fine dell'albero una luce rossa, in mancanza un triangolo,
ma vi ricordo che un pezzo di tela rossa non è molto regolamentare
Qualche consiglio per viaggiare bene
Sapete che 500 km a 80 km/h di media, che è gia una buona media,
si coprono in sette ore di viaggio È meglio essere in buona forma
e avere la barca ben sistemata sul carrello, forse vi potrà sembrare
troppo evidente, ma vi propongo una lista di cose da verificare o da far
verificare per viaggiare più tranquilli:
- controllate che il carrello sia in buono stato, che i freni funzionino
bene come pure le luci e che i pneumatici siano regolamentari e ben gonfiati
- caricate la barca accuratamente davanti e legatela al carrello con l'anello
del dritto di prua; dietro bloccatela con una cinghia di 50 mm di larghezza,
tipo camion, e l'albero legatelo allo scafo in almeno tre punti
-stivate gli oggetti con cura sul fondo della barca
-infine controllate la ruota di scorta
E BUON VIAGGIO!
fonte testo e foto: http://www.first8.it/t1.html
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