Quiz patente nautica capitaneria Ravenna
| 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 |
-1 1-3 4-6 7-10 11-16 17-21 22-27 28-33 34-40 41-47 48-55 56-63 64 + |
calma bava di vento brezza leggera brezza tesa vento moderato ochette vento teso vento fresco onde più alte vento forte con schiuma burrasca onde oltre 4-6 metri burrasca forte tempesta 1tempesta violenta uragano |
Tra
forza 3 e forza 8 è possibile approssimare la velocità
del vento in nodi ricordando che essa è uguale al numero della
Forza meno 1 moltiplicato per 5.
11.13) LA SCALA DOUGLAS DELLO STATO DEL
MARE
| 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 |
|
calmo quasi calmo poco mosso mosso molto mosso agitato molto agitato grosso molto grosso tempestoso |
FETCH
Tratto di mare investito dal vento, o mare vivo. Si contrappone al mare
morto ossia al tratto di mare in cui il moto ondoso non è direttamente
provocato dal vento ma da onde formatesi altrove (onde lunghe).
ALTEZZA DI ONDA
E' la distanza verticale tra il vertice e il cavo di un'onda.
E) FORMAZIONE DELLE PERTURBAZIONI
11.14) GENESI DELLE PERTURBAZIONI
ATLANTICHE
Le perturbazioni principali che interessano l'Europa
si formano nella zona dell'Atlantico compresa tra la costa orientale
degli Stati Uniti, la Groenlandia e l'Islanda. Qui, lungo una zona di
confine detta FRONTE POLARE entrano in contatto le masse d'aria calda
e umida che ruotano intorno alla alta pressione delle Azzorre e le
masse d'aria fredda e secca che ruotano intorno alla alta pressione
canadese. Le differenze di umidità e temperatura di queste due
masse d'aria sono dovute alle caratteristiche della superficie terrestre
sopra a cui si sono mosse (l'oceano per la
prima, il continente nord americano per la seconda). Il fronte polare
ha un andamento ondulato da sud ovest a nord est tra i 30° e i 50°
di latitudine. Sappiamo anche che in questa fascia del globo i venti
prevalenti in quota sono da occidente verso oriente, con un andamento
sinusoidale dovuto all'alternarsi dell'effetto delle zone di alta pressione
nella fascia dei 30° e delle zone di bassa pressione nella fascia
dei 60°. Ossia il vento, muovendo da occidente verso oriente, percorre
in senso orario le isobare che circondano un'alta pressione con centro
a sud, poi si immette in senso antiorario sulle isobare che circondano
una bassa pressione con centro a nord, e così via. In questo
andamento sinusoidale è cruciale il fatto che il vento subisce
un'accelerazione tutte le volte che abbandona una isobara ciclonica
per immettersi in una isobara anticiclonica. Il motivo è che
lungo l'isobara anticiclonica il vento devia verso destra per girare
in senso orario, mentre lungo una isobara ciclonica devia verso sinistra
per girare in senso antiorario. Questo significa che a parità
di altre caratteristiche la forza di accelerazione di Coriolis deve
essere più forte nella circolazione anticiclonica che nella circolazione
ciclonica, e quindi la velocità del
vento deve essere maggiore dove l'effetto di Coriolis prevale.
Le perturbazioni atlantiche si formano quando una zona del fronte polare
coincide con una zona in cui i venti occidentali prevalenti in quota
subiscono una accelerazione passando da un isobara anticlonica ad una
isobara ciclonica. Questa accelerazione, infatti, genera una depressione
al suolo che risucchia una contro
l'altra le masse di aria fredda e calda che si fronteggiano lungo il
fronte polare. Poichè queste masse d'aria hanno caratteristiche
di umidità e temperatura molto diverse tra loro, non si mischiano
immediatamente in modo uniforme. Succede al contrario che pacchetti
di aria calda da sud si inseriscano in mezzo a pacchetti di aria fredda
da nord, generando le cosiddette SUPERFICI FRONTALI. Più precisamente,
l'aria fredda più pesante tende a incunearsi sotto l'aria calda
meno densa e più leggera, mentre l'aria calda tende salire sopra
una massa di aria fredda. Quando una massa di aria fredda avanzando
verso est si inserisce sotto una massa di aria calda, la superficie
di divisione viene detta SUPERFICIE FRONTALE FREDDA.
Guardando da sud il moto del fronte che muove verso est, la superficie
frontale fredda è inclinata da in alto a sinistra a in basso
a destra, e quasi verticale nella parte vicino al suolo. In quota infatti
l'aria fredda si muove velocemente e viene frenata al suolo.
Viene invece detto FRONTE FREDDO la linea di intersezione tra la superficie
frontale fredda e il suolo. Viene indicato nelle carte bariche con un
segmento caratterizzato da triangolini (blu) sul lato verso cui il fronte
muove Viceversa, quando una massa di aria calda avanzando verso est
sale sopra una massa di aria fredda, la superficie di divisione viene
detta SUPERFICIE FRONTALE
CALDA. Guardando da sud il moto del fronte che muove verso est, la superficie
frontale calda è inclinata da in basso a sinistra a in alto a
destra, e tende ad appiattirsi vicino al suolo sempre per l'attrito.
L'inclinazione della superficie calda è molto inferiore alla
inclinazione della superficie fredda. Viene invece detto FRONTE CALDO
la linea di intersezione tra la superficie frontale
calda e il suolo. Viene indicato nelle carte bariche con un segmento
caratterizzato da semicerchi (rossi) sul lato verso cui il fronte muove
Le inclinazioni delle due superfici sono importanti per comprendere
le formazioni nuvolose e i fenomeni meteorologici associati ai passaggi
frontali. Una perturbazione, è quindi costituita dal susseguirsi
di un fronte caldo e di un fronte
freddo. Alla genesi della perturbazione i due fronti si toccano nel
minimo barico della bassa pressione generata lungo il fronte polare
dalla accelerazione del vento in quota. Successivamente i venti prevalenti
occidentali spingono verso oriente il minimo
barico e i due fronti, ad una velocità variabile generalmente
tra i 20 e i 30 nodi. I due fronti si estendono tipicamente nel secondo
e terzo quadrante rispetto al minimo barico della perturbazione.
Poiché però l'aria fredda ha una densità ed una
massa maggiori, si muove più velocemente dell'aria calda. Quindi
il fronte freddo tende a raggiungere il fronte caldo. Quando questo
accade e i fronti si sovrappongono, si ha una situazione di FRONTE OCCLUSO.
Questo tipo di fronte è indicato nella carte bariche con un alternarsi
di semicerchi e triangoli dal lato verso cui il fronte muove. La situazione
di fronte occluso somma gli effetti dei due fronti, e presenta quindi
fenomeni metereologici molto intensi, come vedremo, ma segna anche la
fine della vita di una pertubazione, poiché le masse d'aria fredda
e calda iniziano a mischiarsi in modo più uniforme fino a eliminare
differenziali di temperatura e umidità e quindi la causa prima
delle precipitazioni e degli altri fenomeni meteorologici associati
con il passaggio di un fronte. La vita media di una perturbazione atlantica
è di circa 4-6 giorni. Muovendo da Ovest verso Est le perturbazioni
atlantiche raggiungono la costa orientale dell'Europa tipicamente alle
latitudini del nord della Francia e dell'Inghilterra. Quanto più
l'anticiclone delle Azzorre si sposta verso nord, in, particolare l'estate,
tanto più a nord passeranno le perturbazioni Atlantiche.
Infatti solo il 10% delle perturbazioni che interessano il Mediterraneo,
soprattuto l'estate, è direttamente costituito da perturbazioni
atlantiche. Il 70 % delle perturbazioni che interessano l'Italia, dette
perturbazioni di sottovento,
sono solo indirettamente connesse con quelle Atlantiche ed hanno una
genesi diversa.
11.15) GENESI DELLE PERTURBAZIO0NI SOTTOVENTO
Abbiamo visto che il vento ruota in senso antiorario intorno alle basse
pressioni, e in particolare intorno al minimo barico di una perturbazione.
Quindi, dopo il passaggio di una perturbazione atlantica sul nord dell'Europa,
i venti girano da nord ovest e poi da nord. Sono quindi venti che spostano
aria fredda verso
sud. Quando questo flusso di aria fredda incontra le Alpi, una parte
le supera, generando Fohn nella pianura padana.
Un'altra parte le aggira passando ad ovest nella valle del Rodano, senza
riscaldarsi come nel caso del Fohn. Inoltre, la concavità dell'arco
alpino crea una sorta di tubo Venturi per cui il vento
accelera nella valle del Rodano e decelera non appena la catena alpina
si esaurisce nel mar Ligure. Arrivando nel mar Ligure la decelerazione
genera un vortice ciclonico, ossia antiorario, analogo al vortice che
si crea sottovento rispetto ad un cresta in
montagna. In questo vortice le masse di aria fredda da nord si mischiano
con masse di aria calda e umida provenienti da sud, generando sistemi
frontali analoghi a quelli sopra descritti
per le perturbazioni Atlantiche. Queste perturbazioni, possono raggiungere
una intensità notevole con botte di mistral
molto forti (vedi oltre).
11.16) FENOMENI ATMOSFERICI ASSOCIATI
AL PASSAGGIO DEI FRONTI
Il passaggio dei fronti è annunciato e accompagnato
da una sequenza di fenomeni atmosferici che ci possono aiutare a prevedere
l'arrivo di una perturbazione, il suo perdurare e la sua intensità.
Esaminiamo questi fenomeni in sequenza partendo da una situazione stabile
di alta pressione livellata in un dato punto della superficie terrestre
e immaginando un sistema frontale che muova da ovest verso est sopra
questo punto(vedi anche le figure nel testo di Bracchi). Immaginiamo
anche che il minimo barico passi a nord del punto di osservazione, e
quindi detto punto sia attraversato dai fronti. La situazione in cui
il minimo barico
passa a sud del punto di osservazione verrà esaminata alla fine
ARRIVO E PASSAGGIO DI UN FRONTE CALDO
La superficie frontale calda arriva ad alta quota sulla verticale del
punto di osservazione, e si sposta progressivamente verso est abbassandosi
verso il suolo fino all'arrivo del fronte caldo.
Pressione diminuisce perché il minimo barico si avvicina al punto
di osservazione: nella carta barica il punto di osservazione si sposta
verso est incrociando isobare associate a valori più bassi. Una
caduta di un millibar per ora deve essere considerata molto
preoccupante. Temperatura aumenta perché affluisce aria calda
a quote sempre più basse. Umidità aumenta perché
tipicamente l'aria calda è più umida. Venti Il vento viene
da sud est, perché siamo nel quadrante sudorientale rispetto
al minimo
barico; qui i venti ruotano in senso anti orario, ma per via degli attriti
tendono a convergere verso il minimo barico, incrociando le isobare
dall'esterno all'interno, e quindi da sud est verso nord ovest. Se i
venti arrivassero da est o nord est, vorrebbe dire che ci troviamo a
nord est del minimo barico e quindi il sistema frontale ci passerebbe
a sud. Non dovrebbero esserci forti turbolenze durante il passaggio
di un fronte caldo e quindi non dovrebbero verificarsi forti raffiche
o colpi di vento. Nuvole
Poiché la superficie frontale calda è relativamente poco
inclinata, le formazioni nuvolose che precedono un fronte caldo sono
tipicamente stratiformi. Iniziano a formarsi cirri ad alta quota, dove
l'umidità portata dalla superficie frontale calda inizia condensarsi.
E' opportuno tenere presente che i cirri possono apparire
anche in situazioni in cui non è in arrivo alcun fronte. Annunciano
l'arrivo del fronte solo se il loro apparire è associato anche
agli altri fenomeni atmosferici e in particolare alla caduta di pressione
I cirri diventano progressivamente:
- cirrostrati (sole ancora visibile ma velato)
- alto strati
- strati
- nembo strati
man mano che la superficie frontale calda si muove verso est e si abbassa
verso il suolo. La stratificazione di nuvole avviene a quote sempre
più basse perché la superficie frontale è sempre
più vicina al suolo. Talvolta se l'aria è molto umida
e calda possono comparire anche cumulonembi dovuti alla condensazione
dell'umidità entro termiche locali. Può anche formarsi,
sempre per l'umidità, foschia al suolo e quindi scarsa visibilità,
soprattutto al passaggio del fronte. Precipitazioni Quando gli strati
diventano nembostrati iniziano le precipitazioni, solitamente nella
forma di pioggia continua anche se non intensa. Il termine delle precipitazioni
segna approssimativamente il passaggio del fronte.
Tempi Il passaggio di un fronte caldo è tipicamente molto lento.
Dai primi segnali all'inizio delle piogge possono passare dalle 12 alle
15 ore e anche più. Inoltre, l'attrito del suolo al passaggio
del fronte può far sì che le precipitazioni continuino
a lungo
FASE INTERMEDIA TRA UN FRONTE CALDO E UN FRONTE FREDDO
Questa è una fase di relativa instabilità caratterizzata
da isobare tipicamente rettilinee che congiungono i due fronti con un
orientamento da ovest a est.
Pressione
La pressione può rimanere costante o addirittura aumentare se
la perturbazione sisposta relativamente verso nord.
Temperatura
La temperatura aumenta immediatamente dopo il passaggio del fronte caldo
Umidità
Aumenta dopo il passaggio del fronte caldo
Venti
Il vento gira da sud ovest, perché le isobare hanno ora andamento
est-ovest e il vento le incrocia dall'esterno verso l'interno della
depressione.
Nuvole
La visibilità tende a migliorare e le nubi diventano cumuliformi
e più bianche. Non si hanno quindi strati ma formazioni nuvolose
temporalesche locali, legate all'irraggiamento solare in connessione
all'umidità residua. Man mano che il fronte freddo si avvicina
la visibilità migliora e i contorni si fanno più chiari
e netti.
Precipitazioni
Si possono avere precipitazioni temporalesche a carattere locale, ma
anche sole e cielo relativamente scoperto.
Tempi
Tra un fronte caldo e uno freddo può passare un tempo molto variabile,
da poche ore a giorni, a seconda di quanto vicini siano i fronti tra
loro e di quanto vicino sia il punto di osservazione al minimo barico.
ARRIVO E PASSAGGIO DI UN FRONTE FREDDO
Il fronte freddo arriva sul punto di osservazione prima della superficie
frontale fredda perché l'aria fredda si incunea sotto l'aria
calda, e quindi la superficie frontale fredda scende da in alto a sinistra
a in basso a destra. Nel caso del fronte caldo, la superficie frontale
precedeva il fronte. Inoltre la superficie frontale fredda ha un'inclinazione
molto accentuata, per l'attrito al suolo e per la rapidità con
cui l'aria si muove in quota. Ciò è importante per capire
i fenomeni associati al passaggio di un fronte freddo.
Pressione
scende violentemente al passaggio del fronte perché il fronte
solleva bruscamente l'aria calda come in una termica che genera nuvole
temporalesche
Temperatura
Scende improvvisamente con il passaggio del fronte, per l'arrivo dell'aria
fredda.
Umidità
L'umidità relativa aumenta improvvisamente con il passaggio del
fronte, perché l'aria si raffredda. Questo raffreddamento porta
alla condensazione con cessione di calore latente, che spinge l'aria
verso l'alto, analogamente a quando accade localmente nei
temporali.
Venti
Il passaggio del fronte è associato ad intense manifestazione
temporalesche e quindi a forti raffiche e colpi di vento, soprattutto
nel momento in cui iniziano le precipitazioni. In questo momento, infatti
la fusione delle particelle di ghiaccio che
precipitano comporta cessione di calore dall'aria all'acqua. L'aria
si raffredda e scende violentemente generando raffiche temporalesche
Attenzione anche alla calma che precede immediatamente la tempesta:
questa calma si ha nel breve momento in cui le correnti ascensionali
generate dal passaggio del
fronte si esauriscono e stanno per cominciare le precipitazioni.
Nuvole
Sollevando bruscamente aria calda fino a quote elevate il passaggio
del fronte è associato alla formazione di imponenti cumuli e
cumulonembi, lungo la superficie frontale fredda, che è per l'appunto
molto inclinata.
Precipitazioni
Le precipitazioni hanno carattere temporalesco, ossia sono molto intense
ma durano relativamente poco. Sintonizzandosi su una banda radio AM
che non stia trasmettendo, è possibile anticipare l'arrivo del
fronte e delle precipitazioni perché se queste sono in arrivo,
la radio trasmette le tipiche scariche che accompagnano i temporali.
Tempi
Il passaggio del fronte freddo è tipicamente molto più
rapido che il passaggio del fronte caldo, e quindi molto più
rapidi anche se più intensi sono i fenomeni ad esso associati.
FASE SUCCESSIVA AL PASSAGGIO DI UN FRONTE FREDDO
Pressione
Aumenta subito dopo il passaggio del fronte perché il minimo
barico si allontana verso ovest
Temperatura
Tenderà ad aumentare ma non immediatamente
Umidità
Col progressivo riscaldamento dell'aria l'umidità relativa dovrebbe
diminuire a parità di altre condizioni, man mano che l'alta pressione
si avvicina
Venti
Immediatamente dopo il passaggio del fronte il vento gira da nord ovest
e poi da nord. Questo cambiamento di direzione è tipicamente
molto brusco. Se quindi si viaggia di gran lasco o lasco prima del fronte,
ossia verso est, è opportuno tenere le mure a sinistra per evitare
una strapoggiata al passaggio del fronte
Se invece si viaggia di bolina prima del passaggio del fronte, ossia
verso ovest, è preferibile tenere le mura a dritta, in modo che
al passaggio del fronte si può passare ad una bolina più
larga o ad un traverso. Infine è importante ricordare che dopo
il passaggio del fronte freddo è frequente la fastidiosa situazione
di mare incrociato, generata dall'incrocio tra il vecchio mare con onde
da ovest a est e il nuovo mare con onde da nord a sud.
Nuvole
Le nuvole dovrebbero progressivamente diradarsi dopo il passaggio del
fronte
Precipitazioni
Le precipitazioni sono molto intense durante il passaggio del fronte,
ma dovrebbero esaurirsi rapidamente.
Tempi
Il passaggio del fronte freddo è rapido. Tuttavia può
passare molto tempo tra il passaggio del fronte e il ristabilirsi di
una situazione di alta pressione. E' soprattutto il passaggio di un
fronte freddo può non essere la fine dei problemi se una seconda
perturbazione segue da vicino la prima
SITUAZIONE DI FRONTE OCCLUSO
Si ha un fronte occluso quando il fronte freddo raggiunge il fronte
caldo. In questo caso si sommano gli effetti dei due tipi di fronti,
ma al tempo stesso si pongono le basi per l'esaurimento della perturbazione,
perché se le due masse d'aria si mischiano in
modo omogeneo si esauriscono i differenziali di pressione temperatura
e umidità che generano i fenomeni meteorologici associati al
passaggio del fronte. Tuttavia, finché questo non accade e il
fronte rimane occluso e si hanno fenomeni
meteorologici molto intensi.
COSA ACCADE A NORD DEL MINIMO BARICO
Se il minimo barico passa a sud del punto di osservazione, l'osservatore
non sperimenterà la sequenza sopra descritta di fenomeni legati
al passaggio dei fronti, ma subirà ugualmente una situazione
prolungata di tempo brutto con precipitazioni anche
intense. Questa situazione è tipica del tempo nella pianura padana
in presenza di una perturbazione di sottovento sul mar Ligure
Pressione
Diminuisce progressivamente e poi aumenta in relazione all'avvicinarsi
e allontanarsi del minimo barico
Temperatura
variabile
Umidità
Aumenta
Venti
Il vento soffierà costantemente da est e poi da nord-est fino
al passaggio completo della pertubazione.
Nuvole
La sequenza di annuvolamento è simile a quella che precede il
fronte caldo, ossia
- cirri
- cirrostrati
- altostrati
- strati
- nembostrati
Precipitazioni
Intense e soprattutto prolungate ma non a carattere temporalesco.
Tempi
Questa situazione può perdurare in modo uniformemente cattivo
molto a lungo, a seconda di quanto rapido è il passaggio della
perturbazione
11.17) NUBI E VENTO IN QUOTA
Il vento a terra ruota intorno ad una bassa pressione
in modo antiorario come descritto sopra. Il vento in quota, invece soffia
in direzione rettilinea spostando la perturbazione (ad esempio ma non
necessariamente da ovest verso est) Confrontando la direzione del vento
in quota e del vento al suolo, se l'orografia locale lo consente, è
possibile prevedere se il vento in quota sta spingendo una perturbazione
contro di noi o se invece la sta allontanando da noi. Mettendosi con
le spalle al vento,
- se il vento in quota viene da sinistra, vuol dire che sta spingendo
verso di noi la perturbazione
- se il vento in quota viene da destra, vuol dire che sta allontanando
da noi la perturbazione
- se il vento in quota corre parallelo (anche se con verso opposto)
al vento a terra il minimo barico è alla nostra sinistra.
Per verificare questa regola bassa disegnare un vortice depressionario
con rotazione
antioraria del vento, attraversato da vettori indicanti la direzione
del vento in quota. Il movimento delle nubi alte è l'indicatore
principale a cui guardare per capire la direzione del vento in quota.
Altra indicazione importante sull'andamento del vento in quota ci è
data dalle nubi lenticolari che si formano quando il vento deve superare
catene montuose o semplicemente quando il vento in quota oscilla sopra
e sotto il punto di condensazione.
La direzione della nube lenticolare indica la direzione del vento in
quota
11.17) SCHEMA DI CLASSIFICAZIONE DELLE
NUBI
ALTE: SOPRA I 6000 METRI
- Cirri
- Cirrocumuli
- cirrostrati
MEDIE: TRA I 2000 E I 6000 METRI
- Altocumuli
- Altostrati
- Nembostrati
BASSE:
- Stratocumuli
- Strati
- Cumuli
AD ESPANSIONE VERTICALE: dal mare alla tropopausa
- Cumulonembi
11.18) ALCUNI VENTI IMPORTANTI
BREZZE DI TERRA E DI MARE
generate dalle celle convettive dovute al riscaldamento diurno e al
raffreddamento notturno della costa.
MONSONI
Sono gigantesche brezze di mare che convergono in senso antiorario intorno
alla depressione che si crea sopra all'India durante l'estate, per via
dell'irraggiamento solare.
MELTEMI
Vento stagionale che soffia da nord nord est nell'Egeo, durante il pomeriggio.
Inizia quanto l'anticiclone delle Azzorre si espande sul Mediterrano.
Il vento gira in senso
orario intorno alla alta pressione, soffia quindi da nord nord est nell'Egeo,
e prende il nome di Meltemi. E' rafforzato dalla interazione tra l'anticiclone
delle Azzorre e la depressione monsonica sulla penisola Indiana
MISTRAL
E' il vento che ruota intorno alle perturbazioni di sottovento nel mar
Ligure. Quindi nel golfo del Leone è un vento di nord ovest,
ma continuando nella sua rotazione diventa vento di sud ovest (e viene
detto libeccio corto), quando colpisce la costa Toscana.
I colpi di mistral possono essere devastanti, anche perché spesso
arrivano molto bruscamente e imprevedibilmente.
LIBECCIO
Vento da sud ovest che accompagna perturbazioni atlantiche. Ha un fetch
molto lungo e quindi genera mareggiate di notevoli dimensioni
BORA
Vento di nord est che entra nell'Adriatico dalla porta di trieste
SCIROCCO
Vento da sud est, inizialmente secco e tipicamente porta sabbia del
deserto.
GRECALE
Vento di nord est
11.18) METEOMAR E BOLLETTINO DEL MARE
Il METEOMAR viene compilato dal Servizio Meteorologico
dell'Aeronautica Militare quattro volte al giorno con i seguenti orari
GMT:
- 00.00
- 06.00
- 12.00
- 18.00
e ritrasmesso dalle stazioni P.T. costiere sui canali VHF e SSB circa
un ora e quaranta dopo la compilazione. Le previsioni hanno validità
di 18 ore per il primo e terzo bollettino e di 12 ore per i rimanenti.
Attenzione quindi che la parte avvisi può non
segnalare nulla di grave essendo riferita alle 12 o 18 ore successive,
mentre la parte tendenze può suggerire gravi pericoli
Il Meteomar ha la seguente struttura:
Parte 1:
AVVISI DI BURRASCA ossia di venti sopra i 27 nodi nelle 12 o 18 o
Parte 2:
SITUAZIONE al momento di compilazione del bollettino
Parte 3:
PREVISIONI E TENDENZA nelle 20 zone di previsione (v. Bracchi)
Parte 4:
TENDENZA DEL VENTO nelle 11 zone italiane
Parte 5:
OSSERVAZIONI METO DELLE STAZIONI COSTIERE
Parte 6:
PREVISIONI DEL VENTO DELLE STAZIONI COSTIERE
ATTENZIONE: viene trasmesso in continuazione sul canale 68.
fonte: http://www.iue.it/Personal/Ichino/appunticorso8.pdf.
FINE