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Bussola solare
Quando ancora non era in uso la bussola magnetica e naturalmente ancor
meno quella giroscopica, per cercare l'orientamento, specialmente in mare,
gli unici mezzi a disposizione erano gli astri. E tali sono ancora oggi
in particolari circostanze, per esempio quando ci si trova in latitudini
molto elevate, sia Nord che a Sud, per cui tanto la bussola magnetica
che la girobussola non danno più indicazioni valide o addirittura
non danno proprio alcuna indicazione. I motivi sono semplici: il campo
magnetico terrestre nei pressi dei poli è quasi verticale e la
componente orizzontale (quella che viene utilizzata dalla bussola magnetica)
è praticamente inesistente o è comunque molto piccola. Inoltre,
poiché , come noto, i poli magnetici non coincidono con quelli
geografici, i valori di declinazione diventano molto grandi e variabili
in maniera vistosa da luogo a luogo.
Per quanto riguarda la girobussola, come si è avuto modo di dire
in un precedente intervento, l'abbattimento dell'orizzonte, che provoca
l'orientarsi in meridiano dell'asse del girostato, è molto lieve
e diventa addirittura nullo proprio sui poli. Generalmente in zone del
genere si fa uso di sistemi di navigazione radioassistiti o satellitari
o anche inerziali, questi ultimi utilizzanti le proprietà di stabilità
girostatica e la misura delle accelerazioni cui è sottoposto il
mobile, nave o aereo.
Esiste comunque un'altra possibilità , molto meno sofisticata ma
perfettamente valida: usare le cosiddette bussole astrali o solari. In
particolare queste ultime si possono considerare delle meridiane - ossia
quegli orologi spesso riportati artisticamente sui muri di vecchi edifici
- usate peraltro al contrario.
Ci spieghiamo: la meridiana è uno strumento costituito da un quadrante
sul quale è infissa un'asta, detta « gnomone» , posta
in maniera che risulti parallela all'asse di rotazione terrestre. Il Sole,
nel suo moto diurno proietta l'ombra dello gnomone sul quadrante, sul
quale è riportata una graduazione oraria costituita da linee che
si dipartono dalla base dello gnomone. Dove si trova l'ombra si legge
l'ora, naturalmente « solare vera locale» , vale a dire ora
riferita all'effettivo astro Sole e relativa alla posizione dell'osservatore
che si trova su un certo meridiano, vale a dire si trova in una determinata
longitudine. Per avere l'ora solare media - ossia riferita a un Sole fittizio
che si muove di moto uniforme lungo l'equatore celeste e consente quindi
la costruzione di orologi il cui movimento meccanico è uniforme
- sempre locale (ossia relativa alla posizione dell'osservatore), bisogna
tener conto dell'» equazione del tempo» , ossia della differenza
esistente fra ora solare vera e media, che può raggiungere due
volte all'anno il valore di una quindicina di minuti da aggiungere o sottrarre
all'ora vera per avere quella media. Infatti è su quest'ultima
che viene regolato il trascorrere del tempo, dal momento che la durata
del giorno solare vero è variabile da giorno a giorno. Su molte
meridiane si nota un piccolo grafico a forma di otto, mediante il quale
si può correggere la lettura fatta sul quadrante per avere l'ora
media in funzione dell'epoca dell'anno, ossia della data.
Un tempo, quando le comunicazioni erano lente e praticamente non interessava
molto la conoscenza della precisa contemporaneità degli eventi
che avvenivano in luoghi diversi, era sufficiente l'indicazione oraria
di una meridiana per avere idea dell'ora del giorno. Oggi bisogna invece
regolare gli orologi su un tempo comune, rinunciando ad avere l'ora locale
e adottando invece l'ora legale del fuso orario di appartenenza (si dice
legale perché viene stabilita per convenzione ed è quindi
quella che detta legge, ossia è l'ora comune di riferimento). Pertanto
l'indicazione di una meridiana deve essere corretta per tenere conto della
posizione di chi ne legge le indicazioni. Praticamente ciò che
interessa è la longitudine dell'osservatore. Chi costruisce una
meridiana, oggi, nel preparare il quadrante con le indicazioni orarie
deve tener conto della longitudine della posizione della meridiana stessa.
Supponiamo adesso, dopo aver dato un rapido sguardo al funzionamento della
meridiana, di averne una col quadrante che possa essere inclinato in modo
che lo gnomone risulti angolato rispetto al piano orizzontale di un angolo
pari alla latitudine del luogo. Conoscendo la propria ora legale del fuso,
che chiameremo tf, si passa all'ora solare vera, che chiameremo tv, con
due passaggi: primo, si corregge l'ora legale mediante la correzione fuso
- questa, indicata con cm, è in pratica la differenza, tradotta
in valori temporali, fra longitudine locale e longitudine del meridiano
centrale del fuso - ottenendo così l'ora media locale, che chiameremo
tm; secondo, si applica l'equazione del tempo, che chiameremo +m, per
ottenere l'ora solare vera.
Orientiamo adesso il quadrante in modo che l'ombra dello gnomone vada
a cadere su tale ora e, in corrispondenza dello 0 avremo l'indicazione
del Nord vero. Lo strumento diventa quindi una bussola che, peraltro,
necessita di continuo « aggiornamento» , nel senso che bisogna
fare in modo che l'ombra dello gnomone vada a cadere sempre sulla graduazione
dell'ora solare vera istantanea.
Per esempio, stando a Genova, che è in longitudine 9° E, si
esegue 9° meno 15° (longitudine centrale del nostro fuso orario)
ottenendo -6°. Poiché ad ogni grado corrispondono 4 minuti,
avremo cm = - 6x4 = -24 minuti di correzione, da sottrarre quindi all'ora
letta sull'orologio. Supponiamo di avere letto tf = 15h 45m; la prima
correzione è quindi 15h 45m -24m= 15h21m, che è il tm. Supponiamo
ancora di essere per esempio al 15 gennaio, per cui ricaviamo+m= -10m
e in definitiva è tv= 15h 11m. Con tale dato orientiamo lo gnomone
in modo che l'ombra capiti sull'indicazione 15h,11m e abbiamo così
l'indicazione del Nord in corrispondenza della graduazione 12.
Naturalmente le bussole solari da usare effettivamente sono costruite
in modo da semplificare le operazioni, ma il concetto di funzionamento
è quello descritto. E dopo aver analizzato il funzionamento di
una bussola solare diciamo normale, è interessante vedere una maniera
molto semplice per averne a portata di mano una che peraltro consente
solo un'indicazione molto grossolana ma tuttavia sufficiente a un sommario
orientamento. Si tratta di usare il proprio orologio, sul quale leggere
l'ora e quindi, tenendone orizzontalmente il quadrante, orientarlo in
modo che l'indicazione dell'ora sia diretta verso il Sole. Così
facendo l'indicazione 12 del quadrante risulta essere in direzione sufficientemente
approssimata per Nord. Siccome però le indicazioni orarie degli
orologi sono a 12 ore (salvo qualche rara eccezione con l'indicazione
a 24 ore), l'indicazione da portare verso il Sole deve essere divisa per
due.
Facciamo un esempio: leggiamo sull'orologio le 3 ed è pomeriggio,
quindi in realtà sono le 15; dividiamo per 2 e otteniamo 7,5 per
cui l'indicazione da portare verso il Sole è quella compresa fra
la cifra 7 e la cifra 8, cioè in pratica 7 e mezzo. Ancora sono
le 10 del mattino; dividiamo per 2 e otteniamo 5: questa è l'indicazione
da portare verso il Sole; e così via. In questa maniera non si
ha certamente una bussola per governare una nave, tuttavia un sommario
e più che sufficiente orientamento è facilmente ottenibile,
per esempio in aperta campagna o in mare o anche in città. Purché
ci sia il Sole, naturalmente.
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