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Sistemi anti incedio imbarcazioni
Le regole da seguire per evitare gli incendi in barca
Il pericolo d’incendio a bordo è sempre presente, sia per
la qualità dei materiali di costruzione delle barche molti dei
quali sono infiammabili, sia per la presenza degli apparati motore che
hanno temperature d’esercizio molto elevate e possono dar luogo
a formazioni di gas esplosivi. I tessuti usati negli arredamenti di bordo
sono inoltre mezzi di rapida propagazione delle fiamme salvo i rari casi
in cui vengono utilizzati quelli di tipo autoestinguente.
Il problema del fuoco a bordo è complesso e non è limitato
alla presenza di un’efficiente impianto antincendio per tamponare
le emergenze, ma riguarda anche i comportamenti e le procedure da seguire
in fase preventiva, per evitare l’insorgere di focolai. Le prime
considerazioni riguardano la progettazione e la costruzione della barca
che deve avere una buona accessibilità in ogni sua parte, intesa
come possibilità di raggiungere nel modo più rapido possibile
il luogo in cui è iniziato l’incendio per poterlo estinguere.
Se non esiste una bocca antincendio di un impianto fisso e non si può
indirizzare nel luogo dove è in corso l’incendio un mezzo
per estinguerlo, senza pericoli per l’operatore, a ben poco varrà
l’individuazione dell’origine delle fiamme.
L’intervento manuale è però possibile solo dove ci
sono focolai d’incendio o lo stesso è limitato, ed è
per questo che il progettista dovrà aver previsto un impianto antincendio
fisso e possibilmente pilotabile a distanza sulle barche superiori ai
15 metri, soprattutto a motore.
In ogni incendio la miglior possibilità di combatterlo e neutralizzarlo
si ottiene con la rapidità nella sua rilevazione (aumento della
temperatura ambiente) ed è quindi consigliabile installare uno
o più sensori d’allarme. Questi sensori, che oltre tutto
hanno dei costi contenuti e risultano di semplice installazione, dovranno
essere preferibilmente posti nei locali meno soggetti a controllo visivo
e comunque dove si potrebbe sviluppare un incendio: sala macchine e zona
cucina in modo particolare. Nelle barche di dimensioni importanti esiste
spesso un sistema di telecamere per sorvegliare le zone più a rischio
e i principali circuiti.
Con questo sistema ci si potrà anche accorgere immediatamente di
perdite di olio o acqua dai motori, evitando conseguenze onerose oltre
che pericolose.
La principale fonte d’incendio nei locali motore è dovuta
alla formazione e al ristagno di vapori infiammabili, trafilamenti o perdite
di carburante oltre al fatto che si possono sviluppare, su alcuni apparati,
temperature elevatissime e possibilità di scintillazione. Occorrerà
che questo vano sia perfettamente isolato dai locali abitabili e che la
sua aerazione sia completamente indipendente e con un apposito sistema
di bocche ed estrattori per la ventilazione.
Il Registro Navale prevede aerazione naturale per imbarcazioni munite
d’apparati motori che utilizzano il carburante con grado d’infiammabilità
inferiore a 55°, e ventilazione forzata nei casi superiori; in questo
caso l’apparato d’aerazione forzata deve essere in grado di
effettuare un ricambio completo d’aria in circa due minuti con velocità
d’aria nelle condotte da 5 a 10 metri al secondo.
Capita spesso che i locali motore siano sottodimensionati, oppure siano
stati riempiti d’apparati inizialmente non previsti, è consigliabile
quindi avere un estrattore che funzioni sempre con il motore principale
in moto ed un ulteriore ventilatore da attivare quando vanno gli impianti
secondari e/o il generatore ausiliario è in moto.
In questo modo si riesce ad abbassare di una decina di gradi circa la
temperatura del vano motore, soprattutto d’estate, cosa che risulta
gradita non solo ai vari componenti degli impianti, ma anche a tutta la
barca.
Inoltre si migliorerà il funzionamento del motore perché
tanto più alta è la temperatura del vano motore, tanto inferiore
sarà il rendimento dello stesso per scarso riempimento dei cilindri.
Una sala macchine ben fatta è munita di un’aspirazione naturale
con condotta che viene orientata vicino alla presa d’aria del motore
in basso ed una condotta che estrae l’aria a poppavia con portata
maggiore a causa dell’espansione dell’aria dovuta all’aumento
di temperatura. E’ importante che il motore elettrico degli estrattori
sia del tipo antiscintilla, proprio per evitare che sia il motorino stesso
della ventola ad innescare un possibile incendio. Questa caratteristica
dovrebbe essere anche comune agli alternatori e al motorino di avviamento.
Aerazione
L’aerazione però non va limitata solo alla sala macchine,
ma deve essere rivolta agli altri locali di bordo e soprattutto alla zona
cucina. Un imbarcazione necessita sempre di una buona ed efficace aerazione,
e se a vela, soprattutto navigando di bolina e in tutte le condizioni
“bagnate” o nei mari tropicali, dove le temperature sono particolarmente
alte.
Per le navigazioni di bolina servono soprattutto le maniche a vento con
trappola per l’acqua, tipo Dorade, per le altre situazioni servono
oblò laterali sulla tuga e passauomo. In alternativa o in aggiunta,
si possono montare i tannoy o gli estrattori con ventola elettrica azionata
da una piccola cellula solare di giorno e di notte da una mini batteria
ricaricata durante le ore di luce dalla stessa cellula solare. Ogni ambiente
deve essere munito di dorade o presa d’aria, solo così si
mantiene fresca la barca, si toglie l’umidità e la condensa
e si riesce a vivere a bordo in qualunque condizione.
Le maniche a vento possono funzionare come presa d’aria se orientate
al vento o come estrattori se orientate in senso contrario. L’aria
sotto coperta circola bene solo se può entrare ed uscire, in modo
da creare un ciclo entrata - uscita. Una capottina per esempio lavora
come un grosso aspiratore e così anche un oblò aperto sottovento.
Il limite delle maniche a vento è che sono ingombranti e appesantiscono
la coperta, e quindi per avere una coperta “pulita” si è
costretti a volte a dover montare un impianto di condizionamento costoso
sia come spesa iniziale che come bilancio energetico.
Non va inoltre dimenticato che un buon giro d’aria eliminerà
cattivi odori e muffe nel celino, specialmente quando la barca viene lasciata
chiusa nelle soste invernali. Un aeratore dedicato a pescare aria in sentina
è assai consigliabile in tutte le barche e praticamente indispensabile
in quelle con scafo in metallo
Le cucine
In tutte le imbarcazioni, la zona cucina prevede un piano cottura, che
può essere alimentato a gasolio, ad alcol, a gas liquido (bombole)
o con la corrente elettrica. I primi due sistemi anche se efficaci dal
punto di vista energetico, sono scarsamente diffusi, perché richiedono
manutenzione costante e molta pulizia, e i loro ricambi sono di scarsa
reperibilità. Il gas liquido si è diffuso in tutto il mondo
e anche se in molti paesi gli attacchi delle bombole sono diversi, con
dei riduttori si riesce ad utilizzare tutti i tipi. Le piastre di cottura
a 220 V sono installate sui grandi motoryacht e funzionano solitamente
solo in porto o con un potente gruppo elettrogeno in funzione. Sono molto
affidabili, richiedono solo una cura particolare nell’isolare termicamente
la zona sottostante le piastre.
Ci soffermiamo sulla cucina con forno a gas perché utilizzati dalla
maggior parte dei diportisti.
Nelle unità a vela la cucina è basculante e disposta longitudinalmente,
ogni piano di cottura è munito di ferma pentole che devono essere
ben dimensionati e da utilizzarsi sempre, sia in porto, che in navigazione.
Tutta la zona mobilio circostante al forno deve essere protetta con piastre
in acciaio inox e possibilmente isolata con appositi materiali ignifughi.
Un buon impianto del gas prevede un locale autonomo per la bombola, completamente
stagno rispetto agli altri locali, con accesso dal ponte, protetto dalle
irradiazioni solari e munito di ventilazione naturale. Questa ventilazione
può consistere in un semplice tubo che serve a cambiare l’aria
nel vano bombole in caso perdite. Essendo il gas più pesante dell’aria
, questo tende a cadere verso il basso e quindi il foro di uscita all’esterno
del vano bombola sarà in basso; in questo modo potrà uscirà
anche l’eventuale acqua entrata, evitando così la formazione
di ruggine se si usano bombole di acciaio invece che di alluminio.
La bombola è solitamente munita di una valvola che regola la pressione
nell’impianto; questa valvola è collegata con un tubo di
gomma speciale ad una condotta in rame che arriva fino al piano cottura,
con l’ultimo tratto in gomma con l’interposizione in linea
di una ultima valvola/rubinetto di sicurezza.
Di solito la valvola sulla bombola resta sempre aperta, mentre la valvola
di servizio posta in prossimità del fornello viene chiusa ogni
qualvolta si termini di cucinare. Esistono poi valvole di intercettazione
elettriche che, comandate dall’interno, chiudono l’uscita
della bombola; alcuni modelli sono abbinati ad un rilevatore di fughe
di gas (opportuna l’installazione) con allarme e di solito posizionato
dietro al forno. Periodicamente va controllato sia lo stato di usura dei
tubi in gomma sostituendoli alla scadenza indicata, se non prima, sia
la condotta in rame, che tende ad ossidarsi con conseguente infragilimento.
Se la barca ha una tubazione in rame nudo, conviene cambiarla con tubi
con anima in rame all’interno e rivestiti in gomma/plastica all’esterno;
questi sono gli unici adatti per le barche con scafo in metallo. Per cercare
una fuga, si usano dei rilevatori spray, che contengono una soluzione
di acqua e sapone, da spruzzare sul tubo: la formazione di bolle di sapone
indica il luogo della perdita. A fine stagione conviene poi pulire i componenti
del fornello e gli accenditori piezo elettrici, se montati. Secondo l’ultima
normativa CE la zona cucina deve essere munita di un apertura o di un
estrattore le cui dimensioni sono in funzione dei Kw di potenza del forno.
Malgrado questa norma, molte barche non sono ben aerate nella cucina e
per evitare accumulo di calore, ma anche la formazione di muffe e cattivi
odori, l’ideale resta un passauomo in coperta sopra la zona cottura.
Su barche più grandi si installa un estrattore elettrico, magari
a scomparsa, che aspira tutti i vapori durante la cottura.
Cosa dice la legge
Le norme del Regolamento di Sicurezza per la navigazione da diporto relative
alla protezione contro gli i incendi a bordo.
Art.19
1. I serbatoi e l’impianto per il combustibile
devono essere realizzati e sistemati in accordo al decreto ministeriale
5 nov. 1987, n. 514, ed agli altri regolamenti da emanare, sentito l’ente
tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
2. I locali dove sono sistemati i motori e i serbatoi
devono essere provvisti di propria ventilazione naturale o meccanica se
previsto l’uso di combustibile avente punto di infiammabilità
minore o uguale a 55°. Qualora esista un impianto fisso di estinzione
incendi deve essere possibile chiudere la ventilazione del locale prima
dell’entrata in funzione dell’impianto fisso.
3. Le bombole di gas eventualmente utilizzate per l’ambiente
della cucina e per gli altri impianti ausiliari devono essere sistemate
in modo da non costituire pericolo per le persone e le cose secondo il
regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art.
17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
4. I locali o vani chiusi entro cui sono sistemati i
motori sulle imbarcazioni e navi con motori entrobordo e entrofuoribordo
alimentati con combustibile avente punto di infiammabilità minore
o uguale a 55 C° o aventi motori a ciclo Diesel sovralimentato di
potenza complessiva maggiore di 500 kW devono essere dotati di un impianto
fisso di estinzione incendi realizzato secondo il regolamento da emanare,
sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma,
della legge 23 agosto 1988, n. 40 0.
5. Sulle navi a motore o a vela con motore ausiliario
abilitate a navigazione senza alcun limite deve essere sistemata una pompa
meccanica da incendio e almeno due prese antincendio convenientemente
ubicate, con relative manichette ed accessori.
6. Estintori portatili di capacità e in numero
come richiesto (vedi tabella sotto) devono essere sistemati in posizione
facilmente accessibile. Le caratteristiche degli estintori devono essere
in accordo al regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai
sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n.
400
Numero e capacità estinguente degli estintori
Imbarcazioni e navi abilitate alla navigazione senza alcun limite. Navi
da diporto abilitate alla navigazione fino a 6 miglia dalla costa.
Potenza totale installata p=(Kw) In plancia o posto guida In prossimità
dell'apparato motore (1) In ciascuno degli altri locali
P<=18.4 1 da 13B 1 da 13B
18.4<P<=74 1 da 13B 1 da 21B 1 da 13B
74<P<=147 1 da 13B 2 da 13 B 1 da 13B
147<P<=294 1 da 13B 1 da 21B e 1 da13B 1 da 13B
294<P<=368 1 da 13B 1 da 34B e 1 da 21B 1 da 13B
p>368 1 da 13B 2 da 34B 1 da 13B
Imbarcazioni abilitate alla navigazione fino a 6
miglia dalla costa.
Potenza totale installata P (kW) Capacità estinguente portatile
P <= 18.4 13 B
18.4 < P <= 147 21 B
P > 147 34 B
Note: il numero che precede la lettera B indica la capacità estinguente
dell’estintore in accordo alle unificazioni internazionali. Maggiore
è il numero, maggiore è la capacità estinguente;
la capacità indicata nelle tabelle è la minima richiesta.
La lettera B indica invece la designazione della classe di fuoco che l’estintore
è idoneo a spegnere. Sulle unità da diporto possono essere
sistemati anche estintori omologati per le classi di fuoco A o C purché
omologati anche per la classe di fuoco B.
(
1) Per locali o vani dell’apparato motore provvisti
di impianto fisso di estinzione incendi gli estintori richiesti in prossimità
dello stesso sono P <= 294: 1 da 13 B; P > 294: 1 da 21 B.
fonte: www.velaemotore.it
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