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Vela: Meteor
METEOR
TECNICA E REGOLAZIONI DEL METEOR

METEOR
MONOTIPO
Il Meteor Monotipo nasce ad opera dell'architetto navale olandese E.G.
Van De Stadt, che nell'anno 1968 ha disegnato questo piccolo cabinato
a vela, molto robusto e sicuro, adatto sia alla crociera che alla regata,
e costruito da allora in migliaia di esemplari. Per molti velisti e' stato
il primo cabinato che ha consentito vere esperienze di navigazione.
Nel 1984 la Federazione Italiana della Vela, a riconoscimento della diffusione
dell'imbarcazione, delle sue qualità nautiche e dell'impegno profuso
dalla Associazione di Classe Assometeor inserisce il Meteor fra i Monotipi,
la cui attività agonistica è regolata dalla Commissione
Altomare.
Il Meteor è un monotipo cabinato tutto italiano, ad eccezione del
progetto, che nonostante l’età conta centinaia di appassionati
che adottano soluzioni interessanti per le manovre montate in coperta
METEOR: UN MONOTIPO RICCO DI IDEE NELL’ATTREZZATURA
Regato da nove anni nella classe Meteor monotipo e in questo arco di tempo
ho sperimentato e messo a punto una serie di soluzioni per quanto riguarda
l’attrezzatura di coperta. Tali soluzioni possono trovare applicazioni
anche su altre imbarcazioni e ben volentieri le espongo ai lettori di
Technical Sailing.
Il regolamento di stazza della classe Meteor, a differenza della maggior
parte delle classi monotipo, lascia una ampia
libertà nella scelta dell’attrezzatura di coperta e nella
sua disposizione. Questo ha consentito agli appassionati di rigging di
dare libero sfogo alla loro passione e di sviluppare, su questo piccolo
monotipo, soluzioni degne delle derive più veloci o delle classi
d'altura più estreme.

foto1
Il
paranco della scotta del genoa
La maggiore innovazione vista di recente nel rigging del Meteor riguarda
la sostituzione dei winch con i paranchi per la scotta del genoa (foto
1 e 2), adottando una soluzione vista alcuni anni fa sui minitonner
più “tirati”. La scotta viene cazzata dapprima "in
diretta" (A) e poi tramite il paranco (B). Questo sistema permette
di
virare più velocemente, con il vantaggio di non doversi sporgere
sottovento per “macinare” sul winch. L’altro grosso
vantaggio, oltre al risparmio del peso, è quello di non avere il
winch di sopravvento che ingombra la seduta dell’equipaggio in falchetta.
foto
2
Per realizzare questa manovra è necessario sostituire la rotaia
del punto scotta del genoa, con una rotaia Harken
Small Boat (Z) che partendo dalla originaria posizione e seguendo la falchetta,
arrivi sino al candeliere.
foto
3
La rotaia è rettilinea e la falchetta ricurva, ma se iniziate a
fissarla dalla parte di prua utilizzando un bullone di
fissaggio per ogni foro e dando la giusta pressione laterale alla parte
libera della rotaia, vedrete quanto è flessibile il materiale e
come sia semplice curvarlo in
modo uniforme. Su ogni rotaia vanno montati due carrelli a ricircolazione
di sfere 156 (D):
• sul primo (punto scotta) va montato un bozzello
125 e va regolato con una scotta in spectra da 4 mm (E) che gira in un
bozzellino 416 all’estremità prodiera della rotaia per poi
finire strozzata da uno strozzatore Carbo Cam Micro;
• sul secondo (C) va piazzata una piastrina di
acciaio sagomata su cui montare un bozzello 021 ed uno strozzatore Cam
Matic 150 per la scotta del genoa. Sulla parte poppiera della piastra
di acciaio, è necessario montare un bozzello 082 che, insieme al
bozzello 092 montato all’estremità poppiera della rotaia
(M), verrà utilizzato per il
paranco a tre vie della “ridotta” (B), anch’esso strozzato
da un Cam Matic 150 (N), con ponticello colorato.
Il paranco per la drizza del genoa
Il sistema descritto in precedenza, può essere adottato
anche per sostituire il winch per la regolazione della drizza del genoa
(foto 3). La drizza (P) viene cazzata e strozzata
in “diretta” per poi essere regolata di fino con il paranco.
In questo caso il montaggio è più semplice non dovendo curvare
la rotaia (S).
foto 4
Sulla piastrina di acciaio, montata sul carrello identico a quelli visti
in precedenza mentre uno strozzatore Cam Matic 150
(T) sostituisce bozzello e strozzatore. Il potente paranco è costituito
da una scotta da 4 mm in kevlar (R) che gira attorno ad un bozzello 408
(T) fissato alla piastrina d’acciaio e ad un 220 (Q) fissato sulla
tuga, per poi finire strozzato in uno strozzatore Cam Matic 150. Naturalmente
questa regolazione può anche essere rinviata su entrambi i bordi.
In questo caso l’altro capo della scotta passa attraverso tre bozzelli
092 (V) che, piazzati opportunamente negli angoli,
consentono di aggirare l’apertura del tambuccio. Quando il genoa
è ammainato, per tenere il carrello in posizione pronto per una
nuova issata, possono essere utili due elastici in contrapposizione fra
loro (K).
Il barber del genoa
Il regolamento di stazza del Meteor consente anche l’utilizzo
del barber della scotta del genoa,
purché quest’ultima rimanga esterna alle sartie. In questo
campo l’inventiva dei meteoristi ha prodotto le soluzioni più
fantasiose.
foto 5
C’è chi rifiuta categoricamente l’utilità di
tale regolazione, chi ha inventato delle rotaie rotanti, oblique o pendenti,
chi delle “griglie” con diversi punti scotta (foto 4), interni
ed esterni. Sicuramente l’utilità della regolazione è
da mettere in relazione al taglio delle vele possedute. Ad ogni modo,
se avete dei dubbi sulla sua utilità, ma non volete rinunziarvi,
vi propongo un sistema assai semplice, funzionale ed economico (foto
1).
Fissate con un ponticello, un bozzello 024 sul fianco della tuga, ad una
altezza pari alla metà della distanza fra l’angolo di bugna
del vostro genoa e la sua rotaia quando la sua scotta è regolata
per la bolina. Sullo stesso ponticello legate un capo di una scotta da
4 o 5 mm., che girerà attraverso un altro bozzello 224 (F), tornerà
nel bozzello (G) e finirà strozzato in uno strozzatore 423 (H).
Al bozzello (F) va fissato, con un grillo molto corto, un bozzello 082,
attraverso cui passerà la scotta del genoa (A).
In questo modo potrete regolare continuamente il barber o non adoperarlo
affatto, lasciando la scotta del genoa regolata solo per mezzo del suo
punto scotta sulla rotaia. Ma l’inventiva sul Meteor non si ferma
a quanto sino ad ora esposto e trova altre interessanti applicazioni,
ad esempio, nel controllo delle drizze a piede d’albero (foto
5) e nella regolazione del paterazzo rinviata sotto al trasto della
randa (foto 6).
foto
6
Niki Vescia
fonte: www.technicalsailing.it
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