<< Torna indietro
MOTORI MARINI
I motori utilizzati nella nautica, come per la trazione terrestre, sono
solo di due tipi : Combustione interna ed Elettrici.
A loro volta i motori a combusitone interna possono essere :
Due tempi.
Sono del tipo ad accensione comandata, cioe' hanno un sistema elettrico
che, tramite le candele, genera una scintilla all'interno del cilindro.Questa
scintilla causa la combustione di una miscela di carburante ed aria,
gia' presente nel cilindro, che espandendosi muove il pistone. Si dicono
anche a "carburazione" in quanto nel cilindro dove avvera'
la combustione deve essere immessa una miscela di carburante ed aria.
L'operazione di preparazione di tale miscela si dice carburazione ed
e' svolta da un organo, chiamato carburatore, che preleva la benzina
( o meglio, per i due tempi, la miscela olio-benzina) dal serbatoio
e la inietta,nebulizzata e nelle giuste proporzioni, nel flusso di aria
diretto al cilindro dove avverra' lo scoppio.
Il ciclo di funzionamento si svolge in due tempi per cui si ha una combustione
del carburante ogni giro dell'albero motore.
Come carburante utilizzano miscela di benzina ed olio ( in percentuale
dal 2 fino al 6%, in funzione delle caratteristiche del motore) in quanto
non hanno un sistema di lubrificazione dei cilindri.
Sono meno complessi degli altri, meno pesanti, ma hanno, mediamente,
un numero di giri piu' alto che si traduce in maggiore usura, un rendimento
piu' basso, quindi maggior consumo e tendenza all'ingolfamento a causa
dell'olio presente nella benzina.
Sono del tipo fuoribordo e vengono utilizzati per imbarcazioni medio/piccole
o come motore di riserva.
Hanno il grande vantaggio di non richiedere il passaggio dell'asse elica
attraverso lo scafo.
Quattro tempi
Anche questi a combustione comandata e a carburazione necessitano del
sistema di accensione, che nell'ambiente marino, a causa dell'umidita'
e dell'ossidazione, deve essere tenuto sempre in perfetta efficenza.
Possono essere sia del tipo fuori bordo che entrobordo.
Il ciclo avviene in quattro tempi, quindi hanno un'accensione ogni due
giri dell'albero motore.
Sono piu' complessi dei precedenti in quanto necessitano di un sistema
di valvole per comandare l'aspirazione della miscela aria-benzina e
hanno un sistema di lubrificazione anche all'interno dei cilindri.
Generalmente hanno un regime di rotazione inferiore a quello dei due
tempi e, anche grazie ad una migliore lubrificazione, sono meno soggetti
all'usura.
Diesel ( a nafta)
I motori Diesel ( dal nome dell'inventore) sono del tipo a combustione
spontanea in quanto l'accensione della miscela aria-carburante (in questo
caso olio pesante, nafta) avviene spontaneamente per effetto dell' elevata
compressione ( il combustibile, nafta, non e' miscelato nel carburatore
ma viene iniettato nei cilindri conteneti gia' la giusta quantita' di
aria in compressione e per questo ad una temperatura cosi' elevata da
provocare l'accensione.Quindi il Diesel non ha carburatore, al suo posto
e' necessaria una pompa per l'iniezione del caburante nel cilindro).
Per la caratteristica del loro funzionamento (accensione spontanea per
compressione) i motori Diesel hanno un "rapporto di compressione"
piu' alto di quelli ad accensione comandata, quindi organi meccanici
piu' robusti con conseguente peso piu' elevato. In compenso non hanno
le problematiche del circuito elettrico di accensione proprie dei motori
ad accensione comandata, hanno un regime di giri a inferiore e, per
motivi termodinamici legati al piu' alto rapporto di compressione, un
rendimento migliore ( vedi Nota 1).
Il motore Diesel, nato solo a quattro tempi, attualmente viene prodotto
anche a due tempi che per applicazioni navali di una certa potenza consente
di applicare meccanismi per l'inversione del senso di rotazione ( questa
soluzione e' adottata in quasi tutte le applicazioni di grande potenza,
dove i sistemi ad ingranaggi o idraulici utilizzati per invertire il
senso del moto non sarebbero applicabili a causa degli sforzi eccessivi,
vedi Nota 3).
Motore elettrico
Ha caratteristeche eccezionali rispetto ai precedenti, quali :
* Non inquina
* Silenziosita' quasi assoluta
* Rendimenti neanche paragonabili con quelli dei motori endotermici
( i motori elettrici possono arrivare molto facilmente al 90%)
* Non necessitano di sistemi accessori quali: accensione,carburazione,
lubrificazione,raffreddamento
Purtroppo a causa del peso delle batterie e della loro relativamente
breve autonomia non possono essere utilizzati per potenze che superino
0,5-1 Hp, quindi sono applicabili solo a piccole imbarcazioni per tratti
di navigazione molto brevi.
A titolo comparativo la tabella sottostante riassume le principali caratteristiche
dei vari tipi di motori marini.
Tipo
motore |
P max
Cv |
giri/m |
Peso
Kg |
|
Entrobordo |
| Benzina |
260 |
4400 |
368 |
| Diesel |
285 |
3500 |
610 |
|
Entrofuoribordo |
| Benzina |
270 |
5000 |
470 |
| Diesel |
280 |
3500 |
750 |
|
Fuoribordo |
| Benzina 4 tempi |
115 |
5600 |
234 |
| Benzina 2 tempi |
115 |
5500 |
158 |
| Diesel |
130 |
4000 |
325 |
| Elettrico |
0,5 |
1800 |
10 |
Caratteristiche
del motore a combustione interna
Diagramma di funzionamento del motore
Le caratteristiche di un motore si possono riassumere in un grafico
riportante tre curve (vedi figura sotto):
*
Consumo di carburante in funzione del numero di giri, nella figura la
curva di colore rosso.
Il consumo e' fornito in grammi per Kwh erogati (vedi
Nota 2) ad esempio a 2800 giri e' circa 200 grammi per Kwh, se il motore
eroga 63 Kw ( pari a 86 Cv) il consumo totale ( in 1 ora) e' 200 x 63
= 12600 gr cioe' circa 12 litri/ora.
La curva riportata e' specifica di un motore Diesel di una data cilindrata
e con potenza massima di 110 CV.
Ma essendo un "consumo specifico", cioe' riferito alla potenza
unitaria (1 Kw per il tempo di 1 ora) puo' essere utilizzata con buona
approssimazione anche per un motore di cilindrata o potenza diversa,
anche se in modo piu' approssimativo ( l'errore e' compreso tra il 5
e il 10%).
* Naturalmente per il calcolo occorre utilizzare la potenza del motore
che stiamo considerando,ad esempio se fosse di potenza massima 220 CV,
la potenza a 2800 giri sarebbe circa 125 e il consumo circa 24 lt/ora.
Potenza erogata, sempre in funzione del numero di giri, curva di colore
blu.
La scala di lettura e' quella di sinistra (da 30 a 90 Kw), per comodita'
e' stata anche indicata la potenza massima in Cv ( a destra nel grafico).
Nel calcolo del consumo dato il numero di giri occorre riferirsi a questa
curva ( nell'esempio precedente e' necessario conoscere la potenza erogata
a 2800 giri), quindi si dovrebbe avere quella relativa al proprio motore,
se non si conosce si puo' utilizzare la precedente, naturalmente variando
la scala in funzione della potenza massima del motore in esame e tenedo
conto che si tratta di una approssimazione.
Si tenga presente che il calcolo del consumo non e' un esercizio ma
e' una cautela da avere quando si parte per un lungo percorso.
* Coppia, sempre in funzione del numero di giri, curva di colore
verde ( vedi
Nota 4).
Questa grandezza e' molto utile per gli impieghi di trazione terrestre,
per la nautica non e' facilmente utilizzabile ( puo' essere un'indicazione
per il calcolo del passo dell'elica).
Si noti che la curva ha un andamento prima crescente , fino a 2000 giri,
poi decrescente. Per questo motivo nella trazione terrestre e' necessario
il cambio che, variando il rapporto di trasmissione alle ruote, consente
il funzionamento sempre vicino alla coppia massima. Per impieghi nautici,
ad esclusione di scafi ed eliche particolari, la fluidita' dell'acqua
non consente di avere la sensazione della "ripresa",ne' esistono
salite, quindi il valore della coppia non molto e' avvertito dal pilota
Osservando i grafici si vede che il miglior compromesso tra potenza
erogata, coppia e consumo si ha ad un regime pari a 2/3 del massimo,
per il motore del grafico pari a circa 2700 giri/minuto ( 2700 = 2/3
x 4000)
Nota 1
I motori endotermici sono un meccanismo inventato da oltre 100 anni
che, in sostanza, non ha avuto evoluzioni particolari ( si pensi alle
trasmissioni che nello stesso tempo hanno compiuto una trasformazione
radicale passando dal telegrafo alle immagini digitali via satellite).
Il loro rendimento massimo teorico non puo' superare 0,5, quindi, bene
che vada, piu' della meta' della potenza generata viene "buttata
via", cioe' dissipata in calore.
Nella realta', considerando tutti gli attriti, la messa a punto non
sempre ottimale, le diverse condizioni di utilizzo, il rendimento puo'
scendere al 30%,cioe' solo circa un terzo del carburante che si consuma
viene trasformato in movimento, il rimanente 70% deve essere dissipato
nel sistema di raffreddamento.
Nota 2
La potenza di un motore siamo abituati a misurarla in cavalli ( simbolo
Cv ), ma puo' essere anche espressa in Chilowatt ( simbolo Kw pari a
1000 watt) in quanto il watt e' l'unita' di misura della potenza in
un diverso sistema di misura.
La relazione che lega Cv a Kw e' :
Potenza in Kilowatt = 0,735 x Potenza in Cavalli
La potenza e' il lavoro ( energia) svolto nell'unita' di tempo (1 secondo),
quindi se riferissimo il consumo alla potenza avremmo numeri molto piccoli
difficili da ricordare. Per questo motivo si utilizza il consumo riferito
ad 1 ora di funzionamento cioe' ai Kw sviluppati per un'ora, in simboli
ai Kwh ( i Kwh non sono piu' una potenza, ma un lavoro cioe' una energia
prodotta per un certo tempo, Lavoro = potenza x tempo , cioe': Kwh =
Kw x 1 ora ).
Nota 3
Per le grandi navi l'espressione :"Macchine indietro" che
sentiamo nei films non e' un modo di dire, le macchine ,cioe'i motori,
invertono veramente il senso di rotazione, quindi per invertire la direzione
di navigazione impiegano molto piu' tempo delle imbarcazioni da diporto
dotate di invertitore ( l'invertitore e' un sistema meccanico o idraulico
simile al cambio, ma solo con marcia avanti e in dietro, per mezzo del
quale si inverte il senso del moto senza invertire il senso di rotazione
del motore).
Nota 4
Il Newton, simbolo N e' una unita' di misura delle forze. Nel linguaggio
comune siamo abituati ad utilizzare il Kg ( peso) che ha il rapporto
:
1 Kg = 9,8 N
Coppia di 200 Newton
Quindi una coppia di 300 Nm (Newton per metro) e' equivalente a 30,6
Kgm ( 30,6 = 300/9,8 Kilogrammi per metro).
La coppia e' il prodotto della forza per la distanza.
Con riferimento alla figura a lato, una coppia di 200 Nm ( equivalente
a circa 20 Kgm, 200/9,8 = circa 20) significa che il motore e' in grado
di muovere una forza di 200 N ( pari a circa 20 Kg) applicata ad 1 metro
dall'asse.
Se il braccio, cioe' la distanza dalla forza dall'asse di rotazione,
fosse 2 mt, la massima resistenza che si potrebbe vincere sarebbe 100
N ( 200 Nm/2mt = 100 N).
Analogamente per una distanza di 3 mt si avrebbe circa 66,6 N.
fonte
immagini e testo:
www.charterpesca.net
<< Torna indietro