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Regoliamo l'albero della Barca a Vela

Potrà essere dritto, curvare sottovento o puntare sopravvento. In questa guida, il campione americano George Szabo illustra le tre diverse possibilità per regolare l'assetto laterale dell'albero: uno degli aspetti fondamentali per essere sempre veloci nelle diverse condizioni meteo marine
di George Szabo

Mi sono reso veramente conto dell'importanza della regolazione dell'albero della mia barca, in occasione del primo Campionato del Mondo Star cui ho partecipato. Avevamo armato e messo a punto la nostra barca come quella del fuoriclasse brasiliano Torben Grael e tutto sembrava essere molto simile. La forma dell'albero sembrava davvero buona in acqua ma, navigando con 12-15 nodi di vento, avevo tantissimo carico sul timone. C'era sicuramente qualcosa di sbagliato. Avendo bisogno d'aiuto, mi sono rivolto ad Andy Zawieja, l'allenatore del team americano. Il suo primo suggerimento fu quello di tirare le sartie basse, per evitare che l'albero lateralmente curvasse sottovento. Fu un'ottima soluzione, che intanto mi liberò dal problema di dover portare la barca con due mani, per il carico elevato sul timone. Il giorno dopo, Andy scattò da poppa alcune fotografie della barca in navigazione, che furono molto utili per focalizzare la maggior parte dei nostri problemi. Andy continuò a scattare foto per tutta la settimana. Con questo aiuto, e alcuni consigli sulla regolazione delle vele, imparammo tantissimo sulla regolazione laterale dell'albero fino a vincere l'ultima prova del Campionato del Mondo. Probabilmente qualcuno di voi avrà misurato molti alberi, controllato la lunghezza di crocette e la tensione delle sartie di tante imbarcazioni. Sicuramente anche voi, come me, avrete riempito l'agenda di appunti sull'argomento e poi avrete cercato di interpretarli. Purtoppo tutto ciò non basta, anche se rappresenta un buon punto di partenza. Se non avete la fortuna di avere un allenatore, il modo più semplice e veloce per capire come è regolato il vostro albero lateralmente, è quello di mettersi di bolina, regolare le vele e da prua, guardando l'albero di fronte, vedere che curva fa. Ancora meglio sarebbe avere un amico su un gommone, in grado di scattare alcune fotografie da poppa. La successiva analisi delle foto fornirà gli elementi necessari per capire come è regolato l'albero. Potrebbe essere dritto, curvare sottovento oppure sopravvento. Ognuna di queste regolazioni influenza la profondità e lo svergolamento della randa e può rendere la barca più veloce o più lenta nelle diverse condizioni meteo.

ASSETTO 1
Un'ottima regolazione per vento leggero e acqua piatta, quando serve più potenza e capacità di orzare è la seguente: sullo Snipe, con il prodiere seduto sopravvento, controllando l'albero da prua tra la trozza e l'attacco dello strallo, la curvatura sottovento, all'altezza delle crocette, dovrà essere di circa 6 mm. Con questa regolazione cambia l'angolo di attacco della randa, il grasso è più accentuato e la balumina più chiusa. Se le onde o il vento si alzeranno, questo assetto sarà invece penalizzante, in quanto non riusciremo ad aprire la balumina a sufficienza. Sarebbe come navigare con il carrello della randa sopravvento, con vento forte e onda formata. Di solito per depotenziare la barca il nostro primo istinto, quando l'albero curva sottovento lateralmente, è quello di aumentare la flessione longitudinale. Purtroppo, se proviamo a mollare lo spingialbero oppure la volante bassa per alleggerire il timone, smagriremo l'entrata della randa e, di conseguenza, sposteremo il grasso indietro, quando in realtà lo vorremmo davanti. La randa diventerà piatta e poco potente. Quindi, se il vento aumenta e noi abbiamo l'albero regolato per condizioni più leggere, sarà consigliabile tirare le sartie basse.

ASSETTO 2
Sullo Snipe teniamo l'albero dritto quando già siamo alle cinghie, ma non abbiamo necessità di depotenziare la barca. Con le vele cazzate di bolina e il prodiere alle cinghie e al timone, io controllo l'albero tra la mastra e le crocette. Quello che cerco di ottenere è un albero dritto trasversalmente. Non appena ci sarà un po' di flessione longitudinale, a causa dell'allungamento delle sartie, già con vento leggero, l'albero da solo si posizionerà in questo modo. Quindi non toccheremo le crocette e le sartie. Questa regolazione non è comunque specifica per lo Snipe. Parlando con velisti che regatano in altre classi, ho avuto la conferma che, anche per loro, questa è la forma dell'albero migliore. Come in tutte le cose, anche qui c'è il rovescio della medaglia. Un albero dritto è spesso troppo dritto e, di conseguenza, lento quando c'è onda, perché la barca diventa sorda nel passaggio sull'onda stessa. Questo concetto ci introduce ad una terza possibilità di assetto laterale del nostro albero.

ASSETTO 3
Se la parte centrale dell'albero della nostra barca punta sopravvento, la randa diventerà più piatta e la balumina sarà più aperta. Questo è senz'altro un buon modo sulle derive e sulle barche frazionate per depotenziare la randa quando abbiamo troppo carico. Questa configurazione ci consentirà, da una parte di cazzare bene la randa e di essere veloci, ma di fare poca prua dall'altra, come quando, in pratica, molliamo il carrello della randa e cazziamo molto la vela. Useremo questa regolazione quando saremo troppo carichi o quando dovremo navigare in condizioni di onda corta. Il limite di questa regolazione è rappresentato, se l'albero sarà troppo sopravvento, dall'impossibilità di fare prua. Per ovviare a questo inconveniente sulla Star, sullo Snipe e in molte altre classi, quando il vento sale, si usa cazzare la sartia alta.

ALBERO A CUCCHIAIO
Anni fa ho sentito dire che alcuni velisti regolano il loro albero come se fosse un cucchiaio. Questo assetto si ottiene regolando l'albero dritto dalla mastra fino alle crocette. Da qui fino all'attacco dello strallo andrà sottovento, per poi tornare a puntare sopravvento, così che la flessione laterale si venga a trovare sopra l'asse verticale dell'albero. Si può fare con la Star che ha tre ordini di sartie, ma non è possibile con tutte le barche. Con questa regolazione, cazzando bene la scotta randa, la parte bassa della vela rimane aperta, e nella parte alta dove l'albero si curva, lo svergolamento sarà ridotto. Il risultato consentirà di essere veloci, ma di fare prua nello stesso tempo. Quindi un ottimo assetto da vento leggero a medio. Anche il posizionamento degli spessori nella mastra ha una grande influenza sull'assetto laterale dell'albero. Se questi sarà ben fissato con gli spessori laterali, non appena le sartie andranno in tensione, la sua parte bassa andrà sopravvento e, di conseguenza, si aprirà la randa in basso. Questa forma ci consentirà di essere molto veloci con vento. Se, invece, la mastra avrà più gioco, l'albero andrà maggiormente sottovento e la parte bassa della balumina della randa rimarrà più chiusa. Ciò ci consentirà di avere sempre un' ottima prua con aria leggera o media, sia in acqua piatta che con onda corta. Lunghezza delle crocette, tensione delle sartie, posizione degli spessori nella mastra: è molto importante testare ripetutamente i diversi assetti per trovare la centratura ideale dell'attrezzatura, nelle diverse condizioni meteo marine. Io consiglio di farlo il più spesso possibile. Potremo così imparare ad apprezzare anche le minime variazioni di velocità della barca e capire qual è la configurazione più veloce.

tratto da: farevela.net la vela on line



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