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LA SENTINA
La sentina è la parte più bassa della barca, è un
compartimento delimitato da paratie stagne trasversali in cui tendono
a raccogliersi l'acqua e tutti gli altri liquidi (olio, gasolio, benzina
ecc.) che possono entrare nella barca o disperdersi nel suo interno.
Tutti i liquidi tendono a colare verso il fondo e a raccogliersi in anfratti
strutturali spesso inaccessibili dove diventano maleodoranti sviluppando
odori insopportabili: questo è da evitarsi facilitando il percorso
dei liquidi di sentina verso la paratia poppiera dei locali. Per questo
motivo le strutture longitudinali del fondo devono avere delle piccole
aperture a livello del fasciame per consentire all'acqua di raggiungere
il centro nave e analogamente le strutture trasversali, in corrispondenza
del centro, devono essere dotate delle stesse aperture per lasciare defluire
l'acqua verso l'estremità poppiera del compartimento. In questo
punto sarà ricavato un pozzetto in cui è sistemata l’aspirazione
della tubazione di sentina.
Elettriche o manuali
L'impianto di sentina è generalmente costituito da una o più
pompe collegate, tramite un collettore principale, ad una serie di tubazioni
che aspirano l'acqua dai pozzetti di sentina disposti nei vari compartimenti
e la scaricano fuoribordo al di sopra o al di sotto del galleggiamento.
Le pompe che provvedono a questa funzione possono essere o a funzionamento
manuale o elettrico o meccanico (azionate da una presa di forza sul motore).
Le pompe a mano devono essere attivabili con facilità e devono
essere situate in luoghi facilmente accessibili (pozzetto, vicinanze della
scala di ingresso) mentre le pompe azionate elettricamente o meccanicamente
sono posizionabili in luoghi meno accessibili e possono anche avere un
funzionamento automatico.
I fattori da considerare nella scelta di una pompa di sentina sono molteplici:
la pompa deve essere autoadescante; deve avere tutti i materiali compatibili
con i liquidi che possano trovarsi in sentina e quindi deve resistere
ad aggressioni chimiche, deve avere la possibilità di funzionare
a secco; deve poter aspirare anche corpi solidi senza il rischio di blocchi;
l'eventuale manutenzione deve essere fattibile da una persona anche non
specializzata e priva di sofisticate attrezzature meccaniche .
Le pompe a mano sono normalmente del tipo a diaframma e hanno una capacità
che può oscillare dai 10 ai 120 l/min. le pompe elettriche sono
invece di svariate tipologie e di capacità dai 20 ai 120 l/min.
Le pompe manuali sono più affidabili di quelle elettriche o meccaniche
perché il loro funzionamento non è legato alla disponibilità
di energia elettrica (motore che si rompe, non si avvia o presenta funzionamento
irregolare, batterie scariche, cavi interrotti, contatti ossidati ecc...).
Su una buona pompa manuale potremo contare in ogni situazione anche quando
le pompe elettriche vanno fuori uso, come nell'allagamento della barca.
Il solo svantaggio delle pompe manuali (al di là della loro maggiore
scomodità) è quello dell'installazione che richiede un posto
di manovra con uno spazio adeguato per azionare comodamente la leva .
Le pompe di sentina elettriche sono quasi sempre presenti in parallelo
alla pompa manuale offrendo una comodità ed un funzionamento autonomo
o automatico.
Quattro famiglie
Nelle pompe a girante in gomma (neoprene o altri materiali), il compito
di aspirare l'acqua è affidato ad una girante del tutto simile
a quella usata per il circuito di raffreddamento del motore.
I principali vantaggi di questo tipo di pompe sono dati dall'estrema silenziosità
di funzionamento, dalla grande portata d'acqua in proporzione alle dimensioni
e dalla semplicità costruttiva che permette una semplice manutenzione.
La girante, facilmente reperibile in commercio, è sostituibile
senza problemi anche da persone non esperte. Il loro punto debole è
il girare a secco: infatti, se il liquido non arriva più alla pompa
(il che può succedere quando ha esaurito il lavoro di svuotamento
della sentina) la girante, ruotando a stretto contatto con il corpo, si
surriscalda e si blocca in seguito alla dilatazione dovuta al riscaldamento,
con il conseguente arresto del motore, che, se non protetto, si brucia.
In alcuni casi inoltre alcune giranti in gomma non sono resistenti al
gasolio che può trovarsi in sentina: la conseguenza è il
gonfiamento della girante con i risultati sopra menzionati.
Le pompe a girante in bronzo vengono usate sulle grosse imbarcazioni e
sulle navi in quanto per certe portate servono giranti talmente grandi
e resistenti che non è possibile costruirle in altri materiali.
Nelle pompe a girante in bronzo, la girante crea un vuoto in un anello
liquido che sta dentro la pompa, questo fa sì che l'acqua salga
per depressione. In questo tipo di pompe, essendoci delle tolleranze molto
strette, se arrivano delle impurità alla girante è facile
che si blocchino e da qui nasce l’esigenza di una filtrazione di
protezione. La pompa a girante in bronzo è quindi adatta anche
ad essere impiegata come autoclave per acque pulite.
Le pompe elettriche da sentina ad immersione per le loro caratteristiche
sono diffuse in tutte le imbarcazioni e come abbiamo appena visto il loro
funzionamento è dato dal moto di una girante a flusso centrifugo
che, una volta immersa nell'acqua, con il suo movimento rotatorio fa sì
che l'acqua venga espulsa. L'aspetto più apprezzabile di queste
pompe è la grande portata in proporzione alle dimensioni, al consumo
e al costo; sono inoltre semplici da installare e facilmente reperibili
.
Le pompe elettriche ad immersione insieme a queste interessanti caratteristiche,
hanno purtroppo alcuni temibili nemici. I primi sono sicuramente i depositi
solidi in sentina: capelli, alghe, filamenti vari conditi dalla morchia
superano con una certa facilità la griglia di protezione attorcigliandosi
sulla girante e, se non puliti in tempo, prima o poi finiscono per bloccare
il motore con conseguente rottura. Il motore di queste pompe, inoltre,
pur essendo stagno in quanto racchiuso in un involucro di plastica, è
comunque immerso costantemente nell'acqua e finisce per danneggiarsi a
causa della condensa che si forma all'interno dell'involucro stesso .
Questo spiega perché mediamente la vita di una pompa di sentina
di questo tipo è inferiore ad una pompa non immersa. Ovviamente
ispezionando e pulendo spesso la sentina per evitare che si raccolgano
troppi corpi solidi, si allungherà la vita utile. In alternativa
alle pompe a girante sono disponibili le pompe elettriche a membrana dove,
come in quelle manuali, il semplice movimento della membrana origina le
fasi di aspirazione e di mandata. Non vi sono quindi organi delicati soggetti
ad usura come giranti, premistoppa, anelli paraolio, tenute meccaniche,
valvole di fondo. Il vantaggio delle pompe a membrana è la loro
alta affidabilità che possono offrire, grazie al fatto di poter
aspirare corpi solidi e di poter girare a vuoto senza danneggiarsi; di
contro sono più ingombranti e più rumorose delle altre.
Il modello giusto
Quando si installa una pompa di sentina elettrica bisogna per prima cosa
scegliere la tensione di funzionamento (12 o 24 V) che deve corrispondere
alla tensione dell’impianto elettrico della nostra imbarcazione;
è meglio inoltre che la pompa sia del tipo centrifugo (in grado
quindi di espellere anche piccoli corpi estranei e di funzionare a secco,
che sia costruita con materiali resistenti all’olio e ai carburanti,
che sia facilmente smontabile per la pulizia interna e per la manutenzione
e che sia in grado di scaricare fuoribordo anche a barca inclinata (vedi
disegno 1 dove è chiaramente visibile come vari l’altezza
dello scarico che nel caso peggiore (Z) è fino a 1.5 volte l’altezza
normale (X).
Bisogna poi prestare particolare attenzione alla portata della pompa:
questa viene normalmente espressa come portata nominale e solo a volte
come portata vera che tiene conto delle perdite di carico; ambedue questi
dati sono espressi normalmente in litri/minuto.
Un altro dato fondamentale è la prevalenza, che altro non è
che l’altezza massima a cui la pompa può sollevare l’acqua
per scaricarla. Anche la prevalenza è nominale e la differenza
tra valori nominale, i valori reali per una pompa da 15.000 l/h ed evidenzia
la differenza fra prestazioni teoriche e prestazioni effettive.
E’ evidente come la portata nominale di 15.000 l/h sia diversa da
quella reale: con due metri di altezza totale potremo scaricare solo 5.200
l/h con il motore in moto (alternatore che eroga 13.8V). Sono inoltre
da evitare pompe con filtri interni essendo difficile determinare con
una sola occhiata il grado di sporco e nel caso di scafi metallici pompe
ad immersione. Per questi scafi sono da usarsi tubi di gomma con pescanti
in materiale plastico e pompe posizionate in luoghi alti.
La resistenza allo scarico deve essere la minore possibile e quindi vanno
usati tubi di sezione uguale a quella di uscita della pompa senza restringimenti
o curve strozzate. Ogni curva deve essere dolce ed il tubo usato deve
essere del tipo armato per evitare piegamenti o restringimenti interni
dovuti a forti curvature. E’ da evitare l’uso di tubi con
l’interno corrugato in quanto questo aumenta la resistenza allo
scorrimento dell’acqua e tubi non resistenti all’olio ed ai
carburanti: liquidi che spesso compongono in parte le acque di sentina.
Tutti i collegamenti debbono essere sigillati con del termoretraibile
in modo da evitare ogni infiltrazione di acqua all’interno del cavo
e fissati in modo da evitare ogni vibrazione o sfregamento.
A norma di legge
L’impianto di base di sentina è costituito da una pigna o
pescante o succhiarola di sentina munita di filtro per i grossi corpuscoli
e possibilmente valvola di non ritorno. Nelle imbarcazioni, secondo le
attuali normative CE, sono previsti due punti di aspirazione principali
con due sentine diverse: centrobarca e motore. Lo scopo di queste due
sentine è quello di evitare lo scarico fuori bordi degli oli o
carburanti, riservando la loro evacuazione nei porti attrezzati, cosa
non fattibile purtroppo al momento i in alternativa occorre attrezzare
la linea di pescaggio della sentina motore con un filtro separatore acqua-olio
Nelle barche a vela la succhiarola deve essere posizionata in una vasca
di raccolta ricavata nella pinna, possibilmente vicino all’albero
se questo è del tipo passante, nei motoscafi la pigna è
posizionata a poppavia per permettere il funzionamento della pompa anche
durante l’assetto di navigazione.
Il circuito più semplice per un impianto con due punti di aspirazione
ed una pompa prevede un clarinetto o collettore (manifold in inglese)
con due valvole collegate ai tubi per l’aspirazione motore e centrobarca.
La pompa deve essere dimensionata per il caso peggiore, e cioè
quando entrambe le valvole siano aperte, questo significa che le valvole,
il clarinetto e il tubo di scarico avranno un diametro doppio delle condotte
di aspirazione. La linea di scarico più sicura, resta sempre lo
scarico sopra il galleggiamento, o a metà murata, sullo specchio
di poppa, previo sifone molto ampio ed alto nella barca.
Se ci sono più punti di aspirazione e locali stagni quali gavoni
o calavele è bene utilizzare due pompe separate: una per i punti
di aspirazione nei vari locali ed una per il servizio motore. Il principio
utilizzato è il precedente, aumentando opportunamente il numero
di valvole sul clarinetto con valvole che ci permetteranno di selezionare
i locali dove si deve esaurire l’acqua. Se si vuole risparmiare
qualche buco sullo scafo, conviene riunire tutti gli scarichi nelle vicinanze
del passascafo; gli scarichi da unire sono quelli della pompa di sentina
manuale, della zona servizi e della zona motore.
Interruttori automatici
Un discorso particolare meritano gli interruttori automatici di sentina.
Questi possono essere o a galleggiante (i più diffusi), o pneumatici
o elettronici.
Quando la parte incernierata si alza per effetto dell’arrivo dell’acqua
in sentina, la goccia di mercurio al suo interno raggiunge i due contatti
chiudendo il circuito ed attivando la pompa. I difetti potenziali di questo
tipo di interruttore sono quello di potersi bloccare in alto (pompa che
non si spegne) per sporco che si deposita o sotto la parte galleggiante
o all’interno della cerniera e da qui l’esigenza di un controllo
periodico. Per ovviare agli inconvenienti dello sporco sono nati gli interruttori
pneumatici che sfruttano la pressione dell’aria all’interno
di un particolare sensore.
Il vantaggio di questo interruttore è quello di portare i collegamenti
elettrici lontano dal fondo della sentina e di non avere parti in movimento
a contatto con l’acqua, i potenziali difetti sono che in condizioni
di navigazione con forte rollio potrebbe attivarsi solo in condizioni
di notevole acqua in sentina e che il tubo che collega il sensore potrebbe
forarsi o rompersi.
Gli interruttori elettronici sono quelli che evitano la maggior parte
dei malfunzionamenti; consistono di due sensori di acciaio inox fusi in
un blocco di plastica (vedi disegno) ad una precisa distanza fra loro.
Quando l’acqua li sommerge si trovano ad essere in contatto elettrico
tra loro creando un segnale che attiva all’interno la chiusura dell’interruttore
automatico. Questa chiusura avviene con un certo ritardo per evitare continue
chiusure in caso di poca acqua in sentina e forte rollio. I due sensori
sono isolati dal circuito elettrico della pompa per cui non esiste il
problema di correnti di fuga. Il maggior problema di questi interruttori
è quello di non attivarsi se i due sensori sono sporchi di olio
(e quindi isolati). Una semplice, ma periodica pulizia degli stessi evita
questa problematica.
L’ interruttore automatico che faccia partire la pompa in presenza
di acqua in sentina deve interrompere il cavo positivo e non il cavo negativo
per evitare correnti di fuga che porterebbero a premature corrosioni sia
dei particolari meccanici interni della pompa che delle prese a mare.
La corrente in caso di difetti d’isolamento o per la stessa alta
umidità seguirebbe questo percorso: pompa, acqua di sentina, presa
a mare, blocco motore, ritorno al negativo di batteria, con conseguente
forte fenomeno corrosivo per tutte le parti metalliche che compongono
questo circuito elettrico.
fonte: www.velaemotore.it
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