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Vela: Star
STAR LA CLASSE OLIMPICA
E’ la “Regina” delle classi olimpiche
e il sogno di molti velisti. Ma per regatare divertendosi, non è
necessario spendere una fortuna: basta anche una vecchia barca e un buon
refitting dell’attrezzatura.
RIATTREZZARE UNA VECCHIA STAR
Ritengo da sempre che la vela riservi a chi la pratica con assiduità
e passione molteplici piaceri. Personalmente, nei miei quasi quaranta
anni di attività velica, uno dei più grandi piaceri è
stato, ed è, quello di riattrezzare le vecchie barche mie o di
amici: dal mio Fireball allo Strale fino a più di un 470
e ai vari Laser, per passare poi al Meteor, al Comet 9,10 e al Farr 31.
Tutte barche che sono ritornate a nuova vita con un piano di coperta nuovo
e più funzionale che ha riservato sempre soddisfazioni anche in
regata, senza dimenticare che una barca “datata” riattrezzata
con prodotti Harken si rivaluta
sul mercato dell’usato (date una occhiata a quanti annunci di vendita
pubblicati nelle riviste specializzate riportano “attrezzata Harken”
per
rafforzare le caratteristiche del modello in vendita). Questa volta ho
coronato uno dei miei desideri di sempre: acquistare una vecchia Star
per partecipare a regate di flotta, nel mio caso sul lago Maggiore. Nelle
righe che seguono non
ho la presunzione di svelarvi alcun segreto di questa incredibile classe
olimpica (compito che lascio ai “guru” mondiali della Star),
ma desidero illustrarvi quali interventi sono stati fatti per rendere
più funzionale (e
funzionante) tutta l’attrezzatura di questa barca .
L’effetto del mare
Dopo una non troppo lunga ricerca la scelta di acquisto è caduta
su una Folli 6649 costruita nel 1981, già con doppiofondo. La Star
era parcheggiata sul piazzale della Società della Vela a Viareggio
e nonostante il precedente proprietario le avesse riservato molte cure,
l’effetto della salsedine si vedeva chiaramente in varie parti dell’attrezzatura
che era composta da uno dei maggiori mix di marche e prodotti che mi sia
mai capitato di vedere. Una volta trasferita ad Intra sul lago Maggiore,
sede della flotta del Verbano che collegata a quella del lago d’Orta
sta facendo registrare una eccellente rinascita in questi ultimi due anni,
la vecchia “Etoile” (questo il nome originale della barca)
è stata sottoposta agli interventi che vedete nella foto (nei
riquadri più piccoli potete vedere le manovre prima delle modifiche).
L’operazione numero uno è stata quella di fare un controllo
di ciò che non
funzionava e ciò che era possibile recuperare.
Con grande stupore devo dire che Massimo (il mio prodiere “leggero”
da 100 kg, anche lui velista da sempre, che si occupa delle vendite alla
Harekn Italy. ndr)ed io abbiamo verificato e recuperato buona parte di
ciò che era Harken (vecchio di oltre 20 anni!) che con nuove sfere
(carrello vang) e sfere e molle (strozzascotte) fanno ancora il loro dovere
come se fossero nuovi. Il carrello del vang, in effetti, non lo abbiamo
sostituito integralmente perché il disegno della coperta di questo
modello di Folli implicava una complessa modifica per poter accogliere
i carrelli della nuova serie CB, più larghi di 2 mm di quello “storico”
che vedete nella (figura 2).
Anche la rotaia circolare del vang ha retto perfettamente agli oltre 20
anni di
esposizione agli effetti dell’aria salmastra.
Carrello del fiocco
Iniziamo ora illustrando che cosa è stato cambiato e che cosa no.
Ritornate per un momento alla figura 1 che
riproduce il carrello e la rotaia del punto di scotta del fiocco. Anche
qui, rotaie originali e carrelli Small Boat mantenuti con il semplice
cambio delle sfere effettuato, più per scrupolo che per reale necessità.
Anche il bozzello Bullet H082 è stato riutilizzato dopo un
semplice lavaggio con acqua dolce.
Gli
strozzascotte
Nulla da fare, invece, per tutti gli strozzascotte di varie marche montati
sulla
“consolle” dietro alla rotaia del vang: irrecuperabili! Li
abbiamo sostituiti tutti con degli H150 (figura
2) che, nel caso del comando della volante veloce sono doppi ed
uno dei due ha la guida H328. Nella (figura 3)si
vede invece
il circuito del fiocco: sono stati sostituiti i vecchi strozzascotte con
degli H150; quello per la poppa (in alto) ha un supporto H296 mentre quello
a destra
regola la cinghia del prodiere. Non sostituito, invece, il Ratchamatic
non più in
produzione (sul catalogo ora lo trovate nella versione Carbo HH2633).
Passiamo alla (figura 4)che riguarda la colonnina
centrale:
i quattro strozzascotte con solo molle sono stati sostituiti con degli
H338 mentre la torretta H144 è stata mantenuta sostituendo però
“l’imitazione” di Harken 150 con un H412 doppio poichè
è stata adottata la soluzione di scotta randa doppia, più
adatta a timonieri non “fisicati” come il sottoscritto (che
fatica cazzare la randa di una Star...!). Anche il bozzello con cricco
Hexaratchet da 57 mm è stato sostituito con un HSB 366 da 57mm,
un
Ratchamatic doppio che non trovate sul catalogo Harken, ma che potete
ordinare tramite il vostro rivenditore di fiducia. Un H140 girevole è
invece il
nuovo comando del vang. Nella (figura 5)è
stata invece eliminata la copertura dei rinvii al timoniere che ora sono
a vista (tre H150 con ponticelli H425 e due H338 con H 424 e rinvii ad
incasso Micro H243); sono state sostituite anche le
maniglie ad incasso H062 indispensabili per il prodiere quando è
alle cinghie.
I rinvii sottocoperta sono in parte stati cambiati con dei Micro H224
(figura 6)oppure sono stati recuperati i
Bullet H082 originali (figura 7). Nella (figura
8) vedete infine il circuito doppio della scotta della randa: un
bozzello TiLite Carbo da 57 mm (quelli che si fissano direttamente con
una cimetta in Spectra) e due Carbo, sempre TiLite, questa volta da 40
mm fissati sul
boma Ecco conclusa la mia rapida esposizione di quanto fatto sulla vecchia
Star che, vi assicuro, è ritornata a nuova vita! Non mi rimane
che augurarvi
buon lavoro dandovi appuntamento al prossimo “refittig”, questa
volta, magari, di un catamarano!
fonte: www.technicalsailing.it
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