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Isola di Alicudi


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Foto Isola di Alicudi




storia | Il mare e la costa | Flora e fauna | geologia |cucina


storia

Alicudi, anticamente chiamata Ericusa, dalla presenza sull'isola dell'erica, pianta che abbandona ancora sulle pendici e nelle valli inaccessibili del cono vulcanico oggi spento.
Per molti secoli, bersaglio di frequenti incursioni da parte dei pirati che infestavano le rotte del Tirreno, la sua popolazione fu praticamente costretta a trovarsi un riparo naturale in casette costruite sui terrazzi a mezza costa che danno sul versante orientale.

foto museo di alicudi le statuine

La sua storia passata si sostanzia nelle tracce di un abitato del XVII - XVI sec. a.C., che doveva estendersi vicino all'approdo portuale; altre tracce della medesima epoca esistono sulla sommità dell'isola. Ciò lascia intendere che la modesta agricoltura e la pesca furono i fondamenti dell'economia della comunità preistorica.
Frammenti ceramici di età Romana si trovano sparsi sulla costa orientale dell'isola. L'isola ebbe parte, insieme a Lipari, al commercio dell'ossidiana. In località Fucile sono stati rinvenuti sarcofagi di lava contenenti numerosi fittili e vasi preziosi risalenti al IV sec. a.C..
Anche Alicudi subì incursioni Barbariche: ne è testimonianza una specie di fortino naturale, chiamato Timpone delle Femmine, dove venivano rinchiuse le donne durante le incursioni di pedoni e corsari.

il mare e la costa

Le spiagge ed i luoghi da visitare

foto isola di alicudi fondali marini

Alicudi presenta straordinarie bellezze naturali. L'unica spiaggia raggiungibile a piedi è la spiaggietta di Alicudi Porto, per il resto le spiagge sono raggiungibili solo via mare.
Il giro in barca offre uno spettacolo di indimenticabile grandiosità, costituito dalle altissime e frastagliatissime balze della costa Occidentale e Settentrionale che salgono quasi verticali fino a 500 o 550 metri.
Partendo in senso antiorario dall'approdo di Palomba, si costeggia la spiaggia di Alicudi Porto. Le coste sono quasi tutte a picco sul mare e seguono un profilo uniforme, senza formare cale o punte accentuate m solo qualche piccola spiaggetta assolata.
Continuando il giro dell'isola in barca non si può non ammirare lo Scoglio Galera ricco di flora e fauna marina, dalle acque cristalline ed incontaminate. Lo scoglio si protende " come una spada " dal mare verso la costa e ne è la continuazione.
Proseguendo si incontra un vallone molto profondo, la Sciara dell'Arpa, che scende in mare direttamente dalla cima della montagna.

Il mare

In questo box vi proponiamo degli itinerari subacquei, per esplorare i fondali dell'isola di Alicudi.
Le coste dell'isola sono molto precipiti sul mare e seguono un profilo molto regolare ed uniforme, senza che le rocce formino cale o punte più o meno accentuate. Anche i fondali rispecchiano in linea di massima questo andamento costante, seguendo un aumento graduale delle quote senza che si formino secche degne di nota. Solo in alcuni tratti si incontrano delle ripide cadute di roccia dopo una relativa estensione di basso fondale che si spinge ad alcune decine di metri dalla linea di costa.
Una bella immersione su di un fondale con questa morfologia si può fare sulla costa settentrionale, a tramontana di Alicudi.
A pochi metri dalla costa troveremo infatti un netto gradino del quale il fondale ci accompagnerà rapidamente verso quote più elevate. Diversa la morfologia del versante orientale che scende deciso ma di solito sedimentario. Un'altra possibile immersione è sul versante occidentale. Per individuare il punto di ormeggio venendo da nord cerchiamo uno sperone roccioso che, dalla cima del monte, scende fino al mare delimitando a meridione una vecchia sciara. Questa cresta prosegue sott'acqua come una carena rocciosa che si allunga verso il largo. Si tratta di una discesa molto facile, tutta a quote molto modeste.



Flora e fauna

Data la particolare conformazione del terreno, ad Alicudi, mancano del tutto strade o viottoli carrozzabili e, pertanto, anche le auto, i motorini e le biciclette. Per affrontare le scalinate di pietra lavica, che s'inerpicano dappertutto, ci si affida ai propri piedi ed ai simpatici asinelli che sono allevati sull'isola e sopportano il peso di merci e bagagli dal porto alle case sperse sul pendio. La vegetazione spontanea ed il disuso degli antichi sentieri rendono difficile l'orientamento nella rete dei viottoli. Per raggiungere il cratere occorrono 2/3 ore di salita e bisogna attrezzarsi di scarpe comode per camminare. Così, senza troppa difficoltà si può percorrere la strada formata da lastre di pietra chiamate " i princhi ". Dal porto si prende una stradina lastricata che sale, costeggiando alcune abitazioni, sino al vecchio molo detto scoglio Palomba. E' pittoresco questo paesino dalle case bianche che s'inerpica, terrazzamento dopo terrazzamento, sulle ripide e aguzze pendici del vulcano, immerso tra piante di erica, canne, fichi d'india, cespugli di capperi e bouganvillee.

La flora di Alicudi



La vegetazione di Alicudi è quella tipica della macchia mediterranea con canne, fichi d'india, palmette, ginestre, erica ecc.
Vi crescono spontaneamente tutte le piante utili tipiche delle Eolie: capperi, rosmarino, salvia, lavanda, fichi ed altre.
Le piante ornamentali che meglio si adattano al clima dell'isola sono la bouganvillea, l'ibiscus, l'oleandro, l'eucaliptus.
La fauna di Alicudi
Nell'isola la fauna è molto varia e ricca ed è rappresentata da uccelli e lucertole tra i vertebrati mentre gli invertebrati sono presenti con i Coleotteri Tenebrionidi e i Molluschi Gasteropodi.
In primavera e autunno, transitano uccelli migratori come pellicani, aironi rossi e cenerini, gru, oche selvatiche, anatidi, cormorani, fenicotteri, quaglie e cigeri. Le specie stanziali
più interessanti sono la berta maggiore e la berta minore, chiamata localmente "araghiune". Tra i rapaci è frequente il falcone
mediterraneo, il lodolaio, il falcone della regina e il falco cuculo.

Geologia

A prima vista l'isola di Alicudi sembrerebbe un semplice cono vulcanico assai regolare elevatissimo fino alla quota di 675 metri. Ma ad un esame più attento ci si rende conto che la realtà è assai diversa e che la storia della sua formazione è molto più complessa.
E' nata molto probabilmente in una età molto antica, come un vulcano conico di apetto forse simile a quello attuale, formato da lave basaltiche ed andesitiche.
Sono le formazioni che prendono il nome di lave della Galera, dal piccolo scoglio situato dinnanzi alla costa occidentale dell'isola. La parte superiore di questo cono a seguito dello svuotamento della parte superiore del bacino magmatico, è sprofondata, mentre sono rimasti in posto i margini fino ad altezze che vanno dai 150 ai 250 metri. Si è formata così una prima caldera, della quale si riconosce abbastanza chiaramente l'orlo, soprattutto sui lati occidentale e settentrionale dell'isola.

foto isola di alicudi panorama della costa

Ma l'attività vulcanica ha continuato e la caldera si è presto ricolmata. Si è formato un nuovo cono vulcanico simile al precedente, ma costituito da lave poco diverse, basalti ricchi di allumina e andesiti, intercalate con materiali piroclastici e con scorie consolidate, queste sono le formazioni dette del Dirittusu. Le colate di questa seconda formazione in parecchi tratti, si sono riversate fuori dal margine della caldera ed hanno raggiunto il mare, ricoprendo interamente le formazioni più antiche. Queste restano oggi visibili in un tratto settentrionale del lato Est, su tutto il lato Nord e per un lungo tratto del lato Ovest. Ma anche questo secondo vulcano è sprofondato e si è formata una seconda caldera, il cui orlo è facilmente riconoscibile tutto all'intorno. Sono all'interno della caldera, sul lato Nord, le piane del Dirittusu, da cui questa seconda formazione vulcanica prende il nome. All'interno di questa seconda caldera del Dirittusu è sorto peraltro verso Sud un nuovo cono vulcanico, o meglio una cupola, conosciuta come le Montagnole, che ha raggiunto l'altezza di 675 metri, e le cui lave si sono rovesciate ampiamente al di fuori del margine della caldera su tutto il terzo Sud Est dell'isola, scendendo fino al mare.
Questa nuova colata ha quasi completamente ricoperto, su questo lato dell'isola, le precedenti formazioni della seconda fase. E' su questa ampia colata che si estende l'abitato attuale. Le ultime colate, di lave andesitiche sono quelle sgorgate dal cratere del Filo dell'Arpa e rovesciatosi sia verso Nord, sia più ampiamente verso Sud Ovest, scendendo in qualche punto fino a mare. L'isola ha subito una notevole erosione, soprattutto sui lati Nord ed Ovest, a causa dell'azione marina.
Probabilmente a causa di questa forte erosione non si riconoscono sui suoi fianchi trace di antiche linee di riva.

cucina

Le ricette

LINGUINE FRESCHE ALLE MANDORLE
TEMPO DI PREPARAZIONE: 20 minuti
DIFFICOLTA': bassa
INGREDIENTI: 400g. di linguine fresche, 200g. di mandorle pelate, 4 spicchi d'aglio, 1 tazzina di salsa di pomodoro, 100g. di parmigiano grattugiato, qualche fogliolina di basilico, olio d'oliva extravergine, sale quanto basta.
PREPARAZIONE: Tritate finemente le mandorle, l'aglio, il basilico, sino a raggiungere la consistenza di una crema. Aggiungetevi la salsa ed il parmigiano. Nel frattempo fate bollire l'acqua per le linguine, cuocetele e scolatele al dente. In una terrina mescolate velocemente al coondimento, aggiungendvi un filo d'olio per amalgamare meglio, e servitele ben calde.

la cucina di alicudi linguine alle mandorle

PASTA CON I RICCI ALL'EOLIANA
TEMPO DI PREPARAZIONE: 60 minuti
DIFFICOLTA': media
INGREDIENTI: 400g. di spaghetti, una tazza da the piena di uova di ricci di mare ben nettate, 2 spicchi d'aglio, 1 manciata di prezzemolo, 1 pugnetto di capperi, 1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva, 1 pezzetto di peperoncino, a piacere.
PREPARAZIONE: Mentre l'acqua degli spaghetti viene messa a bollire, preparate in una ciotola le uova di ricci pulite da ogni residuo, l'olio extravergine, il prezzemolo crudo tritato, l'aglio a pezzettini molto piccoli. Il pugnetto di capperi, ben dissalato, verrà tritato finemente ed aggiunto anch'esso nella ciotola, insieme al peperoncino ben tritato. Cuocete gli spaghetti al dente, e dopo averli scolati versateli nella ciotola, mescolando il tutto velocemente. Servite ben caldo.

POLPETTE DI MELANZANE
TEMPO DI PREPARAZIONE: 35 minuti
DIFFICOLTA': media
INGREDIENTI: 4 melanzane medie, 4 spicchi d'aglio, 1 ciuffo di menta, 1 tazzina di capperi dissalati, 10 olive bianche triturate, 1 tazza di pangrattato, 1 uovo, olio e farina.
PREPARAZIONE: Sbucciate le melanzane e tagliatele in quattro grossi pezzi. Mettetele in acqua e sale per dieci minuti, quindi lessatele sempre in acqua e sale. Toglietele dal fuoco, e scolatele bene, a lungo. Ponetele in una terrina, uggiungendovi l'uovo, l'aglio a pezzetti, le olive, i capperi, la menta tritata, il sale ed il pangrattato. Amalgamate il composto, che non deve risultare troppo compatto nè troppo liquido; poi con un cucchiaio formate tante piccole polpette che passerete nella nella farina e friggerete in un pentolino di piccole dimensioni, con olio abbondante. Servite le polpette ben calde, oppure assolutamente fredde. 400 gr. di spaghetti; 50 gr. di capperi al sale di Pantelleria; 5 olive verdi snocciolate; 100 gr. di tonno all'olio d'oliva.

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CONIGLIO AI CAPPERI
TEMPO DI PREPARAZIONE: 60 minuti
DIFFICOLTA': media
INGREDIENTI: Un coniglio di circa 1,200 Kg. tagliato a pezzi; 60 gr. di burro; mezzo cucchiaio di farina; un bicchiere di vino rosso; brodo; un mazzetto di aromi(prezzemolo, salvia, rosmarino); 50 gr. di capperi al sale di Pantelleria; 40 gr. di funghi porcini secchi; 2 filetti di acciuga sott'olio; aglio; olio; sale; pepe.
PREPARAZIONE: In una capace casseruola fate sciogliere 40 gr. di burro con 2 cucchiai d'olio. Unite i pezzi di coniglio e fateli rosolare per 8-10 minuti, rivoltandosi spesso. Spolverizzateli con la farina, bagnateli col vino e con due bicchieri di brodo, aggiungete il mazzetto degli aromi, sale e pepate. Coprite e fate sobbollire per mezz'ora, Ammorbidite i funghi in acqua tiepida, lavateli, strizzateli, tagliuzzateli e fateli insaporire nel burro rimasto con uno spicchio d'aglio sbucciato e una presa di sale. Trasferite i pezzi di coniglio in un altra casseruola, possibilmente di terracotta, ricopriteli con il fondo di cottura passato al setaccio e aggiungete i capperi, i funghi e le acciughe stemperate in un po' di brodo. Coprite e continuate la cottura per 15 minuti.

ZUCCHINE ALL'ISOLANA
TEMPO DI PREPARAZIONE: 30minuti
DIFFICOLTA': bassa
INGREDIENTI: 500 gr. di zucchine; 50 gr. di capperi al sale di Pantelleria; 2 uova; 50 gr. di grana grattugiato.
PREPARAZIONE: Tagliate le zucchine a rondelle e fatele cuocere, molto lentamente con acqua e brodo. Frullate le uova e aggiungetevi il grana e i capperi tritati. Versate il composto e finite la cottura a fiamma lenta e tegame coperto. Il piatto può essere gustato freddo o caldo.

CAPONATA ISOLANA
TEMPO DI PREPARAZIONE: 30 minuti
DIFFICOLTA': bassa
INGREDIENTI: 2 melanzane; 1 cipolla; 50 gr. di capperi al sale di Pantelleria; 4 cucchiai di salsa di pomodoro; due coste di sedano; 10 olive.
PREPARAZIONE: Ungete con olio d'oliva il fondo di un tegame e ponetelo sul fuoco. Aggiungete la cipolla affettata sottilmente, la salsa, il sedano, le olive e i capperi. Fate insaporire per una decina di minuti e aggiungete le melanzane tagliate a dadini. Le melanzane possono essere soffritte a piacere. Aggiustate di sale e a metà cottura aggiungete mezzo cucchiaio di zucchero e un cucchiaio di aceto. Lasciate cuocere a fuoco lento.




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