Quiz patente nautica capitaneria Ravenna
Comuni: Livorno
Provincia: Livorno
Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano
Superficie: 2,28 Kmq
Abitanti: circa 300
Come arrivare:
Traghetto Toremar da Livorno.
Gorgona si può visitare soltanto dopo autorizzazione, il trasferimento andata e ritorno è possibile solo al martedì. Gli orari variano stagionalmente.
Informazioni:
Ufficio Gorgona della Circoscrizione 2 (Comune di Livorno)
Scali Finocchietti n.6 – 57100 Livorno
Tel. 0586895206 fax 0586895137
L'isola di Gorgona è la più piccola e la più settentrionale delle isole toscane, ha la forma di un quadrilatero irregolare, è lunga circa 1,5 km e larga 1,2 km e dista 39 km da Livorno.
Dal punto di vista geologico l’isola si presenta come una formazione calcarea a forte presenza di Micascisti con vene di Quarzo bianco amorfo nelle zone più elevate e Scisti gneitici e Serpentine alle quote più basse.
L’isola è montuosa, seppure le quote siano modeste con altezza massima raggiunta dalla Punta Gorgona di 255 metri.
La costa è quasi a picco sul mare nella parte occidentale, dove si incontrano grotte marine e falesie, mentre è digradante con ondulazioni in quella orientale, dove si trovano tre piccole valli.
La bellezza del paesaggio è accentuata dalla presenza di una rigogliosa vegetazione. Il mare limpidissimo è di un blu profondo per il rapido inabissarsi dei fondali.
L’insediamento umano è assai modesto per l’ininterrotta utilizzazione dell’isola come Colonia Penale dal 1869, che ha riservato alla popolazione civile solo la piccola area del porto presso la Cala dello Scalo.
L’istituzione della colonia penale agricola nel 1869 ha fortemente condizionato il modesto insediamento dell’isola, confinando gli abitanti civili nel ristretto spazio del paese arroccato intorno al porto ma ha contribuito a conservare intatte le caratteristiche naturali dell’isola.
Questa fu abitata in epoca preistorica, come testimonia la scoperta di una stazione nella parte meridionale dell’isola (Eneolitico e Neolitico).
L’isola era conosciuta dai Greci che la chiamavano Gurgon o Urgon e certamente frequentata dagli Etruschi.
Del periodo romano rimangono, nella parte alta di Cala dello Scalo, i ruderi di una splendida villa di probabile epoca tardo-repubblicana ed altre tracce.
L’isola fu scelta come sede monastica dai Benedettini prima e, allontanatisi questi, dai Certosini, che vi ritornarono nel XVIII secolo, dopo averla abbandonata perché oggetto delle razzie dei pirati.
Oggi degli edifici che formavano il convento, demolito per costruire il penitenziario, resta solo la chiesetta.
I pisani nel XIII secolo innalzarono sull’isola una fortezza, l’attuale Rocca Vecchia, utilizzata come penitenziario ed ormai in rovina. Nel 1406 Gorgona passò sotto il controllo dei Medici, che costruirono le fortificazioni e la Torre Nuova.
Nel 1606 l’isola venne annessa al Capitanato Nuovo di Livorno fino al 1777, quando il Granduca Pietro Leopoldo la riscattò e cercò di ripopolarla senza successo.
La Colonia penale non ha mostrato nel passato nessuna particolare attenzione alle caratteristiche architettoniche degli edifici preesistenti utilizzati ed ha costruito nuovi edifici con scarsa sensibilità paesaggistica, ma ha permesso comunque la conservazione di un habitat naturale di rilievo.
La quantità di vegetazione, in cui predominano i boschi di Leccio e di Pino d’Aleppo, fa della Gorgona l’isola più verde e lussureggiante dell’ Arcipelago.
La vegetazione è costituita in prevalenza da macchia mediterranea, Erica scoparia e Corbezzolo con presenza di Cisti, Mirto, Lentisco, Ginepro e Rosmarino.
Vicino al porto si trova una fustaia di Lecci e sulla sommità dell’isola si incontrano i Pini d’Aleppo.
A Gorgona insiste anche una popolazione di specie arboree tipiche dei climi freddi ed umidi, come l’Orniello, l’Ontano nero, l’Olmo e il Castagno e di piante di origine alpina come la Crocifera ( Cardamine asarifolia) Tra i fiori è da segnalare la Spiranthes spiralis, una delle sei specie di Orchidee presenti sull’isola.
Il paesaggio agricolo è in parte ancora mantenuto dai detenuti a bassa pericolosità della Colonia Penale presente sull’isola.
Nel passato a Gorgona i detenuti svolgevano un’intensa attività agricola: nel 1875 erano stati piantati 260.000 vitigni e si produceva un ottimo vino, c’erano orti e frutteti, piantagioni di Lino e oliveti e si allevavano polli, api, ovini, suini e bovini.
Il progressivo e costante abbandono delle produzioni, a partire dagli anni Cinquanta, è stato causato dalla diminuzione dei detenuti che dal tetto massimo di 300 si sono progressivamente ridotti sino a giungere nel 1977 a sole 12 presenze.
Negli anni più recenti il numero dei detenuti è stato reintegrato ed il carcere trasformato in una struttura modello che persegue la riabilitazione attraverso il lavoro agricolo ed il supporto al turismo.
La fauna di Gorgona è quella tipica dell’ Arcipelago Toscano, con abbondanza di Conigli selvatici e numerose specie di uccelli di passo.
Sono segnalati alcuni endemismi esclusivi dell’isola quali la Lucertola di Gorgona ( Pordacis muralis vinciguerra) che non tutti gli studiosi riconoscono come sottospecie, vari Molluschi terrestri ed Insetti. La fauna ittica è abbondante, grazie alla protezione indiretta offerta dalla presenza dei divieti della Colonia penale e dal 1989 dalle misure provvisorie che hanno istituito un'area marina protetta poi definitivamente inglobata nel 1996 nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Dentici, Ricciole, Tunnidi, Sarde e Acciughe, rappresentano le presenze più frequenti tra i pesci pelagici.
L’ittiofauna stanziale è ben rappresentata da Cernie, Murene, Corvine, Saraghi e Labridi multicolori, che si annidano soprattutto sulla costa occidentale, dai fondali più frastagliati e profondi.
Gorgona assume un grande valore per i flussi migratori degli uccelli; sull’isola sono presenti, oltre a numerosi Silvidi della macchia mediterranea, il Marangone dal ciuffo, l'Airone cinerino, la Poiana, il Falco pellegrino, il Gheppio, il Barbagianni, il Corvo imperiale, il Picchio muraiolo, l'Upupa, il Gabbiano reale ed il rarissimo Gabbiano corso.
Non è accertata con sicurezza la nidificazione delle Berte maggiore e minore.
Il mare di Gorgona è frequentato dai grandi e dai piccoli Cetacei, che ne fanno una delle aree più vocate all'osservazione dei Mammiferi marini in tutto il Mediterraneo.
