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Isola di Capraia


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Foto Isola di Capraia




Comune | Geomorfologia | Storia | Flora e Fauna | Aree protette

foto aerea isola di capraia

Comune

gonfalone comune di capraia

Comune: Capraia Isola

Provincia: Livorno

Comunità Montana: Elba e Capraia

Superficie: 19,36 Kmq

Abitanti: circa 300 (comune meno abitato della Toscana)

Come arrivare: Traghetto Toremar da Livorno

foto del porto di capraia



Geomorfologia

geomorfologia di capraia foto


L’isola di Capraia è la più occidentale delle isole dell’Arcipelago Toscano ed è situata a circa 65 km sud-ovest di Livorno, 35 km dalla costa ovest dell’Elba e 31 km da Capo Corso (Corsica).
L’isola, dalla forma ellittica con l’asse maggiore in direzione nord-est, è caratterizzata dalla presenza di rilievi che seguono un andamento nord-sud che culminano nei 445 metri del monte Castello.
Le caratteristiche ambientali sono molto simili a quelle della Corsica e della Sardegna alle quali, secondo alcune teorie geologiche, l’isola era unita sino al Miocene superiore, quando se ne staccò per una frattura sul bordo orientale del vecchio zoccolo del massiccio Corso-Sardo, causata dallo sprofondamento del Paleo-Appennino ed accompagnata da una attività vulcanica intensa seppure limitata nel tempo.
Dal punto di vista geologico l’isola, che emerse dal mare nel Terziario, è di formazione vulcanica, costituita da potenti colate di Andesite, cui si associano talora Tufi e Brecce.
Nella Punta dello Zenobito la nascita del vulcano omonimo, dalla vita breve e non troppo attiva, originò formazioni di rocce basaltiche. La stupenda Cala Rossa e il promontorio sono una sezione del vulcano. I fenomeni erosivi causati dagli agenti atmosferici hanno intaccato soprattutto il versante occidentale, soggetto alle forti libecciate, con formazione di cavità sulle pareti rocciose.
La costa, rocciosa ed inaccessibile, è caratterizzata dalla presenza di grotte e guglie modellate dal continuo moto delle onde e dalle violente mareggiate che hanno realizzato lo stesso arco naturale del Reciso.
La morfologia aspra dei rilievi, la ricchezza della vegetazione, la presenza di ambienti praticamente intatti di rilevante interesse scientifico e naturalistico, insieme alla scarsa antropizzazione derivante da fattori storici e, sino a pochi anni or sono, da particolari condizioni (la presenza della Colonia Penale) fanno dell’isola un insieme paesistico di eccezionale valore.


Storia

foto del forte di capraia

L’isola di Capraia, che deve il nome alla presenza di capre selvatiche che un tempo vivevano sull’isola, fu abitata in epoca romana ed a questo periodo risalgono i resti di una domus presso il porto e numerosi reperti rinvenuti in località la Piana.
In questa località sorge la chiesa di S. Stefano, probabilmente del IV secolo, costruita dai Cenobiti che abitarono l’isola in quegli anni. Distrutta dai Saraceni, fu riedificata nell’XI secolo dai Pisani.
Lo sviluppo urbanistico di Capraia dei secoli scorsi risponde soprattutto all’esigenza difensiva di questo avamposto della Repubblica Marinara di Genova per la frequenza delle incursioni saracene e piratesche, ed è oggi documentato dalle torri di avvistamento nei punti strategici dell’isola e dal forte San Giorgio sulla punta del Bricco, eretto dai Pisani nell’XI secolo e successivamente ampliato dai Genovesi nei primi anni del ‘400.
Il paese è stato edificato sotto la fortificazione, con il lento ma progressivo abbandono degli abitati del Piano e del Porto. L’insediamento del Porto, importante e trafficato in epoca romana e rimasto sempre molto attivo sino a dopo il X secolo, con l’ evidente testimonianza della chiesa dell’Assunta , è stato successivamente per lungo tempo abbandonato come luogo abitato e usato solo per le operazioni di approdo, carico e scarico delle merci.
Il legame tra Capraia e Genova rimane fortissimo, nell’isola si parlava un dialetto ligure che viene oggi riscoperto, in un rapporto che supera tutte le vicissitudini storiche e che va ben oltre l’Unità d’Italia, tanto che solo nel 1926 l’isola passa dalla Liguria alla neonata provincia di Livorno ed alla Toscana.
Nel 1986 è stata abolita la Colonia penale, che ha svolto un ruolo importante nella conservazione dell’ambiente naturale. La chiusura dell’Istituto ha tolto un vincolo fortemente lirnitativo della libertà di movimento e di godimento dell’isola.
Di quell’esperienza, che ha pesantemente condizionato la vita economica e sociale dell’isola, rimane un enorme patrimonio edilizio che si sta degradando e il cui utilizzo rappresenta un problema aperto per il futuro di Capraia.
La distanza dalla terraferma e la presenza di una Colonia penale dal 1873 hanno fatto sì che si conservasse un ambiente di alto pregio, anche se l’impatto antropico ha provocato la scomparsa delle originarie foreste di Lecci, sostituite da una macchia bassa con prevalenza di Corbezzolo.
Dal 1996, dopo che la popolazione si era fortemente opposta all’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, si è aperta una fase in cui il Parco dovrà garantire il rispetto della natura, ma anche un turismo che riesca a far dimenticare all’isola la vecchia economia basata sul carcere.



Flora e Fauna


gabbiano corso foto formato jpg



La vegetazione è costituita in prevalenza dalla Macchia mediterranea, spesso bassa e cespugliata con Cisto marino, Lentisco, Rosmarino, Mirto.
Nelle vallate più fresche è presente un forteto impenetrabile di Corbezzoli ed Erica arborea. In alcune cale più assolate spicca la macchia ad Euforbia arborea, mentre lungo il torrente Vado del Porto si è sviluppata la macchia ad Oleandri di Capraia.
Notevole in primavera la fioritura della steppa di Asfodeli. Sull’isola sono inoltre presenti un gran numero endemismi tra i quali il Fiordaliso di Capraia, la Linaria, la Silene salzmanni, la Borragine Nana e il Pancrazio Illirico.
Nello Stagnone, laghetto stagionale a 331 m. s.l.m. situato tra il monte Forcone e il monte Rucitello, è presente una interessante vegetazione acquatica, in primavera il Ranuncolo d’acqua ricopre con i suoi piccoli fiori bianchi tutta la superficie.
La fauna un tempo annoverava la Foca Monaca, scomparsa nei primi decenni del ‘900. Capraia ospita un gran numero di Conigli selvatici e una piccola popolazione di Mufloni introdotta di recente. Sono presenti inoltre specie endemiche tra le Lumache e alcuni Coleotteri, oltre la Lucertola di Capraia che non tutti riconoscono come sottospecie.
L’avifauna rilevata è varia nelle specie e consistente nel numero, tra gli altri sono presenti Picchi Muraioli, Venturose Corso, Poiane, Corvi Imperiali, Gheppi, Falchi pellegrini ed anche il Falco pescatore, ritornato da poco a volare sull’isola.
Numerosi i Marangoni dal Ciuffo, le Berte, i Gabbiani Reali ed il raro Gabbiano Corso che è presente nell’isola con il 10% della popolazione mondiale.
Nello Stagnone e nei corsi d’acqua dell’isola si può trovare la Raganella sarda, l’unico anfibio presente a Capraia Anche la fauna marina è di estremo interesse; tra le praterie di Posidonia e gli scogli popolati da Alghe, Spugne ed Anemoni, si possono incontrare il suggestivo Pesce luna, il Tonno, la Palamita, la Leccia, le grandi Cernie, Saraghi, Orate, Dentici, Ricciole e praticamente tutte le specie marine che abitano il Tirreno e il Santuario dei Cetacei. Il mare di Capraia è infatti anche frequentato da Tursiopi, Balenottere e Capodogli.



Aree protette

Divieto di pesca, navigazione, ancoraggio e immersione in Zona 1 tra Punta della Manza e punta del Trattoio. Pesca professionale riservata ai soli residenti in Zona 2.
Pesca sportiva regolamentata dall’Ente Parco in Zona 2.
Durante il periodo di nidificazione del Gabbiano Corso, dal 1° maggio al 30 giugno, sono interdetti l’accesso e la navigazione sottocosta nella zona meridionale dell’isola (Piana dello Zenobito, costa tra Punta delle Linguelle, Punta dello Zenobito, Scoglio del Gatto, Le Saline) L'Arcipelago Toscano è incluso nel Programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO Date le particolari caratteristiche ambientali e paesaggistiche, il 70% di Capraia fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, mentre il mare ricade quasi per intero nell’Area Marina Protetta del PNAT ad esclusione di un corridoio di accesso al porto.
Tutta Capraia è classificata come Sito di Interesse Comunitario, mentre la Zona di Protezione Speciale è estesa nella fascia costiera e nell’immediato entroterra tra Monte Penne, Punta dello Zenobito e Punta della Civetta.
L’isola è stata classificata come biotopo dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Programma di ricerca territoriale sulle aree naturali da proteggere, La carta dei biotopi, 1971).
L’area è stata censita dall’Ispettorato Regionale delle foreste della Toscana (Ministero Agricoltura e Foreste - Ispettorato regionale delle foreste per la Toscana, Elenco dei biotopi censiti in Toscana, 1971).
È stata censita dal Gruppo di Lavoro per i Parchi in Toscana quale comprensorio di notevole interesse floristico e vegetazionale meritevole di conservazione (Consiglio Regionale toscano, Commissione speciale per i problemi dell’ecologia, Relazione del Gruppo di lavoro per i parchi in Toscana, 1975).

carta delle aree protette dell isola di capraia


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