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Penisola del Sinis Isola Del Mal Di Ventre


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Foto Penisola del Sinis Isola Del Mal Di Ventre


PENISOLA DEL SINIS E ISOLA DEL MAL DI VENTRE CARTINA DEL PSRCO MARINO CON ZONE PROTETTE
La riserva si trova nella costa centro occidentale nelle acque cristalline della Sardegna e comprende i comuni di Cabras, San Vero Milis.
Il tratto di costa è basso tranne alcune falesie presso Capo San Marco e Abbarosa.
Qui è richiesta particolare tutela per la bellezza dell’ambiente marino assieme a "su Tingiosu", alla Torre del Sevo, allo scoglio "il Catalano" e la costa occidentale dell’isola di Mal di Ventre.
Lungo la costa troviamo una zona umida di rilevanza internazionale ricca di canneti tra cui nidificano fenicotteri, falchi pellegrini, il cavaliere d’Italia, falchi di palude ed il pollo sultano dal becco rosso e piumaggio azzurro.
È possibile inoltre osservare il raro gabbiano corso.

Normativa di riferimento Istituzione Ente gestore Regione Provincia Comuni Superficie Legge 31.12.1982 n. 979 Decreto 12/12/97- G.U. n.4 del 24/02/98 Comune di Cabras Sardegna Oristano Cabras 30.357,50 ha

ZONA A

In tale zona sono vietate:

1. la navigazione, l’accesso e la sosta con navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, nonché la balneazione;
2. la pesca, sia professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata;
3. la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere, qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie animali e vegetali, ivi compresa l’immissione di specie estranee.

In tale zona sono invece consentite:

1. le attività di studio e di ricerca, previamente definite ed autorizzate dall’ente gestore dell’area naturale marina protetta;
2. il transito delle imbarcazioni e dei natanti di servizio;
3.l’approdo nella zona "La Caletta" alle imbarcazioni autorizzate dall’ente gestore.

ZONA B

In tale zona sono vietate:

1. qualsiasi forma di pesca sportiva e professionale che non sia stata previamente autorizzata dall’ente gestore dell’area naturale marina protetta;
2. la navigazione parallelamente alla costa.

In tale zona sono invece consentite:

1. la pesca sportiva esercitata con la lenza da terra; la balneazione; 2. le riprese e la fotografia subacquea;
3. la navigazione e l’attracco nelle zone appositamente delimitate dall’ente gestore dell’area naturale marina protetta.

ZONA C

In tale zona sono consentite :

1. la pesca sportiva e professionale, esclusa la pesca a strascico;
2. le attività nautiche, previa autorizzazione dell’ente gestore dell’area naturale marina protetta e con il rispetto, oltre che delle leggi vigenti, anche dei limiti più restrittivi posti dall’ente gestore dell’area protetta medesima

L'Ambiente del Parco

foto sinis ambiente

Il paesaggio e la natura


La costa della Penisola del Sinis presenta in poco meno di 30 km diverse situazioni ambientali.
Il tratto che delimita verso nord il Golfo di Oristano ha una costa bassa, sabbiosa, che separa il mare dal retrostante stagno di Mistras.
Verso Capo San Marco la costa diventa più alta per presentarsi di nuovo sabbiosa in prossimità di San Giovanni di Sinis.
Procedendo verso nord, la costa si sviluppa con ampi tratti sabbiosi (tra cui la famosa spiaggia di Is Arutas formata da minuscole sfere di quarzo candido), intercalati a falesie rocciose che divengono alte e imponenti a Capo Mannu.
Più oltre ancora, le coste sabbiose si alternano a basse scogliere fino al grande complesso delle dune di Is Arenas che si spinge per 8 km verso l'interno formando una vera e propria zona desertica, oggi notevolmente impoverita.
Di fronte a Capo San Marco, a circa 7,5 miglia, si trova lo scoglio del Catalano, un antico vulcano di 230 m di diametro, quasi spaccato a metà da una profonda fessura.
La Penisola del Sinis, con il suo complesso di stagni, litorali sabbiosi, falesie e scogliere, costituisce una delle più importanti zone umide del Mediterraneo.
Gli stagni di Mistras, Cabras e Sale Porcus, circa 15 ettari di palude, ospitano infatti numerose specie di uccelli acquatici, dagli aironi alle anatre, dai trampolieri alle oche.
Numerose sono le specie che nidificano in questi stagni, come la garzetta, l'airone rosso, il cavaliere d'Italia e la sterna zampenere. Lo stagno di Cabras ospita poi la popolazione più importante d'Italia del fistione turco, un'anatra di origine sarmatica minacciata d'estinzione.
Certamente la nota di "colore" degli stagni della Penisola del Sinis è data dalla presenza del fenicottero.
Ogni anno, durante la stagione invernale, le lagune della Penisola del Sinis si tingono di rosa: è arrivata sa genti arrabbia , il popolo rosso, come vengono chiamati in Sardegna i fenicotteri.
Per questo elegante uccello la Sardegna costituisce tradizionalmente una tappa intermedia nella rotta migratoria tra la Camargue, la vasta zona umida sul Delta del Rodano dove risiede la più grande colonia europea, e il nord-Africa, dove sverna.
Molti individui, tuttavia, passano l'inverno in Camargue e molti altri ancora si fermano negli stagni sardi della Penisola del Sinis e di Cagliari, nel mite clima mediterraneo.
Anche le coste sono frequentate da uccelli di interesse come il falco pellegrino, che vive sulle alte falesie di Capo San Marco e di Abbarosa ed è facile da osservare mentre compie velocissime picchiate per catturare la preda.
L'isola di Mal di Ventre, uno scoglio granitico situato a circa 3,5 miglia dalla costa di Capo Mannu, deve il suo nome al maestrale, il malu ventu, che imperversa durante tutto l'anno.
Aspra e tormentata, delle dimensioni di 2 km per 1, racchiude un ambiente rimasto selvaggio e incontaminato.
Sul versante orientale piccole spiagge, come Cala dei Pastori, e calette si alternano alla costa rocciosa, mentre sul lato occidentale, inciso dall'insenatura di Cala Maestra, la costa è più alta e scoscesa. Ricoperta di macchia bassa, sulle sue scogliere nidificano il gabbiano reale, il gabbiano corso e il marangone dal ciuffo.

L'ambiente marino

La varietà della costa si traduce anche sott'acqua in una notevole ricchezza di ambienti, con fondali sabbiosi colonizzati da vaste praterie di posidonia e fondali rocciosi con falesie di rocce basaltiche, con grandi blocchi granitici, grotte, anfratti ed estese formazioni di coralligeno.
Lo Scoglio del Catalano e l'isola di Mal di Ventre sono collegati da una dorsale sommersa.
Le praterie di posidonia si spingono a una delle profondità massime per il Mediterraneo, oltre i 40 m, indice di acque molto limpide e di una buona integrità ambientale.
Le acque del mare e i fondali sono animati da una grande varietà di pesci, molluschi e crostacei: castagnole, reditriglie, seppie, polpi, nudibranchi, bavosa, scorfani, cernie, nacchere, donzelle, peperoncini di mare e, ancora, le sempre più rare cicale e aragoste. Alle maggiori profondità, coralli, madrepore e spugne tappezzano con le colorazioni più svariate i fondali rocciosi.
Nelle acque antistanti la costa è facile osservare alcune specie di delfini che accompagnano la navigazione delle barche, oppure seguire il nuoto della tartaruga marina comune e qualche volta anche della più grande e rara tartaruga liuto.

Beni Culturali

La prima testimonianza della presenza umana nel Sinis risale al Neolitico medio (4000 a.C.).
Nell'isolotto di Cuccuru S'Arriu sono state rinvenute tombe e, nei corredi funerari, statuette che testimoniano la religiosità tipica di quel periodo.
Il ritrovamento di molte torri nuragiche testimonia, inoltre, la presenza in quell'area dei popoli dei nuraghi, forse spinti fin lì dalla pescosità del mare.
Il fatto storico più importante dell'antichità è, però, l'espansione in questo territorio di un grande insediamento, quello di Tharros, che i Fenici fondarono nell'800 a.C. presso un preesistente abitato nuragico.
La città costiera divenne, poi, punica ed infine romana. In epoca medioevale il Sinis era già avviato ad un progressivo decadimento: gli insediamenti, numerosi in epoca romana, cominciavano a diradarsi.
Successivamente, in seguito alle numerose incursioni dei pirati barbareschi, gli insediamenti cominciarono a spostarsi sulle pendici delle colline del Montiferru.
Intere popolazioni di pescatori, marinai e commercianti diventarono comunità di pastori e gli acquitrini progressivamente riconquistarono le zone abitate.

Artigianato e Prodotti Tipici

foto panoramica parco naturale marino del sinis  mal di ventre

I prodotti tipici della zona risentono della tradizione della vicina città di Oristano: bottarga, civraxiu, pillonca, sartizzu siccau, formaggi dolci, mustazzolus, bianchittus e gesminus sono quelli più importanti.
Per quanto riguarda l'artigianato ricordiamo i figoli di Oristano, gli arazzi, gli oggetti in pelle, i tappeti, le bisacce, i cestini e legni lavorati.

Informazioni Turistiche

Per informazioni di carattere generale ci si può rivolgere a:
* Ente Provinciale per il Turismo di Oristano - Tel. 0783/36831
fonte: www.ucina.net -- www.parchipertutti.it

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