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Salina


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Foto Isola Salina




archeologia | storia | Escursioni | Flora e fauna | geologia



archeologia e archeosub


ARCHEOLOGIA A SALINA
Da Santa Marina attraverso la strada che arriva a Malfa si arriva alla Portella, dove è un villaggio dell’età del Bronzo Medio (XVI-XIII sec.a.C.) di circa 15 capanne costruite su terrazze in una suggestiva posizione panoramica. La scelta di un posto naturalmente fortificato fu dettata da ragioni di difesa; infatti il villaggio, come gli altri coevi delle isole di Filicudi e di Panarea, subì una distruzione violenta con l’arrivo degli Ausoni.



Archeologia Subacquea alle Isole eolie.
Splendide testimonianze del passato emergono dai fondali delle isole Eolie!
Sin da età preistorica grazie alla loro posizione geografica le Eolie hanno avuto un importante ruolo nelle rotte commerciali che interessavano ad ampio raggio il Mediterraneo da Oriente ad Occidente passando attraverso lo stretto di Messina. Punti insidiosi per la navigazione in antico erano la secca di Capistello e la secca del Bagno di Lipari, la secca di Capo Graziano di Filicudi, e gli scogli appena affioranti delle Formiche di Panarea.
Per le navi cariche di ceramiche e di anfore piene di vino, olio, grano e garum (la salsa di pesce particolarmente gradita ai Romani), le Eolie costituivano stazioni di sosta nel Tirreno meridionale o di rifornimento e scambio commerciale delle risorse locali.
Il materiale archeologico fino ad ora recuperato, frutto di scavi effettuati a partire dagli anni '60 o di recuperi occasionali, proviene da circa venti relitti. Lo si può ammirare visitando la sala di Archeologia Marina del Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea”a Lipari: dalla baia di Pignataro di Fuori, di fronte al Monte Rosa di Lipari, provengono ceramiche databili all'antica età del bronzo (inizi II millennio a.C.), fabbricate a Lipari e destinate, forse a bordo di una piccola imbarcazione, alle isole minori. A Filicudi e Panarea sono state trovate parecchie anfore di età greca, mentre una macina in pietra vulcanica proviene dalla secca del Bagno di Lipari. Grande mostra poi fanno i carichi delle navi naufragate: un relitto datato al IV secolo a.C. fu individuato in prossimità dello scoglio di Dattilo, sui fondali di Panarea caratterizzati da manifestazioni di vulcanesimo secondario. La superficie dei vasi raccolti è infatti alterata dalle incrostazioni ferrose delle fumarole.


isola di salina museo le anfore

Il relitto di Filicudi, denominato relitto F, e quello della secca di Capistello di Lipari, risalgono al III sec.a.C. Le navi trasportavano vino in anfore fabbricate nell'Italia centro-meridionale (note come anfore greco-italiche) e ceramiche varie, acrome e a vernice nera. Dal relitto della secca di Capistello di Lipari, è stato recuperato un bel servizio da mensa: lucerne su alto piede e piatti da pesce. Al centro della sala spicca la grande piramide di anfore ordinate così come dovevano essere nella stiva di una nave di età romana (II sec.a.C.) che fece naufragio presso la secca di Capo Graziano di Filicudi (Relitto A). Al carico appartenevano anche ceramiche e monete di zecca romana.
Parecchie anfore provengono da relitti di età romana individuati a Filicudi, Panarea e Vulcano.
Singolare il carico di una nave tardo romana, naufragata a Lipari, presso Punta Crapazza (di fronte Vulcano): lingotti di stagno, nocciole e zolle di solfuro di arsenico usato nell'antichità come colorante.

storia

Salina è stata oggetto di continui insediamenti. Nelle vicende dell'Isola si alternano periodi di completo abbandono ed altri di forte sviluppo. Salina, verso il VII sec. d.C., fu una delle isole Eolie più abitata perchè i vulcani di Lipari erano in piena attività. A causa delle invasioni Arabe, l'isola rimase deserta finchè, verso il XVII sec. d.C., popolazione ed attività conobbero nuovi splendori. Salina è l'isola più fertile delle Eolie. L'isola di Salina si estende per una superficie di 26,8Kmq., ed è seconda solo a Lipari. Anch'essa di natura vulcanica, è costituita dalle vette dei due monti più alti delle Eolie "Fossa delle Felci" e "Fossa dei Porri", vulcani ormai spenti da tempo; da qui il suo antico nome Didyme, che significa Gemelli. ù nella tarda età imperiale romana.


isola di salina museo maschera fenicia

Dal punto di vista storico, anche Salina è stata protagonista nella evoluzione del neolitico eoliano. Insediamenti dell'età del bronzo sono quello di Serra dei Cionfi e quello della Sciara Portella. Quest'ultimo fu violentemente distrutto, forse intorno al 1270 a.C., per mano degli Ausoni. Tracce di un insediamento del IV - V secolo a.C. si trovano nella zona di Serra dell'Acqua. Alcuni ritrovamenti presso S. Marina parlano di un notevole insediamento, formatosi attorno al IV secolo a.C., sviluppatosi in età ellenistica e poi ancor piLo sviluppo continuò fino all'età bizantina e medioevale Le invasioni arabe la resero deserta finchè, popolazioni e attività conobbero nuovi splendori. Salina è l'isola più fertile delle Eolie.
Qui si raccolgono le uve pregiate da cui si ricava la "Malvasia delle Lipari", un vino dal sapore dolciastro; grande importanza ha anche la coltivazione dei Capperi, esportati in tutto il mondo

 

Escursioni

ESCURSIONI VIA MARE
goletta in navigazione
Essendo Salina vicina a tutte le isole dell'arcipelago è facile andare in giro per conoscerle tutte. Le distanze non sono eccessive ed è possibile partire il mattino e tornare la sera per una qualsiasi delle Isole Eolie, come potete vedere dalla tabella a lato. Per le escursioni via mare è possibile andare e tornare in aliscafo ed una volta arrivati a destinazione girare a piedi oppure nella stessa località affittare una barca oppure fare il giro dell'isola.
E' possibile fare escursioni con dei piccoli gozzi che possono essere affittati da soli oppure insieme ad altri e dovunque organizzano gite che durano mezza giornata oppure un'intera giornata, partendo al mattino e rientrando al pomeriggio. Ci sono motobarche veloci che vanno e tornano in giornata anche dalle mete più lontane, una delle gite più suggestive è quella per Panarea e Stromboli, si parte al pomeriggio, ci si ferma e si scende a Panarea, ci ferma e si scende a Stromboli, sosta sotto al cratere per osservare le eruzioni del vulcano, rientro a mezzanotte. Un'altra gita lunga con rientro in nottata è quella per Filicudi ed Alicudi. E' possibile anche affittare barche e gommoni di ogni tipo e con ogni genere di motorizzazione, un fuoribordo di 10HP è sufficiente per fare il giro di Salina oppure per andare a Lipari .

Escursioni VIA TERRA a Salina


Il giro dell'Isola di Salina via terra è un giro improprio perchè non è possibile girare tutta l'isola e tornare nello stesso posto. Si può andare da Lingua a Rinella, e sono km. 23, ma poi occorre tornare indietro e lo stesso vale per Pollara, km. 8 da fare andata e ritorno.Vale senz'altro la pena di farlo, in taxi oppure in moto ed anche in motorino. E' possibile vedere dall'alto tutte le Isole Eolie e ci si rende conto di come è fatto l'arcipelago, della forma delle isole, della loro posizione e delle distanze. Occorre davvero poco ed il poco tempo necessario a farlo rende un peccato il non farlo.
Merita una visita anche il Monte della Fossa delle Felci, un parco naturale e davvero suggestivo, punto panoramicissimo e che si raggiunge a piedi partendo da Valdichiesa. E' possibile trovare sull'isola delle guide naturalistiche per farsi accompagnare.

isola di salina la mappa


Flora e fauna

La flora
Dalla sommità della Fossa delle Felci si può realmente ammirare l'isola di Salina nella sua lussureggiante bellezza. Le più disparate forme della costa traggono origine da due grandi montagne vulcaniche totalmente diverse tra loro. Più selvatico il Monte Porri, più ospitale e ricco di vegetazione il monte Fossa. Oltrepassando la frazione di Valdichiesa, l'aria si fa pura e ricca di profumi boschivi, il paesaggio ed il clima diventano quelli della collina e, una volta arrivati in cima, della montagna. Per raggiungere la Fossa delle Felci ci vogliono tre ore di cammino, è consigliabile quindi la partenza di buon mattino. I sentieri sono ricchi di cespugli di erica, lentisco ed euforbia. Il bosco è odoroso e rigolglioso di castagni, querce, pini, corbezzoli che raggiungono anche i sette-otto metri d'altezza. In primavera l'intero crinale è ravvivato dal caldo giallo della ginestra, una nota di colore ad effetto sorprendente, un'esplosione di natura sulla terra più fertile dell'iintero arcipelago. Si scorgono dei vecchi sentieri in direzione del Santuario della Madonna del Terzito, che un tempo erano le uniche vie percorribili per raggiungere la cima. Ai sentieri si alternano scalinate dai gradini costituiti da grosse pietre e tronchi di alberi centenari.


isola di salina cespuglio di erica


Qui la natura si manifesta in tutta la sua bellezza, e consente anche ai meno attenti di notare vere e proprie delizie del mondo vegetale. Tra gli alberi rari vi è il leccio che in tempi antichi ammantava l'intero territorio in una impenetrabile foresta. In vetta il paesaggio inizia a mutare. La fitta vegetazione lascia il posto a steppa e rocce. Guardando con attenzione il cielo in questo punto, è possibile scorgere un'altra sorpresa della natura: il Falco della Regina, simbolo di Salina per i naturalisti, splendido esemplare dalle spettacolari tecniche di volo e dall'imponente apertura alare. E' un uccello molto raro e sembra una velocissima macchia scura nell'azzurro intenso del cielo. Dopo la steppa, si incontrano le felci, basse e a piccoli gruppi, esse aumentano di numero e dimensioni procedendo verso il cratere. Da un punto panoramico, sul ciglio del cratere, si scorgono grandi rocce, di un colore cangiante dal bianco al rosso. E poi ancora una volta le felci che delimitano ed invadono i sentieri, e che ospitano conigli selvatici talvolta rari da vedere. L'atmosfera che si respira alla Fossa è densa di magia e romanticismo; completano il tutto degli enormi castagni che hanno raggiunto tali dimensioni grazie alla ricchezza del terreno. Uno sguardo intorno e ci si rende conto di aver raggiunto il tetto delle Eolie, da dove all'orizzonte ad una a una si ammirano le altre splendide sorelle.

La fauna


Nell'isola la fauna è molto varia e ricca ed è rappresentata da uccelli e lucertole tra i vertebrati mentre gli invertebrati sono presenti con i Coleotteri Tenebrionidi e i Molluschi Gasteropodi.
In primavera e autunno, transitano uccelli migratori come pellicani, aironi rossi e cenerini, gru, oche selvatiche, anatidi, cormorani, fenicotteri, quaglie e cigeri. Le specie stanziali più interessanti sono la berta maggiore e la berta minore, chiamata localmente "araghiune". Tra i rapaci è frequente il falcone mediterraneo, il lodolaio, il falcone della regina e il falco cuculo.


isola di salina il falco


Le BERTE appartengono alla frocellariformi (la stessa degli albatri); sono uccelli marini dotati di una straordinaria capacità di sfruttare le correnti d'aria, tale da permettere loro di volare per ore controvento senza quasi muovere le ali. Il loro habitat è il mare aperto, da cui rientrano solo nel periodo della riproduzione per prendere posto in colonie localizzate sulle pareti delle coste rocciose. Notevole è anche la loro velocità in volo che, se normalmente è di 80 km/h, può anche raddoppiare con condizioni di vento favorevoli. La BERTA MAGGIORE (Procellaria diomedea) è comune nel Mediterraneo, e al suo verso vagamente umano si fa risalire l'origine di molte leggende. Il piumaggio è scuro sul dorso e biancastro sul ventre, come nella berta minore: a distinguerle, oltre che le dimensioni (la maggiore è grande più o meno come un gabbiano) è il colore del becco, giallo nella maggiore e scuro nella minore. La BERTA MINORE (Puffinus puffinus) segnalata come nidificante a Capraia, dovrebbe essere una rarità per le nostre latitudini, visto che il suo areale tipico è tutto interno al Mare del Nord. Caratteristica è la rotazione sull'asse longitudinale che compie mentre è in volo.
GHIRO (Glis glis) appartiene alla famiglia dei Gliridi o Ghiri, animali tipicamente notturni o crepuscolari. In inverno cadono in letargo, ritirandosi in buche sotterranee (circa 60 cm sotto terra) di preferenza sotto ceppi di alberi. Possono dormire - e quanto profondamente fa parte del mondo degli aneddoti - fino alla fine di aprile. Il ghiro è un roditore di taglia più piccola dello scoiattolo (circa 25 cm compresa la coda). La pelliccia è grigio cenere sul dorso, lattea sul ventre. Possiede lunghe vibrisse, nere come la mascherina oculare; la gola, le guance e le zampe sono bianche. La coda, cespugliosa, è grigio-marroncina sulla parte superiore mentre inferiormente è percorsa da una striatura bianca. Vive preferibilmente nei boschi luminosi di latifoglie e nei frutteti, ma non è legato rigidamente a questi ambienti e lo si può trovare anche nei boschi di conifere, umidi e ombrosi. Passa il giorno dormendo dentro buchi dei tronchi o in vecchi nidi abbandonati, o costruiti vicino alle biforcazioni degli alberi. Si riproduce subito dopo il letargo, partorendo anche 10 piccoli. Si ciba abbondantemente di frutta, insetti, bacche e uova. Prima di cadere in letargo intensifica l'alimentazione con frutta secca e semi perché, durante il sonno, perde anche la metà del suo peso.

geologia

La formazione dell'isola di Salina ha avuto una storia assai complessa, che si è svolta attraverso due periodi ben distinti di attività vulcanica, separati fra loro da un lunghissimo periodo di quiescienza.
Il primo periodo è iniziato circa 500.000 anni fa, durante le fasi avanzate della glaciazione di Mindel, quando cioè il livello del mare era molto più basso di quello attuale. Si sono formate allora due isole distinte, separate fra di loro. Una ad Ovest, costituita dal Vulcano del Corvo, l'altra più ad Est, costituita da due vulcani congiunti fra loro: il Vulcano del Capo, che costituisce l'estremità Nord Est dell'isola attuale, e il Vulcano del Monte Rivi a Sud Ovest di esso. I loro crateri sono oggi difficilmente riconoscibili. In un secondo momento sul finire della glaciazione di Mindel, a Sud del Monte Rivi si è formato il Vulcano della Fossa delle Felci, che ha raggiunto la quota di quasi mille metri. Esso forma il quarto Sud Est dell'Isola di Salina, incombendo sugli abitati di Santa Marina e di Lingua. Rimaneva peraltro ancora un ampio intervallo tra questi tre vulcani orientali e il Vulcano del Corvo. Questa sarebbe stata la situazione protrattasi per parecchie centinaia di migliaia di anni attraverso tutto l'interglaciale Mindel-Riss; attraverso la glaciazione di Riss e attraverso l'interglaciale Riss Wurm.


isola di salina pollara la costa


In tutto questo lunghissimo periodo il mare e le intemperie hanno fortemente eroso i fianchi di questi vulcani e le trasgressioni marine del Tirrenaio e del Monastiriano hanno lasciato testimonianze molto evidenti, costituite dalle spiaggie soprelevate al di sopra del livello attuale del mare. Dopo questo lunghissimo periodo di quiescenza l'attività vulcanica a Salina si risvegliò nel corso della glaciazione di Wurm. Si formò allora il Vulcano dei Porri, che venne a ricoprire quasi interamente con le sue colate laviche il vecchio Vulcano del Corvo, ridotto ormai dall'erosione subita al solo nucleo basaltico originario e attraversato in tutte le direzioni da innumerevoli dicchi. L'isola di Salina, ormai unificata, assunse quindi nelle grandi linee la sua forma attuale. L'ultimo episodio della storia geologica di Salina è l'apertura del cratere di Pollara, avvenuta quando la glaciazione di Wurm volgeva ormai alla fine. Una grande eruzione esplosiva distrusse allora il fianco Nord Ovest del Vulcano dei Porri e una parte almeno del Vulcano del Corvo che esso aveva ricoperto. Si formò allora a bassa quota il vastissimo cratere di pollara, di cui l'erosione marina ha ormai distrutto tutta la metà occidentale.




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