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Ventotene e Santo Stefano
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Foto Ventotene e Santo Stefano

Comprende le isole di Ventotene e Santo Stefano che rappresentano la parte orientale dell’Arcipelago Pontino.
Il posto è un vero paradiso per le immersioni subacquee, si possono incontrare moltissimi tipi di pesci e la granceola Maja squinado, tipica della zona.
I pescatori trovano nei palangresi gettati al largo dell’isola pesci spada e lampughe.
La Posidonia oceanica è presente laddove i fondali non calano a picco bruscamente e si può qui trovare, grazie alla particolare limpidezza delle acque, fino ad una profondità di 40-42 metri.
Normativa di riferimento
Istituzione
Ente gestore
Regione
Provincia
Comuni
Superficie Legge 31/12/1982 n. 979
Decreto 12/12/97- G.U. n. 45 del 24/02/98
L’area verrà ricompresa nella gestione dell’istituenda riserva statale terrestre (Art. 19.2° comma Legge 394/91), avente la stessa denominazione e probabilmente affidata al Comune di Ventotene
Lazio
Latina
Ventotene
2.787 ha
ZONA A
In tale zona sono vietate:
1. la navigazione, l’accesso e la sosta di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, ad eccezione di quelli debitamente autorizzati dall’ente gestore per motivi di servizio, nonché per l’attività di ricerca scientifica;
2. la pesca, sia professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata, e la detenzione di attrezzi da pesca sui natanti autorizzati al transito;
3. a caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e in genere qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie animali o vegetali, ivi compresa l’immissione di specie estranee;
4. l’asportazione anche parziale e il danneggiamento delle formazione geologiche minerali;
5. l’immersione con o senza apparecchi autorespiratori, fatte salve le immersioni autorizzate per fini scientifici e quelle in gruppi guidati dal personale qualificato autorizzato;
6. le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbative all’ambiente naturale e alla realizzazione dei programmi di ricerca scientifica da attuarsi nell’area.
ZONA B
In tale zona sono vietati:
1. l’ancoraggio;
2. l’ormeggio non regolamentato;
3. la pesca subacquea.
ZONA C
In tale zona sono vietate:
1. la pesca professionale per i non residenti, se non debitamente autorizzata dall’ente gestore sulla base di apposita disciplina relativa agli attrezzi e allo sforzo;
2. l’asportazione anche parziale e il danneggiamento delle formazioni geologiche minerali;
3. le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbative all’ambiente naturale e alla realizzazione dei programmi di ricerca scientifica da attuarsi nell’area.
VENTOTETE L'Ambiente del Parco
Il paesaggio e la natura
Ventotene e S. Stefano, situate nel Mar Tirreno a circa 26 miglia da Gaeta, fanno parte del cosiddetto Arcipelago Ponziano formato da 6 piccole isole incastonate in un mare blu cobalto; sono costituite da lave e tufi, che testimoniano un'evoluzione geologica con attività prevalentemente subaerea: alle prime e imponenti colate laviche, che edificarono il promontorio di Punte dell'Arco gettando le prime fondamenta di Ventotene, seguì un'attività esplosiva di straordinaria portata con l'emissione di milioni di kmq di materiali piroclastici, che completarono la costruzione dell'isola.
Ceneri, scorie e lapilli si depositarono strato su strato e, nel corso dei millenni, si trasformarono negli spettacolari tufi che costituiscono l'elemento caratteristico del paesaggio costiero di Ventotene. L'isolotto di S. Stefano è la parte affiorante di un cono avventizio, derivato dall'attività secondaria del grande Vulcano di Ventotene.
Il paesaggio vegetale, soprattutto a Ventotene, è caratterizzato da formazioni prative; solo nei punti più inaccessibili, come le rupi costiere, sopravvivono alcuni lembi di macchia bassa.
La flora presenta un marcato carattere di mediterraneità, in relazione al clima mite e alle precipitazioni scarse, e annovera alcuni interessanti endemismi, tra cui la centaurea di Ventotene, che si insedia nelle zone rupestri più arretrate dalla costa, il limonio di Ventotene e il limonio di S. Stefano.
Nell'Arcipelago Ponziano la fauna stanziale risulta alquanto impoverita dalle profonde alterazioni della vegetazione spontanea e dalla conseguente scomparsa di molti habitat naturali.
L'aspetto faunistico di maggiore interesse è costituito dall'avifauna migratoria, per la quale le isole rappresentano una zona di sosta d'importanza cruciale durante l'attraversamento del Mediterraneo. Tra i migratori che frequentano le zone vi sono anche specie rare, come la gru e la cicogna bianca.
Per quanto riguarda l'avifauna nidificante, le specie più significative sono quelle legate all'ambiente costiero, come il gabbiano reale e il falco pellegrino.
L'ambiente marino
la movimentata geografia del paesaggio costiero, fatta di falesie, spiagge e calette, dirupati promontori, scogli, isolotti e faraglioni si traduce sott'acqua in un mosaico quanto mai vario di situazioni ambientali che favoriscono l'insediamento di innumerevoli e diversificati popolamenti bentonici.
Nelle zone in ombra le piccole pareti rocciose sono tappezzate dalle colonie color arancio vivo dell'astroide, uno dei pochi rappresentanti mediterranei dell'ordine dei madreporari, gli organismi costruttori delle barriere coralline.
Tra le franate di massi e gli scogli, ricchi di tane e anfratti, è frequente l'incontro con polpi, murene, bavose, donzelle pavonie, saraghi ed occhiate anche di buone dimensioni.
Particolarmente integre le colonie di posidonia: esse si estendono su quasi tutti i fondali di Ventotene e S. Stefano, grazie all'eccezionale limpidezza delle acque e raggiungono profondità elevate.
A causa della notevole ripidità dei fondali, soprattutto a S. Stefano, le praterie sono di ridotta estensione, tranne che nel tratto di mare tra le due isole, dove la loro copertura è pressoché totale e molto densa.
A profondità superiori a 20-25 m, sui fondali rocciosi si sviluppa un popolamento sciafilo, cioè amante della penombra, dominato dall'alga monetina di mare, dalle colonie arborescenti della gorgonia gialla e dal briozoo Sertella septentrionalis , che forma grosse colonie simili a delicati merletti da cui deriva il nome comune di rosa di mare.
Fitte colonie di gorgonia rossa e di margherita di mare si accompagnano ad innumerevoli spugne, spirografi e briozoi tra cui le rose di mare e il falso corallo.
Beni Culturali
Ventotene ha rappresentato un punto di riferimento nei traffici commerciali già in epoca preistorica, un punto di raccordo tra Palmarola (dove si sfruttavano le miniere di ossidiana) e il continente.
I Romani, intorno al 441 a.C., sbarcarono su queste rive e trasformarono il nome dell'isola in Pandaria, mantenendo la radice greca.
Con l'imperatore Augusto ebbe inizio la costruzione della villa, del porto e degli acquedotti.
Il porto romano scavato nel tufo, la peschiera, gli imponenti resti archeologici di Villa Giulia, e le cisterne di Villa Stefania testimoniano l'importanza che già dai tempi antichi aveva l'isola di Ventotene. L'antico borgo marino, la Chiesa di S. Candida, il Forte Torre ed il maestoso carcere sull'isolotto di S. Stefano sono i più importanti monumenti borbonici di Ventotene.
Artigianato e Prodotti Tipici
I prodotti del mare vanno dalle varietà più pregiate di pesce fresco (saraghi, cernie, scorfani, triglie e merluzzi) a quelle meno rinomate, ma dal gusto inconfondibile (come le ricciole e le occhiate).
La terra ventotenese produce fave, asparagi, carciofi, capperi, fichi, fichi d'india e le famose lenticchie coltivate biologicamente in terreno vulcanico, più piccole e che resistono meglio di altre alla cottura.
Informazioni Turistiche
Per informazioni di carattere generale ci si può rivolgere a:
* Azienda di Promozione Turistica di Latina - Tel. 0773/695404-07
* Pro Loco di Ventotene - Tel. 0771/85257
fonte: www.ucina.net -- www.parchipertutti.it
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